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m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA) ¦ LA MOSTRA ALBERTO GIACOMETTI (1901-1966) DAL 9 GIUGNO 2020 AL 10 GENNAIO 2021 @ Chiasso
Giu 9 2020–Gen 10 2021 giorno intero

m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA) ¦ LA MOSTRA ALBERTO GIACOMETTI (1901-1966) grafica al confine fra arte e pensiero DAL 9 GIUGNO 2020 AL 10 GENNAIO 2021

Con la mostra ALBERTO GIACOMETTI (1901-1966) grafica al confine fra arte e pensiero, il m.a.x museo di Chiasso intende rendere omaggio, valorizzare ed esporre per la prima volta una mostra specificatamente dedicata all’espressione grafica di Alberto Giacometti, riconosciuto fra gli artisti più importanti del XX secolo.

Dal 9 giugno 2020 al 10 gennaio 2021 saranno esposti oltre quattrocento fogli di grafica, disegni e numerosi libri d’artista che videro Alberto Giacometti artefice d’indagine nelle diverse tecniche grafiche, dalla xilografia all’incisione a bulino, dall’acquaforte alla litografia. Per la prima volta in un’esposizione, in mostra vengono proposte anche tre matrici, sia litografiche sia calcografiche, in raffronto alle corrispondenti grafiche. Sebbene sia conosciuto soprattutto come scultore e pittore, Giacometti realizzò anche molte incisioni, espressione di una profonda ricerca creativa. L’artista svizzero considerava il disegno e la sua trasposizione sulla matrice il fondamento estetico e concettuale su cui costruire una riflessione artistica tout court. Com’ebbe modo di affermare lo stesso Giacometti, “di qualsiasi cosa si tratti, di scultura o di pittura, è solo il disegno che conta” (1955).

Nelle quattro sezioni della mostra, in ogni sala, accanto all’opera grafica i visitatori potranno ammirare un disegno, una scultura o un dipinto di Giacometti, così da permettere la comprensione del rapporto fra i suoi diversi mezzi di espressione. L’ambiente creativo dell’artista e dell’uomo sarà restituito attraverso le suggestive fotografie realizzate da Ernst Scheidegger e Paola Salvioni Martini.

L’esposizione è curata da Jean Soldini e Nicoletta Ossanna Cavadini.

La mostra al m.a.x. museo di Chiasso si avvale dei prestiti di importanti istituzioni: la Fondation Giacometti di Parigi, la Fondation Marguerite et Aimé Maeght di Saint-Paul-de-Vence, la Alberto Giacometti-Stiftung presso il Kunsthaus di Zurigo, la Graphische Sammlung della Nationalbibliothek di Berna, il Bündner Kunstmuseum di Coira, il Museo Ciäsa Granda di Stampa in Bregaglia, la Fondazione Marguerite Arp di Locarno, la Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” di Milano, la Fondation Ernst Scheidegger-Archive di Zurigo, la Biblioteca cantonale di Lugano. L’esposizione

è stata possibile anche grazie alla generosità di alcuni prestigiosi collezionisti privati, fra cui si citano Eberhard W. Kornfeld, Carlos Gross, Patrice Forest e Robert Hunger; presenti anche opere della collezione del m.a.x. museo stesso.

L’evento è reso possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos, del Cantone dei Grigioni (Promozione della cultura dei Grigioni. Ufficio della Cultura), di “Cultura in movimento” (progetto promosso dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e dal Dipartimento delle finanze e dell’economia del Canton Ticino, e sostenuto dall’Aiuto federale per la lingua e la cultura…  per saperne di più clicca qui

Lug
17
Ven
Il MUSEC dedica la sua nuova grande mostra a cinque secoli di pittura giapponese dal 17 luglio 2020 @ Lugano
Lug 17 2020–Feb 21 2021 giorno intero

Dal 17 luglio 2020 al 21 febbraio 2021, il MUSEC – Museo delle Culture di Lugano presenta la più estesa esposizione mai dedicata alla pittura giapponese

Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese
La Collezione Perino

La mostra, curata da Matthi Forrer, ripercorre cinquecento anni di tradizione figurativa nipponica tra il XVI e il XX secolo, attraverso 90 kakemono, ordinati lungo un percorso tematico che permette di esplorare in profondità la sostanza dei linguaggi pittorici, provenienti dall’inedita collezione, raccolta con cura filologica dal medico torinese Claudio Perino.
Il kakemono, genere molto diffuso in Asia orientale, consiste in un prezioso rotolo di tessuto o di carta, dipinto o calligrafato, che è appeso alle pareti durante occasioni speciali o è utilizzato come decorazione in base alle stagioni dell’anno.
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni tematiche (Fiori e uccelli; Figure antropomorfe; Animali; Piante e fiori vari; Paesaggi) e propone le opere dei maggiori artisti del tempo, quali Yamamoto Baiitsu (1783-1856), Tani Bunchō (1763-1840), Kishi Ganku (1749-1838), Ogata Kōrin (1658-1716).

Ago
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Sab
“Sculture e artigianato creativo all’aperto 2020”, 15 agosto – 29 novembre 2020, Laghetto di Tendrasca, Val Resa @ Val Resa
Ago 15–Nov 29 giorno intero

Dopo i mesi di quarantena, in quest’estate insolita contraddistinta dalle regole dettate dal coronavirus, tutti noi sentiamo il bisogno di poterci rilassare in un posto sicuro e trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta. Perché quindi non coniugare il contatto con la natura e l’arte?

Il Comune di Brione s/Minusio ci invita a scoprire (o riscoprire) la bellezza della nostra regione. E tra le mete più appartate e sconosciute, ma anche tra le più selvagge del Cantone, c’è “la più piccola valle del Ticino” ovvero la Val Resa.

Partendo dal nucleo di Brione s/Minusio verso l’antica mulattiera, oggi strada carrabile, si può godere di un panorama incomparabile, con angoli di natura ancora incontaminati per poi raggiungere altrettanti punti di partenza per stupende escursioni verso i Monti di Lego, Cardada o la Collina Alta.

A colpire quanti giungono in collina a Tendrasca, una frazione di Brione s/Minusio è, anzitutto, l’incantevole vista sul Lago Maggiore. Ma basta spostare lo sguardo poco più in là ed ecco presentarsi un’oasi semplice ma speciale. ll cuore artistico di questo luogo suggestivo è il Laghetto di Tendrasca, che ospita una mostra di sculture e artigianato creativo integrati in un magica terrazza circondata dal bosco e dal riale Navegna.

Immerse nel paesaggio e nella quiete, 33 opere esposte nell’area verde accompagnano i visitatori in un connubio fra arte e natura. Come, ad esempio, le Nuvole che annunciano il bel tempo che sottolineano la serenità del posto e Senti cantare il fiume e il bosco? (entrambe di Anneliese Hophan) il cui grande orecchio stilizzato vuole essere un invito a fermarsi ad ascoltare la sinfonia della natura. Il Volo di farfalle (Fabrizia Milesi e Vittoria Canevascini) celebra la trasformazione, la potenza e la bellezza insita in ogni essere vivente mentre il Cuore di pietra (Marie Louise Keller) ci ricorda che in ogni pietra c’è un cuore ben nascosto da un guscio talvolta anche ruvido. Scolpendo il sasso ci si presenta una forma nuova, lucida, liscia e di un colore del tutto diverso dall’aspetto esteriore. Questo ovviamente vale anche per altri oggetti e per le persone. Ma c’è spazio anche per gli alberelli di Sonia Vicari, vedi foto a lato, (EcoloMAgia) in cui sono incorporati degli elementi in plastica colorati, il cui significato rimanda in primo luogo ad un discorso ecologico di riciclo della plastica (in questo caso in arte) e ad un’idea simbolica della natura che raccoglie e con armonia trasforma e rivalorizza un materiale non biodegradabile.

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” così diceva Marcel Proust. Allora lasciamoci sorprendere dai Fiori della Camonna della giovane artista Nina Nikita von Boletzky e non lasciamoci spaventare da I mostri di… (Jürg Bertogg) i cui denti aguzzi, le lingue appuntite e le criniere di draghi sono così buffe da non farci paura, anzi, da farci ridere! E gli animali in questo angolo incantato di certo non potevano mancare: Dédé Moser è un’artista affermata e stimata in tutto il mondo, considerata la più nota pittrice di gatti in Svizzera. Da oltre trent’anni ritrae l’affascinante universo felino e la loro aura misteriosa in cui si mescola dignità, grazia, imprevedibilità, gentilezza e pazza gioia di vivere, insieme ad un’infinita pigrizia meditativa.

Terminiamo con le parole degli autori di Milestone Rock e Fantasia sui Totem (Lele e Antonella Pozzi): “Abbiamo pensato che dopo tutto quello che abbiamo vissuto in questi lunghi mesi, e ancora nella quotidianità, le persone avessero bisogno di colore, allegria…di qualcosa di spiritoso ed unico. Quindi anche se non possiamo ancora andare ad assistere a concerti, spettacoli ed eventi, i totem ricreati con i nomi di cantanti, band, personaggi e fantasie di colore, possono portare un po’ di atmosfera attorno a noi”.

Lavori integrati nell’ecosistema circostante, che lasceranno affiorare emozioni positive quali l’armonia e la leggerezza, da ammirare organizzando magari una gita fuori porta in compagnia di familiari, amici e, perché no, dei nostri fidati compagni a quattro zampe. Un’intrigante fusione tra natura e scultura, che ben si accompagna con una sosta in uno dei vari punti di ristoro della zona. Un museo a cielo aperto dove riprendersi del tempo prima di tornare sul piano.

L’esposizione è fruibile tutti i giorni fino al 29 novembre 2020.

Opere esposte di Vanna Alberti, Jürg Bertogg, Vittoria Canevascini e Fabrizia Milesi, Fabiano Convert, Anneliese Hophan, Marie Louise Keller, Dédé Moser, Tiziana Mucchiani Farah, Antonella e Lele Pozzi, Agostino Rossi, Penélope Soler Lopez, Sonia Vicari, Nina Nikita von Boletzky.

Set
20
Dom
Ascona, 20 sett. 2020/10 genn.2021 ¦ ALEXEJ JAWLENSKY E MARIANNE WEREFKIN. COMPAGNI DI VIAGGIO @ Ascona
Set 20 2020–Gen 10 2021 giorno intero

Presentata ai media la nuova straordinaria mostra di Ascona

Giovedì 18 settembre. Alla presenza dell’Ambasciatore russo a Berna Sergej Garmonin e delle autorità comunali il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona (Svizzera) ha presentato ai media la sua grande mostra, un’importante retrospettiva su Alexej Jawlensky (1864-1941) e Marianne Werefkin (1860-1938).

Alla conferenza stampa odierna ha preso la parola il Vicesindaco Maurizio Checchi, che ha salutato i presenti e si è dichiarato onorato di poter celebrare il “genio” russo ad Ascona, un territorio legato alla Russia da secoli e di cui i due pittori sono un esempio.

Ascona può vantare molteplici scambi culturali e l’arte riflette la bellezza del territorio. Il noto Monte Verità è stato ed è tuttora un polo d’incontro di idee che ha ispirato artisti, filosofi, scrittori fin dall’inizio del Novecento. La manifestazione “Eventi letterari” ospita un’altra esponente della cultura russa, la scrittrice premio Nobel Svetlana Aleksievic a testimonianza del legame duraturo tra la Russia e la città di Ascona.

Un territorio grande come un fazzoletto che suoi abitanti sono riusciti a mantenere quasi intatto prosegue Michela Ris, Capodicastero Cultura e Finanze del comune di Ascona.

Caratterizzato dall’ospitalità e dalla passione ed è stata proprio quest’ultima a guidare e stimolare Alexej Javlensky e Marianne Werefkin, che hanno vissuto un amore in bilico tra gloria e disfatta, come molti altri notissimi artisti prima e dopo di loro. Proprio ad Ascona poi il loro legame è infine terminato.

La direttrice dei Musei di Ascona, Mara Folini, si è soffermata sui contenuti della mostra che con oltre 100 opere tra le più significative dei due artisti e che nasce dalla felice collaborazione tra il Museo Comunale di Arte Moderna di Ascona, la Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco e il Museum Wiesbaden, senza dimenticare l’Archivio Jawlensky di Muralto e la Fondazione Marianne Werefkin di Ascona, che presenta numerosi libretti degli schizzi di Werefkin che accompagnano alcune fasi del suo percorso artistico.

La tappa svizzera inoltre regala al pubblico una sezione inedita dedicata alle opere di Andreas Nesnkomov-Jawlensky, il figlio avuto dal pittore con la domestica di Werefkin, che testimoniano in modo emblematico quanto l’arte del padre e della Werefkin siano state essenziali per la sua maturità artistica.

Conclude la conferenza l’Ambasciatore Sergej Garmonin ha a sua volta ringraziato Ascona e i suoi abitanti per il rispetto e l’atteggiamento premuroso verso il patrimonio culturale comune, che da quasi un secolo lega la Russia alla Svizzera. Ha infine raccontato un aneddoto : il legame è molto più antico di quello che la storia potrebbe far credere. Il padre di Marianne Werefkin, il generale dell’esercito russo Vladimir Werefkin, fu il comandante della Fortezza di Pietro e Paolo a San

Pietroburgo, che fu costruita all’inizio del Settecento sul progetto dell’architetto svizzero Domenico Trezzini, che, a sua volta, diede la forma alla capitale settentrionale russa.

Ascona, dal 20 sett. 2020 al 10 genn. 2021 – RIUNISCE 100 OPERE DI ALEXEJ JAWLENSKY E MARIANNE WEREFKIN @ Ascona
Set 20 2020@14:00–Gen 10 2021@15:00

PER LA PRIMA VOLTA, UNA MOSTRA RIUNISCE 100 OPERE DI ALEXEJ JAWLENSKY E MARIANNE WEREFKIN

L’esposizione racconta la vicenda di due compagni di vita, pionieri dell’avanguardia del Novecento

Dal 20 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, il Museo d’Arte Moderna di Ascona ospita una importante retrospettiva che approfondisce il rapporto tra Alexej Jawlensky (1864-1941) e Marianne Werefkin (1860-1938) che, individualmente e in coppia, hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo dell’arte nel primo Novecento.

Per la prima volta, la mostra mette a confronto queste due originali figure di artisti, attraverso 100 opere che ripercorrono le carriere di entrambi, in un arco temporale che dalla fine dell’Ottocento, giunge fino agli anni trenta del XX secolo, ponendo particolare attenzione alla loro relazione privata.

La rassegna, curata da Mara Folini, direttrice del Museo d’Arte di Ascona, è la terza e ultima tappa di un itinerario che ha toccato due delle maggiori istituzioni tedesche per l’arte espressionista, come lo Städtische Museum im Lenbachhaus di Monaco e il Museum Wiesbaden.

Il rapporto estremamente complesso che ha legato Alexei Jawlensky e Marianne Werefkin si è sviluppato tra il 1892 e il 1921, dagli esordi a San Pietroburgo, a Monaco di Baviera (1896), città che li vide al centro del dibattito artistico internazionale dell’epoca, come fondatori della Nuova Associazione degli Artisti di Monaco (1909), premessa alla nascita del Blaue Reiter (1910) e della rivoluzionaria arte astratta del loro amico e compatriota Vassilj Kandinsky, alla quale Marianne Werefkin seppe dare fondamento teorico nei suoi scritti, fino agli anni trascorsi in Svizzera, in particolare nel borgo di Ascona, dove la stessa Werefkin fu attivissima in ambito culturale, nel partecipare alla fondazione del Museo Comunale (1922) e dell’Associazione artistica Der Grosse Bär (1924).

I due sono stati molto più di una semplice coppia d’artisti, profondamente connessi dal punto di vista emotivo: sembravano dipendenti l’uno dall’altra, compagni di vita, legati in una “relazione d’amore eroticamente platonica” (com’ebbe modo di sottolineare Lily, la moglie di Paul Klee), che in realtà nascondeva il disagio di una donna che, pur di affermarsi in un mondo declinato al maschile, decise di reprimere la sua femminilità in nome dell’arte come missione.

Il percorso espositivo segue la linea cronologica della loro liaison, iniziata nella primavera del 1892, per il tramite del loro comune maestro Ilya Repin, uno dei più importanti realisti russi, sostenitore di un’arte che emancipasse il popolo russo e “portatore” in patria del chiaroscuro di Rembrandt;

Repin fu per Marianne Werefkin una figura decisiva, prima del suo trasferimento in Germania, come ne è prova il suo Autoritratto del 1893, una delle rare testimonianze di questa sua iniziale fase creativa.

Abbandonato l’ambiente russo artisticamente conservatore e limitante, la coppia si trasferisce a Monaco di Baviera nell’autunno 1896, per ricominciare su nuove basi e stimoli, affiancata da grandi personalità dell’arte quali Wassily Kandinsky, Paul Klee, Alfred Kubin, Gabriele Münter, Franz Marc, Agust Macke e altri.

È il periodo nel quale Marianne Werefkin smise di dipingere e, invece d’inseguire una personale gloria artistica, si dedicò alla promozione del talento di Jawlensky. Come scrisse lei stessa: “Cosa potrei ottenere lavorando, seppure in maniera mirabile? Qualche opera che forse non sarà male. (…) Se non dipingo e mi dedico interamente a ciò in cui credo, vedrà la luce l’unica vera opera, l’espressione della fede artistica, e per l’arte sarà una vera conquista. Per questo vale la pena di aver vissuto”.

Sono anni in cui molte artiste riflettono sulla loro identità. All’epoca, infatti, i loro contributi godevano di scarsa attenzione da parte del pubblico, poco incline a riconoscere loro una necessaria originalità e creatività.

Questo volontario esonero durò un decennio. A interromperlo fu il progressivo guastarsi del rapporto tra i due, dovuto all’ingresso di un’altra donna, la loro domestica Helena Nesnakomova, con la quale Jawlensky aveva intessuto una relazione amorosa e dalla quale nacque nel 1902 il figlio Andreas; a questo si aggiunse la scelta di Jawlensky di perseguire una nuova strada artistica, diversa da quella prospettata da Werefkin, nel suo ruolo di guida.

Ritrovata la fiducia nei suoi mezzi espressivi, nel 1906 Werefkin ricominciò a dipingere e passò a una pittura a tempera già scevra da stilemi post-impressionisti alla Van Gogh (ancora presenti invece nella pittura di Jawlensky e in quella degli amici Kandinsky e Münter), e che si richiamava invece a Gauguin e ai Nabis, nello sperimentare le tecniche più diverse – gouache, pastelli, carboncini, gessetti, penne e matite – mescolandole in campiture di colore contrastanti, verso una composizione ritmica, seriale, avvolgente e perlopiù visionaria.

Sono opere che dimostrano quanto Marianne Werefkin fosse l’antesignana di quel nuovo linguaggio espressionista che prende forma, fin dal 1907, nelle sue opere e nei suoi numerosissimi quanto febbrili schizzi, e che porta come suo contributo nei fertili soggiorni di Murnau (1908, 1909), cittadina delle Prealpi bavaresi, ricordati dalla critica come i più significativi per la svolta astratta di Kandinsky.

Nei quadri successivi al 1906 si notano tutte le peculiarità che continueranno a caratterizzare l’opera di Marianne Werefkin, come la simbolica e opprimente atmosfera di fondo (Stimmung), o gli scenari fantastici dominati da un carattere visionario e lirico. Dal punto di vista stilistico, tutti questi lavori testimoniano quanto Werefkin avesse fatta sua la lezione dei sintetisti francesi, imbastendo le sue opere in composizioni bidimensionali tendenzialmente geometriche e seriali (ellissi, file prospettiche accorciate, linearità sinuose che a volte si spezzano), grazie all’uso sapiente dell’à plat e del cloisonné, nello stile più classico di Paul Gauguin e poi dei Nabis. Esemplari a tal proposito Autunno-Scuola (1907), Birreria all’aperto (1907), Pomeriggio domenicale (1908), Il danzatore Aleksandre Sakharov (1909), I pattinatori (1911).

Quanto a Jawlensky, il suo primo decennio a Monaco aveva evidenziato quanto il colore fosse il suo mezzo espressivo per eccellenza; una cifra che lo accompagnò già nel periodo prebellico, con la serie delle pastose teste colorate che sublimerà in quelle Mistiche (dal 1914), per poi arrivare a quelle ieratiche e cupe delle Meditazioni, negli ultimi anni di vita.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, i due furono costretti a riparare nella neutrale Svizzera; dapprima a Saint Prex sul lago Lemano (1914), poi a Zurigo (1917) e infine ad Ascona (1918). Per la prima volta conobbero la povertà e vivendo di stenti e da esiliati senza patria. Rimarranno insieme per altri sei anni, nonostante le loro strade avessero ormai preso, dal punto di vista sentimentale e artistico, direzioni diverse. Jawlensky fece il grande salto verso un’astrazione lirica e mistica che culminerà infine nelle sempre più radicali, perentorie croci buie della sua tarda produzione a Wiesbaden (1921-1938), dove si era trasferito nel 1921, abbandonando Werefkin ad Ascona.

Marianne Werefkin continuerà lungo la strada di un espressionismo più radicale, nell’enfatizzare sempre più le forme in moti vorticosi, vitalistici, che coincidono con un recupero di quesiti più esistenziali e terreni, tra il visionario e l’aneddotico, per trovare infine, negli ultimi anni della sua vita, un’intima riconciliazione con il mondo, grazie al suo rinnovato interesse per l’amore francescano di cui Ascona, patria di accoglienza d’artisti, assurgerà a simbolo cosmico di una pace interiore a lungo agognata.

Chiude idealmente il percorso una sezione dedicata alle opere di Andreas Jawlensky, figlio di Alexej ed Helena Nesnakomova, che proprio in Svizzera ha trovato la sua maturità artistica, coltivata al cospetto di suo padre e di Marianne Werefkin.

La rassegna è il frutto di una felice collaborazione tra il Museo d’Arte Moderna di Ascona con lo Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco e il Museum Wiesbaden, senza dimenticare l’apporto dell’Archivio Jawlensky di Muralto e della Fondazione Marianne Werefkin di Ascona.

Accompagnano la mostra tre cataloghi edizioni Prestel, in italiano, tedesco e inglese.

ALEXEJ JAWLENSKY E MARIANNE WEREFKIN. Compagni di vita Ascona (Svizzera), Museo Comunale d’Arte Moderna (via Borgo 34)
20 settembre 2020 – 10 gennaio 2021

Informazioni:
tel. +41 (0)91 759 81 40; museo@ascona.ch

Sito internet:

www.museoascona.ch

Canali social:
Facebook @museoascona
Instagram @museocomunaleascona

Ott
8
Gio
“Gilbert & George. The Locarno Exhibition” Museo Casa Rusca, Locarno, prorogata fino al 6 gennaio 2021 @ Locarno
Ott 8 2020–Gen 6 2021 giorno intero

Proroga dell’apertura fino al 6 gennaio 2021

Inaugurata lo scorso 16 maggio, quale segnale di ripresa delle attività culturali della Città di Locarno a seguito del lockdown, l’esposizione “Gilbert & George. The Locarno Exhibition” verrà prorogata fino al 6 gennaio 2021. Un bilancio più che positivo contraddistinto da un buon riscontro di pubblico, l’ampio apprezzamento dei visitatori e turisti per le immagini imponenti e provocatorie e per l’allestimento curato dal duo, ha convinto gli artisti e il Dicastero Cultura a offrire l’opportunità al pubblico di visitare la mostra oltre la data di chiusura, inizialmente prevista per il 18 ottobre, e quindi anche durante il periodo delle prossime vacanze autunnali e natalizie.

Ricordiamo che la mostra, progettata in stretta collaborazione con Gilbert & George, presenta cinque gruppi di opere realizzate tra il 2008 e il 2016. Una selezione di sessanta picture dirompenti, caratterizzate da immagini intense e cromatismi accesi, scelte con cura appositamente per ogni spazio del Museo, trasformano ogni sala in un grande affresco, dando vita ad un’esperienza affascinante e coinvolgente, che comunica al pubblico l’essenza del lavoro del duo artistico inglese. Amati dal pubblico, osannati da musei e gallerie, il loro atteggiamento pluralista mescola performance, scultura e grafica pop in un unicum accessibile a tutti (e non potrebbe essere diversamente, dato il leitmotiv che da sempre guida la loro pratica: “Art for All”). Obiettivo principale del loro lavoro è infatti quello di produrre un’arte democratica e di forte impatto comunicativo, che sfida le convenzioni dell’élite e della società borghese e che analizza in profondità la complessità della condizione umana.

Grazie ad un’osservazione meticolosa del tessuto urbano dalla loro casa-studio nell’East End londinese, Gilbert & George s’impadroniscono della ricca varietà di graffiti, scritte e testi affissi nelle strade vicino alla loro abitazione. Ne scaturisce un repertorio ricco di immagini allo stesso tempo elettrizzanti e spaventose, teatrali, austere, bizzarre, in cui i due artisti dividono la scena con titoli di giornali, avvertimenti, pubblicità erotiche, scorci urbani, iconografia religiosa, bandiere e slogan. La mostra si concentra sulle tematiche più controverse e urgenti del dibattito contemporaneo, da sempre, alla base della loro ricerca: sesso, razza, religione, politica, identità all’insegna di pochi comuni denominatori: l’ironia pungente, il rifiuto delle etichette e la voglia di mettere tutto in discussione, senza necessariamente fornire risposte alle domande suscitate.

L’essere insieme, il fatto di esistere in quanto due in un unico concetto, fanno di Gilbert & George dei precursori di tematiche che oggi vengono poste quali importanti e necessarie. Per loro l’arte non è altro che una rielaborazione della vita e deve necessariamente avere anche una funzione educativa, indicando la strada per superare qualsiasi tabù, religioso, culturale o sociale.

La mostra è accompagnata da un catalogo interamente curato dagli artisti, corredato da illustrazioni a colori delle opere esposte, unitamente a testi di Michael Bracewell, in versione italiana o inglese.

Informazioni
SEDE Museo Casa Rusca
Piazza Sant’Antonio, 6600 Locarno
ORARI Martedì – Domenica 10.00-12.00 / 14.00-17.00
Lunedì chiuso
INGRESSO Intero CHF 12.-
Ridotto AVS/AI e gruppi* CHF 10.-
Studenti dai 16 anni e gruppi AVS/AI* CHF 6.-
Ingresso gratuito per le scuole
e per gli studenti fino ai 16 anni*
BIGLIETTO COMBINATO MUSEO CASORELLA-CASTELLO + MUSEO CASA RUSCA

Intero CHF 18.-
Ridotto AVS/AI e gruppi* CHF 15.-
Studenti dai 16 anni e gruppi AVS/AI* CHF 10.-
* nel rispetto delle raccomandazioni di igiene e distanziamento
emanate dalle autorità federali.
PRENOTAZIONI +41 (0)91 756 31 85
CONTATTI Dicastero Cultura Città di Locarno
Piazzetta de’ Capitani 2, 6600 Locarno
+41 (0)91 756 31 70 servizi.culturali@locarno.ch
www.museocasarusca.ch
www.locarno.ch
www.facebook.com/casarusca
www.instagram.com/casarusca
CATALOGO Gilbert & George (a cura di), “Gilbert & George. The Locarno Exhibition”
Locarno, Museo Casa Rusca, 2020
illustrazioni a colori, italiano e inglese
ISBN 978-88-944708-0-2 CHF 40.-

Ott
14
Mer
LUGANO (SVIZZERA) MUSEC – MUSEO DELLE CULTURE DAL 14 OTTOBRE 2020 AL 31 GENNAIO 2021 ¦ UP20-Unpublished Photo 2020 @ Lugano
Ott 14 2020–Gen 31 2021 giorno intero

La nuova esposizione fotografica allestita nello Spazio Maraini di Villa Malpensata presenta ventiquattro opere di sei giovani talenti della fotografia contemporanea internazionale. Si tratta della prima tappa di un nuovo progetto, che nei prossimi anni costituirà a Lugano un vero e proprio archivio della fotografia contemporanea.

Il MUSEC intende così ampliare e consolidare la sua vocazione verso la fotografia contemporanea e la storia della fotografia sviluppata e affermata dal 2005 con il ciclo di ricerche ed esposizioni «Esovisioni».

Il progetto Unpublished Photo è promosso dal MUSEC e dalla Fondazione culture e musei di Lugano, in collaborazione con 29 ARTS IN PROGRESS Gallery di Milano, cui si deve la creazione dell’omonimo premio che dal 2018 richiama giovani talenti della fotografia da tutto il mondo.

Con l’edizione 2020, il Museo delle Culture vuole consolidare l’iniziativa, dandole una cornice istituzionale e una prospettiva di sviluppo a medio-lungo termine, che tra l’altro porterà nel 2021 al riavvio del Premio internazionale, dopo la pausa imposta quest’anno dalla pandemia.

Unpublished Photo intende segnalare a livello internazionale le principali tendenze della giovane fotografia d’arte, costituendo a Lugano un vero e proprio archivio della fotografia contemporanea, che troverà spazio accanto alla collezione ottocentesca e alla collezione di fotografia dell’Esotismo che il MUSEC già possiede.

Il progetto intende inoltre migliorare l’interazione culturale fra la Svizzera e l’Italia, offrendo una sponda autorevole al collezionismo internazionale. In tal modo, la scoperta e la valorizzazione di nuove tendenze e nuovi linguaggi interconnettono Lugano e Milano come vetrine espositive privilegiate e di grande rilievo per i talenti emergenti della fotografia d’arte internazionale.

L’esposizione che si apre al pubblico a Lugano il prossimo 14 ottobre presenta al pubblico i vincitori delle edizioni 2018 e 2019 del Premio Unpublished Photo, ciascuno con un portfolio di sei fotografie.

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La fotografa iraniana Farnaz Damnabi presenta una serie di scatti intitolata Playing is in my right. Il poetico reportage ambientato nei villaggi della provincia del Golestan (Iran) mette in luce l’importanza della spensieratezza dell’infanzia anche nei contesti più avversi.

The Isolated Island di Gabriel Guerra Bianchini nasce dalla sovrapposizione di due dimensioni: da una parte quella onirica, rappresentata dalle nuvole immortalate durante i suoi viaggi; dall’altra quella concreta delle tristi storie quotidiane di migrazione, ambientate sul mare davanti al Muro del Malecon a L’Avana.

Deep reed dell’artista cinese Jian Luo, realizzato in Cina tra il 2006 e il 2019 nella Regione Autonoma del Tibet e negli agglomerati tibetani delle province di Sichuan e Qinghai, documenta la tradizionale vita religiosa attraverso l’interesse per il rosso cremisi, il colore del buddhismo tibetano.

Gli scatti in bianco e nero di Gabriele Milani (Italia) integrano nell’arte classica il fenomeno contemporaneo della personalizzazione estetica: l’autore elabora una versione alternativa del passato in cui il tatuaggio fa parte del canone estetico classico, rovesciando la concezione del «bello assoluto» (Compunctio Aesthetica).

I soggetti di Irrazionali ma coscienti di Matteo Piacenti (Italia) appartengono alla stessa generazione del fotografo, ma vivono storie diverse di cui l’autore si fa narratore. Gli scatti, spontanei e intuitivi, sono frutto di una continua ricerca in cui il soggetto si impone nella voluta essenzialità del fondo nero.

Un viaggio nel Sud-Est asiatico di Francesco Soave (Italia) esprime la ricerca dell’essenza profonda di Paesi quali l’Indonesia, la Birmania e la Thailandia, nelle mille sfaccettature di un eterno quotidiano.

UP20 sarà accompagnato da una serie di appuntamenti di approfondimento collaterali per il pubblico, quali conferenze e incontri con gli artisti, organizzati dal MUSEC in collaborazione con la Società Ticinese di Belle Arti. Il programma sarà comunicato ulteriormente.

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Biografie degli artisti in mostra

Farnaz Damnabi (1994) – Fotografa iraniana nata a Teheran, dopo aver conseguito la laurea in Graphic Design, inizia una carriera di freelance che la porta a entrare nella National Iranian Photographers’ Society (NIPS) in qualità di socio ordinario. La sua partecipazione a esposizioni internazionali le vale numerosi premi e riconoscimenti. Vincitrice di Unpublished Photo 2019, vive e lavora a Teheran.

Gabriel Guerra Bianchini (1984) – Fotografo cubano originario dell’Avana, è stato il primo artista a esporre all’aperto sulla più importante piazza della capitale cubana, quella della cattedrale, in occasione del 498esimo anniversario del luogo di culto. Artista autodidatta, Gabriel Guerra Bianchini ha lavorato per prestigiosi festival internazionali di arti visive, film e musica. Vincitore di Unpublished Photo 2018, vive e lavora a Cuba.

Jian Luo (1978) – Fotografo cinese originario della Provincia di Lialong, inizia la sua attività con il genere documentaristico lavorando per oltre un decennio come fotogiornalista per la stampa e l’editoria. Lasciata la Cina, si trasferisce in Francia dove comincia un nuovo percorso segnato dall’interesse profondo nei confronti delle trasformazioni culturali prodotte dalle sempre più globalizzanti dinamiche geopolitiche. Vincitore di Unpublished Photo 2019, attualmente vive e lavora tra Parigi e Pechino.

Gabriele Milani (1986) – Fotografo italiano di origine livornese, studia fotografia allo IED di Milano. Conclusa la formazione, torna a Livorno attratto dal poliedrico retaggio storico e culturale della sua città, al punto da farne un fondamento della sua ricerca. Nella sua poetica, l’arte antica si fonde con quella moderna, in un connubio di forme e disegni che attraversano i secoli. Vincitore di Unpublished Photo 2018, vive e lavora a Livorno.

Matteo Piacenti (2001) – Fotografo italiano originario di Viterbo, si appassiona alla fotografia a soli tredici anni grazie all’amicizia con un gruppo di fotoamatori locali. Gran parte del suo lavoro è dedicato alla realizzazione di immagini capaci di mettere in risalto l’attimo essenziale colto negli eventi e negli sguardi, raccontando l’essere umano e le diverse espressioni del suo agire con profonda spontaneità. Vincitore di Unpublished Photo 2019, attualmente vive a Nepi (VT) e lavora nella vicina Roma.

Francesco Soave (1988) – Italiano di origine veronese, si laurea in architettura a Milano e si trasferisce poi in Sud America per lavoro, viaggiando diffusamente e affiancando l’attività di fotografo a quella di architetto. Un lungo soggiorno in Cile lo porta a realizzare il suo primo reportage nel Deserto di Atacama. Vincitore di Unpublished Photo 2018, oggi vive e lavora in Thailandia.

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Informazioni pratiche

UP20. UNPUBLISHED PHOTO

Lugano, MUSEC – Museo delle Culture | Villa Malpensata, Spazio Maraini 14 ottobre 2020 – 31 gennaio 2021

Sede

MUSEC – Museo delle Culture, Villa Malpensata, Riva Caccia 5/Via G. Mazzini 5, Lugano (Svizzera) – entrata principale attraverso il parco.

Orari di apertura
Tutti i giorni 11.00-18.00. Martedì chiuso

Biglietti
Intero (da 16 anni): CHF 15.00

Ridotto (AVS-AI; studenti universitari; FAI Swiss): CHF 10.00
Ragazzi (6-15 anni): CHF 5.00
Scolaresche: CHF 3.00 (+ 1 accompagnatore gratis)

Riduzioni (non cumulabili): gruppi (a partire da 10 persone) -10%, Holidaycard e Lugano Card – 20%

Gratuito: bambini (0-5 anni), ICOM, VSM-AMS, Swiss Museumpass, Soci Raiffeisen, Swiss Travel Pass
Visite guidate: intero CHF 150.00 (scolaresche CHF 120.00)

Informazioni

Tel. +41(0)58 866 69 60; info@musec.ch

Sito internet

www.musec.ch

Social media

Facebook @MuseoCultureLugano
Instagram @museoculturelugano

Ott
21
Mer
Sarà Pinocchio il protagonista del nuovo ciclo di letture dell’ISI (21 ott.- 9 dic. 2020) @ Lugano
Ott 21@10:17–Dic 9@11:17

Lugano, 12 ottobre 2020 – Dopo aver affrontato due testi fondativi della letteratura e della civiltà italiana come la Commedia di Dante e i Promessi sposi di Manzoni, le letture organizzate dall’Istituto di studi italiani dell’USI propongono agli studenti e al pubblico la storia irresistibile di un pezzo di legno comune, «da catasta», divenuto invece un «burattino meraviglioso», le cui avventure appassioneranno i lettori di tutto il mondo, divenendo il secondo libro di letteratura più tradotto dopo le Petit prince di Saint-Exupéry. Si parte mercoledì 21 ottobre alle 18.30 nell’auditorio del Campus Ovest, Lugano, Via Buffi; appuntamento ogni settimana fino al 9 dicembre.

Le avventure di Pinocchio di Carlo Lorenzini, in arte Collodi, sono un classico del tutto atipico, il risultato di un equilibrio miracoloso, in cui si fondono molti generi letterari e tipologie di scrittura. Benché si offra nei panni dimessi del libro pedagogico per l’infanzia, è opera che riesce in realtà a fondere mirabilmente più tradizioni: quella della favola, quella del teatro popolare, della letteratura alta – da Dante ad Ariosto allo stesso Manzoni –, le Sacre Scritture. Pinocchio ha in sé una natura intimamente mercuriale: imprendibile e sempre in fuga è questo burattino, renitente a ogni pedagogia, così come sfuggente rispetto a ogni classificazione è il libro che ne narra la storia, fantastico eppure allo stesso tempo estremamente “realistico” nel rappresentare la povertà della campagna toscana e delle sue genti.

Le letture proposte in questo primo ciclo cercheranno di porre in luce la ricchezza e la poliedricità di questo libro straordinario, avvalendosi anche del contributo di insigni studiosi collodiani, con un’attenzione particolare ai suoi modelli letterari.

Lettura collodiana, I ciclo

Auditorio (tranne 18 novembre A-11)
Campus Ovest, Lugano, Via Buffi 13
Ore 18.30

21 ottobre:
Daniela Marcheschi, Le Avventure di Pinocchio: il burattino domani

28 ottobre:
Marco Maggi, Pinocchio e i simulacri

4 novembre:
Giacomo Jori, Avventure di formazione: Telemaco e Pinocchio

11 novembre:
Carla Mazzarelli, Pinocchio “contro-musa” dell’arte moderna e contemporanea: da Giacometti a Cattelan

18 novembre:
Massimo Zenari, “Pinocchio” come menzogna: una lettura parallela di Giorgio Manganelli

25 novembre:
Paola Ponti, Le monete di Pinocchio. Considerazioni sul capitolo XII e XXXVI delle «Avventure»

2 dicembre:
Stefano Prandi, Una «bambinata» tra favola e pedagogia

9 dicembre:
Corrado Bologna, Pinoculus

Informazioni:
eventi.isi.com@usi.ch

Ott
28
Mer
Fiera ArteCasa | 28 Ottobre – 1 Novembre 2020 @ Lugano
Ott 28–Dic 1 giorno intero

La fiera Artecasa non è mai stata in discussione. In questo periodo incerto e difficile Promax, azienda che realizza fiere in Ticino da 25 anni, non è mai venuta meno alla sua volontà di realizzare l’evento assumendosi sempre la responsabilità e l’impegno per gli oneri che una edizione così particolare comporta.

Essere imprenditori significa impegnarsi spinti dalla determinazione ma anche essere responsabili per tutelare i nostri espositori e i nostri clienti. Abbiamo lavorato in maniera coscienziosa per garantire ai nostri espositori la possibilità di presentare le loro novità e cogliere le opportunità che questi mutamenti sociali generano e rispondere in maniera efficace alle contrazioni del mercato.

Abbiamo realizzato un piano di sicurezza che tuteli non solo i nostri dipendenti e i nostri espositori ma anche i nostri visitatori, per farli sentire sicuri e liberi di tornare ad una normalità che gli avvenimenti recenti hanno mutato.

Con forte determinazione abbiamo lavorato per portare a Lugano una manifestazione tanto cara al suo pubblico, continuando quel processo di evoluzione della fiera Artecasa, salotto autunnale luganese, proiettandola verso il futuro con novità, innovazione e qualità.

Molto importante in questo anche la sinergia con iViaggiatori, fiera delle vacanze, altro storico evento Promax che si svolgerà in contemporanea ad Artecasa, che con la sua offerta colorata e spensierata accompagnerà i visitatori nel loro tradizionale viaggio intorno al mondo.

Questo percorso che ci avvicina all’inaugurazione della fiera ha avuto il determinante supporto delle istituzioni, del territorio e dei nostri clienti che hanno sempre creduto nel nostro progetto e che ci hanno dato fiducia e stimolo a fare sistema per la buona riuscita della manifestazione.

Ora non ci resta che ripartire, incontrandoci al centro Esposizioni di Lugano dal 28 ottobre al 1 novembre, rispettando alcune semplici regole e prescrizioni che sono testimonianza della responsabilità e dell’attenzione che ognuno dei partecipanti ha.

Per maggiori informazioni sull’evento www.fieraartecasa.ch
Per scaricare il biglietto www.fieraartecasa.ch/biglietto-meta-prezzo
Per informazioni commerciali e riservare uno spazio info@fieraartecasa.ch

ArteCasa Lugano – un evento promax.ch

Sede Operativa: Via Purasca, 28 – 6988 Ponte Tresa

Sede Evento: Centro Esposizioni, Via Campo Marzio – 6900 Lugano

Telefono :+41 (0) 91 611 80 72 (Lun-Ven 9:00-12:00)

Email: info@fieraartecasa.ch

Nov
1
Dom
MUSICA nel PRESENTE Festival AUTUNNO 2029 a Locarno dal 1 novembre al 13 dicembre 2020 @ Locarno
Nov 1–Dic 13 giorno intero

Spazio ELLE 1°Piano
Piazza G. Pedrazzini 12
6600 Locarno 079 4418637 info@circoru.org
www.circoru.org

Domenica 1 novembre 17.30 DDK+Ensemble Sous-sol
Jacques Demierre: pianoforte
Axel Dörner: tromba
Jonas Kocher: fisarmonica
+ + +
Natalie Peters: voce
Yara Mennel: violino
Reinhard Külling: fisarmonica
Guy Bettini: cornetta
Enrico Teofani: trombone
Hanspeter Wespi: violoncello
Ueli Zysset: contrabbasso
Gidi Meier: pianoforte
Paride Guerra: batteria

Appuntamento d’eccezione allo Spazio Elle con l’arrivo d’un trio i cui musicisti sono considerati dei maestri della musica nel presente in Europa.
Il gruppo propone una musica permanentemente focalizzata sul qui ed ora, che abbraccia uno spettro larghissimo di colori, passando dal silenzio e dai suoni minimalisti a vere e proprie irruzioni sonore. I DDK hanno all’attivo un LP registrato in concerto alla Cave 12 di Ginevra nell’ottobre 2014. Il disco è considerato dalla critica come uno dei migliori usciti nel 2018. Demierre ha vinto
il premio svizzero della musica 2018, e della città di Ginevra 2007. Dörner è stato insignito del premio della città di Berlino nel 2019 e nel 2006 quello della critica tedesca SWR.
L’Emsemble Sous-sol si ripresenta dopo lo splendido concerto dello scorso
autunno. Da dieci anni ormai l’Ensemble Sous-sol è il punto fermo delle attività proposte dal CircoRu. Creato e condotto dal cornettista Guy Bettini, il gruppo studia e approfondisce l’improvvisazione per formazioni allargate, con l’intento, senza direttore e in assenza di strutture o di percorsi concettuali predefiniti, di suonare una musica creativa, differenziata e sensibile. Ogni concerto diviene così un’esperienza unica e irripetibile. A partire dal 2010 il CircoRu ha
organizzato seminari e incontri per l’ensemble con musicisti di grande spessore tipo: Barre Phillips, Joèlle Léandre, Alexander von Schlippenbach, Paul Lovens, Urs Leimgruber, Michel Doneda e Gerry Hemingway. Ora è la volta di entrare in dialogo con il trio DDK.

il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS o membri CircoRu e Spazio ELLE concerto 10.- sfr
studenti membri CircoRu o Spazio ELLE 5.- sfr

Con il sostegno finanziario di PROHELVETIA,
SWISSLOS ticino, Oertli Stiftung ,
Fondation SUISA, Città di Locarno

Domenica 8 novembre ore 17.30 BASS CLARINET TRIO
Christoph Erb: clarinetto basso
Niklaus Mäder: clarinetto basso
Elio Amberg: clarinetto basso

Esplorazioni è certamente la migliore descrizione di quello che succede durante
le loro esibizioni. Esplorazioni di suono e struttura, di armonia e disarmonia.
Il tutto suona ingombrante, eruttivo, talvolta eccessivo, altre però tranquillo e dolce. Non risulta comunque mai noioso, né apatico, bensì sempre riflessivo.
Il trio è l’incontro di musicisti dallo spirito libero da vincoli, che si compensano
mirabilmente a vicenda. Tutti e tre dotati di una grande tecnica e disinvoltura su questo meraviglioso e difficile strumento, riescono ad intrecciare le loro
sonorità in maniera tale da creare dei paesaggi sonori inauditi.

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il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS o membri CircoRu e Spazio ELLE concerto 10.- sfr
studenti membri CircoRu o Spazio ELLE 5.- sfr

Con il sostegno finanziario di PROHELVETIA,
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Fondation SUISA, Città di Locarno
Domenica 15 novembre 17.30 SOMMERWOLF

Kevin Sommer: clarinetto basso
Nicolas Wolf: batteria

L’abbinamento clarinetto basso e batteria è sicuramente particolare e a maggior ragione siamo curiosi di scoprire questo interessante duo allo Spazio Elle.
Entrambi i musicisti sono attivi in svariati ambiti, che vanno dal Rock al Rap e
al Jazz fino alla musica contemporanea improvvista.
Kevin Sommer e Nicolas Wolf non hanno soltanto in comune gli studi alla
Hochschule der Künste di Berna, ma pure l’amore per la libera improvvisazione.
Come indica bene il nome, l’abbinamento dei cognomi è sinonimo di forte
amalgama tra i due musicisti. Il loro incontro risale all’autunno 2018 per una serie di improvvisazioni che hanno portato alla realizzazione del primo lavoro, intitolato semplicemente Sommerwolf 1.

il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS o membri CircoRu e Spazio ELLE concerto 10.- sfr
studenti membri CircoRu o Spazio ELLE 5.- sfr
Con il sostegno finanziario di PROHELVETIA,
SWISSLOS ticino, Oertli Stiftung ,
Fondation SUISA, Città di Locarno

Domenica 22 novembre 17.30 OM
Urs Leimgruber: sassofoni
Christy Doran: chitarra elettrica
Bobby Burri: double bass
Fredy Studer: batteria, percussioni

Un concerto imperdibile, grande piacere poter riascoltare il gruppo europeo più rappresentativo di “Electric Jazz Free Music”, a quasi 50 anni dall’esordio.
Dal 1972 al 1982 infatti gli OM sono stati i più rappresentativi del loro genere, combinando mirabilmente stilemi di Rock, Jazz e Free. Uno dei loro dischi è inserito tra i cento più importanti di sempre! Nel 2006, dopo una pausa di 25 anni, i quattro giganti sono tornati assieme a calcare i palcoscenici, tra cui il tempio della musica, il KKL di Lucerna. La “chimica” funziona ancora! Il tutto con rinnovata vitalità portando in scena le esperienze che nei vari decenni i quattro hanno accumulato in svariati progetti. Musica sempre più duttile e
vigorosa che mai!
il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS o membri CircoRu e Spazio ELLE concerto 10.- sfr
studenti membri CircoRu o Spazio ELLE 5.- sfr

Con il sostegno finanziario di PROHELVETIA,
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Fondation SUISA, Città di Locarno, Ernst Göhner Stiftung

Domenica 29 novembre 17.30 ANEMOCHORE
Frantz Loriot: viola
Sebastian Strinning: sax tenore, clarinetto basso
Daniel Studer: contrabasso
Benjamin Brodbeck: batteria, percussioni

Il quartetto ci immerge in un mare di sonoritą. Reperti vengono portati in
superficie, elaborati istante dopo istante, strutturati, formati, scomposti e in
seguito di nuovo abbandonati per immergersi ancora e recuperarne nuovi. Alcuni di questi brillano come perle di un autentico tesoro. Loriot si muove sulle piattaforme internazionale di grande prestigio è ha collaborato con dei giganti come David S. Ware e Anthony Braxton. Anche Strinning collabora con musicisti di fama mondiale come Gerry Hemingway o Lauren Newton. Studer, ha collaborato con Lester Bowie e Evan Parker e molti altri. Brodbeck, si è formato a New York e a Lucerna con P.Favre e poi con F.Frith e A.Zimmerlin.

il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS o membri CircoRu e Spazio ELLE concerto 10.- sfr
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Domenica 6 dicembre 17.30 ZIEGELE THEILER

Omri Ziegele: sax tenore, clarinetto basso
Yves Teiler: pianoforte

L’arte dell’interazione senza rete di protezione. Possiamo definire in tal modo la musica proposta dal collaudato duo di Omri Ziegele e Yves Theiler, un viaggio diritto all’essenza della musica. Quello che li accomuna è la medesima
concezione musicale, il loro temperamento espressivo, privo di freni inibitori.
I brani presentati sono tutte composizioni originali, dettate dal cuore. Troviamo
reminiscenze africane, combinate con musica contemporanea. La gamma
espressiva si muove tra i due estremi, dalla musica impressionista a quella più libera, simile a piroette stroboscopiche. Citando Bert Noglik possiamo affermare che i due decostruiscono le storie, aprono i sipari, lasciano il terreno sicuro per avventurarsi in spazi apparentemente senza meta. Lo spirito dell’esploratore incontra la linfa vitale. Voci potenti da due generazioni di musicisti, accomunati dalla voglia di rimettersi sempre in gioco.
il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS o membri CircoRu e Spazio ELLE concerto 10.- sfr
studenti membri CircoRu o Spazio ELLE 5.- sfr

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Domenica 13 dicembre 17.30 IMIX drago rosso
Guy Bettini: cornetta
Luca Pissavini: contrabbasso
Luca Sisera: contrabbasso
Lukas Mantel: batteria

Conclusione della rassegna autunno 2020 con il nuovo progetto di Guy Bettini, che assieme a musicisti di provata classe presenta un quartetto che non lascia indifferenti gli appassionati di musica nel presente. Assieme al cornettista di casa ci sono ben due tra i più quotati contrabbassisti europei Luca Pissavini e Luca Sisera. Completa il quartetto Lukas Mantel, che con Sisera forma la
strepitosa sezione ritmica del Yves Theiler Trio. Ci attende sicuramente una grande esibizione con un quartetto inusuale.
il biglietto concerto 15.- sfr
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MUSICA nel PRESENTE
Il Festival della musica inaudita, un’utopia concreta: di Guy Bettini
-Solo l’incapacità di udire la voce della nostra vera essenza ci fa apparire
improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre, nella misura in cui ci
identifichiamo con l’anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento, al quale ci si deve allenare, è che svanisce ogni paura e diveniamo progressivamente sempre più liberi- (Salvatore Brizzi).
La libertà di creare musica imprevedibile, momento dopo momento, é l’utopia concreta e realizzabile da parte dei musicisti che saranno presenti a questo
Festival. Un’occasione per l’ascoltatore, di farsi accompagnare attraverso
percorsi sonori inauditi e di verificare quanto presente egli sia nel qui ed ora,
liberandosi dai pregiudizi, dalle aspettative e dai preconcetti. La pratica della musica nel presente ha un carattere iniziatico sia per l’esecutore che per il fruitore. Nel 1914 Rudolf Steiner afferma che: – la musica é una manifestazione esteriore di quel che l’anima sperimenta coscientemente nel percorso di iniziazione. La via dell’iniziazione é l’immersione totale dell’io nel momento presente e la musica ne rispecchia le qualità.- Fino ad ora questo tipo di musica finiva sotto l’etichetta di musica improvvisata, un termine che ne svaluta il suo vero valore.
La definizione “musica improvvisata” ha troppe possibilità interpretative ed é
diventata una categoria musicale consumata e poco adatta per definire un tipo di musica che nasce e si sviluppa nel presente. Il termine d’improvviso significa; non previsto, non prevedibile, inaspettato e repentino, quindi decisamente poco adatto a descrivere la pratica del musicista che compone nel momento,
sprofondando nel flusso intuitivo, anticipando e prevedendo (presentendo) la costellazione sonora che si sta formando. Sono convinto che oggi, nel
ventunesimo secolo, siamo entrati in una nuova era, dove l’attenzione nei
confronti del qui ed ora, sarà una necessità fondamentale. La musica
rispecchierà queste esigenze e sarà un modello di applicazione, una pratica di consapevolezza sia per il musicista che per l’ascoltatore.
La categoria musica improvvisata viene da me sostituita con musica nel
presente. Presente (dal latino “presum” pre = innanzi, davanti, anticipo // sum = sono, essere) quindi essere davanti, essere innanzi, essere in anticipo.
La musica creata all’interno del presente è una musica che nasce di fronte a noi, nel momento in cui diventa musica. Il presente diventa, il pre-sente, sente in
anticipo. Una musica che viene sentita prima che si materializza, un’udienza
interiore che si manifesta prima che si concretizzi. Questa percezione anticipata nasce dall’intuizione, che arriva sempre un attimo prima della traduzione in forma da parte dell’intelletto, uno stato di grazia. Una musica che mira a rendere udibili le esperienze e le modalità di esperienza pre-razionali. La Musica nel
presente é svincolata dai legami con il passato e non cade nelle aspettative future, una musica dell’adesso, del qui ed ora, che sboccia grazie alla pioggia dell’intuizione sull’humus delle esperienze e competenze individuali.
La Musica nel presente può essere praticata anche in gruppo, a condizione che tutti i membri si trovino in uno stato di udienza interiore anticipata, uno stato di grazia collettiva, una forma di telepatia compositiva. Nel collettivo ogni membro é interprete, arrangiatore e compositore allo stesso tempo. Più grande è la formazione, più arduo il compito di instaurare questa sintonia intuitiva.

Nov
4
Mer
“Salvador Dalì e La Divina Commedia” alla Fondazione Majid di Ascona dal 4 nov. al 30 dicembre 2020 @ Ascona
Nov 4–Dic 30 giorno intero

Dante incontra Dalì in 100 xilografie acquerellate per illustrare il manoscritto più famoso del sommo poeta. Quel fantastico viaggio dagli abissi degli Inferi, allo splendore del Paradiso passando per il purificante Purgatorio; il risultato è un capolavoro unico sospeso fra sogno e realtà.

La mostra, in programma dal 4 novembre al 30 dicembre, è una prima svizzera e offre ai visitatori la rara opportunità di ammirare la serie completa di 100 illustrazioni che Salvador Dalì creò ispirandosi al poema epico di Dante, La Divina Commedia.

Le illustrazioni gli vennero commissionate in occasione del 700mo anniversario dalla nascita di Dante dall’Istituto Poligrafico dello Stato italiano. L’artista si immerse totalmente nel capolavoro e sperimentò il suo percorso personale nel regno di Dante. Sull’arco di 9 anni, tra il 1951 e il 1960, produsse un numero incredibile di acquerelli proponendo, al termine del suo compito, un percorso nei tre regni dell’aldilà.

Le cantiche sono suddivise in 33 canti che, con il proemio iniziale al poema, formano un totale di cento illustrazioni. Ogni xilografia di Dalì rappresenta un personaggio o un evento corrispondente a ciascun canto raccontato attraverso una prospettiva surreale e onirica.

La figurazione è spesso dissacrante, ironica e grottesca nella rappresentazione dell’Inferno, dove i demoni, i dannati, il contrappasso e le ambientazioni vengono ripresi con enfasi, ripercorrendo le tappe dei cerchi infernali. Nelle tavole che illustrano il passaggio nel Purgatorio, la rappresentazione racchiude il significato principale del percorso di purificazione di Dante e di Dalì stesso.

Delicatissime e celestiali sono invece quelle di Dante e Beatrice nel Paradiso. I colori sono cangianti, a volte addirittura abbaglianti, gli ambienti sono indefiniti e le figure trasmettono pace e beatitudine degne del regno dei cieli.

Dalì riesce a mantenere la sognante atmosfera dantesca aggiungendo un tocco personale attraverso i suoi simboli caratteristici: figure molli, stampelle e ossa volanti per creare questa versione unica della Divina Commedia.

L’esposizione alla Fondazione Majid offre l’occasione per approfondire in una sola volta l’opera dantesca alla vigilia del 700mo anniversario dalla sua morte e la figura dell’artista spagnolo, il più originale e brillante interprete del surrealismo.

Alla conferenza stampa, organizzata in occasione dell’apertura al pubblico della mostra, erano presenti il sindaco di Ascona Luca Pissoglio, la capo dicastero cultura Michela Ris e Mario Mazzoleni, curatore della mostra per Art Events Mazzoleni.

“Ho un legame speciale con questa collezione che appartiene alla mia famiglia – ha spiegato Mazzoleni – ho una foto in cui si vede mio nonno insieme a Salvador Dalì che firma una per una le 100 xilografie. La cultura non deve rimanere chiusa in un caveau e sono felice di mettere al servizio della popolazione ticinese questo patrimonio”.

Data l’importanza della mostra, l’ingresso avrà un costo di 20 franchi. Alla luce dell’ordinanza federale Covid-19 vige l’obbligo di indossare la mascherina ed è consigliata la prenotazione della visita per facilitare il tracciamento dei contatti secondo le disposizioni delle autorità.

Nov
20
Ven
Oltre 200 immagini di Ennio Ferrari nella mostra alla Casa Cavalier Pellanda di Biasca fino al 31 gennaio 2021 @ Biasca
Nov 20 2020–Gen 31 2021 giorno intero

Ennio Ferrari, imprenditore fotografo che accende i colori della natura

Fino al 31 gennaio 2021 nelle sale del Museo Casa Pellanda a Biasca la mostra di fotografie di Ennio Ferrari presenta un bell’allestimento con oltre 200 immagini. Sono tutte stampate su vetro: 6 in formato 80×100, le altre 30×45 cm.
È un’occasione unica per conoscere questo aspetto di un imprenditore tra i più noti del mondo industriale ed economico del Ticino del dopoguerra. Per conoscere un risvolto significativo della sua vita, accanto a tanto lavoro, all’imprenditoria, alle ditte che ha costituito e diretto (e che adesso continuano con i figli), agli amici, all’entusiasmo di creare lavoro ed occupazione… Praticamente tutti lo conoscono, pochi però sanno della sua passione per la fotografia interpretata da decenni con assoluta discrezione e con crescente consapevolezza sino a raggiungere un alto livello di qualità. Lo stanno a dimostrare le immagini riunite nelle sale di Casa Pellanda a Biasca, molte delle quali figurano nel catalogo stampato per l’occasione dalle Edizioni Arte e Comunicazione con un’introduzione critica di Dalmazio Ambrosioni e un interessante riassunto della biografia di questo personaggio che, superata abbondantemente la boa dei novant’anni (è nato a Lodrino nel marzo 1926), non finisce di stupire.
Quando si parla con lui di fotografia, al solito minimizza. «Fotografare è facile. Una buona macchina fotografica ed è fatta». E precisa: «Mi piacciono la natura e i suoi colori, specie in autunno. Mi piace fotografare in particolare la natura montana, le valli, gli animali selvatici (stambecchi, camosci, cervi, marmotte…) boschi, laghi e laghetti alpini, vedute e panorami, fiori e cieli, tanti fiori e tanti cieli». Ennio Ferrari ha sempre amato la fotografia. Dagli anni Sessanta ha iniziato a dedicarle qualche attenzione in più. È sempre stato, come ricordano i figli, il fotografo di famiglia, che riuniva tutta la tribù nelle occasioni festose, ma non prendeva troppo sul serio questa sua propensione. Gradualmente, però, la macchina fotografica è diventata un’abitudine. Per solito due sul sedile posteriore dell’auto con una piccola scelta di obiettivi, pronte ad essere utilizzate al momento giusto, cioè quando la luce e i colori danno il massimo risalto ai panorami, alle stagioni, alle giornate alle albe e ai tramonti. Succedeva durante le trasferte per lavoro verso i cantieri in Ticino e Svizzera interna (e velocemente sterzava per raggiungere un prato, una valletta laterale, le vista delle montagne, un laghetto o anche solo una pozza con i loro riflessi), succede ancora di più adesso che ha più di tempo a disposizione e può programmare i suoi raid fotografici. “Proprio ieri sono salito al Lucomagno, la natura in questa stagione è bella da toglierti il fiato”.
Negli anni si è dato appuntamenti fissi, luoghi ed orari dove sa che la luce è quella giusta. Magari Orselina, Brè o altri balconi naturali da cui riprendere laghi e colline. Gli scenari del San Gottardo risalendo la Leventina, i villaggi, gli alpi, le cime; oppure la regione del Ritom, una delle predilette. Valli intriganti come la Verzasca, dove il fiume ha colori particolari, pare giocare con i suoi riflessi. Ma anche Vallemaggia, Onsernone, Centovalli e qualche piccola valletta discosta. La Valle di Blenio su su fino al Lucomagno e oltre, il San Bernardino, in particolare i suoi laghetti risalendo verso il Passo. Usa sempre il vecchio rullino fotografico, niente cellulare. “Ho l’impressione che vengano meglio” e la pellicola che non tradisce mai: 200 ASA. Con il trascorrere degli anni la voglia di fotografare non è diminuita, tutt’altro. E l’avventura continua. “Visto che il tempo promette bene, domani penso di fare una capatina al Gottardo”. E gli occhi gli si accendono pensando alla nuova avventura.
Gli è sempre stata vicina la moglie Gabriella Bernardi Ferrari, mancata nel dicembre scorso. Ennio, i figli Francesco, Fausta, Massimo e Nicola, con i nipoti Camilla, Andrea, Matteo e Olivia ed i pronipoti Anna e Federico hanno dedicato proprio a Gabriella moglie, mamma, nonna e bisnonna, la mostra e il catalogo di Biasca.

Biasca, Casa Cavalier Pellanda: Ennio Ferrari “Fotografie / 2”
Fino al 31 gennaio 2021
Orari: mercoledì, sabato, domenica 14:00 – 18:00. Venerdì 16:00 -19:00
Nel rispetto delle norme cantonali e federali sul Covid 19. Per le visite annunciarsi a: info@ennio-ferrari.ch

– Il catalogo e tutte le fotografie sono in vendita. Il ricavato viene devoluto al Monastero di Claro.

Nov
21
Sab
Circocerca, il nuovo spettacolo di Luzia Bonilla e Mario Camani regia di Bernard Stöckli 21 nov-13 dic. 2020 @ Varie Location
Nov 21–Dic 13 giorno intero

Luzia Bonilla e Mario Camani nel ruolo di ricercatori approfittano della loro esperienza per creare e verificare nuovi numeri per il circo.

Nelle giornate indicate vi invitano a assistere al loro lavoro in laboratorio. Un’oretta di divertimento per spettatori di ogni età.

21 novembre sabato ore 17.00 Balerna Teatro Oratorio
22 novembre domenica ore 15.00 Losone Centro la torre
29 novembre domenica ore 15.00 Bellinzona Teatro Oratorio (dietro Collegiata)
5 dicembre sabato ore 15.00 Lugano Canobbio SUPSI Trevano Aula Magna
12 dicembre domenica ore 15.00 Wädenswil Seesicht Theater
13 dicembre domenica ore 15.00 Cevio Palestra Scuole Medie

Durata: circa 1 ora (senza pausa)
Entrata: adulti Fr. 25.- / bambini e ragazzi (da 6 a 16 anni) Fr. 12. –
Riservazioni e informazioni: info@luziaemario.ch o telefono 091 825 77 82 oppure 077 425 17 64
www. luziaemario.ch

Misure anti Covid saranno rispettate, i posti sono limitati e si consiglia di riservare.

Nov
22
Dom
ASSOCIAZIONE CULTURALE CIRCORU presenta: MUSICA nel PRESENTE Festival 22.11 – 13.12.2020 a Locarno @ Locarno
Nov 22–Dic 13 giorno intero

ASSOCIAZIONE CULTURALE CIRCORU presenta: MUSICA nel PRESENTE Festival 22.11 – 13.12.2020 a Locarno
AUTUNNO 2020

Spazio ELLE 1°Piano
Piazza G. Pedrazzini 12
6600 Locarno 079 4418637 info@circoru.org
www.circoru.org
I concerti saranno presentati rispettando tutte le norme di sicurezza imposte dalle strategie anti COVID attualizzate – gradita la riservazione – max.30 p.
GRANDE CONCERTO d’ECCEZIONE
Domenica 22 novembre 17.30 OM

Urs Leimgruber: sassofoni
Christy Doran: chitarra elettrica
Bobby Burri: double bass
Fredy Studer: batteria, percussioni

Il CIRCORU ha il grande piacere e il grande onore di annunciare l’arrivo a Locarno del gruppo storico OM, unica data in ticino del loro tour di presentazione dell’ultimo disco uscito per la INTAKT di Zurigo dal titolo “Its About Time”

Eccovi il commento di Ian Patterson, di AllAboutJazz:
Potent and boldly unconventional, “It’s About Time” proves beyond a doubt that OM remains a vital force in contemporary jazz and improvised music. Together, Leimgruber, Doran, Studer and Burri may be embarking on the most exciting chapter of their story yet.
……………………………………………………………………………………………..

Un concerto imperdibile, grande piacere poter riascoltare il gruppo europeo più rappresentativo
di “Electric Jazz Free Music”, a quasi 50 anni dall’esordio.
Dal 1972 al 1982 infatti gli OM sono stati i più rappresentativi del loro genere, combinando mirabilmente stilemi di Rock, Jazz e Free. Uno dei loro dischi è inserito tra i cento più importanti di sempre! Nel 2006, dopo una pausa di 25 anni, i quattro giganti sono tornati assieme a calcare i palcoscenici, tra cui il tempio della musica svizzera , il KKL di Lucerna. La “chimica” funziona ancora! Il tutto con rinnovata vitalità, portando in scena le esperienze che nei vari decenni i quattro hanno accumulato in svariati progetti. Musica sempre più duttile e
vigorosa che mai!

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il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS o membri CircoRu e Spazio ELLE concerto 10.- sfr
studenti membri CircoRu o Spazio ELLE 5.- sfr

Con il sostegno finanziario di PROHELVETIA,
SWISSLOS ticino, Oertli Stiftung ,
Fondation SUISA, Città di Locarno, Ernst Göhner Stiftung
PROSSIMI CONCERTI
Domenica 29 novembre 17.30 ANEMOCHORE

Frantz Loriot: viola
Sebastian Strinning: sax tenore, clarinetto basso
Daniel Studer: contrabasso
Benjamin Brodbeck: batteria, percussioni

Il quartetto ci immerge in un mare di sonoritą. Reperti vengono portati in
superficie, elaborati istante dopo istante, strutturati, formati, scomposti e in
seguito di nuovo abbandonati per immergersi ancora e recuperarne nuovi. Alcuni di questi brillano come perle di un autentico tesoro. Loriot si muove sulle piattaforme internazionale di grande prestigio è ha collaborato con dei giganti come David S. Ware e Anthony Braxton. Anche Strinning collabora con musicisti di fama mondiale come Gerry Hemingway o Lauren Newton. Studer, ha collaborato con Lester Bowie e Evan Parker e molti altri. Brodbeck, si è formato a New York e a Lucerna con P.Favre e poi con F.Frith e A.Zimmerlin.

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Domenica 6 dicembre 17.30 ZIEGELE THEILER

Omri Ziegele: sax tenore, clarinetto basso
Yves Teiler: pianoforte

L’arte dell’interazione senza rete di protezione. Possiamo definire in tal modo la musica proposta dal collaudato duo di Omri Ziegele e Yves Theiler, un viaggio diritto all’essenza della musica. Quello che li accomuna è la medesima
concezione musicale, il loro temperamento espressivo, privo di freni inibitori.
I brani presentati sono tutte composizioni originali, dettate dal cuore. Troviamo
reminiscenze africane, combinate con musica contemporanea. La gamma
espressiva si muove tra i due estremi, dalla musica impressionista a quella più libera, simile a piroette stroboscopiche. Citando Bert Noglik possiamo affermare che i due decostruiscono le storie, aprono i sipari, lasciano il terreno sicuro per avventurarsi in spazi apparentemente senza meta. Lo spirito dell’esploratore incontra la linfa vitale. Voci potenti da due generazioni di musicisti, accomunati dalla voglia di rimettersi sempre in gioco.
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Domenica 13 dicembre 17.30 IMIX drago rosso

Guy Bettini: cornetta
Luca Pissavini: contrabbasso
Luca Sisera: contrabbasso
Lukas Mantel: batteria

Conclusione della rassegna autunno 2020 con il nuovo progetto di Guy Bettini, che assieme a musicisti di provata classe presenta un quartetto che non lascia indifferenti gli appassionati di musica nel presente. Assieme al cornettista di casa ci sono ben due tra i più quotati contrabbassisti europei Luca Pissavini e Luca Sisera. Completa il quartetto Lukas Mantel, che con Sisera forma la
strepitosa sezione ritmica del Yves Theiler Trio. Ci attende sicuramente una grande esibizione con un quartetto inusuale.
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MUSICA nel PRESENTE
Il Festival della musica inaudita, un’utopia concreta: di Guy Bettini
-Solo l’incapacità di udire la voce della nostra vera essenza ci fa apparire
improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre, nella misura in cui ci
identifichiamo con l’anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento, al quale ci si deve allenare, è che svanisce ogni paura e diveniamo progressivamente sempre più liberi- (Salvatore Brizzi).
La libertà di creare musica imprevedibile, momento dopo momento, é l’utopia concreta e realizzabile da parte dei musicisti che saranno presenti a questo
Festival. Un’occasione per l’ascoltatore, di farsi accompagnare attraverso
percorsi sonori inauditi e di verificare quanto presente egli sia nel qui ed ora,
liberandosi dai pregiudizi, dalle aspettative e dai preconcetti. La pratica della musica nel presente ha un carattere iniziatico sia per l’esecutore che per il fruitore. Nel 1914 Rudolf Steiner afferma che: – la musica é una manifestazione esteriore di quel che l’anima sperimenta coscientemente nel percorso di iniziazione. La via dell’iniziazione é l’immersione totale dell’io nel momento presente e la musica ne rispecchia le qualità.- Fino ad ora questo tipo di musica finiva sotto l’etichetta di musica improvvisata, un termine che ne svaluta il suo vero valore.
La definizione “musica improvvisata” ha troppe possibilità interpretative ed é
diventata una categoria musicale consumata e poco adatta per definire un tipo di musica che nasce e si sviluppa nel presente. Il termine d’improvviso significa; non previsto, non prevedibile, inaspettato e repentino, quindi decisamente poco adatto a descrivere la pratica del musicista che compone nel momento,
sprofondando nel flusso intuitivo, anticipando e prevedendo (presentendo) la costellazione sonora che si sta formando. Sono convinto che oggi, nel
ventunesimo secolo, siamo entrati in una nuova era, dove l’attenzione nei
confronti del qui ed ora, sarà una necessità fondamentale. La musica
rispecchierà queste esigenze e sarà un modello di applicazione, una pratica di consapevolezza sia per il musicista che per l’ascoltatore.
La categoria musica improvvisata viene da me sostituita con musica nel
presente. Presente (dal latino “presum” pre = innanzi, davanti, anticipo // sum = sono, essere) quindi essere davanti, essere innanzi, essere in anticipo.
La musica creata all’interno del presente è una musica che nasce di fronte a noi, nel momento in cui diventa musica. Il presente diventa, il pre-sente, sente in
anticipo. Una musica che viene sentita prima che si materializza, un’udienza
interiore che si manifesta prima che si concretizzi. Questa percezione anticipata nasce dall’intuizione, che arriva sempre un attimo prima della traduzione in forma da parte dell’intelletto, uno stato di grazia. Una musica che mira a rendere udibili le esperienze e le modalità di esperienza pre-razionali. La Musica nel
presente é svincolata dai legami con il passato e non cade nelle aspettative future, una musica dell’adesso, del qui ed ora, che sboccia grazie alla pioggia dell’intuizione sull’humus delle esperienze e competenze individuali.
La Musica nel presente può essere praticata anche in gruppo, a condizione che tutti i membri si trovino in uno stato di udienza interiore anticipata, uno stato di grazia collettiva, una forma di telepatia compositiva. Nel collettivo ogni membro é interprete, arrangiatore e compositore allo stesso tempo. Più grande è la formazione, più arduo il compito di instaurare questa sintonia intuitiva.

Nov
26
Gio
m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA) RUBENS APRE LA NUOVA INIZIATIVA DEL m.a.x. museo dedicata alla ESPOSIZIONE DELL’AVVENTO il 26 novembre 2020 al 6 genn. 2021 @ Chiasso
Nov 26 2020–Gen 6 2021 giorno intero

m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA)
RUBENS APRE LA NUOVA INIZIATIVA DEL m.a.x. museo dedicata alla ESPOSIZIONE DELL’AVVENTO il 26 novembre 2020

giovedì 26 novembre 2020, ore 11.00

Il m.a.x. museo dà il via a una nuova iniziativa che sarà proposta annualmente in occasione del periodo dell’Avvento e delle Festività Natalizie. Dal 26 novembre 2020 al 6 gennaio 2021 sarà esposto nell’atrio del museo un capolavoro del maestro fiammingo Peter Paul Rubens, “Madonna con Bambino”, dipinto attorno al 1618, nel pieno del periodo di Controriforma che tanto ha rivoluzionato anche il modo di vivere l’Arte Sacra.

La pregiata opera potrà essere ammirata gratuitamente fino all’Epifania e viene accolta al m.a.x. museo giovedì 26 novembre 2020, alle ore 11.00, alla presenza del sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni, dei proprietari e degli sponsor. Il m.a.x. museo inaugura dunque un’iniziativa volta a “offrire” al pubblico una meraviglia legata al periodo natalizio. Il quadro, appartenente a un collezionista privato ticinese, viene temporaneamente trasferito dal luogo dove è custodito abitualmente, presso Swiss Logistics Center di Chiasso con cui il museo ha sancito un accordo con il sostegno del Comune, dell’AGE SA e con la sponsorizzazione tecnica di Helvetia Assicurazioni.

Presentazione: GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 2020, ore 11.00, m.a.x. museo Chiasso

Interverranno:

Bruno Arrigoni, Sindaco di Chiasso Michele Moser, proprietario dell’opera
Nicoletta Ossanna Cavadini, Direttrice m.a.x. museo e Spazio Officina Riccardo Fuochi, Direttore Swiss Logistics Center Chiasso

Si ringraziano:

Corrado Noseda, Direttore AGE (sponsor tecnico)
Edoardo Passano, Direttore Assicurazione Helvetia (sponsor tecnico)

L’ESPOSIZIONE DELL’AVVENTO

Sono davvero moltissime e di grandissimo pregio le opere d’arte depositate a Chiasso: un patrimonio che normalmente resta precluso al pubblico. Con l’ “Esposizione dell’Avvento”, il m.a.x. museo intende contribuire a rendere visibili queste meraviglie custodite in Collezioni private all’insegna del piacere di condivisione dell’arte e della cultura.

La possibilità di ammirare “Madonna con Bambino” di Peter Paul Rubens rappresenta un’occasione

unica, grazie alla disponibilità dei proprietari che eccezionalmente mettono a disposizione temporanamente questo quadro di estrema bellezza. La straordinarietà dell’evento è sottolineata anche dal fatto che sarà possibile vedere l’opera esposta in una struttura creata ad hoc, a distanza ravvicinata, in tutta sicurezza, accedendo gratuitamente all’area del museo riservata per l’occasione, ossia la Hall.

L’Esposizione dell’Avvento vuole rappresentare anche un messaggio di valorizzazione della cultura in questo difficile periodo. Cultura che è una fonte inesauribile di piacere e bellezza. A questo proposito la “Madonna con Bambino” di Rubens accoglierà idealmente l’ospite del museo, che è invitato poi a proseguire il suo personale viaggio nell’arte visitando la mostra in corso ALBERTO GIACOMETTI (1901-1966) grafica al confine fra arte e pensiero, nelle sale del m.a.x.museo fino al 10 gennaio 2021.

“MADONNA CON BAMBINO”, Peter Paul Rubens

È un’opera della maturità di Rubens questa intitolata “Madonna con Bambino”, dipinta fra il 1617 e il 1618, cioè quando il celebre artista fiammingo aveva quarant’anni. Nato a Siegen (Germania) il 28 giugno 1577 e morto ad Anversa (Belgio) il 30 maggio 1640, Rubens è stato definito il pittore “colto” e capace di infondere nelle carni il modellato statuario e nei colori la vividezza. Il critico J. Burckhardt nella sua monografia ha scritto “Se Rubens sia da considerare propriamente come naturalista o in un complesso come seguace dei veneziani, se da questi siano in qualche modo determinate la sua forza e la sua originalità, è un problema trascurabile. Concediamo che la struttura delle sue figure, a cominciar dallo scheletro, spesso non risponde alla bellezza ideale … ma il ben noto splendore delle carni, la celebre bellezza del nudo, quale appare nella piena luce e nel chiaroscuro, … il panneggio, l’incarnato vantano un perfetto modellato quasi senza ombre”. Rubens può considerarsi un archetipo del Barocco europeo.

Figlio di un avvocato-notaio calvinista, Peter Paul Rubens aveva ricevuto un’educazione umanistica; morto il padre, con la madre si trasferì ad Anversa e si convertì al cattolicesimo (1586). Entrò a bottega da un pittore di paesaggi, Tobias Verhaecht, e successivamente in quello di Adam van Noort e di Otto van Veen per poi intraprendere nel 1600 l’importante viaggio di studi (e di commissioni) in Italia, dove rimase ben otto anni. La prima tappa fu Venezia, quindi Mantova, poi Firenze, Genova e Roma. Fu la scoperta di Tiziano e Tintoretto a influenzarlo, ma anche la ragionata composizione di Bellini, la tavolozza di Veronese, la monumentale opera di Giulio Romano, la natura dei Carracci e la nuova luce di Caravaggio. Rientrato ad Anversa nel 1608 fonda una grande bottega: le sue

opere sono molto ricercate, in pochi anni raggiunge fino ad un massimo di 180 collaboratori. Tutte le opere venivano eseguite secondo un procedimento ordinatamente stabilito. Che Rubens mantenne poi fino agli ultimi anni della sua attività. Egli fissava subito con uno schizzo a penna la prima concezione del quadro, poi eseguiva con il pennello, in forma di bozzetto, uno schizzo ad olio, che era poi seguito da un vero e proprio modello, cioè da una tavola a piccolo formato ad olio dove erano rappresentati gli elementi essenziali del dipinto. Il modello veniva presentato al committente, e una volta approvato il maestro disegnava a matita degli studi particolari per sviluppare le singole figure del dipinto, quindi i discepoli li riportavano sul quadro (tavola o tela che fosse) e li dipingevano. L’ideazione era interamente di Rubens ma l’esecuzione della bottega: Rubens si riservava di compiere parti specifiche e ritenute importanti del’opera stessa. Questa modalità gli permise di controllare la propria produzione ampliando moltissimo la possibilità della realizzazione delle opere.

La composizione iconograficamente innovativa era una caratteristica di Rubens e si nota in particolar modo anche nell’opera “Madonna con bambino”, in cui la madre di Dio, ritratta giovanissima, sembra essere consapevole del suo ruolo divino e della responsabilità che l’aspetta: tiene in piedi il piccolo Gesù che sta muovendo i suoi primi passi, anch’egli consapevole del destino espresso nello sguardo attonito e volto nel vuoto, simbolo del sacrificio della Passione e della morte che lo aspetta (sacrificio rappresentato dal panno bianco del “sudario” che sta calpestando con i piccoli piedini nudi). Le carni del piccolo, pur nella loro naturalezza, rivelano una iconografia statuaria nuova – la postura del piccolo Gesù Bambino – nella tipologia del quadro della natività. Interessantissimo è il linguaggio delle mani: si noti la dolcezza con cui il piccolo appoggia la manina destra sul polso della Madonna che le tocca il pancino, mentre l’altra mano di Maria sembra trattenere l’equilibrio incerto del piccolo passo compiuto dal Gesù Bambino. La scelta e l’accostamento dei colori del manto della Madonna, rosso con maniche blu e pizzi bianchi, è una particolarità pittorica della maturità di Rubens.

L’origine di questa composizione è da riferire ad una “Madonna con Bambino” dipinta da Rubens nel pannello interno sinistro del trittico ordinato dalla vedova di un mercante di Anversa, Jan Michelsen realizzato nello stesso periodo. Questo altare è conosciuto come “Christ à la Paille” ed è oggi conservato presso il Museo voor Schone Konsten che rappresenta centralmente la Deposizione di Cristo sulla paglia. Il pannello di destra invece rappresenta San Giovanni Battista e quello di sinistra appunto la Madonna con Bambino, dove l’unica diversità è la posizione della mano destra della Madonna che blocca il bimbo sotto l’ascella (mentre quella del dipinto in oggetto è posta più in basso e trattiene il piedino). Da questo soggetto sono state tratte diverse repliche autografe dalla bottega di Rubens perché si vede che piacque molto (non tutte eseguite da Rubens , ma come detto alcune eseguite dai suoi apprendisti), tra cui la nota “Madonna Marlborough” (esposta oggi alla National Gallery of Art di Washington) e l’altrettanto conosciuta “Cumberand Madonna” (conservata presso una collezione privata di Parigi). Queste due versioni note di Madonna con Bambino in piedi sono però considerate dalla critica meno interessanti dal punto di vista della qualità dell’esecuzione rispetto a quella qui esposta. Quest’ultima tela, probabilmente di mano di Rubens nelle parti principali e ritenuta autografa, ha delle varianti di posa nella mano della Madonna. Nel periodo post Concilio di Trento, in piena Controriforma, Rubens aveva interpretato in maniera innovativa i richiesti principi di “chiarezza, verità” in aderenza alle scritture.

È interessante notare che Rubens, proprio fra il 1617 e il 1618, lavora a progetti per una serie di sette arazzi raffiguranti le Storie di Decio Mure su commissione di nobili genovesi, i cui bozzetti oggi sono conservati nella Galleria dei principi del Liechtenstein a Vaduz: non verranno realizzati, ma documentano il rapporto con la nobiltà genovese, già stretta durante gli anni del suo soggiorno italiano con i Doria, i Spinola, i Lomellini.

Nel 1640 (anno della sua morte) L’Accademia di San Luca a Roma nomina Rubens suo membro onorario.

Provenienza dell’opera

Il quadro”Madonna con Bambino” faceva parte della Collezione di Henry Ford II (Grosse Point, Detroit, Michigan USA), cioè della collezione privata di Henry Ford. In seguito la tela è passata, tramite acquisto diretto, alla Collezione degli editori Dino Fabbri; in tempi più recenti ad una collezione privata ticinese ed infine alla Collezione privata ticinese di Michele Moser, che lo ha concesso in prestito per l’esposizione dell’avvento al m.a.x. museo a Chiasso.

Esposizione dell’avvento

L’esposizione dell’Avvento al m.a.x. museo è resa possibile grazie alla collaborazione con il direttore Riccardo Fuochi di Swiss Logistics Center di Chiasso, dove l’opera è attualmente conservata, il responsabile dell’Assicurazione Helvetia Swiss (sponsor tecnico) Edoardo Passano, al direttore dell’AGE SA Corrado Noseda, istituzione che ha fornito e installato l’apposita illuminotecnica dell’allestimento: a tutti loro vanno i nostri ringraziamenti, oltre al particolare sentimento di riconoscenza ai proprietari dell’opera che permettono per sei settimane ad un vasto pubblico di fruire del piacere dell’arte e della cultura.

Nov
29
Dom
domenica, 29 novembre, Zeno parteciperà alla bella trasmissione radiofonica su RSI 1 “Indovina chi viene a pranzo” con Carla Norghauer. @ RSI rete 1
Nov 29 giorno intero

domenica prossima, 29 novembre, parteciperò alla bella trasmissione radiofonica su RSI 1 “Indovina chi viene a pranzo” con Carla Norghauer.

Al mattino dalle 10:00 alle 12:00 come musicista del Cabaret della SI, unitamente a Renato Agostinetti e Franco Lazzarotto, e nel pomeriggio,

dalle 13:00 alle 15:45 circa per raccontare di me, suonare e cantare. Nella speranza che possiate ascoltare e magari mandarmi un sms di saluto

e di amichevole sostegno (ne avrò bisogno!…) specialmente il pomeriggio, al numero radiofonico 079 873 98 25, , vi saluto cordialmente.

Zeno

Pinacoteca Zust Rancate, 29 nov. 2020 – 28 febbr. 2021 ¦ DENTRO I PALAZZI @ Rancate
Nov 29 2020–Feb 28 2021 giorno intero

Uno sguardo sul collezionismo privato nella Lugano del Sette e Ottocento: le quadrerie Riva

Sede: Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate (Mendrisio), Cantone Ticino, Svizzera
Date: 29 novembre 2020 – 28 febbraio 2021 (date soggette a modifiche)
A cura di: Edoardo Agustoni e Lucia Pedrini-Stanga
Coordinamento scientifico e organizzativo: Mariangela Agliati Ruggia e Alessandra Brambilla

Vernice per la Stampa: venerdì 27 novembre 2020, ore 11,00

Dalle intime stanze dei palazzi appartenuti all’aristocratica famiglia Riva, nella Lugano dell’epoca dei balivi (o landfogti) – “governatori” confederati che, dall’inizio del Cinquecento fino a fine Settecento, avevano tra i loro compiti l’amministrazione giudiziaria, finanziaria, fiscale e militare – giungeranno alla Pinacoteca Züst oltre settanta dipinti. Tra di essi importanti pezzi di Giuseppe Antonio Petrini, di cui la famiglia Riva fu uno dei principali committenti, insieme a una suggestiva selezione di suppellettili, argenterie, miniature, libri e documenti.

Un’occasione imperdibile per ammirare dipinti e oggetti solitamente celati al pubblico, ma anche per entrare nella storia del territorio ticinese e non solo. I Riva sono infatti uno dei più antichi e illustri casati di Lugano e rivestirono una posizione egemonica soprattutto durante l’Antico Regime, vantando una intricata rete di contatti con altre storiche famiglie (Beroldingen, Turconi, Morosini, Bellasi, Somazzi, Moroni Stampa, Rusca, Raimondi, Neuroni).

L’intento è quello di aggiungere un tassello alla vicenda ancora poco nota del collezionismo privato nelle terre dell’attuale Cantone Ticino, dal tardo Seicento all’Ottocento. In mostra sono dunque indagati sia il gusto che le dinamiche relative alla circolazione e al consumo di opere d’arte in questa terra di confine, che dal punto di vista politico guardava a nord, dipendendo dai Cantoni svizzeri, mentre da quello religioso e culturale si volgeva a sud, verso l’Italia. Nella vicina Penisola si stabilirà a metà Ottocento anche una parte della famiglia Riva legata al ramo dei marchesi grazie all’alleanza matrimoniale con il facoltoso casato piemontese dei Francischelli, che a loro volta si imparentano con i Bisi, importante famiglia di artisti milanesi. Di qui le numerose opere di Luigi, Giuseppe, Ernesta, Fulvia e Antonietta Bisi, che ancora oggi appartengono al ramo dei marchesi.

Grazie a un allestimento coinvolgente, la rassegna permette di “entrare” nei palazzi – sarà ricreata l’atmosfera che si respirava nello studiolo di alcuni dei personaggi indagati – e di scoprire le quadrerie (ritratti, paesaggi, scene religiose, storiche e di genere) appartenenti ai tre rami della famiglia (marchesi, conti e nobili) e un tempo custodite nelle dimore luganesi e nelle residenze di campagna, con la presentazione della città tra Sette e Ottocento. In mostra anche una serie di ritratti dei landfogti provenienti dai Cantoni d’Oltralpe che governavano la prefettura di Lugano e una selezione di pezzi provenienti da collezioni di altri casati e con cui i Riva avevano intensi rapporti o legami di parentela.

Tra gli autori presenti in mostra, per il Settecento vanno segnalati Marco e Giuseppe Antonio Petrini – di cui la famiglia Riva ha rappresentato il massimo committente –, Carlo Francesco e Pietro Rusca, Giovanni Battista Innocenzo Colomba, Carlo Innocenzo Carloni, Giuseppe Antonio Orelli, Giovanni Battista Ronchelli, Giovanni Battista Bagutti, Francesco Capobianco, Gian Francesco Cipper detto “Il Todeschini”, Antonio Maria Marini. Per l’Ottocento figureranno opere di Giovanni Migliara, Giuseppe Reina, Francesco Hayez, Pietro Bagatti Valsecchi e dei Bisi.

Link

Nov
30
Lun
Conferenza con Francesco Caglioti il 30 novembre 2020 in diretta streaming su You Tube @ online
Nov 30@18:30

L’Associazione Fare arte NEL nostro tempo presenta:
Lunedi 30 novembre 2020 alle ore 18.30
in diretta streaming su You Tube

LEONARDO!

Conferenza con Francesco Caglioti. Conduce e dialoga Stefano Vassere, Direttore delle Biblioteche Cantonali e docente di linguistica generale all’Università degli Studi, Milano.

Le immagini che mostrerà il Professor Caglioti, ordinario di Storia dell’arte medievale e coordinatore del dottorato in Storia dell’arte alla Normale di Pisa, conducono lontano nel tempo, a più di 500 anni dalla scomparsa dell’artista che ha indotto cambiamenti di visioni perdurate nei secoli.

Con questa opportunità l’Associazione Fare arte NEL nostro tempo intende continuare ad assicurare a tutti, soci, partners, interessati all’arte, appassionati e professionisti, da un largo raggio di posizioni geografiche, la possibilità di radunarsi attorno ad un tema affascinante. Grazie alla tecnologia che lo rende possibile, continueremo ad essere con voi nelle migliori condizioni, fino a che non vi potremo salutare in presenza in occasione di futuri programmi.

Per le restrizioni dovute alla pandemia in corso la prevista conferenza con il prof Francesco Caglioti non avrà luogo alla Biblioteca Cantonale di Lugano ma sarà invece trasmessa in streaming alle 18.30 di lunedì 30 novembre 2020 a questo link YouTube:

Al termine sarà possibile rivolgere domande al prof. Caglioti dalla chat di YouTube

Francesco Caglioti

Laurea in lettere classiche all’Università “Federico II” di Napoli e in Storia dell’arte moderna. dottorato di ricerca in Storia dell’arte presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ricercatore di Storia dell’arte presso la Scuola Normale, Professore associato di Storia dell’arte moderna presso l’Università “Federico II” di Napoli (2001-2005) dove coordina il dottorato di ricerca in Scienze storiche, archeologiche e storico-artistiche, è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte (2008-2016 ) e responsabile della Sezione di Storia del Patrimonio culturale (2014-2019).

Professore ordinario di Storia dell’arte medievale presso la Scuola Normale dal 2019. Ambiti principali d’indagine: scultura, committenza, collezionismo e letteratura artistica del Tre, del Quattro e del Cinquecento italiani.

I video delle recenti conferenze della rassegna METAMORFOSI sono sul sito www.associazione-nel.ch e su youtube https://www.youtube.com/channel/UC0vkqOuX64i5e7obg_YD0IA. Piero Boitani esperto di letterature comparate e del Medioevo parla di Metamorfosi in letteratura. Visioni del passato e del futuro e il filosofo Roberto Esposito di Trasformazioni del corpo tra politica e tecnica.

L’Associazione Fare arte NEL nostro tempo

Per informazioni sull’Associazione info@associazione-nel.ch E per chi volesse sostenerne l’attività e partecipare ai prossimi appuntamenti diventando socio join@associazione-nel.ch

Patrocinio e sostegno dell’Istituto italiano di cultura Zurigo
Con il sostegno dell’Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana del Cantone Ticino
Fondo Swisslos della Città di Lugano
della CORSI
di Migros Percento Culturale e di AIL

Partners in Ticino:
MASI Lugano (Museo d’arte della Svizzera italiana)
L’ideatorio Università della Svizzera Italiana
Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate (Mendrisio)
ProMuseo Associazione degli Amici Sostenitori del Museo d’arte della Svizzera italiana
STBA Società Ticinese di Belle Arti
ASASI Associazione storici dell’Arte della Svizzera italiana
Associazione Amici dei Musei del Canton Ticino
Agorateca
Fondazione d’Arte Erich Lindenberg
Associazione Biblioteca Salita dei Frati, Lugano
FAISwiss
Società Dante Alighieri Lugano
Associazione di Cultura Classica Delegazione della Svizzera italiana
Chiassoletteraria
Piazzaparola
Partners a Como:
Parolario Associazione culturale
FAR Fondazione Antonio Ratti
Amadeus Arte
Associazione culturale Caracol
Accademia e Liceo Musicale Coreutico “Giuditta Pasta”
Museo Villa Bernasconi Cernobbio
Art Company
Associazione Sentiero dei Sogni
CENOBIO rivista di cultura

30 novembre 2020: incontro con il dott. Marco Chistolini online sugli adottati adolescenti @ online
Nov 30@20:00–22:00

Abbiamo il piacere di segnalare una serata online dedicata al tema “Gli adottati adolescenti e giovani adulti: la complessa ricerca di un equilibrio tra crisi, sfide e opportunità”.

Relatore dott. Marco Chistolini, psicologo, psicoterapeuta familiare, responsabile tecnico scientifico del CIAI (Centro Italiano di aiuto per l’infanzia)
Per ogni informazione https://www.spazioadozione.org/calendario/gli-adottati-adolescenti-e-i-giovani-adulti

Dic
6
Dom
27a edizione 2020-2021: SENZA CONFINI, grandi e piccini insieme a teatro il 6 e l’11 dicembre 2020 @ Lugano/Chiasso
Dic 6–Dic 11 giorno intero

Storie per un mondo nuovo

Nonostante tutto, ci siamo!
Ecco il programma della 27a edizione di Senza confini con la segnalazione di tutti gli appuntamenti a Chiasso e Lugano e di un appuntamento a Como. Quest’anno infatti il nostro partner italiano, il Teatro Sociale di Como, ha potuto confermare solo parzialmente la sua programmazione per i ragazzi. Attendiamo quindi fiduciosi rivolgendo loro i nostri auguri per una prossima desiderata ripresa.

Il programma di Chiasso è quest’anno interamente destinato alle scuole mentre quello di Lugano, in collaborazione con LAC edu, s’indirizza sia alle scuole che a tutto il pubblico.

In questa edizione, è stato nostro desiderio offrire alcune opportunità in più alle famiglie e ai giovanissimi, non più bambini, di proseguire la propria partecipazione al teatro in una modalità, magari ad essi più consona e più intrigante. In rassegna troviamo dunque due appassionate narrazioni proposte in serale e che si rivolgono a tutti, a partire dagli 11 anni: La tregua di Natale, in programma a Lugano e Nelson, che ripercorre la vita di Nelson Mandela, proposto sia a Lugano che a Como. Prenotazioni all’indirizzo senzaconfiniteatro@gmail.com.

Storie per un mondo nuovo è il titolo che abbiamo voluto dare all’edizione di quest’anno. In un momento storico che ci auspichiamo essere di ripartenza, ri-inizio, il desiderio sempre più vivo di contribuire alla costruzione di un mondo più sano, ecologico, sia dal punto di vista delle relazioni che dell’ambiente, ci ha portati a creare un programma che desidera avvicinarci alla sensibilità, all’ascolto, all’empatia, alla creatività, all’amicizia, all’amore.

Ospite in locandina e in programma a Chiasso, quest’anno con il titolo Acquaprofonda, è il progetto Opera Domani, nato per avvicinare in modalità attiva i bambini all’opera lirica.

Come di consuetudine, a Lugano, con il progetto Teatro: emozioni in segno, i bambini saranno invitati, a fine rappresentazione, a restare ancora un po’ con noi organizzatori e con gli artisti, per una piccola merenda e per disegnare il proprio vissuto dello spettacolo.

Prevendita e prenotazioni per Lugano

Biglietteria LAC
ma-do: 14.00-18.00
Telefono attivo
+41(058) 866 42 22
ma-do: 14-18.00
www.luganolac.ch

Per gli spettacoli La tregua di Natale e Nelson
prenotazioni solo on-line sul sito www.biglietteria.ch

Info e prenotazioni anche al n. 091 922 61 58 (segreteria Teatro Pan), all’indirizzo mail prenotazioni@teatro-pan.ch – Info sul sito www.teatro-pan.ch

INVITO NATALIZIO dell’Ass. Rivapiana di Minusio per un Natale solidale, 6 dicembre 2020 @ Minusio
Dic 6@11:00–16:00

L’Associazione, nell’impossibilità di incontrarsi come gli anni scorsi per festeggiare insieme sulla Piazzetta di Rivapiana, ha pensato comunque di invitare soci, amici e i simpatizzanti ha condividere lo spirito natalizio facendo un dono a favore dell’associazione Tavolino Magico di Locarno che lo devolverà alle persone bisognose della regione (www.tischlein.ch).

Si raccoglieranno scatole di cioccolatini, panettoni, pandoro, ma anche derrate alimentari a lunga scadenza come riso, pasta, caffè, tè, cioccolata in polvere, scatolame, aceto, olio, farina, zucchero, sale, latte UHT, pelati, tonno, legumi secchi, marmellate, miele… e prodotti per l’igiene personale.

Ci sarà inoltre la possibilità di lasciare un sostegno finanziario, un augurio scritto, un disegno o altro.

Luogo di raccolta: presso fam. Martinoni, Via S.Quirico 45 (Portigon)

Orario: dalle 11.00 alle 16.00

Vi preghiamo di arrivare sul posto indossando la mascherina e di aspettare il vostro turno seguendo le disposizioni di distanziamento di sicurezza.

Per ulteriori informazioni telefonare a Giovanna (091/743 64 47 – 076/679 84 56) o Marcella (079 871 37 90).

Dic
11
Ven
“Aggiungi al carrello” a Locarno l’11, 12 e 13 dicembre 2020 @ Locarno
Dic 11–Dic 13 giorno intero

Vi aspettiamo quindi per il grande Debutto della Compagnia Teatro Paravento con

“Aggiungi al carrello”

Venerdì 11 dicembre, ore 19.00

con repliche
Sabato 12 dicembre, ore 19.00
Domenica 13 dicembre, ore 17.00

Una riflessione comica sullo shopping online compulsivo.

1982 – 2020
38 anni
Teatro Paravento
CP 1332 / 6601 Locarno
Tel. +41 91 751 93 53
http://www.teatro-paravento.ch/

Feb
21
Dom
Domenica 21 Febbraio 2021 – 10.ma Edizione di One Earth Choir, il più grande Coro della Terra @ Mondo online
Feb 21 giorno intero

Domenica 21 Febbraio 2021 – 10.ma Edizione di One Earth Choir, il più grande Coro della Terra:
Persone in tutto il mondo, in contemporanea, condividono il tema: “abbiamo molte lingue native, ma un unico linguaggio Umano”.

In questo Progetto il simbolo del nostro linguaggio Umano è una musica
che noi siamo invitati ad ascoltare online (o a cantare, o a suonare),
per co-creare un tessuto di profonda interconnessione sulla Terra,
con un grande Gesto creativo collettivo: di empatia, coerenza, fiducia come pilastri di una nuova cultura.
Per una Civiltà della Sintonia, della Sinfonia, dedicati ad un nuovo co-abitare la Terra

Iscriviti su: www.IlCoroDellaTerra.net & invita i tuoi amici a partecipare