Calendario

Set
4
Mer
Organisti da tutto il mondo in Ticino dal 4 sett. al 17 ottobre 2019 @ Location Ticino
Set 4–Ott 17 giorno intero

Molte le attività in programma nel 2019 per la Rassegna organistica della Svizzera italiana (ROSI) che ha da poco nominato il nuovo comitato. Attesi al Sud delle Alpi grandi nomi del panorama musicale internazionale.

Valorizzare il patrimonio organistico locale e dare visibilità a virtuosi e giovani talenti provenienti da tutto il mondo.

È questo l’obiettivo della Rassegna organistica della Svizzera italiana (ROSI) – in precedenza Festival organistico Ticinese – che dal 2018, per volontà dell’omonima associazione, si è allargata anche al Grigioni italiano. Il comitato, nominato nelle scorse settimane, è composto dai seguenti membri: Giovanni Beretta (presidente), Aixa Torriani (vice presidente), Giorgio Brenni, Duccio Maggiora, Ismaele Gatti e Paolo Michele Gallieni. Il direttore artistico della Rassegna è Stefano Molardi, organista conosciuto a livello internazionale e docente al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano.

I concerti organizzati lo scorso anno nel Canton Grigioni hanno attirato un pubblico numeroso. “La grande famiglia degli appassionati di organo si è allargata e questo ci fa molto piacere-rileva il direttore artistico Stefano Molardi. In questi anni siamo riusciti ad offrire al pubblico una vasta gamma di colori sonori che ha contribuito a diffondere la conoscenza di questi strumenti e delle chiese nelle quali sono custoditi. L’organo è molto spesso un vero e proprio “fossile”: porta con sé la storia della costruzione dell’edificio religioso, dunque racchiude un’importanza civica, legata all’evoluzione di una comunità”.

Sempre nel 2018 è stato avviato un gemellaggio con la Rassegna “Antichi organi della Provincia di Piacenza” diretta da Gian Andrea Guerra, violinista barocco professionista. Quest’ultimo è pure primo violino dell’orchestra “Italian Baroque Academy” diretta proprio da Stefano Molardi con cui condivide l’attività concertistica internazionale. Da segnalare altre collaborazioni importanti come ad esempio quella con gli “Amici dell’organo di Locarno” e con la RSI-Rete Due.
Nove, in totale, i concerti in programma nel 2019 che si svolgeranno dal 4 settembre al 17 ottobre. Per i dettagli è possibile consultare il sito www.rosiconcerti.ch

Set
13
Ven
Esposizione fotografica FotoClubTurrita 1968-2019 dal 13 sett. al 3 nov. 2019 @ Bellinzona
Set 13–Nov 3 giorno intero

Dal 13 settembre al 3 novembre 2019 le sale espositive del Castello di Sasso Corbaro accolgono l’esposizione fotografica del FotoClubTurrita, realizzata nell’ambito dei festeggiamenti per il 50° anniversario del Club.

L’OTR Bellinzonese e Alto Ticino è particolarmente felice di ospitare, nella splendida cornice del Castello di Sasso Corbaro, un’esposizione fotografica che accompagnerà il visitatore in un bellissimo viaggio attraverso le immagini scattate dai soci del Club.

Il termine fotografia deriva dell’unione di due parole greche: phôs, in italiano luce, e graphè, che corrisponde a disegno, scrittura. Fotografia significa quindi “scrittura di luce”. Ed è proprio a questa particolare accezione del termine che i soci del Club si ispirano, proponendoci delle immagini che ricordano la poesia, scritta e abbellita per poter essere ammirata come espressione di arte e cultura. Per ognuno di noi la fotografia è qualcosa di personale: per alcuni è un lavoro, per altri è una passione, per molti è ricordo, per tutti è bellezza, dettaglio, effetto, momento – ‘istantanea luminosa’ di un frammento di vita.

Le fotografie esposte a tema libero ci mostrano ritratti di popolazioni lontane, meravigliosi paesaggi esotici, così come intriganti dettagli artistici. Non poteva inoltre mancare in mostra una sezione di scatti dedicati alla Bellinzona storica degli anni 60/70 e delle proiezioni fotografiche.

L’allestimento propone inoltre una parte dedicata all’oggettistica legata alla storia della fotografia. Oggetti che potranno mostrarci e portarci a riflettere sull’evoluzione della fotografia dalle sue origini fino ai giorni nostri. Saranno esposti in sala una camera oscura portatile del 1900, una macchina fotografica del 1896 oltre ad un proiettore di diapositive degli anni 70/80 e dei libri fotografici scritti da un membro del club.

Il FotoClubTurrita (FCT) è stato fondato su iniziativa di un gruppo di amici amanti della fotografia il 29.10.1968 a Bellinzona. Il Club, presieduto dal 1991 dal dott. Gianni Girelli, conta attualmente una trentina di soci e ha seguito l’evoluzione della fotografia dal sistema analogico alla tecnica digitale usata oggi. I soci si incontrano ogni 15 giorni nella sede di Giubiasco. proponendo proiezioni a tema e/o discussioni su svariati temi inerenti la fotografia, così come un calendario di uscite organizzate sull’arco dell’anno. Sulla pagina Facebook @fotoclubturrita vengono costantemente aggiornate le attività e le informazioni.

Questa mostra va a sommarsi alle altre attività culturali organizzate ai Castelli di Bellinzona e ad arricchire così il programma espositivo dei tre Manieri.
L’autunno sarà ricco di novità e vi aspettiamo numerosi.

Orari apertura:
tutti i giorni dalle 10.00-18.00

Prezzi d’entrata:
Adulto: CHF 10.-/p.p
Ridotto: CHF 5.-/p.p.
Famiglia: CHF 20.-/p.p.
Bellinzona Pass: biglietto combinato visita 3 Castelli e Villa dei Cedri CHF 18.-/p.p.

Informazioni:
Bellinzonese e Alto Ticino Turismo
Tel. +41 (0)91 825 21 31
info@bellinzonese-altoticino.ch
www.bellinzonese-altoticino.ch

Museo Vincenzo Vela a Ligornetto: GIAPPONE. L’ARTE NEL QUOTIDIANO (13 settembre 2019 – 8 marzo 2010) @ Ligornetto
Set 13–Nov 30 giorno intero

Si apre domenica 13 ottobre 2019 e rimarrà aperta fino all’8 marzo 2020, la mostra autunnale al Museo Vincenzo Vela: GIAPPONE. L’ARTE NEL QUOTIDIANO. Manufatti mingei dalla Collezione Jeffrey Montgomery, internazionalmente nota per essere una delle più importanti raccolte di artigianato artistico giapponese.

La mostra “Giappone. L’arte nel quotidiano. Manufatti mingei dalla Collezione Jeffrey Montgomery” presenta oltre 250 opere in ceramica, legno, tessuto e lacca giapponesi. Tra le più importanti raccolte di arte popolare nipponica al di fuori del Giappone, la collezione è stata costituita in oltre 50 anni di attività e di ricerca, ed è conservata in Ticino. La mostra, oltre a presentare oggetti di grande pregio e singolarità – databili dall’epoca Heian (X secolo) ai primi decenni del XX secolo – mette in luce aspetti centrali del movimento Mingei (arte del popolo), costituitosi negli anni ’20 del Novecento in un avvincente contesto politico e culturale. L’esposizione ideata dal museo federale consente pertanto di scoprire aspetti di un Giappone insolito, in cui estetica e “tradizione interpretata” pervadono la vita quotidiana.

L’esposizione è accompagnata da una serie di attività ed eventi collaterali, tra i quali segnaliamo, dal 25 al 26 ottobre 2019, un convegno di studi internazionale: Riconsiderando il Mingei (su iscrizione), organizzato in collaborazione con le Università di Zurigo e di Milano, che offre l’opportunità di riflettere sul concetto di mingei nei suoi complessi risvolti e alla luce delle più recenti ricerche in proposito. Si susseguiranno interventi di esperti, provenienti da

Svizzera, Italia, Giappone e Stati Uniti, da una tavola rotonda condotta da studenti universitari, e da un approfondimento sulla produzione ceramica in Ticino nel XX secolo. Il convegno, aperto a tutti gli interessati, verrà seguito da una visita guidata pubblica e dalla proiezione di un documentario la domenica 27 ottobre.

A complemento del simposio il Museo propone anche due eccezionali atelier (su iscrizione), il primo aperto ai professionisti (dal 28 ottobre al 30 ottobre 2019), il secondo ad amatori e principianti (dal 31 ottobre al 1° novembre), dedicati alla produzione di ceramiche secondo la tradizione di Tokoname, città nota per essere uno dei centri più antichi ed importanti per la produzione ceramica, già a partire dal XII secolo. Gli atelier sono guidati dal ceramista giapponese Takayuki Yagi, “nipote d’arte”, (da ben tre generazioni la sua famiglia esercita queste tecniche) e titolare della bottega Issei Toen, fondata da suo nonno.

Per partecipare al convegno come agli atelier è necessaria l’iscrizione ed è prevista una tassa di partecipazione (per il convegno l’iscrizione è gratuita per gli studenti); i moduli di iscrizione (allegati),possono essere scaricati sul sito del museo: www.museo-vela.ch o inviando un’e-mail a: museo.vela@bak.admin.ch.

Ricordiamo che la conferenza stampa di presentazione della mostra si terrà venerdì 11 ottobre alle ore 11.00 presso il Museo, (l’invito con maggiori dettagli seguirà a breve).

Set
15
Dom
OSA! Organico scena artistica Stagione autunno-inverno 18° Festival La donna crea ¦ 16° Rassegna internazionale Voci Audaci ¦ 15 settembre – 28 dicembre 2019 @ Locarno
Set 15–Dic 28 giorno intero

OSA! Organico scena artistica
Stagione autunno-inverno
18° Festival La donna crea/ 16° Rassegna internazionale Voci Audaci
15 settembre – 28 dicembre 2019
Ascona, Locarno, Losone, Minusio, Muralto, Tenero
Domenica 15 settembre 2019 prendono avvio gli appuntamenti autunnali di OSA! Organico scena artistica, che comprendono la 18° edizione di La donna crea, con la direzione artistica di Santuzza Oberholzer e la 16° edizione della rassegna internazionale Voci audaci, diretta da Oskar Boldre.
In questa edizione OSA! presenta il suo programma internazionale con eventi di teatro, teatro-ragazzi e musica, in spazi all’aperto straordinariamente suggestivi e nelle sale di sei comuni del locarnese. Quest’anno le due manifestazioni si compenetrano più del solito, con un programma musicale prevalentemente al femminile e una stagione teatrale tutta con musica dal vivo. Molto metissaggio tra artisti e generi un viaggio a sud dalla Svizzera a: Italia, Albania, Burkina Faso, Cipro, Cuba, Spagna e Uruguay.
Come sua consuetudine Osa! collabora coi diversi Comuni ed allarga sempre più una rete con associazioni culturali attive nella regione, creando sinergie di luoghi e contenuti, curiosi e originali.
Per il teatro col tema di quest’anno “Amori diversi”, abbiamo scelto quattro spettacoli adatti ad ogni età, che partono dall’amore per la propria terra alla riscoperta delle nostre radici, per andare a conoscere quelle delle rive del Niger; fiabe esotiche e fiabe tradizionali che si scompigliano e ricompongono; l’omino dei sogni con musica zigana ci saluterà per prepararci con gioia all’arrivo del nuovo anno.

Osa! (Organico Scena Artistica) è un gruppo di artisti indipendenti riunitosi nel 2008 per vivacizzare la scena artistica della regione con proposte originali e continuare la programmazione delle due rassegne di teatro e musica iniziate in precedenza in una sola sala.
Sono: Santuzza Oberholzer, Oskar Boldre, Cristina Radi, Giordano Bisi, Eloisa Vacchini, Martin Bartelt.

IN BREVE:
Grande spazio in autunno alle Voci audaci con sei concerti, di cui quattro con front woman. La musica in programma ci accompagna in un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo, con le sonorità afro-cubane e afro-peruviane del quartetto jazzy di Ivonne Gonzalez (Ascona, 28.9) e le melodie che in nove lingue ci ricordano la nostalgia che si prova partendo con la cantante solista albanese Elina Duni (Losone 23.11); o la vena più rockettara dell’uruguayana Rossana Taddei (Losone 2.11), fino ad arrivare sulle rive del Mediterraneo con le musiche tradizionali rivisitate del trio cipriota Monsieur Doumani (Losone, 26.10). Si va poi indietro nel tempo a tutta energia con lo swing italiano ed inglese del gruppo The Apricot tree (Muralto, 1.12) e con un salto ancora più ardito nelle atmosfere mistiche e medievali delle devozioni mariane con il quartetto al femminile La Reverdie nella splendida cornice della chiesa di san Michele (Ascona, 12.10).

Per il teatro in accordo col tema di quest’anno “Amori diversi”, sono stati scelti quattro spettacoli adatti ad ogni età.
L’amore per la propria terra alla riscoperta delle nostre radici è al centro di Anime e sassi del Teatro dei Fauni (Minusio, 15.9), uno spettacolo itinerante a tappe che apre la stagione ed è arricchito da musica popolare e antiche leggende di valle, che raccontano, con la vena ironica dei contadini, anche l’inspiegabile. Ancora leggende, ma questa volta volate a noi dalle rive del Niger, sono quelle narrate in Kanu=amore della compagnia Piccoli idilli (Muralto, 17.11, pubblico dai 5 anni), dove fra canti, danza e racconto si ha l’immagine di un’Africa festosa e variopinta. Scompiglio e confusione fra le fiabe tradizionali nello spettacolo Una bellissima catastrofe del Teatro Pan (Tenero, 30.11, pubblico dai 5 anni), e ancora atmosfere oniriche e musica zigana dal vivo con i burattini del Cerchio tondo in L’omino dei Sogni (Locarno, 28.12) per prepararci con gioia all’arrivo del nuovo anno. Da ottobre inoltre inizia un laboratorio di teatro per ragazzi, guidato dal Teatro Zigoia.
NEL DETTAGLIO:
La stagione si apre domenica 15 settembre (ore 17.00) con la saga di tre famiglie valligiane del secolo scorso in Anime e sassi del Teatro dei Fauni, racconti, canti e musica popolare dal vivo per uno spettacolo fatto a tappe fra antiche leggende di valle, che narrano, con la vena ironica dei contadini, anche l’inspiegabile. Suggestivo luogo per il pubblico errante, il quartiere di Rivapiana con partenza dalla Villa San Quirico di Minusio. Lo spettacolo fa parte del ciclo “Antenati con le radici”, che il Teatro dei Fauni porta avanti già da alcuni anni, dedicato ai grandi alberi secolari e alle tradizioni del nostro territorio. www.teatro-fauni.ch
Si entra poi nel vivo del programma musicale nella cornice del parco del Centro del Monte Verità di Ascona (in caso di pioggia Sala Balint) con Ivonne Gonzalez quartet, sabato 28 settembre (ore 20.30). La cantante cubana ci invita a scoprire l’avventura senza pari del pianista César Correa, che interpreta la musica popolare latinoamericana con il suo tocco jazz. cubanshows.wordpress.com
Rimaniamo ad Ascona, ma facendo un salto mortale all’indietro nel tempo con il quartetto La Reverdie, catapultati nelle atmosfere mistiche del culto mariano del Medioevo con Devozioni spagnole all’epoca di Alfonso X. Vera poesia in musica, ove i testi utilizzano immagini preziose della Vergine. Prologo ore 15.30 sotto il Portico del Municipio di Ascona per recarsi a piedi a San Michele, concerto ore 16.00 in Chiesa. www.lareverdie.com
Il giovane trio cipriota Monsieur Doumani il 26 ottobre (ore 20.30), ci fa assaggiare a la fabbrica di Losone, sonorità mediterranee tipiche della tradizione della loro isola, ma da loro reinterpretate secondo la propria sensibilità musicale con uno speciale colore contemporaneo nel suono e nell’umore, formando uno stile particolare. www.monsieurdoumani.com
Un sound decisamente più rockettaro nel concerto sempre a Losone (2 novembre ore 20.30) della cantautrice dell’Uruguay Rossana Taddei in Cuerpo Eléctrico, che spazia fra paesaggi onirici e temi graffianti. www.rossanataddei.com
Storie e leggende del lontano Niger, sono le protagoniste di KANU= AMORE della Compagnia Piccoli idilli, a Muralto il 17 novembre (ore 17.00) per la Giornata internazionale dei diritti dei bambini. La bravissima attrice Bintou Ouattara racconta e danza, accompagnata da Dauda Diabate e Kady Coulibaly, griot del Burkina Faso, dipingendo con il solo aiuto del suo ampio vestito bianco, un’Africa misteriosa e variopinta. www.piccoliidilli.it
La nostalgia per la propria terra lontana è un sentimento comune e la cantante albanese Elina Duni (Premio svizzero della musica 2017) ne fa un disco con ECM e un concerto. Canta in 9 lingue accompagnandosi con pianoforte, chitarra e percussioni a Losone il 23 novembre (ore 20.30), un viaggio contemporaneo nella cultura musicale dei paesi dell’Est. elinaduni.com
Ancora un appuntamento dedicato soprattutto ai più piccoli con Una bellissima catastrofe del Teatro Pan, a Tenero il 30 novembre (ore 17.00). Qui le storie escono fuori dal libro tutte ingarbugliate e si mescolano confusamente. È così che il Lupo e la Principessa si trovano nella stessa pagina. All’inizio sembra una vera catastrofe, poi diventerà… bellissima!
Un pensiero va alla direttrice Vania Luraschi, deceduta da poco, che ha ricevuto lo scorso luglio il Premio svizzero del teatro 2019. www.teatro-pan.ch
A tutto swing con C’era una volta il quartetto Cetra del gruppo The Apricot tree, a Muralto l’1 dicembre (ore 17.00). Il repertorio è quello dei gruppi vocali dagli anni ’30 in poi, negli Stati Uniti e in Italia. Mescolando musica, aneddoti e umorismo, The Apricot tree propone un viaggio nel nostro passato con uno spettacolo allegro anche per nonni e ragazzi. www.theapricottree.net
Come di consueto salutiamo il nuovo anno tra teatro e festa sabato 28 dicembre (ore 15.00) all’Atelier Teatro dei Fauni di Locarno con L’omino dei Sogni de Il cerchio tondo. Le fiabe sono la mediazione tra l’esperienza del reale e il sogno. Le immagini prendono il ritmo delle ballate zigane, eseguite al violino dal maestro Janos Hasur, che ha accompagnato per oltre 12 anni Moni Ovadia. Segue merenda e brindisi di fine stagione. www.ilcerchiotondo.it

A partire da ottobre tutti i martedì (ore 17.00-18.30) all’Atelier Teatro dei Fauni di Locarno, laboratorio di teatro per ragazzi, guidato dal Teatro Zigoia.
Informazioni e iscrizioni: +41 76 647 13 79, info@teatrozigoia.org, www.teatrozigoia.org

OSA! Prenotazioni: telefono 076 280 96 90
e-mail: ticket@organicoscenaartistica.ch
www.organicoscenaartistica.ch

Set
16
Lun
Da lunedì 16 settembre al 20 dicembre 2019, a Melano, apre al pubblico “One. Two. Andy.” @ Melano
Set 16–Dic 20 giorno intero

La nuova mostra Artrust con Serena Maisto e Raul, in collaborazione con Karen Bystedt.
Nel segno del mito della Pop Art, Andy Warhol.
Dal 16 settembre al 20 dicembre 2019 gli spazi espositivi di Artrust a Melano (CH) ospiteranno la mostra “One. Two. Andy”. Due giovani artisti, la ticinese Serena Maisto e l’italiano Raul, si confronteranno con uno scatto dell’artista e fotografa statunitense Karen Bystedt – appartenente alla serie “The Lost Warhols” – che ritrae il mito della Pop Art Andy Warhol, ognuno reinterpretandolo secondo la propria personale cifra stilistica.

Da lunedì 16 settembre apre al pubblico, all’interno degli spazi espostivi di Artrust a Melano (CH), la mostra One. Two. Andy – Una foto, due artisti e il mito della Pop Art: protagonisti, in coppia, Serena Maisto e Raul che, ognuno con il suo stile personale, hanno rielaborato una fotografia di Karen Bystedt che negli anni Ottanta ha ritratto l’iconico Andy Warhol. Le opere dei due giovani artisti, già da anni impegnati in una stimolante collaborazione con Artrust, saranno esposte fino al 20 dicembre.

Serena Maisto e Raul, nella loro interazione con Bystedt e Warhol, operano aderendo alle loro personali poetiche. La prima – inaugurando una nuova fase del proprio percorso artistico – riflette sul motivo della disgregazione, quasi cellulare, dell’immagine: «La scomposizione dell’immagine racchiude al suo interno un concetto di vita molto semplice: il ritorno allo zero, al niente, alle origini del tutto, e dimostra come dal punto di vista cellulare siamo tutti uguali. Ha però dell’incredibile come il cervello riesca comunque a riconoscere anche solo l’occhio di Andy Warhol, oppure i capelli» .

Raul invece concretizza la riflessione sulla fotografia attraverso il gesto pittorico, istintivo e primordiale, tipico della sua produzione: «Mi ha colpito lo sguardo di Warhol nello scatto fotografico, che penetra in profondità lo spettatore e che ha incoraggiato la mia meditazione gestuale, che si è tradotta nell’utilizzo di varie tecniche e colori».

ONE. TWO. ANDY.
Una foto, due artisti e il mito della Pop Art.

Serena Maisto e Raul
in collaborazione con Karen Bystedt

16 settembre – 20 dicembre 2019

@Artrust SA
Via Pedemonte di Sopra 1, 6818 Melano

Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18
Sabato, dalle 14 alle 18
Altri orari su appuntamento, chiusura nei giorni festivi

INGRESSO LIBERO

Serena Maisto
La carriera artistica di Serena Maisto prende avvio dal confronto con il mito dell’espressionismo astratto, Jackson Pollock: in accordo con la sua tecnica, da subito le sue tele sono inondate da colate di colore, non senza essere innervate dalle sue emozioni e sensazioni. Con il tempo sviluppa un percorso che include l’uso di supporti più innovativi, come il plexiglas, la cui trasparenza permette l’interazione con le pareti retrostanti creando delle opere site specific. A partire dal 2017 si interessa al medium della fotografia e delle sue possibili reinterpretazioni, allo stesso anno risale infatti il progetto Time Line: my walk with Basquiat, in cui l’artista, colpita dagli scatti del fotografo svizzero Edo Bertoglio, ha deciso di intervenirvi pittoricamente, in risposta all’urgente necessità di avvicinarsi il più possibile all’artista statunitense. Il progetto è stato ospitato dalla Cortesi Gallery nelle sedi di Lugano e Londra, inaugurando la presenza di Serena Maisto sulla scena artistica londinese.

www.serenamaisto.com
Raul
Nato a Pescara, Raul è un cittadino del mondo, viaggiando incessantemente in cerca di nuove ispirazioni. Dipinge con la rapidità primitiva di chi, la pittura, la utilizza per dare forma a un’emozione. Per questo, ogni supporto, ove la superficie le consenta, può essere utilizzato come base pittorica: muri, carta, pagine di giornale, oggetti più disparati. Il tratto che maggiormente caratterizza il suo linguaggio espressivo è la gestualità istintiva che alberga in lui, alimentata da tutto ciò che lo circonda: dalla musica, ai paesi che attraversa, alle persone che incontra. I suoi simboli misteriosi sono pensieri che si depositano sul supporto e che catalizzano l’attenzione con la loro primordiale forza. Oggi lavora tra Europa e Stati Uniti, e numerose sono state le mostre di cui è stato protagonista, la prima delle quali tenutasi alla Galleria 212 di Miami nel 2011.

www.raul33.com
Karen Bystedt
Nata in Israele, cresciuta tra Londra e la California, formatasi tra Parigi e New York, oggi risiede e opera a Downtown Los Angeles. Istrionica e irriverente, dà vita alla sua carriera coniugando l’oggettività del mezzo fotografico con la sua inesauribile creatività, costantemente in equilibrio tra comunicazione e provocazione. I suoi scatti sono apparsi su molti dei magazine più letti, quali Vanity Fair, Vogue e People, e sono stati esposti in innumerevoli musei in tutto il mondo. Numerosissimi i personaggi che nel corso degli anni hanno posato per l’obiettivo di Karen Bystedt, dagli attori hollywoodiani alle star del rock, fino agli artisti: con Andy Warhol, fotografato per la prima volta nel 1982 all’interno dell’iconica Factory, si è confrontata molteplici volte, nell’esibizione itinerante “The Lost Warhols” e nell’installazione “Andy Goes Street”.

www.karenbystedt.com
ARTRUST è una galleria d’arte che opera sfuggendo alle definizioni classiche e alle suddivisioni del mercato dell’arte. Al centro del proprio progetto, nel quale l’aspetto culturale e quello commerciale viaggiano di pari passo, c’è l’arte in ogni sua forma. Artrust è una collezione in costante evoluzione, che attualmente comprende una selezione tanto vasta quanto varia di opere d’arte moderna e contemporanea, nella quale, accanto ai capolavori di alcuni grandi nomi del Novecento – tra cui Werefkin, Legér, Degas, Segantini, Giacometti, Tinguely, Picasso, Mirò – coesistono le opere di artisti del grande movimento che oggi va sotto il nome di Street Art. Artrust è al fianco degli artisti del proprio territorio per la promozione delle loro attività artistiche in diversi ambiti e sedi e collabora con affermati artisti stranieri supportando la loro presenza in territorio elvetico.
www.artrust.ch

Serena Maisto e Raul a confronto con il mito di Andy Warhol. “One. Two. Andy” dal 16 settembre la mostra a Melano, @ Melano
Set 16–Dic 20 giorno intero

Serena Maisto e Raul a confronto con il mito di Andy Warhol.
“One. Two. Andy” dal 16 settembre la mostra a Melano,
in collaborazione con Karen Bystedt.
Dal 16 settembre al 20 dicembre 2019 gli spazi espositivi di Artrust a Melano (CH) ospiteranno la mostra One. Two. Andy. Due giovani artisti, la ticinese Serena Maisto e l’italiano Raul, si confronteranno con uno scatto dell’artista e fotografa statunitense Karen Bystedt – appartenente alla serie “The Lost Warhols” – che ritrae il mito della Pop Art Andy Warhol, ognuno reinterpretandolo secondo la propria personale cifra stilistica. La mostra sarà anticipata da una preview esclusiva allestita presso il Luxury Wine Shop ARVINO a Zurigo dal 5 al 7 settembre.

Il prossimo autunno all’interno degli spazi Artrust a Melano (CH) sarà allestita la mostra One. Two. Andy – Una foto, due artisti e il mito della Pop Art: protagonisti, in coppia, Serena Maisto e Raul che, ognuno con il suo stile personale, hanno rielaborato una fotografia di Karen Bystedt che negli anni Ottanta ha ritratto l’iconico Andy Warhol. I due giovani artisti, già da anni impegnati in una stimolante collaborazione con Artrust, esporranno le loro opere dal 16 settembre al 20 dicembre.

«La mostra, del tutto originale rispetto all’usuale proposta espositiva della nostra galleria in quanto pone al centro per la prima volta il medium fotografico, mette in comunicazione quattro artisti diversi e quindi quattro declinazioni dell’opera d’arte – afferma Patrizia Cattaneo Moresi, Direttrice di Artrust – prima di tutto Serena Maisto e Raul, che con le loro creazioni si confrontano con la fotografia originale di Karen Bystedt, e infine Andy Warhol stesso, che nel suo essere iconico è un’opera d’arte personificata».

Serena Maisto e Raul, nella loro interazione con Bystedt e Warhol, operano aderendo alle loro personali poetiche. La prima – inaugurando una nuova fase del proprio percorso artistico – riflette sul motivo della disgregazione, quasi cellulare, dell’immagine: «La scomposizione dell’immagine racchiude al suo interno un concetto di vita molto semplice: il ritorno allo zero, al niente, alle origini del tutto, e dimostra come dal punto di vista cellulare siamo tutti uguali. Ha però dell’incredibile come il cervello riesca comunque a riconoscere anche solo l’occhio di Andy Warhol, oppure i capelli» .

Raul invece concretizza la riflessione sulla fotografia attraverso il gesto pittorico, istintivo e primordiale, tipico della sua produzione: «Mi ha colpito lo sguardo di Warhol nello scatto fotografico, che penetra in profondità lo spettatore e che ha incoraggiato la mia meditazione gestuale, che si è tradotta nell’utilizzo di varie tecniche e colori».

One. Two. Andy sarà anticipata da una preview esclusiva allestita presso il Luxury Wine Shop ARVINO a Zurigo dal 5 al 7 settembre. La mostra a Melano, a ingresso gratuito, sarà invece aperta al pubblico dal 16 settembre al 20 dicembre, dal lunedì al venerdi, dalle 10.00 alle 18.00 e il sabato dalle 14.00 alle 18.00.

ONE. TWO. ANDY.
Una foto, due artisti e il mito della Pop Art.

Serena Maisto e Raul
in collaborazione con Karen Bystedt

16 settembre – 20 dicembre 2019

@Artrust SA
Via Pedemonte di Sopra 1, 6818 Melano

Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18
Sabato, dalle 14 alle 18
Altri orari su appuntamento, chiusura nei giorni festivi

INGRESSO LIBERO

Per maggiori informazioni:
www.artrust.ch/one-two-andy
instagram: @artrust_sa

Set
20
Ven
Inaugurazione della mostra temporanea LET IT SNOW! – lassa fiuchè. Venerdì 20 settembre a Giornico (fino 25 ott. 2019) @ Giornico
Set 20–Ott 25 giorno intero

Let it snow! Lassa fiuchè
20 settembre – 25 ottobre 2019
Museo di Leventina, Giornico

Airolo, 19 settembre 2019

UNA MOSTRA DEDICATA ALLA CULTURA SPORTIVA INVERNALE

Nella società contemporanea lo sport è divenuto sempre più importante sia dal punto di vista della sua spettacolarizzazione attraverso i media, sia da quello della sua crescente importanza economica. Ma lo sport è anche parte integrante della società e del modo di vita dei singoli.
La mostra vuole portare la riflessione su alcuni aspetti della cultura sportiva invernale e in particolare su quella legata agli sport praticati sulla neve.
Sarà inaugurata il prossimo 20 settembre 2019 alle 18.00 al Museo di Leventina e si intitolerà “Let it snow! – lassa fiuchè”.

IL PROGETTO
La mostra rappresenta il punto finale di un progetto nato nel 2018 e dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale attraverso la partecipazione.
Il progetto è inoltre stato presentato alla conferenza internazionale: Intangible Cultural Heritage, Museums and participation del 27.02.2018 a Palermo e promosso nell’ambito dell’Intangible Cultural Heritage and Museums Project (IMP). (www.ichandmuseums.eu/en)
Esso si componeva da differenti fasi che partivano proprio dalla ricerca delle fonti (in questo caso fonti orali) e dal coinvolgimento della popolazione nella creazione dei contenuti attraverso testimonianze, il prestito o la donazione di oggetti. Di una seconda fase in cui si sarebbe realizzata la mostra, e per concludere, una terza fase in cui i contenuti dell’allestimento sarebbero stati mediati attraverso i gruppi e la popolazione coinvolta.

Per sottolineare l’aspetto immateriale legato alla cultura sportiva invernale si è inoltre creata l’installazione INSIDE LIVING TRADITION, una postazione itinerante con l’obbiettivo di proporre un’esperienza multimediale e multi-sensoriale che è stata inaugurata lo scorso 20 luglio 2019 a Bellinzona. L’installazione itinerante si trova ora al Centro Coop di Tenero fino al 4 ottobre 2019 per poi proseguire il suo tour.

LA MOSTRA
La mostra vuole raccontare come si è sviluppata la passione per gli sport sulla neve in Leventina e come questa si è trasformata nel tempo.
L’inverno e la neve sono infatti elementi naturali generalmente visti come pericoli per la vita umana. Nelle località alpine, l’uomo ha da sempre dovuto adattarsi alle condizioni di un clima più rigido. Nei secoli le popolazioni hanno però saputo trasformarle sfruttandole a proprio favore e imparando a gestirne i pericoli. Ad esempio, lo scivolamento sulla neve e sul ghiaccio poteva offrire un grosso vantaggio nel trasporto delle merci più pesanti.

Dall’utilizzo della stagione invernale per svolgere i lavori di trasporto la mostra ci porta ai primi sci approdati in Leventina e le prime sciate che avvenivano ancora nel paese. Lo sviluppo delle attività sportive invernali, la nascita di associazioni sportive e di eventi aggregativi come pure la creazione e lo sviluppo degli impianti di risalita in differenti località della Valle, rappresentano l’aspetto più concreto della cultura locale legata agli sport sulla neve. Una cultura e una pratica che nel tempo si sono adattate al contesto storico e sociale svizzero e internazionale. Una pratica, lo sci, che ha sovente subito l’influenza del progresso tecnico, dei materiali e non da ultimo della moda.

In Leventina e nel Ticino, queste attività nascono sull’onda delle prime esperienze delle più rinomate mete turistiche invernali della Svizzera come Davos e St. Moritz. La scelta di un titolo in inglese per la mostra è emblematico proprio perché vuole ricordare l’importante ruolo avuto dai primi ospiti inglesi nell’introduzione degli sport invernali nelle più importanti località svizzere.
A livello locale, il piacere di scivolare sulla neve è entrato a far parte della cultura collettiva attraverso diverse forme di comportamento e attività: dalla costituzione delle prime scuole di sci e dei primi sci club, all’organizzazione di feste e ritrovi dopo l’attività sportiva, fino all’organizzazione di gare e campi d’allenamento per i futuri campioni.

“Let it snow!” vuole essere anche un augurio rivolto al futuro con la speranza che gli inverni possano continuare ad essere ricchi di neve e far sì che questa tradizione strettamente legata a questo fenomeno climatico si possa reiterare anche in futuro.

IL PERCORSO
La curatela ha voluto suddividere la mostra in sette sezioni che non vogliono e non possono essere esaustive riguardo alla tematica, ma piuttosto, intendono mettere in luce aspetti inediti o particolari.
La mostra si svolge a partire da una digressione storica, quando scivolare sulla neve non aveva ancora assunto l’aspetto ludico e sportivo che conosciamo oggi. Dagli attrezzi che sfruttavano la neve e il ghiaccio per il trasporto delle merci ai primi rudimentali sci usati dai contadini per spostarsi da una stalla all’altra. Presente nella mostra c’è anche un paio di sci che secondo la tradizione risultano essere i primi del Ticino e fatti costruire da Giocondo Dotta al suo rientro dalla California.

Chi visiterà la mostra si accorgerà che l’allestimento è stato sviluppato attorno alle testimonianze orali coinvolgendo il più possibile le comunità di valle. Infatti, le conoscenze legate a questo ambito fanno parte di quella che è denominata cultura immateriale e quindi tramandate per via orale. A guidarci lungo il percorso saranno perciò delle persone che da piccoli schermi ci raccontano il loro vissuto e il loro particolare rapporto con gli sport sulla neve.

Si potrà avere un’esperienza più immersiva sedendosi allo “Stammtisch” quel tavolo che nelle osterie di villaggio è riservato ai clienti abituali. Nella sezione dedicata alla socialità e all’aggregazione abbiamo riprodotto un incontro fra tre amici che ai tempi organizzavano la gara di fondo “La Leventinese”. Ci si può sedere al tavolo con loro e assistere alla conversazione sfogliando il giornale della mostra o un album fotografico con foto di famiglia sulle piste leventinesi. Nell’album c’è ancora posto. Chi vuole può consegnare all’accoglienza delle copie di foto indicando il nome delle persone raffigurate, il luogo e la data. E noi le incolleremo sull’album della mostra.

Tra i pezzi più preziosi ci sono i trofei riportati in Leventina dalle campionesse di differenti specialità. Nella mostra è presente la Coppa del mondo generale guadagnata da Michela Figini nel 1985, quella di specialità di Doris De Agostini vinta nel 1983, come pure si potrà vedere la medaglia olimpica nello sci di fondo di Natascia Leonardi Cortesi guadagnata nel 2002.

Tra le collaborazioni si cita quella con il Colorado Snowsports Museum and Hall of Fame di Vail che ha gentilmente messo a disposizione un video dedicato alla storia dell’abbigliamento e la moda sportiva.

ALLESTIMENTO
Per quello che riguarda la parte di progettazione ed esecuzione dell’allestimento il Museo di Leventina ha collaborato con il Dipartimento d’Architettura d’Interni della SUPSI. Due studentesse che hanno scelto per il loro Bachelor di laurea di cimentarsi con l’allestimento della mostra Let it snow!.
La mostra Let it snow! è stata alla base del diploma di bachelor in architettura d’interni della SUPSI di Anthea Zambelli e Linda Rusconi, sapientemente seguite dal professore Giulio Zaccarelli. Le loro idee hanno permesso di dare alla mostra una veste originale e curata. Inoltre la collaborazione con la SUPSI ci ha permesso di venire a conoscenza di espedienti tecnici che ci hanno poi permesso di realizzare le nostre idee. Lo Stammtisch è sicuramente l’esempio più significativo.

PROGRAMMA E ATTIVITÀ
Ad accompagnare la mostra ci sarà una serie di eventi, di incontri e momenti di approfondimento che si svolgeranno sia al museo che sul territorio.

Il primo appuntamento è fissato per il 15 ottobre 2019 e sarà un incontro con le campionesse e campioni di oggi e di ieri come Michela Figini, Doris De Agostini, Mauro Pini e Deborah Scanzio. Modererà la serata Ellade Ossola.

Seguirà una serata il 17 ottobre 2019 presso la sala conferenze del Museo di Leventina con la serata dal titolo “Lo sport, una passione che non tramonta mai”. Relatore sarà il prof. Gerardo Rigozzi che si intratterrà su differenti aspetti che caratterizzano lo sport: dalla storia, alle tematiche inerenti al confronto fra le generazioni, allo sport come scuola di vita, al rapporto tra sport e salute; fino all’importanza strategica dello sport.

Ulteriori informazioni sul programma di attività del Museo di Leventina verranno pubblicate nella pagina dedicata agli eventi nel sito www.museodileventina.ch

Set
21
Sab
Mostra finale Wbk 2019 a Cevio dal 21 sett. al 20 ottobre 2019 @ Cevio (Valle Maggia)
Set 21–Ott 20 giorno intero

Quest’anno sono due i diplomandi che completeranno il programma di perfezionamento professionale “Scultura su pietra e progettazione tridimensionale” presso la Scuola di Scultura. Siamo lieti di potervi dunque invitare nuovamente a Cevio, al Museo di Valmaggia, in occasione dell’anno dell’anniversario:

Vernissage: 21 settembre ore 15:00
Finissage: 20 ottobre ore 11:00
Seguirà un aperitivo autunnale preparato da Antonietta!

Si potranno ammirare le opere, riconducibili agli aspetti comunicativi di una scultura, di Henry Walther e Nicolo Scarvaglieri sul tema: angolo di apertura di 108 gradi. Non vediamo l’ora di farci stupire da questi nuovi approcci!
Invito e ulteriori informazioni sulla mostra sono disponibili online qui

Chi preferisse invece dedicarsi direttamente alla pratica, troverà l’ambiente ideale nel corso Scultura su pietra con Daniel Hardmeier. Date: 29.9. – 11.10.2019.
Maggiori informazioni su questo corso sono disponibili qui…

Magnifici oggetti artistici e figure fanno bella mostra in carta: sono create nell’ambito del corso con Vaclav Elias, date: 6 – 11.10.2019. Ci sono ancora alcuni posti disponibili!
Maggiori informazioni su questa settimana di corso sono disponibili qui…

Set
26
Gio
SAVE THE PLANET Street art per l’ambiente e i diritti umani 26 settembre – 16 ottobre 2019 @ Provincia di Rovigo
Set 26–Ott 16 giorno intero

DeltArte il delta della creatività
SAVE THE PLANET
Street art per l’ambiente e i diritti umani
26 settembre – 16 ottobre

A cura di Melania Ruggini

Ritorna il festival itinerante DeltArte – il Delta della creatività, arrivato alla sua settima edizione. Dal 26 settembre al 16 ottobre la nostra street art colorerà i muri dei comuni di Codigoro, Corbola, Lendinara, Loreo, Rosolina, Taglio di Po.

Il festival nasce da un’idea di Melania Ruggini e vede quale capofila l’associazione culturale Voci per la Libertà, che vanta un’esperienza ventennale in materia di musica e diritti umani. Forte di questa esperienza e seguendo la metodologia del museo diffuso sul Delta del Po, DeltArte continua nel suo principale obiettivo: la valorizzazione dell’arte pubblica, la diffusione della creatività giovanile e la sensibilizzazione ai diritti umani.

La settima edizione del festival è dedicata ad una tematica di stringente attualità: la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto della nostra madre terra, sempre più spesso sfruttata e abusata, con notevoli ripercussioni sul nostro pianeta, basti pensare ai grandi cambiamenti climatici in atto. Grande è la mobilitazione sociale in corso e anche noi abbiamo voluto dare un piccolo contributo per una grande causa.

Lo slogan del festival è “Save the planet”, un invito per una decisa presa di consapevolezza e di posizione nei confronti dell’ambiente e dei diritti umani. La mancata tutela dell’ambiente influisce sulla possibilità di garantire il rispetto dei diritti umani. La tutela dell’ambiente è in relazione non solo al diritto alla salute, ma anche ai diritti culturali e sociali dei popoli in generale.

I nostri street artist, Alessandra Carloni, Alessio Bolognesi, Carolì, Centocanesio, Jessica Ferro, Zentequerente, sono invitati a confrontarsi dunque con una problematica mondiale declinata, secondo la propria creatività e la propria linea di ricerca, al territorio di riferimento. Un territorio delicato, che da sempre è in continua evoluzione. Il nostro festival intende essere un veicolo attivo del genius loci del Delta, con la responsabilità di preservare questo fragile e indispensabile equilibrio caratterizzato dal carattere selvaggio del paesaggio, al fine di valorizzarlo e tutelarlo, facendolo amare ai numerosi visitatori.

All’interno del festival anche la crociera artistica sul fiume Po e il suo Delta che vede la collaborazione di numerose associazioni del territorio impegnate nella tutela e promozione dei diritti umani. Protagoniste saranno la musica e l’arte con i Grace N Kaos, recenti vincitori del Premio Amnesty International Italia Emergenti a Voci per la Libertà, il pittore Alberto Cristini; l’ambiente del Delta, con la presenza di una guida naturalistica e due inaugurazioni a Corbola; riflessioni sul legame tra acqua e diritti umani grazie alla testimonianza di alcuni migranti e dell’equipaggio di terra di Mediterranea Saving Humans.

E’ con grande rispetto e amore per i luoghi e i suoi ritmi che DeltArte opera fin dal primo anno di attività. I sopralluoghi, le residenze d’artista, i workshop con le scuole, il confronto con la popolazione locale, l’indagine approfondita delle realtà che ci circonda sono i principali strumenti di indagine e approfondimento volti a focalizzare il singolo intervento artistico su quei territori che più di altri dovrebbero essere valorizzati.

Grazie a questa manifestazione, il Delta del Po è vissuto come un vero museo diffuso da conoscere, valorizzare e tutelare.

IL PROGRAMMA

Il festival esordisce giovedì 26 settembre dalla cittadina di Loreo, che vede la partecipazione di Centocanesio, artista già noto al nostro festival, per la realizzazione di un graffito monumentale in viale della Stazione, proprio di fronte alle scuole medie, con le quali si realizzerà un workshop legato alla sensibilizzazione ambientale ad opera di Progetto Laboratori Urbani per Realtà inclusive, l’inaugurazione alle 11.30.

Venerdì 27 settembre alle 11.30 i riflettori si accendono sull’opera d’arte urbana di Alessandra Carloni sulla facciata della Casa delle Associazioni in Piazza Venezia a Taglio di Po. L’artista romana, già testimonial del nostro festival, lavorerà con le scuole medie del comune durante i giorni della sua residenza sul Delta. La sua opera tratterà il tema della plastica e del problema relativo alla morte e all’estinzione delle balene, in chiave onirica, lanciando tuttavia un messaggio di speranza e positività rivolto alle giovani generazioni.

Sabato 28 settembre doppia inaugurazione, con il coinvolgimento delle scuole del territorio: il festival approda alle ore 10 a Rosolina presso il Palazzetto dello Sport con l’opera di Jessica Ferro e alle ore 12 a Corbola sulla facciata della Biblioteca Pampanini con il murales del noto artista Alessio Bolognesi, che attualmente sta lavorando proprio sulle specie animali in via di estinzione.

La settimana successiva il festival toccherà la provincia di Ferrara, con la quale sta consolidando la partnership: Zentequerente lavorerà infatti sulla facciata della scuola dell’infanzia di Codigoro e creerà un’opera di sicuro effetto e di grande impatto. L’inaugurazione è fissata per giovedì 3 ottobre alle ore 11.30.

Il festival si concluderà mercoledì 16 settembre alle 11.30 con l’inaugurazione delle tre cabine elettriche del centro di Lendinara dipinte dall’artista Carolì. La giovane artista interpreterà con le sue evocative figure femminili l’intesa possibile tra uomo e natura per salvaguardare la vita del nostro pianeta. Anche in questo caso l’inaugurazione sarà preceduta dai workshop condotti da Carolì nelle scuole medie per sensibilizzare gli alunni sull’importanza della street art nei contesti sociali.

Come evento collaterale del festival è in programma la crociera artistica sul fiume Po e il suo Delta, sabato 28 settembre alle ore 17. Si partirà dall’attracco fluviale del pontile comunale di Taglio di Po (via A. Benetti 27) e si navigherà accompagnati dalle descrizioni ambientali con guida naturalistica, dal concerto in acustico dei Grace N Kaos, dalla performance artistica di Alberto Cristini e dalle letture di brani sul tema dell’acqua e dell’immigrazione. Per l’occasione ci saranno le testimonianze di migranti “Io, il mio paese, l’ acqua e il mare!” e dell’equipaggio di terra di Mediterranea Saving Humans. A Corbola è previsto lo sbarco con inaugurazione dell’attracco fluviale nella golena “Capanna del Papa” e del murales di Alessio Bolognesi presso la Biblioteca Pampanini. Prenotazione obbligatoria telefonando anticipatamente al 3472542379 o scrivendo mail a vociperlaliberta@gmail.com

Si ringraziano: Provincia di Rovigo, comune di Codigoro, comune di Corbola, comune di Lendinara, comune di Loreo, comune di Rosolina, comune di Taglio di Po, le scuole dei comuni coinvolti

Con la collaborazione di: Amnesty International Rovigo, Libera presidio Peppino Impastato del Medio Polesine, Emergency – Gruppo di Rovigo, Caritas diocesana di Adria-Rovigo, Di tutti i colori – cooperativa sociale, Cooperativa Porto Alegre, Agesci Zona di Rovigo, Associazione Il Fiume, Progetto Laboratori Urbani per Comunità Inclusive, Arte per la Libertà, Art Flood.

Per info
Associazione Voci per la Libertà
via Paganini 16, 45010 Villadose – RO
Mobile 349 2595271

www.deltarte.com – www.vociperlaliberta.it – www.arteperlaliberta.com

Set
27
Ven
L’arte e i libri di Gabriela Aberastury e Gotcha Gaios in una grande mostra in Ticino (27 sett. – 26 ott.) @ Paradiso
Set 27–Ott 26 giorno intero

Agli artisti argentini Gabriela Aberastury e Gotcha Gaios e alle loro opere su carta e ai libri d’artista viene dedicata una grande mostra alla Libreria & Galleria Art… on Paper in Via Cattori 5a / Via San Salvatore 2, 6900 Paradiso, con inaugurazione venerdì 27 settembre 2018 alle ore 18.00, con una presentazione di Luca M. Venturi, già collaboratore del grande critico argentino Jorge Glusberg.

La carta è il materiale privilegiato di tutta l’opera di Gabriela Aberastury e Gotcha Gaios, nelle loro peculiari individualità, ma anche nella collaborazione tra i due artisti argentini che coltivano una originale passione nel costante compito di connettere artisti e scrittori in libri artigianali che diventano vere e proprie opere d’arte.

La mostra alla Art… on paper propone anche altre opere straordinarie, come le spirali policrome e lavori di grande dimensione, che si affiancano alla folta presenza di libri d’artista o con l’artista. La rassegna riprende il confronto Gabriela Aberastury e Gotcha Gaios che testimonia un lungo e continuo sodalizio creativo e ideale, il cui indispensabile complemento è un’amicizia marcata da reciproca stima.

L’esposizione delle opere di Gabriela Aberastury e Gotcha Gaios consente anche di riaffermare la predominante vocazione di questo spazio espositivo luganese che presenta progetti di ricerca miranti a ripensare la centralità del materiale artistico ‘carta’. Un supporto organico, concreto, con i suoi percorsi evolutivi e il significato della sua interazione con la realtà ambientale e con la storia dell’arte.

Gabriela Aberastury

Nata a Buenos Aires, figlia del diplomatico Marcelo Aberastury e della pedagoga Fedora Aberastury creatrice del Sistema Cosciente per la tecnica del movimento. Ha vissuto fino a dieci anni a New York e tra il 1967-70 in Germania, dove ritorna ogni anno, invitata come insegnante d’incisione a Kassel. Laureata alla Escuela Nacional de Bellas Artes Prilidiano Pueyrredón, ha ottenuto una borsa di studio dal Fondo Nacional de las Artes (1966), la borsa di studio Kassel per la pittura e l’incisione (Germania, 1967-70) e la borsa di litografia del Daad – Deutscher Akademischer Austauschdienst (Germania, 1990). Dal 1998 al 2002 è stata invitata a svolgere un corso sulle tecniche grafiche alla Kunststation Kleinsassen di Hofbieber, Germania. Ha diretto il laboratorio litografico AXA, professoressa di Belle Arti ed è stata direttrice artistica di Radio Clàsica a Buenos Aires. Ha realizzato illustrazioni per edizioni di opere di importanti scrittori: Three Guineas, di Virginia Woolf (1968); Canto General, di Pablo Neruda (1972);16 Poemas, di André Breton (1973-4); Antologìa, di Alfonsina Storni (1976-7); Poemas, di Alfonsina Storni (1978), El Bautismo, di Miguel Ángel Semán (1982); La casa tomada, di Julio Cortázar (1984); Ficciones ed El Aleph di Jorge Luis Borges (1986) e Campo nuestro, di Oliverio Girondo (1986). Ha fatto parte della giuria del Premio Konex (1989). Dal 2003 è professoressa-ospite al laboratorio di Guillermo Roux e nel 2006 è stata nella giuria della Biennale di Acqui Terme.

Vive e lavora a Buenos Aires, dove dirige il suo Studio.

Gotcha Gaios

Nato in Georgia nel 1969, ha conseguito la laurea a Tbilisi e il dottorato in Scienze Umanistiche all’Università di Varsavia (Polonia) nel 1995.

Nello stesso anno si stabilisce a Buenos Aires acquisendo la cittadinanza argentina.

Studia pittura e disegno con Alicia Goldblum de Giangrande (Yadwiga) e Juan Eichlerr. Sviluppa una linea surrealista con Victor Chab e le arti grafiche con Alicia Diaz Rinaldi.

Realizza numerose edizioni limitate e uniche con gli editori 35 Gradi e Orpheus con illustrazioni proprie e di altri artisti.

È un fecondo produttore di libri d’artista.

Scheda della mostra
Gabriela Aberastury e Gotcha Gaios
Inaugurazione: venerdi 27 settembre 2019 ore 18.00
Chiusura: sabato 26 ottobre 2019

La mostra rimane aperta dal 28 settembre fino al 27 ottobre 2018,

da giovedì a sabato, dalle 15.00 alle 19.00

Libreria & Galleria °Art… on Paper-20th century art books

Via Cattori 5a Via San Salvatore 2 /, 6900 Paradiso

tel. 091 922 5553 – 079 616 9171

Set
28
Sab
In mostra da sabato 28 settembre al 27 gennaio 2020: “Artisti in attività” alla Galleria Poma di Morcote @ Morcote
Set 28–Ott 28 giorno intero

In mostra da sabato 28 settembre al 27 gennaio 2020
“Artisti in attività” alla Galleria Poma di Morcote

Fin dalla sua apertura, trent’anni fa, la Galleria Poma a Morcote s’è fatta apprezzare a livello internazionale come luogo di confronto tra l’arte italiana e nordica con quella ticinese o, meglio, svizzeroitaliana. Il dato è stato ribadito nelle numerose esposizioni che si sono succedute in un clima di apertura e confronto, con l’intento di mostrare che “gli artisti ticinesi sono parte della migliore scena artistica contemporanea”, come ama sottolineare Paolo Poma. Il concetto viene ora ribadito con la nuova mostra “Artisti in attività”, titolo voluto espressamente per indicare come la vitalità dell’arte continui tuttora con artisti “che continuano a scrivere la storia culturale del nostro territorio”. Da sabato 28 settembre (inaugurazione dalle 15) sono esposte alla Galleria Poma di Morcote (Strecia di Mort 1) opere importanti dei seguenti artisti: Fra’ Roberto, Selim Abdullah, Paolo Bellini, Gianni Bucher, Marzio Campana, Simone Butturini, Pier Ceresa, Renzo Ferrari, Samuele Gabai, Cesare Lucchini, Pedro Pedrazzini, Piergiorgio Piffaretti, Gianni Realini, Gabriela Spector, Ivo Soldini, Ennio Toniolo, Mauro Poretti, Leonardo Pecoraro, Pantaleo Creti.
Una delle particolarità di quest’ampia mostra nella è di mettere a confronto gli artisti contemporanei con alcuni dei massimi maestri ticinesi ed italiani, secondo un catalogo amplissimo del Novecento: Iras Baldessari, Enrico Baj, Brindisi, Cassinari, Chighine, Crippa, De Chirico, Dova, Max Ernst, Lucio Fontana, Francese, Frosecchi, Gemito, Giunni, Guttuso, Léger, Licata, Manzù, Monguzzi, Morlotti, Music, Nespolo, Pomodoro, Mario Radice, Rognoni, Sangregorio, Santomaso, Sassu, Sutherland, Vedova, Veronesi ed altri.
Vernissage sabato 28 settembre dalle ore 15.00. Apertura fino al 27 gennaio 2020: ma-do 14-17. Su appuntamento 091 996.17.77.

Inaugurazione della mostra “Il Ricettivo (La Terra)” dell’artista Marisa Altepost. (Bigorio, 28 sett.-20 ott.2019) @ Bigorio
Set 28–Ott 20 giorno intero

l prossimo sabato 28 settembre, alle ore 18:00, avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Il Ricettivo (La Terra)” dell’artista Marisa Altepost.

Marisa Altepost, ceramista, vive e lavora a Sala Capriasca.
Il richiamo alla ceramica avviene negli anni 70 attraverso “le livre du potier” di Bernard Leach, promotore di una corrente che ha fuso in maniera straordinaria la cultura orientale con quella occidentale. Marisa Altepost deve a questa scuola (D. Leach, J. Colbek, P. E. Maddalena) e alla sua grande passione il percorso alla ricerca degli smalti e delle forme.
Per l’artista la ceramica è una grande passione, una scelta di vita, una strada spirituale; attraverso lo scacco e il successo, la delusione e la gratificazione le ha insegnato a relativizzare, le ha insegnato a non cadere nel tranello dell’identificazione, il grande equivoco a cui siamo tutti esposti: secondo Marisa Altepost “Noi non siamo l’esperienza, ma coloro che fanno l’esperienza. non siamo gli artefici, ma gli spettatori”.
Il suo obiettivo: la Semplicità, come punto di arrivo, come realizzazione del bello, come evoluzione spirituale.
La sua esperienza: “Il vasaio è un mezzo di cui la Natura si serve per fare della materia un’esperienza spirituale”.
La sua ricerca avviene con il metodo Seger, in particolare sulle ceneri e sugli ossidi di ferro e di rame. Cottura in ossidazione e riduzione in forno elettrico e a gas, temperatura 1280°-1300°.

Maggiori info sull’artista: www.adhikara.com

La mostra sarà visitabile nel coro del Convento da sabato 28 settembre fino a domenica 20 ottobre 2019 nei seguenti orari d’apertura: sabato dalle 15:00 alle 18:00 e domenica dalle 14:00 alle 16:30.

Si inaugura a Lugano la più grande esposizione di arte dayak del Borneo (28 sett.2019 / 17 maggio 2020) @ Lugano
Set 28–Nov 21 giorno intero

Si inaugura a Lugano la più grande esposizione di arte dayak del Borneo degli ultimi quarantacinque anni. Dal 28 settembre il Museo delle Culture di Lugano presenta la sua nuova esposizione temporanea «Dayak. L’arte dei cacciatori di teste del Borneo»

Titolo
«Dayak. L’arte del cacciatori di teste del Borneo»
Sede
MUSEC – Museo delle Culture, Lugano
Villa Malpensata, Riva Caccia 5 / Via G. Mazzini 5 (ingresso dal parco)
Tel. +41(0)58 866 6960; info@musec.ch
Date di apertura
28 settembre 2019 – 17 maggio 2020
A cura di
Paolo Maiullari
Progetto, realizzazione e allestimento
MUSEC – Museo delle Culture, Lugano
Catalogo
Culture Arts&Books, Lugano
Orari di apertura
Tutti i giorni 11.00-18.00. Martedì chiuso
Tariffe
Intero (da 16 anni): CHF 15.00
Ridotto (AVS-AI; studenti universitari; FAI Swiss): CHF 10.00
Ragazzi (6-15 anni): CHF 5.00
Scolaresche: CHF 3.00 (+ 1 accompagnatore gratis)
Riduzioni (non cumulabili): gruppi (a partire da 10 persone) -10%, Holidaycard – 20%
Gratuito: bambini (0-5 anni), ICOM, VSM-AMS, Swiss Museumpass, Soci Raiffeisen,
Swiss Travel Pass
Visite guidate: intero CHF 150.00, scolaresche CHF 120.00
Sito internet
www.musec.ch
Social media
Facebook @MuseoCultureLugano
Twitter @MuseoCulture
Instagram @museoculturelugano

Percorso espositivo sensoriale “Vedere con le mani” al Castelgrande dal 28 sett. 2019 al 19 genn. 2020 @ Bellinzona
Set 28 2019@05:31–Gen 19 2020@06:31

Dal 28 settembre 2019 al 19 gennaio 2020 la Sala Arsenale di Castelgrande accoglie una nuova mostra tutta da scoprire. In collaborazione con il Museo Villa dei Cedri e con la partecipazione di Unitas – Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera Italiana, a Castelgrande si potrà vivere l’esperienza sensoriale “Vedere con le mani. Percorso tattile sulle forme e i colori di Josef Albers”. Un’esposizione che attraverso la riproduzione tattile di alcune opere di Josef Albers, un corridoio sensoriale al buio e una selezione di esercitazioni pratiche sul colore, rende possibile scoprire e sperimentare le strutture compositive e le forme attraverso l’interazione tattile. L’esposizione di Castelgrande è complementare a quella del Museo Villa dei Cedri “Josef Albers. Anatomia di Omaggio al Quadrato”, le due mostre sono contemporaneamente aperte al pubblico nelle rispettive location fino a gennaio.

La guida Barbara con il vice-presidente Unitas Ticino, sig. Bisi

La guida Barbara con il vice-presidente Unitas Ticino, sig. Bisi

L’OTR Bellinzonese e Alto Ticino è particolarmente felice di ospitare, nella splendida cornice di Castelgrande, un’esposizione tattile che accompagnerà il visitatore in un bellissimo viaggio attraverso i sensi e alla scoperta del tatto.

In collaborazione con Bellinzona Musei e in occasione della mostra «Josef Albers. Anatomia di Omaggio al Quadrato» in corso presso il Museo Villa dei Cedri, la Sala Arsenale di Castelgrande ospita il progetto «Vedere con le mani», un percorso espositivo sensoriale creato a partire dai lavori artistici di Josef Albers e del suo insegnamento. Nata dalla collaborazione fra Atlante Servizi Culturali e l’americana The Josef and Anni Albers Foundation, e con il supporto scientifico dell’Istituto dei Ciechi di Milano, l’esposizione ha la finalità di creare un modello di mostra d’arte fruibile con pari interesse sia da soggetti normo-vedenti, sia da persone con disabilità visiva. Attraverso la riproduzione tattile di alcune opere di Albers, un corridoio sensoriale al buio e una selezione di esercitazioni pratiche sul colore, sarà possibile scoprire e sperimentare le strutture compositive e le forme attraverso l’interazione tattile.

Una delle novità di questa esposizione rappresenta il collegamento con la mostra “Josef Albers. Anatomia di Omaggio al Quadrato” di Josef Albers contemporaneamente in esposizione al Museo Villa dei Cedri, le due mostre sono di fatto complementari l’una con l’altra anche se non si trovano nella stessa location.

La mostra è nata da un progetto itinerante più ampio, VIBE – Voyage into a Blind Experience, che ha fatto tappa in tre prestigiose sedi espositive, Santa Maria della Scala di Siena (Italia), The Glucksman – Cork University College (Irlanda) e il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria (Croazia), riscontrando un grande successo. Il progetto è stato ripensato e riadattato per la tappa Bellinzonese legandosi alle opere di Josef Albers esposte presso il Museo Villa dei Cedri.

La presentazione a Castelgrande è stata possibile grazie alla collaborazione con Bellinzona Musei e con il supporto di Unitas – Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera Italiana, che ha da subito sposato il progetto mettendo a disposizione delle guide formate che si occuperanno di accompagnare il visitatore alla scoperta delle varie installazioni all’interno della sala. Infatti per tutta la durata dell’esposizione ci sarà la possibilità di organizzare delle visite guidate per singoli, gruppi e scuole. Ci saranno inoltre 5 momenti aperti al pubblico dove verranno organizzate delle visite ad hoc alle quali sono tutti invitati a partecipare su iscrizione presso l’ufficio turistico Bellinzonese e Alto Ticino.

Qui di seguito le date previste:

Domenica 6 ottobre ore 10.30 e 13.30 – Giornata dei Castelli Svizzeri Martedì 22 ottobre ore 14.00
Sabato 30 novembre ore 14.00
Giovedì 12 dicembre ore 17.00 – Mercatino di Natale a Castelgrande Sabato 11 gennaio ore 14.00

Questa mostra va ad aggiungersi alle altre attività culturali organizzate ai Castelli di Bellinzona e ad arricchire così il programma espositivo dei tre Manieri. L’autunno sarà ricco di novità e vi aspettiamo numerosi.

Vedere con le mani. Percorso tattile sulle forme e i colori di Josef Albers
28 settembre 2019 – 19 gennaio 2020
Sala Arsenale, Castelgrande

Prezzi
Ingresso: CHF 5
Ridotto: CHF 3

Orari
Lunedì – domenica 10 – 18 (fino al 3 novembre)
Lunedì – domenica 10.30 – 16 (dal 4 novembre)

Prenotazioni
Per visite guidate per scuole e gruppi, informazioni e iscrizioni telefonando a Bellinzonese e Alto Ticino Turismo +41 (0)91 825 21 31

Set
29
Dom
LA MOSTRA MARCELLO DUDOVICH (1878-1962) ¦ fotografia fra arte e passione a ChiassoDAL 29 SETTEMBRE 2019 AL 16 FEBBRAIO 2020 @ Chiasso
Set 29 2019–Feb 16 2020 giorno intero

m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA)
LA MOSTRA MARCELLO DUDOVICH (1878-1962) ¦ fotografia fra arte e passione a ChiassoDAL 29 SETTEMBRE 2019 AL 16 FEBBRAIO 2020
nell’ambito della Biennale dell’immagine di Chiasso Bi11

La mostra MARCELLO DUDOVICH (1878-1962) fotografia fra arte e passione inaugura la stagione espositiva 2019-2020 del m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) e si inserisce nella kermesse culturale della “Biennale dell’immagine” che caratterizza da oltre un ventennio la ricerca sulla fotografia e le arti visive a Chiasso. L’esposizione si propone inoltre come “progetto integrato”, con il Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare di Trieste.

Come partenariato, una sezione della mostra con otto manifesti e alcune fotografie messe in relazione ad essi sarà ospitata presso il museo di Villa Bernasconi a Cernobbio.

Dal 29 settembre 2019 al 16 febbraio 2020 sarà possibile ammirare nelle sale del m.a.x. museo oltre 300 opere del grande maestro triestino Marcello Dudovich, mettendo in luce attraverso la sua produzione artistica il particolare rapporto fra la fotografia e la cartellonistica.

L’esposizione è curata da Roberto Curci e Nicoletta Ossanna Cavadini.

Triestino di nascita e internazionale per vocazione, Marcello Dudovich ebbe una vita travagliata, articolata in vari periodi che lo videro residente a Bologna, Genova, Milano, Monaco di Baviera, Torino e nuovamente a Milano. Illustratore e cartellonista di successo “spesso d’avanguardia ma mai di rottura” – come è stato detto – fu un assoluto innovatore e costituisce uno dei riferimenti più importanti nella storia del manifesto. Si ricordano – solo per citarne alcuni – i coinvolgenti manifesti per i magazzini Mele di Napoli, per Borsalino, la Rinascente di Milano, Campari, Martini, Agfa film, Pirelli. La mostra ripercorre il processo creativo dell’artista facendo dialogare fotografia e cartellonistica in un rapporto finora poco indagato.

Grande appassionato di fotografia, Marcello Dudovich usò molto il riferimento visivo dell’immagine fotografica ma sempre in maniera concettuale; egli stesso scattava immagini per studi di stesura dei suoi cartelloni, oppure utilizzava fotografie scattate da familiari o altri celebri fotografi. Nella mostra sono esposte più di duecento fotografie inedite provenienti da collezioni private e pubbliche messe in rapporto agli schizzi, bozzetti acquarellati preparatori alla stesura dei suoi meravigliosi manifesti, una trentina dei quali è visibile in mostra. Di grande interesse è anche il confronto con Leopoldo Metlicovitz, suo maestro cartellonista in Ricordi, di cui sono esposte in mostra una ventina di fotografie inedite. Correda il percorso un importante apparato di documenti, quali lettere autografe di Marcello Dudovich, cartoline, copertine di riviste – fra cui La Lettura (mensile del Corriere della Sera; dal 1901), Ars et labor (Milano; 1906), La Donna (1919-1929) e in particolare Simplicissimus (Monaco; 19011-1915) con i relativi splendidi bozzetti inediti. Non manca il riferimento al cinema muto e alle dive dell’epoca: affascinato da questo mondo, l’artista triestino si cimentò infatti anche per un breve periodo come regista.

L’esposizione vanta la sinergia con una fitta rete di istituzioni prestatrici e di privati collezionisti che hanno permesso di raggiungere, nella complessità del tema, oltre 300 pezzi visibili negli spazi del m.a.x. museo. La mostra – promossa in collaborazione con il Museo Storico del Castello di Miramare di Trieste, dove si terrà presso lo spazio espositivo delle Scuderie con “progetto integrato” nella

primavera 2020 – vanta importanti prestiti dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, dalla Civica Raccolta delle stampe “Achille Bertarelli” del Castello Sforzesco di Milano, dal Gabinetto dei disegni di Castello Sforzesco di Milano, dal Civico Archivio fotografico di Milano, dal Civico Museo Revoltella – Galleria d’Arte moderna di Trieste, dalla Galleria Campari di Sesto San Giovanni, e da numerosi collezionisti privati, fra cui si cita Salvatore Galati e Alessandro Bellenda. Nella sezione triestina sarà anche presente la Staatliche Graphische Sammlung di Monaco con diversi bozzetti.

La mostra MARCELLO DUDOVICH (1878-1962) fotografia fra arte e passione gode del Patrocinio del Consolato Generale d’Italia di Lugano ed è in partenariato con il Museo Villa Bernasconi di Cernobbio; l’evento è reso possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos, dell’AGE SA, dell’associazione amici del m.a.x. museo (aamm). Si ringrazia la SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, e in particolare il Laboratorio cultura visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design, per la collaborazione nell’ambito del progetto grafico.

INAUGURAZIONE: sabato 28 settembre 2019, ore 17.00

• MARCELLO DUDOVICH – BIOGRAFIA

Marcello Dudovich nasce a Trieste il 21 marzo 1878, da famiglia di origini dalmate.

Dopo aver frequentato con scarso profitto le scuole Reali, si iscrive alla Scuola per capi d’arte – Sezione di pittura decorativa. Allievo fra il 1893 e il 1895 del prof. Giuseppe Marass, pittore formatosi all’Accademia di Venezia, ottiene il giudizio “eminente” nelle materie Disegno a mano libera ed Elementi di disegno figurale. È introdotto da un cugino nell’ambiente dei pittori cittadini (ammira soprattutto l’opera di Arturo Rietti) e del Circolo Artistico triestino. Pure in questi anni si situa un viaggio a Monaco di Baviera, che rafforza nel giovane Dudovich l’ammirazione per la pittura di Arnold Böcklin e Franz von Stuck. Nel 1887 Marcello Dudovich è a Milano, sotto la guida del direttore tecnico delle Officine Grafiche Ricordi, il triestino Leopoldo Metlicovitz. Quattordici anni dopo Dudovich è a Bologna dove lavora per il famoso editore Edmondo Chappuis che gli affida alcune opere cartellonistiche. All’inizio del Novecento inizia a collaborare come illustratore facendo disegni per copertine di numerose riviste, fra cui si ricorda: “La Lettura”, “Novissima”, “Ars et Labor”, “Rapiditas”, “Il Secolo XX”, “Varietas”, ecc. Conosce a Bologna Elisa Bucchi, giornalista di moda, che diventerà sua moglie e con la quale – nonostante i molti dissidi e le lunghe separazioni – il rapporto affettivo rimarrà strettissimo fino alla morte di lei. Nel 1906 torna a Milano, dove lavorerà da Ricordi soprattutto per i cartelloni dei grandi magazzini di abbigliamento dei Fratelli Mele di Napoli. Nel 1909 è nominato socio onorario dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e due anni dopo vince il concorso per il manifesto della Marca Zenit della Ditta Borsalino, che diverrà celeberrimo. Quindi viene invitato dalla casa editrice Albert Langen a entrare nello staff della rivista satirica “Simplicissimus” di Monaco di Baviera, come disegnatore della pagina mondana e “inviato speciale”. Allo scoppio della guerra mondiale torna definitivamente in Italia; vive e lavora a Torino, realizzando manifesti anche per la nascente industria cinematografica, che nella città piemontese ha all’epoca la propria “capitale”. Nel 1920 Marcello Dudovich ritorna stabilmente a Milano e si mette in proprio, fondando assieme all’avvocato Arnaldo Steffenini una società editrice, la Star. Inizia coi grandi magazzini milanesi della Rinascente una lunga e fruttuosa collaborazione, che si protrarrà fino agli anni Cinquanta con una serie di manifesti realizzati per le varie “stagioni” di moda o per particolari avvenimenti (fiere del bianco, vendite speciali, ecc.).

All’inizio degli anni Trenta causa notevole scalpore un intervento censorio attuato sul romanzo di Mura Sambadù, amore negro, pubblicato nel 1934 con illustrazioni interne di Dudovich: la storia d’amore tra Silvia e il “negro” Sambadù venne giudicata amorale da parte del Ministero dell’Interno con requisizione del libro. Agli anni 1936 e 1937 risale un lungo soggiorno in Libia e forse collabora a qualche iniziativa artistica nella colonia nordafricana.

Negli anni della Seconda Guerra Mondiale vive tra Milano, Varese e la Riviera romagnola, a Riccione e a Rimini. Si dedica sempre più assiduamente alla pittura pura, prediligendo i lavori a tempera e riprendendo soggetti e temi della Belle Epoque; dal 1942, con mostre a Pallanza e a Milano, comincia a esporre in numerose, fortunate personali, che si andranno infittendo nel decennio successivo. Nel 1951 compie un nuovo viaggio in Libia: esegue ritratti femminili e a Tripoli, al Circolo degli Italiani e nell’Ufficio di informazioni degli Stati Uniti vengono allestite sue mostre personali. Al Congresso nazionale della pubblicità di Firenze del 1960 gli viene conferita la medaglia d’oro del Premio “Vita di pubblicitario”.

Muore a Milano, nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile, all’età di ottantaquattro anni. Verrà sepolto con tutti gli onori nel Cimitero monumentale di Milano.

• LA MOSTRA NELL’AMBITO DELLA BIENNALE DELL’IMMAGINE Bi11

L’undicesima edizione della Biennale dell’Immagine di Chiasso cade proprio nel 2019, ossia a 180 anni da quel fatidico 1839 in cui Louis-Jacques-Mandé Daguerre presentò l’invenzione della fotografia all’Accademia francese delle Scienze, sancendo la nascita ufficiale della sesta arte. L’occasione quindi è stata quella di effettuare un focus sul particolare rapporto – ancora poco indagato – tra la fotografia e la cartellonistica ripercorrendo le tappe della produzione artistica del grande maestro Marcello Dudovich (1878-1962).

La Biennale dell’Immagine sarà inaugurata il 5 ottobre 2019 presso lo Spazio Officina. L’edizione è intitolata CRASH ed esplorerà la visione di fotografi e artisti che hanno fatto dello scontro la chiave di lettura della complessità della vita. Queste le mostre principali: Boris Mikhailov e le sue tentazioni, il fotografo e poliziotto svizzero Arnold Odermatt, l’Ecole cantonale d’art di Losanna con i suoi sguardi sull’utopia.

Biglietto ridotto ai soci ABi (Associazione Biennale dell’Immagine Chiasso) alla presentazione della tessera al bookshop (ridotto cumulativo m.a.x. museo + Spazio Officina).

In occasione dell’inaugurazione, sabato 5 ottobre 2019, il m.a.x. museo resterà aperto al pubblico fino alle ore 20.00.

• PERCORSO ESPOSITIVO

Dopo una parte iniziale dedicata alla biografia e alle sue belle immagini giovanili in cui Marcello Dudovich è anche modello di sé stesso in pose raffinate e un po’ Dandy, il percorso espositivo giunge alla sala dedicata al periodo delle ultime battute della Belle Epoque (1910-1914) in cui l’artista inizia a fotografare non occasionalmente. Scritturato dalla rivista satirica “Simplicissimus” di Monaco di Baviera per esserne il “cronista mondano” al posto di Ferdinand von Reznicek, da poco scomparso, comprende l’opportunità che la fotografia offre come spunto d’ispirazione, preliminare alla creazione delle illustrazioni destinate al giornale bavarese (e, successivamente, anche ai manifesti pubblicitari). Nelle fotografie che l’artista scatta all’epoca si colgono gli ultimi bagliori di una Belle Epoque che, pochi anni dopo, la Grande Guerra cancellerà totalmente. Sono immagini colte spesso negli ippodromi frequentati dall’alta società, in Italia (ai Parioli) e all’estero, come a Parigi, Montecarlo, Ostenda, Deauville, dove l’artista viene inviato dal “Simplicissimus” proprio per ritrarvi scene di vita elegante e raffinatissime dame.

Segue quindi la sezione dedicata al periodo della bella vita tra le due guerre (1920-1935) che rappresenta l’apice della carriera di Dudovich: anche da un punto di vista imprenditoriale, essendo divenuto responsabile e direttore artistico della società Star-IGAP ove cura la creazione, distribuzione e affissione dei manifesti murali in tutta Italia. Vive quegli anni con spensieratezza, tra molte commissioni di lavoro e svariate evasioni, in località montane o, preferibilmente, al mare, nella prediletta Riccione, circondato da una schiera di amici e ammiratrici. Le fotografie di questo periodo ben rappresentano il suo mondo d’ispirazione per la cartellonistica. Segue il settore

dedicato alla “vita nei campi” che in maniera insolita presenta un focus su un settore di reportage utile a Dudovich per una serie di manifesti e cartoline di esposizioni zootecniche. Non poteva mancare il periodo dedicato al viaggio africano a Tripoli svolto fra il 1937 e 1938. Il soggiorno libico

è per Dudovich fonte di nuove ispirazioni: fotografa e dipinge scene di vita, scorci di villaggi, personaggi avvolti nei burnus; illustra inoltre con gustose vignette una sorta di guida turistica destinata a chi voglia avventurarsi in automobile da Tripoli a Gadames. Interessante è quindi l’approfondimento sul tema “Muse” cioè le sue modelle, spesso ispiratrici di manifesti e bozzetti, la cui identità non è sempre riconoscibile. Alcune sono note e famose, in quanto il decennio 1915-1925 offre all’artista molte occasioni per una profonda immersione nel mondo del cinema, del teatro, dell’operetta e del varietà. Appassionatissimo da sempre di musica, in particolare dell’opera lirica,

Dudovich è affascinato pure dal clamoroso boom che il cinema vive proprio negli anni della Grande Guerra. Raffigura quindi diversi personaggi femminili attivi sugli schermi o sui palcoscenici, da Gea della Garisenda a Maria Melato, da Nella Regini a Ines Lidelba per arrivare all’amica – in arte – Pina Brillante. Una sezione è anche dedicata ai manifesti per il cinema realizzati da Dudovich.

Non tutte le fotografie scattate da Dudovich, ovviamente, vennero da lui utilizzate come promemoria per trarne spunti da sviluppare in manifesti o illustrazioni per le numerose riviste con le quali gli capitò di collaborare. Di alcune è possibile tracciare il percorso completo, dalla fotografia al bozzetto a matita o a tempera, fino al prodotto finito. Da notare che l’artista fu pure un oculato amministratore delle proprie risorse ideative, ovvero un accorto riciclatore di temi e soggetti, riproposti anche a distanza di tempo e in contesti diversi. Quanto l’utilizzo della fotografia sia stato per lui prezioso risalta in particolare dai lavori eseguiti per il “Simplicissimus” di Monaco, con un’attività che fu quantitativamente minore soltanto rispetto a quella di colleghi quali Thomas Theodor Heine, Olaf Gulbransson, Karl Arnold, Bruno Paul, Eduard Thoeny. Fitta è pure la presenza di Dudovich sulle principali riviste culturali italiane del primo Novecento. Tra le collaborazioni più intense vanno ricordate almeno quelle con “La Lettura” (supplemento, dal 1901, del “Corriere della Sera”), con “Ars et Labor” (rivista edita da Ricordi a partire dal 1906 come prosieguo della precedente “Musica e Musicisti”), con “Il Secolo XX” (editore Emilio Treves, dal 1902), con “La Donna”
(Mondadori, dal 1905).

L’esposizione si propone in questa sezione di mettere a fuoco il passaggio “dalla fotografia al prodotto finito: le illustrazioni e i manifesti”. È infatti per la realizzazione dei suoi manifesti che Dudovich chiede alla fotografia il sostegno maggiore. Quindi gli spunti tematici desunti dalle fotografie da lui stesso scattate, talora con scene quasi estemporanee e casuali che coinvolgono familiari e amici, si ritrovano in un buon numero di manifesti, spesso ispirati a un gesto o a un atteggiamento ricorrente e più volte riutilizzato. Elementi puntualmente tratti da fotografie si scoprono in alcuni manifesti per La Rinascente degli anni Venti e Trenta. Con una certa metodicità Dudovich sembra appigliarsi a temi o stilemi che si riferiscono alla fotografia: così compaiono a più riprese nei suoi lavori i leitmotiv della donna addossata a un tronco d’albero, della donna che solleva (e porge) una bottiglia o un bicchiere (per la pubblicità di bevande alcoliche) e, soprattutto, della donna con le braccia levate, talora in un gesto quasi da vamp, o – in altri casi – intenta a sventolare una bandiera tricolore. Fanno poi capolino alcuni animali: cani soprattutto, ma anche scimmie, scimpanzé (la Pierrette cara a Gea della Garisenda), fenicotteri, pappagalli, pellicani, e un orso bianco, già presente in alcune fotografie.

Un focus particolare è dedicato al rapporto con il maestro Leopoldo Metlicovitz e le Officine Grafiche Ricordi in relazione alla comune passione per la fotografia. Oggi le fotografie scattate da Metlicovitz a suo uso e consumo sono conservate presso il Civico Archivio Fotografico di Milano e per la prima volta viene esposta al pubblico una sezione di 20 immagini. Si può valutare così la similitudine e anche la distanza tra gli scatti del “maestro” e quelli – di poco più tardi – dell’allievo: talora accademici e artefatti i primi, più immediati e disinvolti i secondi. Il che nulla toglie al fatto che anche Metlicovitz traesse dalla documentazione da lui accumulata spunti e atteggiamenti preziosi per la realizzazione di manifesti e tavole per riviste: già con un accenno di continuo confronto rispetto al più giovane Dudovich più scanzonato e comunicativo.

Complessivamente il percorso espositivo offre un affondo sul sistema e il rapporto dell’uso della fotografia nella rappresentazione cartellonistica e pubblicitaria finora rimasto misconosciuto.

• LA MOSTRA IN CIFRE

La mostra offre un ricco panorama del processo creativo di Marcello Dudovich partendo dallo schizzo preparatorio, alla fotografia quindi al bozzetto acquerellato o a tempera ed infine la realizzazione in cromolitografia a stampa del manifesto, della copertina o della réclame in senso lato. Globalmente sono esposti 300 materiali – provenienti da 21 prestatori – allestiti nelle sale del m.a.x. museo in diversi ambiti tematici che comprendono 200 fotografie originali vintage (altre 800 immagini fotografiche visibili su 4 visori in loop in mostra), 39 manifesti originali, 62 fra schizzi, bozzetti e opere a tempera, 46 riviste, copertine e calendari dell’epoca in cui sono presenti illustrazioni di Dudovich, lettere, cartoline e documenti.

• AUDIOGUIDE

In mostra saranno presenti audioguide SmartArt in tre lingue che permetteranno di soffermarsi con una descrizione specifica sulle principali opere esposte in maniera del tutto personale. Il m.a.x. museo dunque intende sempre offrire al visitatore tutti gli strumenti utili a una visione completa e circostanziata delle opere esposte, a dipendenza delle proprie preferenze: in autonomia con l’audioguida, in gruppo con la visita guidata personalizzata.

• IL CATALOGO

Il catalogo presenta un ricco apparato iconografico e di saggi specifici redatti da Roberto Curci (co-curatore della mostra e studioso specialista di Marcello Dudovich, Trieste), Giovanna Mori (conservatore della Civica Raccolta di Stampe “Achille Bertarelli”, Milano), Nicoletta Ossanna Cavadini (direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina, Chiasso), Elena Mosconi (docente di storia del cinema muto, Università di Pavia), Daniela Pacchiana (ricercatrice di storia della fotografia). Il catalogo bilingue italiano/inglese è pubblicato dalla casa editrice Albert Skira 2019, Milano-Ginevra, pp. 368, CHF/Euro 36.-.

• VIDEO IN MOSTRA

Come per tutte le mostre del m.a.x. museo, nella prima sala nel seminterrato sarà possibile visionare un filmato: un video dedicato all’esposizione a cura di 3D Ultrafragola – Sky Arte con interviste ai curatori Roberto Curci e Nicoletta Ossanna Cavadini, e alla direttrice del Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare di Trieste Andreina Contessa.

Sarà possibile vedere il video anche sulla piattaforma online www.ultrafragola.tv, e sarà in onda nel format Sky-Arts.

• INAUGURAZIONE

La mostra MARCELLO DUDOVICH (1878-1962) fotografia fra arte e passione sarà inaugurata sabato 28 settembre 2019 alle ore 17.00 alla presenza del Capodicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso Davide Dosi, dei curatori Roberto Curci, storico dell’arte, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo, di Andreina Contessa, direttrice del Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare di Trieste. L’inaugurazione vedrà anche la partecipazione del Ministro Plenipotenziario Mauro Massoni, Console Generale d’Italia a Lugano.

Al termine, alle ore 18.00, un aperitivo sarà offerto a tutti i presenti.

Per l’occasione il m.a.x. museo resterà aperto fino alle ore 20.30.

• PROGETTO INTEGRATO – MUSEO STORICO E IL PARCO DEL CASTELLO DI MIRAMARE, TRIESTE

La mostra MARCELLO DUDOVICH (1878-1962) fotografia fra arte e passione si propone come “progetto integrato” – nel senso identitario di relazioni con il luogo in cui ebbe i natali e si formò il cartellonista Dudovich – con il prestigioso Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare di Trieste diretto da Andreina Contessa, in collaborazione con il Polo museale del Veneto. La sinergia porterà il soggetto dell’esposizione chiassese nelle sale del Museo Scuderie del Castello di Miramare: l’inaugurazione si terrà mercoledì 11 marzo 2020 alle ore 17.00, mentre il periodo espositivo è previsto fra il 12 marzo e il 24 maggio 2020. Verrà anche organizzato in contemporanea presso il Castello storico di Miramare un “focus on” sul megaletoscopio di Massimiliano d’Asburgo, strumento creato nel 1861 da Carlo Ponti (1823-1893) per visualizzare le immagini fotografiche. Ottico, fotografo e scopritore di strumenti ottici, Carlo Ponti era ticinese d’origine; lasciò la Svizzera per lavorare a Parigi e si trasferì poi a Venezia (1852), diventando infine ottico e fotografo ufficiale del Re d’Italia (1866). Questo antico strumento ottico ci porta alle origini dell’evolversi della visione fotografica e lega ulteriormente in questa iniziativa espositiva due istituzioni museali, ciascuna ubicata in una città di frontiera dalle molte identità e molteplicità di visioni.

La sede espositiva di Trieste rientra anche nella relazione fra luoghi di città di confine che la lega a Chiasso nel tema conduttore trattato quest’anno dal Centro Culturale Chiasso – Confine, appunto – che vedrà diverse relazioni fra l’Associazione Amici del m.a.x. museo e visite specifiche ai luoghi d’arte di Trieste.

• PARTENARIATO – VILLA BERNASCONI, CERNOBBIO

L’esposizione MARCELLO DUDOVICH (1878-1962) fotografia fra arte e passione ha come altra sede Museo Villa Bernasconi a Cernobbio, struttura oggi diretta da Claudia Taibez. La villa fu costruita tra il 1905 e il 1906 su progetto dell’architetto Alfredo Campanini per l’ingegnere Davide Bernasconi che, di origine milanese, fondò le omonime Tessiture seriche a Cernobbio sul finire del XIX secolo. L’edificio risulta essere una delle più significative realizzazioni italiane in stile liberty, sia per il suo progetto architettonico che rifugge ogni simmetria e sperimenta forme morbide, libere e dinamiche, sia per la nuova concezione del suo apparato ornamentale che non solo arricchisce la costruzione, ma si integra con essa (vetrate, ferri battuti, decorazioni plastiche) e presenta la sala della musica omaggio a Giulio Ricordi che si narra venisse ospitato nei periodi estivi. La villa – dopo un attento restauro – è museo di sé stessa e ospita per l’occasione la sezione della mostra dedicata a Marcello Dudovich con otto grandi manifesti cromolitografici realizzati nel primo decennio del Novecento e alcune fotografie messe in relazione ad essi.

Con accordo di partenariato, all’acquisto di un biglietto intero al m.a.x. museo vi è lo sconto di Euro 3.- all’ingresso di Museo Villa Bernasconi mostrandolo in biglietteria, e viceversa con acquisto di un biglietto intero a Cernobbio si ha lo sconto di CHF 3.- alla mostra al m.a.x. museo di Chiasso. In entrambe le sedi è possibile acquistare il catalogo.

• CALENDARIO DELLE INIZIATIVE COLLATERALI ALLA MOSTRA

➢ visite guidate gratuite con ingresso al museo a pagamento domenica 13 ottobre 2019, ore 16.30, segue aperitivo domenica 16 febbraio 2020, ore 16.30, finissage, segue aperitivo. eventi@maxmuseo.ch

➢ visite guidate per associazioni, gruppi, scolaresche su prenotazione
eventi@maxmuseo.ch

➢ conferenza pubblica

La figura femminile nella grafica di Dudovich

Giovanna Mori, storica dell’arte e Conservatore della Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, Milano

martedì 5 novembre 2019, ore 20.30 Cinema Teatro, Chiasso

con apertura serale del m.a.x. museo fino alle ore 22.30

➢ presentazione pubblica BookCity, Milano

sabato 16 novembre 2019, ore 14.30 Sala Bertarelli, Castello Sforzesco, Milano Presentazione del catalogo della mostra
con il saluto di Giovanna Mori, Responsabile del Castello Sforzesco, Milano saranno presenti i curatori della mostra Roberto Curci e Nicoletta Ossanna Cavadini

In pullman con l’Associazione amici del m.a.x. museo iscrizione obbligatoria entro il 12 novembre 2019 amici@maxmuseo.ch

• LABORATORI DIDATTICI PER BAMBINI E ADULTI

In occasione di ogni mostra il m.a.x. museo organizza laboratori didattici per bambini e adulti. Per la mostra Marcello Dudovich (1878-1962) fotografia fra arte e passione vengono proposti tre temi:

➢ Bozzetti fotografici! sabato 9 novembre 2019, ore 15.00-17.00, con merenda

Bozzetti fotografici. Per comprendere meglio l’iter creativo dell’artista e la sua produzione, giocheremo a osservare le varie figure femminili in posa, e a realizzare vari studi preparatori. Ogni bambino riceverà un album di schizzi con disegnati dei tratti guida e delle fotografie di figure di Dudovich presenti in mostra. Sarà bello con la propria creatività farle ridisegnare e colorare con gli acquerelli dai piccoli artisti!

➢ Per conoscere il cartellonista Marcello Dudovich sabato 11 gennaio 2020, ore 15.00-17.00, con merenda

Un percorso guidato all’interno delle sale del museo, per conoscere l’eleganza e la grazia dei personaggi che sono rappresentati nelle opere di Dudovich e scoprire che anche l’utilizzo di caratteri grafici, dei colori e degli sfondi contribuiscono alla composizione artistica. Verrà consegnato a ogni bambino (o a ogni coppia di 2 bambini) un libretto con le attività predisposte sala per sala del museo. Scopriremo così tutti i segreti del grande cartellonista!

➢ Selfie alla Dudovich sabato 8 febbraio 2020, ore 15.00-17.00, con merenda

Pronti a scattare una fotografia in una posa plastica ed elegante? Prendendo spunto dai manifesti di Dudovich esposti in mostra potremmo anche noi realizzare una bozza di manifesto per pubblicizzare un prodotto. I bambini si metteranno in posa davanti agli sfondi e scatteranno le loro foto-ritratti (o in coppia, o un selfie). Le mediatrici culturali stamperanno su carta l’immagine e i piccoli visitatori potranno terminare il manifesto/locandina con scritte o slogan.

Iscrizione obbligatoria: eventi@maxmuseo.ch.

I laboratori didattici sono rivolti a:

• scolaresche (scuole dell’infanzia, scuole elementari, scuole medie):

si tengono in orario scolastico durante la settimana, dal lunedì al venerdì, su iscrizione (eventi@maxmuseo.ch);

• bambini e adulti interessati: iscrizione obbligatoria (eventi@maxmuseo.ch).

Tutti i laboratori sono tenuti da mediatrici culturali (una delle quali con certificato del Percorso

Formazione Specialistica rilasciato dall’Associazione Bruno Munari) e si svolgono al m.a.x. museo
nell’arco di due ore circa con gruppi scolastici di minimo 15 e massimo 25 partecipanti, mentre per

gruppi liberi si richiede un minimo di 15 presenze. L’attività è seguita da una visita “attiva” alla mostra.

Il costo complessivo per laboratorio è di CHF 10 / Euro 10 (bambini), CHF 15 / Euro 15 (adulti). Il
materiale viene messo a disposizione dal museo.
Iscrizione obbligatoria: eventi@maxmuseo.ch.

• E ANCORA PER I GIOVANI VISITATORI

➢ visita mamma, papà e bebè al museo sabato 23 novembre 2019, ore 10.30

visita guidata a misura di famiglie con bebè, passeggini e carrozzine segue aperitivo analcolico

➢ visita nonni e nipoti al museo domenica 9 febbraio 2020, ore 16.30 segue aperitivo analcolico

• GIORNATE DI APPROFONDIMENTO CON L’ASSOCIAZIONE AMICI DEL m.a.x. museo

➢ Fotografia e arte al confine

sabato 9 novembre – domenica 10 novembre 2019

visita a Trieste al Photo days Festival internazionale della fotografia urbana, IV edizione in treno e pulmino privato, visita della città e partecipazione al Festival

iscrizione obbligatoria entro sabato 24 ottobre 2019 amici@maxmuseo.ch

➢ Cinema e arte al confine sabato 25 gennaio 2020 visita al CISA Locarno

in pullman, con saluto del Direttore Domenico Lucchini iscrizione obbligatoria entro sabato 11 gennaio 2020 amici@maxmuseo.ch

➢ Architettura e arte al confine

o sabato 30 novembre 2019, ore 14.00, visita al Museo Villa Bernasconi, Cernobbio

o sabato 18 gennaio 2020, ore 11.00, visita al Museo Villa Bernasconi, Cernobbio, con saluto della Responsabile Claudia Taibez

iscrizione obbligatoria entro una settimana prima amici@maxmuseo.ch

➢ Per il ciclo i nuovi musei e le loro nuove collezioni sabato 26 ottobre – venerdì 1 novembre 2019 Visita al museo del nuovo Louvre ad Abu Dhabi

Grande Moschea di Sheikh Zayed, l’antico palazzo di Al Husn e l’Heritage Village

In aereo, iscrizione obbligatoria amici@maxmuseo.ch

• MANIFESTAZIONI IN COLLABORAZIONE CON IL CINEMA TEATRO

➢ visita guidata
sabato 15 febbraio 2020, ore 18.00
con ticket integrato/ridotto
aperitivo ore 19.30

A seguire:

➢ concerto

Ludwig van Beethoven – Franz Liszt – “Sinfonia n. 9 in re minore op. 125” sabato 15 febbraio 2020 ore 20:30, Cinema Teatro, Chiasso Duo pianistico Bruno Canino e Antonio Ballista

Trascrizione di Franz Liszt per due pianoforti

Ticket integrato acquistabile al m.a.x. museo e al Cinema Teatro

• RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL TEMA “CONFINE”

presentata da Matteo Fontana. Cinema Teatro, Chiasso, ore 20.30

➢ martedì 14 gennaio 2020: Welcome, regia di Philippe Lioret, FRA, 2009
➢ martedì 21 gennaio 2020: Sicario, regia di Denis Villeneuve, USA, 2015
➢ martedì 28 gennaio 2020: No man’s land, regia di Denis Tanović, Bosnia Erzegovina, 2001
➢ martedì 4 febbraio 2020: Good bye, Lenin!, regia di Wolfgang Becker, GER, 2003

Ingresso Intero: Ridotto:

• IN COLLABORAZIONE CON LA BIBLIOTECA COMUNALE

➢ rassegna di riviste storiche con copertine di Dudovich presso la Biblioteca comunale di Chiasso

➢ domenica in Biblioteca: laboratorio per bambini, con merenda Tieni il segno. Cartoline come segnalibri “Simplicissimus” domenica 13 ottobre 2019, ore 14.00-17.00

MARCELLO DUDOVICH (1878-1962)
fotografia fra arte e passione

a cura di Roberto Curci e Nicoletta Ossanna Cavadini m.a.x. museo (Via Dante Alighieri 6), Chiasso (Svizzera) 29 settembre 2019 – 16 febbraio 2020

Orari
martedì – domenica, ore 10.00 – 12.00 e 14.00 – 18.00

Aperture speciali
venerdì 1. novembre 2019 (Ognissanti)
domenica 8 dicembre 2019 (Immacolata Concezione)
giovedì 26 dicembre 2019 (Santo Stefano)
mercoledì 1. gennaio 2020 (Capodanno)

lunedì 6 gennaio 2020 (Epifania)

Chiusure
martedì 24 dicembre 2019 (Vigilia di Natale)

mercoledì 25 dicembre 2019 (Natale)
martedì 31 dicembre 2019 (San Silvestro)

CHF/Euro 10.-

CHF/Euro 7.- (AVS/AI, over 65 anni, studenti, FAI SWISS, FAI, TCS, TCI, convenzionati) Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone: CHF/Euro 5.-
Metà prezzo: Chiasso Card

Gratuito: bambini fino a 7 anni, Aiap, associazione amici del m.a.x. museo, giornalisti, ICOM, Passaporto Musei Svizzeri, Visarte

Ingresso cumulativo m.a.x museo + Spazio Officina (“Bi11 Biennale dell’immagine”):
Intero CHF/Euro 12.-, Ridotto CHF/Euro 10.-
Ingresso cumulativo m.a.x museo + Spazio Officina (“Bi11 Biennale dell’immagine”):
Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone: CHF/Euro 7.-

Entrata gratuita: ogni prima domenica del mese

Parcheggio gratuito
presso il Centro Ovale di Chiasso (livello -1), 4 minuti a piedi dal m.a.x. museo, su presentazione del ticket del parcheggio al m.a.x. museo.
RailAway FFS – offerta combinata
All’entrata del m.a.x. museo, su presentazione di un ordinario biglietto del treno, una carta giornaliera, un biglietto risparmio, un abbonamento di una comunità tariffaria oppure un abbonamento generale, si beneficia del 10% di sconto sul biglietto d’ingresso della mostra in corso. Dalla stazione di Chiasso al m.a.x. museo: circa 10 minuti a piedi.
Informazioni: nelle stazioni o su ffs.ch/maxmuseo.

Set
30
Lun
Ripresa attività Jazz in Bess – stagione autunnale (30 sett. – 28 dicembre 2019) @ Lugano-Besso
Set 30@04:56–Dic 28@05:56

Con il mese di settembre riprende l’attività dell’associazione Jazzy-Jams nella propria sede naturale, il club Jazz in Bess (in via Besso 42a a Lugano), dopo la splendida parentesi “extra muros” quali ospiti del dicastero Eventi e congressi della città di Lugano in occasione del Summer Jazz Meeting presso il teatro e lo Studio Foce gli scorsi 13 e 14 settembre.

Qui di seguito trovate un riassunto degli eventi musicali previsti a besso:

30 settembre 2019, ore 21.00 – Carlos Bica &Azul, featuring Frank Möbus and Jim Black
9 ottobre 2019, ore 18.00 – Apérijazz con il Francesco Rezzonico Trio
19 ottobre 2019, ore 21.00 – Marc Méan “Taiga”
26 ottobre 2019, ore 19.30 – Jam Session, con il trio base di Gabriele Pezzoli
4 novembre 2019, ore 21.00 – John Raymond Real feels
13 novembre 2019, ore 18.00 – Apérijazz, con il duo Mandozzi/Brivio
16 novembre 2019, ore 21.00 – Presentazione CD “Dolcemente imperfetto” con il trio Sgrò/Danzeisen/Giger
20 novembre 2019, ore 20.30 – Collaborazione con la rassegna “Tra jazz e nuove musiche” di Rete Due;

doppio concerto con Simone Graziano “Snailspace” e, alle 22.00, Jaimie Branch “Fly or Die

30 novembre 2019, ore 19.30 – Jam Session con il trio base di Samir Böhringer
7 dicembre 2019, ore 21.00 – Enea Besana Trio
11 dicembre 2019, ore 18.00 – Apérijazz con musica dal vivo, formazione da definire
21 dicembre 2019, ore 21.00 – Daniel Bagutti Quartet
28 dicembre 2019, ore 19.30 – Jam Session con il trio base di Rocco Lombardi

Come si può vedere si tratta di una programmazione estremamente ricca e interessante che non mancherà di attirare l’attenzione degli amanti della musica jazz nell’affascinante club di via besso.

Allegata trovate la scheda del primo concerto previsto il prossimo

lunedì 30 settembre 2019, con Carlos Bica & Azul

Ott
5
Sab
CRASH ¦ Dal 5 ottobre all’8 dicembre 2019 ¦ Torna la Biennale dell’Immagine di Chiasso @ Chiasso
Ott 5–Dic 8 giorno intero

Torna la Biennale dell’Immagine di Chiasso con la sua undicesima edizione. Un ricco programma di esposizioni, incontri e proiezioni per scoprire fotografi che hanno fatto dello scontro la chiave di lettura della complessità del mondo in cui viviamo.

Entrare in rotta di collisione fino all’inevitabile frattura. CRASH racconta un mondo fatto di contraddizioni, di posizioni che stanno agli antipodi, di movimenti complessi, che si risolvono in un istante, quando il contrasto si trasforma in urto. CRASH significa osservare ciò che ci circonda con occhio attento ai momenti di passaggio, che costituiscono lo scheletro stesso della vita. CRASH è dover ricominciare tutto da capo per ritrovare speranza, rinascita, desiderio, liberazione.

Inaugurazione
L’11a edizione della Biennale, che verrà inaugurata il 5 ottobre presso lo Spazio Officina di Chiasso, esplorerà questi temi con mostre di grandi fotografi nazionali e internazionali, nello spirito della sua tradizione.

Boris Mikhailov e le sue tentazioni

Boris Mikhailov, nato a Kharkiv (Ucraina) nel 1938. Inizia a fotografare dalla metà degli anni Sessanta, dopo una laurea in ingegneria e un impiego presso una fabbrica sovietica di missili. Espone il suo lavoro in Occidente dalla fine degli anni Ottanta, ottenendo presto importanti riconoscimenti internazionali e esponendo in prestigiosi musei, fra cui il MoMA di New York e la Tate Modern di Londra. La mostra intitolata TEMPTATION OF DEATH, allo Spazio Officina, è l’ultimo ciclo di opere di Boris Mikhailov. Composta da 24 dittici e dalla proiezione del lavoro completo (oltre 150 dittici) include immagini del passato e nuove fotografie realizzate all’interno di un enorme crematorio a Kiev, costruito in epoca sovietica, le opere narrano un costante senso di incertezza, ambiguità e cambiamento. Afferma Francesco Zanot, curatore della mostra: “Mikhailov prende posizione contro tutto ciò che non gli piace. Contro il sistema istituzionale politico in particolare.” Le opere dell’artista ucraino sono un atto artistico distruttivo e beffardo tutto da scoprire.

Il poliziotto e fotografo svizzero Arnold Odermatt

Arnold Odermatt, nato a Oberdorf nel 1925, ha lavorato come fotografo ufficiale della polizia nel Canton Nidvaldo dal 1948 al 1990. Alla fine della sua carriera nella polizia, suo figlio Urs Odermatt scopre il suo lavoro fotografico e pubblica un primo libro. Nel 2001 Harald Szeemann espone 32 fotografie dell’artista svizzero alla biennale di Venezia. Le stesse verranno riproposte a Chiasso, alla Sala Diego Chiesa, in una mostra dal titolo “ODERMATT THE BIENNIAL SELECTION. 32 PHOTOGRAPHS FOR VENICE 2001”. Oggi molti suoi lavori fanno parte di collezioni private e sono esposti in numerosi musei internazionali tra i quali il Kunstmuseum Wolfsburh e il Museum Morsbroich Leverkusen. Francesco Zanot spiega: “le calibrate riprese di Odermatt non sono infatti originariamente realizzate per finire sulle pareti di un museo, ma costituiscono il frutto dei rilievi di un brillante poliziotto che dalla fine degli anni Quaranta ha l’intuizione di corredare i verbali degli incidenti stradali con alcune prove visive. Le molteplici funzioni della fotografia si sovrappongono e si scontrano tra loro, proprio come le automobili accartocciate sulla strada. Odermatt scopre la rigorosa poesia del documento e raccoglie in tre decenni un ineguagliabile catalogo dei risultati di eventi trasformativi tanto potenti quanto spaventosi: sulla strada, si formano in un istante sculture imprevedibili e dense di energia”.

Tante altre mostre

Sempre a Chiasso, epicentro della Biennale, sono in programma altre mostre. Nella Piazza dei Colori (Via Soave) è di scena l’utopia di giovani e futuri fotografi. Il sogno degli studenti di fotografia della rinomata Ecole Cantonale d’Art di Losanna – ECAL con il titolo “Guardare l’utopia”, racconta lo scontro tra l’arte della fotografia e le nuove, rapide e onnipresenti, tecnologie che hanno radicalmente trasformato il modo di creare e distribuire immagini. Gli studenti di fotografia proporranno la loro interpretazione sul futuro della fotografia.

Chiasso_Culture in movimento partecipa alla Biennale dell’immagine con una creazione dell’artista svizzera Aline d’Auria. Un progetto che mira a coinvolgere aluni cittadini immigrati a Chiasso dai paesi dell’Est Europa e un invito a tessere nuove relazioni, per esplorare il tema della diversità quale risorsa della natura umana. Il m.a.x. Museo dedica invece la sua mostra al padre del cartellonismo pubblicitario italiano con un’esposizione dal titolo Marcello Dudovich (1878 – 1962) e la fotografia. Un viaggio grafico nella pubblicità della prima metà del Novecento.

La galleria Cons Arc proporrà, da parte sua, una mostra dell’artista belga Karin Borghouts, che ha dedicato la carriera all’esplorazione dell’ambiente architettonico con uno stile che coniuga l’arte visiva e la fotografia.

Infine, la Biennale dell’immagine collaborerà con Frequenze, un’iniziativa economica, culturale e sociale, ideata per rafforzare l’economia di Chiasso e in particolare di Corso San Gottardo Per l’occasione, gli spazi di Frequenze accoglieranno diverse gallerie e associazioni d’arte in trasferta temporanea da tutto il cantone “.

Altre mostre sono in programma a Mendrisio, Ligornetto, Bruzella e in diversi comuni della Svizzera italiana: oltre 20 spazi espositivi, pubblici e privati, ognuno con una prospettiva diversa e originale sul tema CRASH.

L’Associazione Biennale dell’immagine – ABi

L’Associazione ABi riunisce appassionati dell’arte della fotografia ed è pensata per rispondere alle esigenze di una manifestazione sempre più orientata al futuro. Si prefigge di diffondere la cultura della fotografia, delle arti e dei media contemporanei quali strumenti di lettura della realtà.

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La Biennale dell’Immagine è sostenuta da

Comune di Chiasso, Centro Culturale Chiasso, Repubblica e Cantone Ticino DECS – Fondo Swisslos, BancaStato, Fondazione Artphilein, La Mobiliare, Volkart Stiftung, Percento culturale Migros Ticino, Pro Litteris, Pro Helvetia, Fondazione Pasquale Lucchini, Fondazione Winterhalter, Stiftung Erna und Curt Burgauer, AGE, Lacasa, Vevey Images

Partner
ECAL – Ecole Cantonale d’Art Lausanne, Galerie Springer Berlin, Ticinowine

Media Partner
Gruppo Corriere del Ticino

Maggiori informazioni:
www.biennaleimmagine.ch

CRASH ¦ Dal 5 ottobre all’8 dicembre 2019 ¦ Torna la Biennale dell’Immagine di Chiasso @ Chiasso
Ott 5–Dic 8 giorno intero

Torna la Biennale dell’Immagine di Chiasso con la sua undicesima edizione. Un ricco programma di esposizioni, incontri e proiezioni per scoprire fotografi che hanno fatto dello scontro la chiave di lettura della complessità del mondo in cui viviamo.

Entrare in rotta di collisione fino all’inevitabile frattura. CRASH racconta un mondo fatto di contraddizioni, di posizioni che stanno agli antipodi, di movimenti complessi, che si risolvono in un istante, quando il contrasto si trasforma in urto. CRASH significa osservare ciò che ci circonda con occhio attento ai momenti di passaggio, che costituiscono lo scheletro stesso della vita. CRASH è dover ricominciare tutto da capo per ritrovare speranza, rinascita, desiderio, liberazione.

Inaugurazione
L’11a edizione della Biennale, che verrà inaugurata il 5 ottobre presso lo Spazio Officina di Chiasso, esplorerà questi temi con mostre di grandi fotografi nazionali e internazionali, nello spirito della sua tradizione.

Boris Mikhailov e le sue tentazioni

Boris Mikhailov, nato a Kharkiv (Ucraina) nel 1938. Inizia a fotografare dalla metà degli anni Sessanta, dopo una laurea in ingegneria e un impiego presso una fabbrica sovietica di missili. Espone il suo lavoro in Occidente dalla fine degli anni Ottanta, ottenendo presto importanti riconoscimenti internazionali e esponendo in prestigiosi musei, fra cui il MoMA di New York e la Tate Modern di Londra. La mostra intitolata TEMPTATION OF DEATH, allo Spazio Officina, è l’ultimo ciclo di opere di Boris Mikhailov. Composta da 24 dittici e dalla proiezione del lavoro completo (oltre 150 dittici) include immagini del passato e nuove fotografie realizzate all’interno di un enorme crematorio a Kiev, costruito in epoca sovietica, le opere narrano un costante senso di incertezza, ambiguità e cambiamento. Afferma Francesco Zanot, curatore della mostra: “Mikhailov prende posizione contro tutto ciò che non gli piace. Contro il sistema istituzionale politico in particolare.” Le opere dell’artista ucraino sono un atto artistico distruttivo e beffardo tutto da scoprire.

Il poliziotto e fotografo svizzero Arnold Odermatt

Arnold Odermatt, nato a Oberdorf nel 1925, ha lavorato come fotografo ufficiale della polizia nel Canton Nidvaldo dal 1948 al 1990. Alla fine della sua carriera nella polizia, suo figlio Urs Odermatt scopre il suo lavoro fotografico e pubblica un primo libro. Nel 2001 Harald Szeemann espone 32 fotografie dell’artista svizzero alla biennale di Venezia. Le stesse verranno riproposte a Chiasso, alla Sala Diego Chiesa, in una mostra dal titolo “ODERMATT THE BIENNIAL SELECTION. 32 PHOTOGRAPHS FOR VENICE 2001”. Oggi molti suoi lavori fanno parte di collezioni private e sono esposti in numerosi musei internazionali tra i quali il Kunstmuseum Wolfsburh e il Museum Morsbroich Leverkusen. Francesco Zanot spiega: “le calibrate riprese di Odermatt non sono infatti originariamente realizzate per finire sulle pareti di un museo, ma costituiscono il frutto dei rilievi di un brillante poliziotto che dalla fine degli anni Quaranta ha l’intuizione di corredare i verbali degli incidenti stradali con alcune prove visive. Le molteplici funzioni della fotografia si sovrappongono e si scontrano tra loro, proprio come le automobili accartocciate sulla strada. Odermatt scopre la rigorosa poesia del documento e raccoglie in tre decenni un ineguagliabile catalogo dei risultati di eventi trasformativi tanto potenti quanto spaventosi: sulla strada, si formano in un istante sculture imprevedibili e dense di energia”.

Tante altre mostre

Sempre a Chiasso, epicentro della Biennale, sono in programma altre mostre. Nella Piazza dei Colori (Via Soave) è di scena l’utopia di giovani e futuri fotografi. Il sogno degli studenti di fotografia della rinomata Ecole Cantonale d’Art di Losanna – ECAL con il titolo “Guardare l’utopia”, racconta lo scontro tra l’arte della fotografia e le nuove, rapide e onnipresenti, tecnologie che hanno radicalmente trasformato il modo di creare e distribuire immagini. Gli studenti di fotografia proporranno la loro interpretazione sul futuro della fotografia.

Chiasso_Culture in movimento partecipa alla Biennale dell’immagine con una creazione dell’artista svizzera Aline d’Auria. Un progetto che mira a coinvolgere aluni cittadini immigrati a Chiasso dai paesi dell’Est Europa e un invito a tessere nuove relazioni, per esplorare il tema della diversità quale risorsa della natura umana. Il m.a.x. Museo dedica invece la sua mostra al padre del cartellonismo pubblicitario italiano con un’esposizione dal titolo Marcello Dudovich (1878 – 1962) e la fotografia. Un viaggio grafico nella pubblicità della prima metà del Novecento.

La galleria Cons Arc proporrà, da parte sua, una mostra dell’artista belga Karin Borghouts, che ha dedicato la carriera all’esplorazione dell’ambiente architettonico con uno stile che coniuga l’arte visiva e la fotografia.

Infine, la Biennale dell’immagine collaborerà con Frequenze, un’iniziativa economica, culturale e sociale, ideata per rafforzare l’economia di Chiasso e in particolare di Corso San Gottardo Per l’occasione, gli spazi di Frequenze accoglieranno diverse gallerie e associazioni d’arte in trasferta temporanea da tutto il cantone “.

Altre mostre sono in programma a Mendrisio, Ligornetto, Bruzella e in diversi comuni della Svizzera italiana: oltre 20 spazi espositivi, pubblici e privati, ognuno con una prospettiva diversa e originale sul tema CRASH.

L’Associazione Biennale dell’immagine – ABi
L’Associazione ABi riunisce appassionati dell’arte della fotografia ed è pensata per rispondere alle esigenze di una manifestazione sempre più orientata al futuro. Si prefigge di diffondere la cultura della fotografia, delle arti e dei media contemporanei quali strumenti di lettura della realtà.

Maggiori informazioni:
www.biennaleimmagine.ch

La Famiglia Dimitri “Dimitrigenerations” a Verscio il 5, 10 e 17 ottobre 2019 @ Verscio
Ott 5–Ott 17 giorno intero

La Famiglia Dimitri “Dimitrigenerations”
Un divertente programma circense per tutta la famiglia.

Sabato, 5 ottobre, ore 20.30.
Giovedì, 10 ottobre, ore 20.30.
Giovedì, 17 ottobre, ore 20.30.

Dimitri ci ha lasciati il 19 luglio 2016, dopo una delle repliche dello show di famiglia nel suo teatro: il grande sogno della sua vita ha portato in scena una dinastia, tre generazioni. Raccogliendo la sua inestimabile eredità, Masha, Nina, Silvana e Samuel hanno elaborato una nuova versione di questo esplosivo spettacolo, comico e poetico, che celebra il teatro, il circo, la danza, la musica e l’acrobazia, in una girandola di risate e equivoci.

Con: Masha Dimitri, Nina Dimitri, Samuel Müller, Silvana Gargiulo

Dagli 8 anni, per famiglie | 100 min. | Senza parole

I biglietti sono disponibili su www.ticketino.com e acquistandoli telefonicamente al numero 058 666 67 85 (dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.00).

Vi ricordiamo che si può cenare prima e dopo l’evento presso il Ristorante Teatro Dimitri.
Per prenotazioni: 058 666 67 88 oppure 058 666 67 80.

Lugano, 5 ott. – 9 novembre 2019 ¦ Massimiliano Frezzato: le sue opere. @ Lugano
Ott 5–Nov 9 giorno intero

Dopo il grande successo a wopart le opere di MASSIMILIANO FREZZATO sono in mostra sino al prossimo 9 novembre
ESPOSIZIONE 5 ottobre – 9 novembre 2019
dal martedì al venerdi’ – 10:30 / 18:30
sabato 10:30 / 17:30

MARCO LUCCHETTI ART GALLERY
PIAZZA CIOCCARO 11 – LUGANO
INGRESSO LIBERO

Ott
9
Mer
ULTIMI POSTI PER IL CORSO “PARLÀ LOMBARD” AL BARLICH DI VARESE il 9 ottobre 2019 @ Varese (I)
Ott 9@21:00–Ott 30@22:00

Sono ancora disponibili dei posti per il CORSO “ATTUALITÀ DI CARLO PORTA” tenuto dal Prof. Pierluigi Crola

Al via mercoledì 9 ottobre il corso dedicato al poeta milanese, tenuto dal prof. Pierluigi Crola al Circolo Ra Ca’ dur Barlich di Varese, nell’ambito della 2° edizione di “Parlà Lombard in Lombardia. Progetto di difesa e diffusione della lingua lombarda nella variante insubrica”.

Il corso sarà composto da 8 lezioni, come da programma esposto nella locandina.

Maggiori info e programma del corso: clicca qui
Per partecipare al corso è richiesto un contributo di € 50,00 a persona.

Per informazioni e iscrizioni: segreteria@terrainsubre.org

Ott
11
Ven
La grande fiera campionaria dedicata alla casa ti aspetta! Artecasa dall’11 al 20 ottobre 2019 @ Lugano
Ott 11–Ott 20 giorno intero

Due interi padiglioni di Artecasalugano (11-20 ottobre) dedicati a:

accessori e complementi per la casa – oggettistica

da acquistare – esperienze – intrattenimento – dimostrazioni –
utensili – servizi – tecnologia – food – elettrodomestici
SCARICA BIGLIETTO META’ PREZZO

IN PIÙ TRE I FOCUS TEMATICI

1 Il mondo dei servizi che ruotano intorno alla casa e alle persone

2 L’edilizia, l’impiantistica, i materiali e la tecnologia che sono necessari per la costruzione e la ristrutturazione.

3 Energie alternative e sostenibilità ambientale.

PER LA PRIMA VOLTA IN TICINO
Swiss Energy Tour, il progetto della Fondazione Big Effects, sostenuto da SvizzeraEnergia.

LuganoPhotoDays 2019 11-27 ottobre 2019 | Ex Macello | Lugano, Svizzera Inaugurazione: 11 ottobre ore 18.00 @ Lugano
Ott 11–Ott 27 giorno intero

LuganoPhotoDays 2019
11-27 ottobre 2019 | Ex Macello | Lugano, Svizzera
Inaugurazione: 11 ottobre ore 18.00

La consegna della prima edizione del “Premio Città di Lugano”.
Gli effetti dei pesticidi sull’uomo attraverso lo sguardo di Pablo Ernesto Piovano nel progetto “The Human Cost of Agrotoxins” al centro dell’ottava edizione di LuganoPhotoDays.
Le mostre dei vincitori delle due categorie del concorso fotografico e gli eventi collaterali del Festival internazionale di fotografia.

A Lugano torna l’appuntamento autunnale con LuganoPhotoDays, che quest’anno avranno luogo nei fine settimana del 12-13, 19-20 e 26-27 ottobre 2019 nella cornice dello storico e suggestivo Ex Macello di Lugano.
Gli effetti dei pesticidi sull’uomo illustrati nel reportage fotografico “The Human Cost of Agrotoxins” di Pablo Ernesto Piovano saranno al centro dell’ottava edizione del Festival che avrà tra le novità, oltre al concorso (“Reportage and Documentary” e “Wildlife and Nature”), anche il nuovo “Premio Città di Lugano”.

IL TEMA DI QUESTA EDIZIONE
Dopo i cambiamenti climatici, i crimini contro gli animali e il traffico illegale di animali, quest’anno l’attenzione di LuganoPhotoDays si sposta su un altro tema altrettanto sensibile e tristemente attuale, gli effetti dei pesticidi sull’uomo, grazie al reportage fotografico di Pablo Ernesto Piovano che nel suo libro “The Human Cost of Agrotoxins”, dà voce a tutte le persone colpite, appunto, dai pesticidi. Un lavoro durato tre anni, 15mila chilometri attraverso la vasta Argentina, parlando e incontrando le vittime e chiunque sia stato colpito dai pesticidi.
“The Human Cost of Agrotoxins”
Nel 1996 il governo argentino ha approvato, basandosi solo su studi della Monsanto Company, la coltivazione di soia transgenica e l’uso dell’erbicida spray glifosato, utilizzato su colture geneticamente modificate resistenti. Con quasi due decenni di irrorazione di glifosato che colpisce direttamente o indirettamente un terzo della popolazione del paese, l’Argentina è diventata uno studio sul campo di un disastro tossico con centinaia di studi scientifici e indagini mediche che confermano l’impatto letale dell’erbicida: i casi di cancro pediatrico sono triplicati, gli aborti e i difetti congeniti inspiegabili sono aumentati drasticamente. Disturbi respiratori e della pelle, disabilità mentali e aborti spontanei sono solo alcuni degli effetti documentati sulla salute di coloro che vivono direttamente sul percorso dello spray. Nonostante questa scomoda verità, non c’è stata alcuna informazione sistematizzata ufficiale.
The Human Cost of Agrotoxins documenta l’impatto di 20 anni di uso indiscriminato di prodotti agrochimici nel nord-est rurale dell’Argentina, e il devastante impatto sulle persone e il loro ambiente.
Pablo E. Piovano (nato nel 1981) è un fotogiornalista vincitore di una borsa di studio multidisciplinare con sede a Buenos Aires, Argentina. È fotografo per il giornale Página / 12 di Buenos Aires dall’età di 18 anni.

I VINCITORI DEL CONCORSO FOTOGRAFICO
Saranno in inoltre premiati, e esposti i vincitori del tradizionale concorso proposto dal festival luganese.
La categoria “REPORTAGE AND DOCUMENTARY 2019” è stata vinta da Enrico Carpegna con Balcanica.
Le foto immortalano il drammatico viaggio dei profughi lungo la nuova “Rotta Balcanica” al confine tra la Bosnia e la Croazia. Le immagini rappresentano la tragica realtà dei tanti “non luoghi” in cui richiedenti asilo e immigranti “economici” si trovano confinati: alle frontiere o all’interno dell’Unione Europea così come nelle innumerevoli altre “terre di nessuno” sparse in tutto il globo.
A partire da questa esperienza di documentazione è nato il progetto di un osservatorio permanente online (www.dossierimmigrazione.it) in grado di offrire uno sguardo continuativo e aggiornato sulle migrazioni e le politiche in quell’area geopolitica del nostro Continente.

Alain Schroeder con Saving Orangutans si è invece aggiudicato la categoria “WILDLIFE AND NATURE 2019”.
La mostra documenta la storia del salvataggio, della riabilitazione e del rilascio di oranghi in via di estinzione a Sumatra, in Indonesia. Una terra divisa, in cui l’uomo da un lato distrugge le foreste vergini, ferendo e uccidendo gli animali che le popolano, e dall’altro fa tutto il possibile per salvarli. Ma nel frattempo, l’aumento del disboscamento in favore di nuove piantagioni di olio di palma e di gomma, di nuove strade e dell’estrazione mineraria costringono sempre più gli oranghi a uscire dal loro habitat naturale e a mettere in pericolo la loro vita. Oggi gli oranghi di Sumatra sono elencati come minacciati dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN).

PREMIO CITTA’ DI LUGANO
Da quest’anno, verrà infine eletto, fra i due vincitori di categoria, un vincitore assoluto, che si aggiudicherà, oltre al premio di categoria, anche il “PREMIO CITTÀ DI LUGANO”: 3.000 franchi svizzeri in contanti offerti dalla Città di Lugano. La consegna avverrà la sera di venerdì 11 ottobre in occasione della inaugurazione di LuganoPhotoDays.
La giuria che assegnerà il Premio Città di Lugano è formata dai sei giurati dei due concorsi, più un giurato speciale, Luigi Maria di Corato, direttore della Divisione Cultura Città di Lugano (Svizzera).

EVENTI COLLATERALI
Anche quest’anno l’offerta di ATTIVITÀ COLLATERALI al Festival sarà ampia e varia e non mancheranno iniziative rivolte ai giovani. Tante le conferenze stampa con ospiti illustri ed una anteprima svizzera del film Antropocene – L’epoca umana al Cinema Lux mercoledì 23 settembre. Per i dettagli di tutti gli eventi fare riferimento alla scheda apposita allegata.

PARTNER E SPONSOR
LuganoPhotoDays è sostenuto dal Dicastero Cultura, Sport ed Eventi della Città di Lugano, Fujifilm (Switzerland) AG, Olympus Schweiz AG, AIL, Migros Ticino percento culturale, Fondazione IBSA per la ricerca scientifica, Banca Stato, FondoCulturaleSud, Hotelplan Bellinzona e Lugano, Econs, Studio Emmanuel Urban, Onys Digital Solutions, infomaniak, PhotoContest.ch, B&B media projects, Delea vini, Natural Food, Associazione Malattie Genetiche Rare della Svizzera Italiana, GreenMe.it

LUGANOPHOTODAYS è sempre più un evento a livello internazionale che si inserisce nel panorama dei festival europei di fotografia più affermati. Ricordiamo solo alcuni nomi degli ospiti che hanno animato le passate edizioni, da René Burri (fotografo svizzero di fama mondiale) e Alex Majoli (allora presidente di Magnum Photos) a Jan Grarup, Michael Ackerman e Annie Boulat (fondatrice dell’agenzia fotografica Cosmos).

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
Web www.luganophotodays.ch
Facebook www.facebook.com/LuganoPhotoDays
Twitter https://twitter.com/luganophotodays
Vimeo https://vimeo.com/luganophotodays

Ingresso: 15.- franchi / ridotto 10.-
Accesso gratuito ai possessori dell’abbonamento LuganoPhotoDays 2019

Abbonamento

Ott
12
Sab
37° Festival internazionale delle marionette ¦ Lugano, dal 12 ottobre – 3 novembre 2018 @ Lugano
Ott 12–Nov 3 giorno intero

Il grande appuntamento con le marionette, i burattini, il teatro d’ombre e gli altri attori del Teatro della Fantasia giunge quest’anno alla sua 37ma edizione; un record di durata assoluto! Il Festival internazionale delle marionette si svolgerà dal 12 ottobre al 3 novembre al Teatro Foce di Lugano. Il cartellone 2019 propone 14 spettacoli diversi, destinati al variegato pubblico che ogni anno riempie la sala del Festival, segnata quasi sempre dal “tutto esaurito”. Un pubblico che come di consueto è composto da adulti, bambini, ragazzi, appassionati e curiosi, da chi già apprezza e da chi vuole scoprire le mille meraviglie dell’arte delle marionette.
Gli spettacoli selezionati provengono quest’anno da sette paesi diversi: Olanda (con ben due compagnie), Italia, Spagna, Francia, Svizzera, Argentina e Brasile. Sono interpretati da artisti famosi, già noti e applauditi in passato al Festival come ad esempio Roberto White, Claudio Cinelli, Valeria Guglietti…
Inoltre, saranno presenti due compagnie storiche, attive e famose da diverse generazioni: la Compagnia Blin, di Parigi, con le sue marionette a fili, e i Burattini dei Ferrari, di Parma. Il cartellone propone inoltre diverse new entry apparse di recente sulla scena internazionale e presenti per la prima volta in Svizzera. La Compagnia di Michel Poletti, dal canto suo, parteciperà con la sua ultima produzione, I Segreti di Leonardo, e con una nuova versione del suo spettacolo dedicato al Maestro Tartinovski. Fra le novità del Festival, segnaliamo anche due atelier di costruzione e animazione delle marionette che saranno curati da Aymone Poletti.
Il programma dettagliato e altre informazioni utili sono disponibili sul sito www.palco.ch

Ott
15
Mar
Prossime attività del Museo di Leventina. (15-24 ottobre 2019) @ Giornico
Ott 15–Ott 24 giorno intero

Visiti la nuova esposizione dedicata alla cultura degli sport invernali sulla neve Let it snow!

La aspettiamo con piacere.
I PROTAGONISTI DELLO SCI SI RACCONTANO

SERATA INCONTRO

Con
Doris De Agostini
Michela Figini
Natascia Leonardi
Deborah Scanzio
Mauro Pini

Modererà
Ellade Ossola

Martedì 15 ottobre 2019
ore 20.30
Centro scolastico di Faido

Entrata libera.
LO SPORT, UNA PASSIONE CHE NON TRAMONTA MAI

CONFERENZA

Con il prof.
Gerardo Rigozzi

Giovedì 17 ottobre 2019
ore 18.00
Museo di Leventina

Entrata libera
Al termine sarà possibile acquistare il libro “Oltre lo sport. Non solo competizione”, di Gerardo Rigozzi ed Edgardo Mannhart.
GUIDO CALGARI, LA SUA IDEA DI TICINO E DI SVIZZERA

CONFERENZA

Interverranno:
Giorgia Masoni e Marco Marcacci, storici e ricercatori

Lettura scenica di Cristina Zamboni
Modererà Stefano Vassere,
direttore della Biblioteca cantonale
di Bellinzona.

Giovedì 24 ottobre 2019
ore 18.30
Biblioteca cantonale Bellinzona

Entrata libera
In collaborazione con la Biblioteca
cantonale Bellinzona.
Evento promosso nell’ambito del progetto
TicinoLettura sostenuto dall’Aiuto federale
per la lingua e la cultura italiana.
MOSTRE AL MUSEO DI LEVENTINA
LET IT SNOW!
Lassa fiuchè

DAL 20 SETTEMBRE 2019 AL 25 OTTOBRE 2020
Esiste un’identità leventinese, oggi?

MOSTRA PERMANENTE
Ritualità oggi

MOSTRA PERMANENTE
INSIDE living traditions

INSTALLAZIONE MULTISENSORIALE
FINO AL 4 OTTOBRE 2019
AL CENTRO COOP DI TENERO
Orari e apertura
Settembre-Ottobre
da martedì alla domenica
dalle 14.00 alle 17.00

LuganoCinema93 – rassegna SQUARCI DI NUOVO CINEMA ITALIANO il 15 ottobre a Lugano @ Lugano
Ott 15@20:30

Martedì 15 ottobre alle 20.30 al cinema Iride è presentato l’ultimo film della rassegna SQUARCI DI NUOVO CINEMA ITALIANO. In programma il documentario di Stefano Savona, SAMOUNI ROAD (la strada dei Samouni) che mescolando immagini reali e animazione, racconta la storia della famiglia Samouni, contadini nella striscia di Gaza, costretti a fuggire dalla loro terra dopo che, nel gennaio del 2009, l’operazione “Piombo fuso” ha provocato la morte di 29 membri della loro famiglia. Ora tornano e nulla è come prima.

A seguire inizierà martedì 22 ottobre, sempre al cinema Iride, la rassegna PIAZZAPAROLA AL CINEMA. Una collaborazione con l’evento letterario PIAZZAPAROLA arrivata al suo secondo anno e che propone, in questa edizione, il mito di Frankensten.
Nel sito di LuganoCinema93 (www.luganocinema93.ch) si trovano tutte le informazioni sui film in programma.

MarcoZappa “IlVentoSoffia…Ancora” (AlVentAlBoffa…Ammò) a Bellinzona il 15 ottobre 2019 @ Bellinzona
Ott 15@20:30–22:00

MarcoZappa “IlVentoSoffia…Ancora” (AlVentAlBoffa…Ammò) a Bellinzona

Martedì, 15.10.2019

20:30 – 22:00

Sala del Consiglio Comunale Bellinzona – Palazzo Civico

Aperitivo preparato ed offerto da Elena

Entrata libera.

Presentazione in 3D di Philae-Rosetta, il 15 ottobre ad Ascona @ Ascona, Monte Verità
Ott 15@20:30–22:00

Martedì 15 ottobre 2019, 20:30 – 22:00, Congressi Stefano Franscini, Monte Verità, Ascona

Presentazione in 3D di Philae-Rosetta: Individuazione di molecole organiche su un nucleo cometario

Presentazione nell’ambito della conferenze internationale ” Chirality @ The Nanoscale (CHIR@NS)” (13 ‐ 17 ottobre 2019), con il supporto di Congressi Stefano Franscini/ETHZ.

Prof. Dr. Uwe Meierhenrich, Direttore dell’Istituto di chimica (ICN) dell’Università di Nizza Sophia Antipolis

La missione Rosetta ha fatto sognare gli spettatori di tutto il mondo: mercoledì 12 novembre 2014 la missione Rosetta ha cercato di posare il piccolo robot Philae sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La missione era quella di raccogliere informazioni sulla composizione del nucleo della cometa nel suo spettacolare avvicinamento al sole. Rosetta è la prima sonda a posizionarsi nell’orbita attorno alla cometa e a collocare un lander sulla superficie di un nucleo cometario. La sonda trasportava al suo interno 11 strumenti scientifici e un lander Philae, a sua volta contenente altri 10 strumenti. Dopo un viaggio di 10 anni è avvenuta la separazione del lander Philae dal modulo orbitante Rosetta.

In inglese con interpretazione simultanea in italiano
Entrata libera, prenotazione gradita presso: info@csf.ethz.ch, tel. 091 785 40 54
Ulteriori informazioni sull’evento pubblico sono disponibili nella locandina allegata. Informazioni sulla conferenza sono disponibili all’indirizzo: https://nanochiral.empa.ch.

Ott
16
Mer
Compagnia Bluff “Maestro e Margherita” a Verscio il 16 ottobre 2019 @ Verscio
Ott 16@20:30

Compagnia Bluff “Maestro e Margherita”
Esplosiva rivisitazione del grande capolavoro di Bulgakov.

Mercoledì, 16 ottobre, ore 20.30.
Tre attori per 12 personaggi in quella che è stata definita una “commedia dell’arte moderna”. Dalle scene più comiche e clownesche a quelle più sottili e sensibili. Musica, movimento e magia intratterranno gli spettatori in questa storia dove il misterioso Woland insieme alla sua banda di servitori seminerà il panico tra gli addetti ai lavori del Teatro di Mosca. Uno spettacolo sull’arte, sull’amore, sulla luce, sull’ombra, “Maestro e Margherita” è un’avventura da godere tutta d’un fiato.
Dai 7 anni | 75 min. | In italiano e tedesco

I biglietti sono disponibili su www.ticketino.com e acquistandoli telefonicamente al numero 058 666 67 85 (dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.00).

Vi ricordiamo che si può cenare prima e dopo l’evento presso il Ristorante Teatro Dimitri.
Per prenotazioni: 058 666 67 88 oppure 058 666 67 80.

Bellinzona, mercoledì 16 e giovedì 17 ottobre 2019 ore 20.45 ¦ “MADRE COURAGE E I SUOI FIGLI” @ Bellinzona
Ott 16@20:45–Ott 17@22:30

Mercoledì 16 e giovedì 17 ottobre 2019 ore 20.45
“MADRE COURAGE E I SUOI FIGLI”
con Maria Paiato, Mauro Marino, Giovanni Ludeno, Andrea Paolotti, Roberto Pappalardo, Anna Rita Vitolo, Tito Vittori, Mario Autore, Ludovica D’Auria e Francesco Del Gaudio
regia Paolo Coletta
musica Paul Dessau
scene Luigi Ferrigno
costumi Teresa Acone
light design Michelangelo Vitullo
sound design Massimiliano Tettoni
produzione Società per Attori e Teatro Metastasio di Prato, 2019
internet www.metastasio.it
Bertolt Brecht scrisse “Madre Courage e i suoi figli” durante il suo esilio svedese nel 1938. La prima assoluta fu allo Schauspielhaus di Zurigo il 19 aprile 1941, in piena guerra, con Therese Ghiese nel ruolo in titolo e la regia di Leopold Lindtberg. Ambientata nella guerra dei Trent’anni, è un’opera di contraddizioni e antinomie, a partire dalla principale: Madre Courage si sforza di proteggere i figli dalla guerra, grazie alla quale lei stessa vive e guadagna, ma li perde inesorabilmente uno dopo l’altro. Ogni volta che uno dei suoi figli viene a mancare, Madre Courage è sempre occupata nei suoi affari e nei suoi commerci. L’identità femminile in Courage si scardina dai modelli, dal dover corrispondere ad aspettative già date, dall’obbligo di una responsabilità materna infinita ed “eterna”, aprendosi alla possibilità di una figura forse sgradevole, sospesa sulla soglia tra bene e male, e, dunque, incompiuta. Paolo Coletta dirige Maria Paiato in una nuova versione del capolavoro brechtiano dalle forti componenti musicali, dove parola, corpo e musica si fondono per ritrarre un’umanità che somiglia così tanto al nostro presente.
I biglietti per questo appuntamento della rassegna “Chi è di scena” del cartellone del Teatro Sociale, con il sostegno di Raiffeisen, sono ottenibili da subito presso l’Ufficio Turistico Bellinzona (tel. 091 825 48 18), sul sito www.ticketcorner.ch e presso tutti i punti vendita Ticketcorner.

Ott
17
Gio
A LuganoPhotoDays continuano le conferenze e eventi dal 17 al 27 ottobre 2019 @ Lugano
Ott 17–Ott 27 giorno intero

Giovedì 17 ottobre alle 18.00 la presentazione del libro Naiade di Claudia Amatruda, sabato 19 ottobre conferenza con Valerio Bini alle 15.00

Solo mercoledì 23 ottobre, anteprima Svizzera del film documentario Antropocene – L’epoca umana, ore 20.00 al Cinema Lux (farà seguito comunicato dedicato)

Antropocene – L’epoca umana

Prosegue l’appuntamento autunnale con LuganoPhotoDays nella cornice dello storico e suggestivo Ex Macello di Lugano; ancora due fine settimana, 19-20 e 26-27 ottobre 2019, per visitare le mostre e partecipare alle conferenze in programma. Due gli eventi da non perdere nei prossimi giorni: giovedì 17 ottobre alle 18.00, la presentazione del libro Naiade di Claudia Amatruda organizzata con il supporto di Fondazione IBSA per la ricerca scientifica e in collaborazione con Associazione Malattie Genetiche Rare Svizzera Italiana e sabato 19 ottobre la conferenza con Valerio Bini sulla giustizia ambientale alle 15.00.

Partecipando alle conferenze si ha inoltre la possibilità di vedere il reportage fotografico “Il costo umano delle agrotossine” di Pablo Ernesto Piovano che illustra gli effetti dei pesticidi sull’uomo e i lavori dei vincitori del concorso (Enrico Carpegna con Balcanica per il “Reportage and Documentary” e Alain Schroeder con Saving Orangutans per “Wildlife and Nature”, vincitore del Premio Città di Lugano 2019).

Giovedì 17 ottobre alle 18.00 – ex macello
presentazione del libro Naiade di Claudia Amatruda
L’appuntamento è organizzato con il supporto di Fondazione IBSA per la ricerca scientifica e in collaborazione con Associazione Malattie Genetiche Rare Svizzera Italiana.
Modera la serata: Giovanni Pellegri, L’ideatorio USI
L’ingresso per questo appuntamento è gratuito.

Una realtà difficile da accettare per una ragazza di 24 anni; una realtà fatta di corse in ospedale, ricerca continua di una diagnosi, dolori, medicine, fisioterapia, tante domande senza risposta e peggioramenti continui.

L’utilizzo delle fotografie per esprimere la condizione di invisibilità del dolore, il buio di una diagnosi incompleta e non definitiva, ma anche ciò che la fotografia e l’acqua sono capaci di fare, insieme alla determinazione e alla voglia di combattere.

Dopo un paio d’anni di ricoveri ospedalieri in tutta Italia, arriva una diagnosi parziale: Neuropatia delle Piccole Fibre, Disautonomia, Ehlers Danlos Ipermobile (ancora in forse). La malattia dell’autrice colpisce il sistema nervoso autonomo, quindi sono coinvolti e danneggiati organi come cuore, occhi, intestino, vescica, stomaco, oltre ad articolazioni, muscoli e nervi di gambe e braccia. Non esiste una cura, solo tanta fisioterapia in acqua per rallentare il processo di degenerazione e tonnellate di farmaci per alleviare il dolore.

Immersa nell’acqua, la gravità diminuisce, riesce a far sentire Claudia normale. Il dolore si riduce. Non sente più il peso del suo corpo sulle articolazioni, né quello dei suoi pensieri. Tutto è di nuovo possibile. Tutto torna normale per un po’.
Guardandola, nessuno sospetta che la sua vita possa essere fatta di intere giornate a letto con dolori profondi alle gambe, rinuncia ad una vita sociale normale, limitazioni, rallentamenti, infezioni, stanchezza cronica, ricoveri mensili.
Tutto questo dall’esterno non si vede, sembra una ragazza normale, sana e attiva. Nessuno immagina che in realtà il suo è un combattimento corpo a corpo contro qualcosa di ignoto, con la speranza, un giorno, di avere la mia vittoria definitiva.

Le naiadi sono le dee dell’acqua nella mitologia greca. Il loro nome in greco significa “fluire”. Queste ninfe si trovano in acqua dolce e hanno la capacità di prevedere il futuro, di profetizzare e di guarire i feriti e i malati.

Claudia Amatruda, foggiana, frequenta il Master sul Progetto Fotografico (2017-2018) con il docente Michele Palazzi alla scuola “Meshroom Pescara” ed attualmente segue il corso di laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, indirizzo Graphic Design.
Nel 2015 vince una borsa di studio e una mostra al Teatro Fondazione San Carlo di Modena e nel 2016 realizza una mostra personale permanente presso l’Università di Foggia.
la sua ricerca fotografica è stata completamente stravolta dalla consapevolezza di una malattia che da poco ha irrotto nella sua vita, e trova nell’utilizzo dell’autoritratto e nella descrizione fotografica degli ambienti in cui vive, la possibilità di riscatto.
Un lavoro di lungo periodo che ha prodotto nel 2018, con l’aiuto di una campagna di crowdfunding e curato da Fiorenza Pinna, la produzione di ‘Naiade’, un self publishing con tiratura di mille copie, presentato la prima volta all’interno della mostra UNFOLD_Pescara e successivamente nel 2018 ‘Naiade’ è presente al Funzilla Fest 2018 – Roma. Nel 2019 presenta il libro fotografico nelle scuole di fotografia a Bari, Roma, Lecce e Pescara.
Espone in collettive a Napoli, Roma e Foggia. Attualmente alla ricerca predilige la fotografia come strumento di racconto di sé a partire da una nuova consapevolezza.

Claudia Amatruda

Sabato 19 ottobre alle 15.00 – ex macello
conferenza con Valerio Bini
Cos’è la giustizia ambientale? Si può misurare?
Le principali sfide globali contemporanee ci chiedono di riconnettere dimensione ambientale e dimensione sociale. La conferenza vuole riflettere su questo tema a partire da un progetto di elaborazione di un indice di giustizia ambientale promosso dall’ONG Mani Tese, in collaborazione con Fondazione ISI e Università di Milano.
L’indice, costruito a partire dai dati statistici accessibili pubblicamente, è articolato in sei categorie: ambiente, salute umana, diritti civili, distribuzione, relazioni internazionali, policy.

Valerio Bini è ricercatore in geografia presso il Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano.
I suoi principali ambiti di ricerca sono la cooperazione allo sviluppo e l’ecologia politica, con particolare riferimento all’Africa a Sud del Sahara.
Dal 1999 collabora con l’ONG Mani Tese. Dal 2017 è presidente della Federazione Mani Tese.

Verso un indice di Giustizia ambientale

I prossimi appuntamenti:
Martedì 22 ottobre alle 18.00 la premiazione del concorso “Fotografia di viaggio” e conferenza con Claudio Visentin
Mercoledì 23 ottobre alle 20.00 al Cinema Lux l’anteprima Svizzera del film documentario Antropocene – L’epoca umana

PARTNER E SPONSOR
LuganoPhotoDays è sostenuto dal Dicastero Cultura, Sport ed Eventi della Città di Lugano, Fujifilm (Switzerland) AG, Olympus Schweiz AG, AIL, Migros Ticino percento culturale, Fondazione IBSA per la ricerca scientifica, Banca Stato, FondoCulturaleSud, Hotelplan Bellinzona e Lugano, Econs, Studio Emmanuel Urban, Onys Digital Solutions, infomaniak, PhotoContest.ch, B&B media projects, Delea vini, Natural Food, Associazione Malattie Genetiche Rare della Svizzera Italiana, GreenMe.it

LUGANOPHOTODAYS è sempre più un evento a livello internazionale che si inserisce nel panorama dei festival europei di fotografia più affermati. Ricordiamo solo alcuni nomi degli ospiti che hanno animato le passate edizioni, da René Burri (fotografo svizzero di fama mondiale) e Alex Majoli (allora presidente di Magnum Photos) a Jan Grarup, Michael Ackerman e Annie Boulat (fondatrice dell’agenzia fotografica Cosmos).

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
Web www.luganophotodays.ch
Facebook www.facebook.com/LuganoPhotoDays
Twitter https://twitter.com/luganophotodays
Vimeo https://vimeo.com/luganophotodays

Giovedì 17 ottobre a Lugano ¦ TUTTO BRUCIA E ANNUNCIA, Il poeta Matteo Ferretti in dialogo con Marino Neri (graphic novel) @ Lugano
Ott 17@18:30

Casa della Letteratura di Lugano (Villa Saroli, Viale S. Franscini, 9, Lugano)

Giovedì 17 ottobre ore 18:30 a Lugano ¦ TUTTO BRUCIA E ANNUNCIA, Il poeta Matteo Ferretti in dialogo con Marino Neri (graphic novel)

Scrive Fabio Pusterla nella prefazione: “Tutto brucia e annuncia di Matteo Ferretti è un libro complesso e incandescente: tra i migliori che mi sia capitato di incrociare negli ultimi anni. (…) La visionarietà è una delle cifre maggiori di questo libro, e si manifesta nel ritmo serrato, a tratti vertiginoso, che conduce da un’immagine all’altra, da un’esperienza personale a una dimensione collettiva, a cavallo tra tempi e mondi distanti eppure riuniti, per un attimo, nella bruciante realtà della parola».

Ticino terra di poeti, si sente speso dire in Svizzera. Le voci consolidate sono ben conosciute: Pusterla (che del libro firma la prefazione) o Alberto Nessi per citarne almeno un paio estratti da un panorama denso, alto, affermato sia in casa che a livello internazionale.
Gli esordi però hanno un gusto nuovo e spesso unico, talvolta sorprendente ed è su questi che è necessario soffermarsi. Matteo Ferretti è una nuova voce che ha prodotto un libro potente, dirompente, dalla geometria equilibrata quanto perfetta: tre sezioni, con eguale numero di testi per una voce che lo stesso Pusterla definisce non lontana, per ampiezza e visionarietà, alla voce di Dylan Thomas.
Da temi di attualità (o politici) all’autobiografia, la mediazione della parola poetica cerca un varco e con ritmo serrato, vertiginoso, irradia, fuoriesce dalla pagina, ci colpisce.

La raccolta, fatto anomalo, è accompagnata da illustrazioni, molte illustrazioni. Sono firmate dal pluripremiato autore di graphic novel Marino Neri: non un inserto conchiuso o vassallo della parola scritta, ma un contro-linguaggio assolutamente complementare. Due linguaggi che si completano, diversi per medium, eppure necessari l’uno all’altro.

A fare da guida nel dedalo dei percorsi e delle altezze della parola scritta e delle illustrazioni, sarà il poeta (Premio Svizzero di Letteratura 2016) Massimo Gezzi, autore, critico letterario e docente al Liceo Lugano1.

BIOGRAFIE:

Matteo FERRETTI (Correggio, 1979) insegna italiano presso il Liceo 1 di Lugano. ‘Tutto brucia e annuncia’ è la sua prima raccolta poetica.

Marino Neri (Modena, 1979). Ha pubblicato i graphic novel Il re dei fiumi (2008) e La coda del lupo (2011), tradotti anche all’estero in diversi Paesi. Nel 2012 ha vinto il premio “Nuove Strade” di Napoli Comicon e Centro Fumetto Andrea Pazienza come miglior talento emergente. Ha tenuto mostre in tutta Europa e i suoi disegni sono stati pubblicati su numerosi quotidiani e riviste, da Internazionale a Le Monde.
Nel 2016 è uscito per Coconino Press Fandango il suo terzo graphic novel Cosmo.

Massimo GEZZI (Sant’Elpidio a Mare, 1976) ha pubblicato i libri di poesia Il mare a destra (Edizioni Atelier, 2004), L’attimo dopo (luca sossella editore, 2009, Premio Metauro e Premio Marazza Giovani), Il numero dei vivi (Donzelli Editore, 2015, Premio Carducci, Premio Tirinnanzi e Premio svizzero di letteratura 2016) e Uno di nessuno. Storia di Giovanni Antonelli, poeta (Edizioni Casagrande, 2016), più la plaquette trilingue In altre forme/En d’autres formes/In andere Formen, con traduzioni in francese di Mathilde Vischer e in tedesco di Jacqueline Aerne (Transeuropa, 2011). Ha curato (con T. Stein) L’autocommento nella poesia del Novecento: Italia e Svizzera italiana (Pacini Editore, 2010); l’edizione commentata del Diario del ’71 e del ’72 di Eugenio Montale (Mondadori, 2010), l’Oscar Poesie 1975-2012 di Franco Buffoni (Mondadori, 2012) e le Poesie scelte di Luigi Di Ruscio (Marcos y Marcos, 2019). In Tra le pagine e il mondo (Italic Pequod, 2015) ha raccolto dieci anni di interviste ai poeti e recensioni a libri di poesia. Coordina il sito letterario «Le parole e le cose 2». Vive a Lugano, dove insegna italiano presso il Liceo 1.

Ingresso libero
Prenotazione posti obbligatoria (causa posti limitati)

Lugano, 17 ottobre ¦ Serata letteraria con Pascale Kramer, vincitrice del Gran Premio svizzero di letteratura 2017 @ Lugano-USI
Ott 17@18:30–20:00

L’Università della Svizzera italiana ospita la scrittrice franco-svizzera Pascale Kramer: un’occasione per conversare con l’autrice, conoscere meglio il suo lavoro e approfondire i temi del suo ultimo romanzo.

La scrittrice Pascale Kramer sarà protagonista di una serata letteraria organizzata giovedì 17 ottobre 2019 all’USI in aula A12 (Palazzo rosso, campus di Lugano) dalle 18.30 alle 20.00. Nel 2017 Kramer ha vinto il Gran Premio svizzero di letteratura, conferitole dall’Ufficio federale della cultura per la sua capacità di presentare “con grande lucidità un’umanità fatta di gente semplice e di destini incompiuti”, lodando la diversità e la ricchezza delle sue opere. Nel corso della serata parlerà del suo lavoro e in particolare del suo ultimo romanzo Une famille (2018), in dialogo con la docente USI Regina Bollhalder e aperta al confronto con il pubblico presente.

Nata il 15 dicembre 1961 a Ginevra, Pascale Kramer è una scrittrice franco-svizzera. Dopo aver interrotto gli studi intraprende una carriera prima in ambito giornalistico e poi nella pubblicità. Dal 1987 vive a Parigi, dove lavora come redattrice assicurando la programmazione di due eventi: il Festival del film documentario “Enfances dans le monde” e (con Boniface Mongo-Mboussa) il Salone africano del libro di Ginevra. L’autrice ha pubblicato 13 romanzi tra cui Les Vivants, Un homme ébranlé, Gloria (2013, tradotto in italiano) e Autopsie d’un père nel 2017. È membro della giuria del “Prix des 5 Continents de la francophonie”. Alcuni suoi romanzi sono stati tradotti in tedesco, inglese e italiano.

Prima del Gran premio svizzero di letteratura, ha già ottenuto prestigiosi riconoscimenti come il Premio Michel-Dentan nel 1996, il Premio Lipp nel 2001 e il Premio Schiller nel 2009.

“La madre”, lettura interpretata del racconto di Silvana Lattman, giovedì 17 ottobre 2019 e “Il ladro di risate” domenica 20 ottobre alla Fondazione Claudia Lombardi per il teatro. @ Lugano
Ott 17@20:30

Il programma culturale 2019-2020 della Fondazione Claudia Lombardi per il teatro prenderà avvio giovedì 17 ottobre 2019 alle ore 20.30 con “La madre”, una lettura interpretata del testo della scrittrice italo-svizzera Silvana Lattmann, seguito la domenica successiva, 20 ottobre, alle 15.00, dallo spettacolo per bambini “Il ladro di risate” della Compagnia Patatrakkete.

Giovedì 17 ottobre alle ore 20.30 Cristina Zamboni leggerà il testo della Lattmann che ricorda la madre durante una visita al cimitero restituendone un ritratto realistico e onirico. Antonio Rossi introdurrà poi il tema della madre ripercorrendolo all’interno della produzione letteraria della scrittrice che, superati i 100 anni, continua a vivere con pienezza, andare in bicicletta al centro fitness e scrivere, a Zurigo.
Al termine dello spettacolo sarà possibile cenare insieme agli artisti.

Silvana Lattmann è una scrittrice e poetessa italo-svizzera, vincitrice di 3 premi dalla Fondazione Schiller per le sue opere letterarie. È appena stato pubblicato il suo romanzo autobiografico “Nata il 1918” (Edizioni Casagrande, Bellinzona 2018) dove ripercorre cento anni di vita e di storia.

Cristina Zamboni è un’attrice svizzera, nata e cresciuta in Ticino dove vive e lavora.
Si forma alla scuola di teatro Quelli di Grock a Milano e collabora in seguito con diverse compagnie ticinesi e milanesi. Per il teatro adulti, nel 2013, realizza lo spettacolo “300 grammi di cuore”, poi selezionato per il Primo Incontro dei Teatri Svizzeri di Winterthur.

Antonio Rossi è uno scrittore, traduttore e poeta svizzero-italiano.
Formatosi in Letteratura italiana all’Università di Friburgo e all’Università di Firenze, insegna attualmente al liceo cantonale di Mendrisio. La sua raccolta d’esordio è “Ricognizioni” (Casagrande, 1979), seguono “Diafonie” (Scheiwiller, 1995) e “Sesterno” (Book Editore, 2005).

Il ladro di risate è il coinvolgente spettacolo messo in scena, domenica 20 ottobre alle ore 15,00 dalla Compagnia Patatrakkete con Davide Gagliardi e Alessandra Cattori.
Nel paese di Risolandia tutti sono sempre contenti, si godono la vita e non si arrabbiano per le sciocchezze. Un giorno però un famoso ladro arriva in città e decide di rubare le cose più preziose che hanno gli abitanti: le risate! Come farà a mettere in atto il suo piano? Qualcuno riuscirà a fermarlo?
Spettacolo per bambini dai 5 anni. Durata 40 minuti circa.
Merenda offerta a fine spettacolo.

Il programma culturale è organizzato dalla Fondazione Claudia Lombardi per il teatro e promosso dall’Associazione Amici di Càsoro, con il sostegno di Migros Ticino percento culturale, tuttoimmobili e altri sponsor.

Per informazioni o prenotazioni telefonare allo 091 995 11 28 o scrivere a info@fondazioneteatro.ch.
Per maggiori informazioni sulla Fondazione Claudia Lombardi per il teatro e l’Associazione Amici di Càsoro visitate www.fondazioneteatro.ch e facebook/fondazioneteatro

CONCERTO d’organo ad Aurigeno il 17 ottobre 2019 @ Aurigeno
Ott 17@20:30

GIOVEDÌ 17 OTTOBRE p.v. alle ore 20.30 decimo e concerto conclusivo della Rassegna 2019.
Dopo i precedenti appuntamenti di Avegno, Gordevio, Cavergno, Broglio, Bosco Gurin (2 esibizioni), Someo, Maggia (2 esibizioni), a due anni dail’ultimo concerto, si ritorna alla Chiesa di San Bortolomeo apostolo a Aurigeno, con l’esibizione dell’organista di Osogna e Direttrice della Rassegna RAFFAELLA RASCHETTI. La stessa interpreterà composizioni di se stessa: Preambulum in FA – Cinque variazioni sopra l’Inno “Nitida Stella”; Louis-Nicolas Clérambault (1676-1749): Suite du Deuxiéme Ton; John Stanley (1712 – 1786): Voluntary Op.5 n.8 in re min; Ignazio Cirri (1711–1787): Sonata no. 4, op. 1, Andante – Allegro; Giovanni Battista Pescetti (1704 – 1766): Sonata I in do minore, Vivace e maestoso – Allegro – Minuet; Pietro Yon:Minuetto antico e Musetta; Raffaella Raschetti (*1966): Improvvisazione sulla tela del pittore locale Giovanni Antonio Vanoni (1810-1886); Carl Ph. E. Bach (1714 – 1788): Allegro dalla Sonata in Fa Magg., Wq. 70/3.
Il curricolo dell’Artista e la presentazione della serata è allegato al presente comunicato.
Ringraziamo sentitamente la Direzione del Museo di Vallemaggia per aver messo a disposizione la tela del Vanoni “austera madre valmaggese con la figlia ingentilite da una rosa” per l’improvvisazione musicale.

Ringraziamo i Media per l’attenzione dedicata alle serate organistiche in Valle Maggia, gli operatori turistici per aver annunciato i concerti a mezzo delle agende turistiche e informative.

Nel contempo formuliamo a tutti il cordiale BENVENUTO a questo appuntamento organistico conclusivo della tredicesima Rassegna organistica valmaggese, manifestazione culturale e musicale che intende valorizzare e fare conoscere i particolari organi delle Chiese del nostro Distretto.

Infine, ringraziamo il pubblico che ci ha seguito e i Consigli Parrocchiali, con i sacerdoti, per la collaborazione nel mettere a disposizione le Chiese e i delicati strumenti musicali.
Nelle prossime settimane si deciderà il futuro della Rassegna. Per problemi organizzativi e finanziari non è escluso che la manifestazione, che da 13 anni propone una decina di concerti annuali nelle Chiese valmaggesi, debba darsi una anno di pausa di riflessione e di riorganizzazione.

web: www.rovm.ch

Ott
18
Ven
CENA DI SOLIDARIETÀ A FAVORE ASSOCIAZIONE “ACQUA E MIELE” a Faido il 18 ott. 2019 @ Faido
Ott 18@19:00
La Tournée della Notte del Cortometraggio fa tappa in Ticino venerdì 18 ottobre a Lugano @ Lugano
Ott 18@19:00

La Tournée della Notte del Cortometraggio fa tappa in Ticino

venerdì 18 ottobre 2019 al Cinema LUX art house di Massagno dalle ore 19:00

Quattro programmi tematici di un’ora ciascuno offrono il meglio dei cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Una selezione di cortometraggi divertenti, accattivanti o poetici che non lasceranno indifferenti.
La Tournée della Notte del Cortometraggio è un evento a livello nazionale organizzato dal Festival internazionale Kurzfilmtage di Winterthur in collaborazione con Base Court Losanna e Associazione Spazio 1929 per la serata luganese.

Con il sostegno di Swisslos, Comune di Massagno e Città di Lugano, media partner: Rete Tre.

Pucci raddoppia l’appuntamento a Locarno il 18 ottobre 2019 ¦ prevendita biglietti attivata da subito! @ Locarno
Ott 18@20:30

Pucci raddoppia l’appuntamento a Locarno, lo spettacolo di sabato 19 ottobre è ormai sold out, la nuova data è prevista per venerdì 18 ottobre sempre alle 20.30. Biglietti disponibili sin da subito.

“IN…TOLLERANZA 2.ZERO” è il nuovo spettacolo in cui PUCCI, sostenuto musicalmente dalla Zurawski live Band, rende esilarante la fatica del vivere a 50 anni.

L’ interagire con nuove e incomprensibili mode, nuove tecnologie, l’educazione dei figli e le loro devastanti e dispendiose attività extrascolastiche, rende tutti INTOLLERANTI. Pucci appesantito dagli acciacchi del mezzo secolo sarà costretto a rivoluzionare la sua vita con esami clinici, esercizi fisici e ad un nuovo tipo di alimentazione per rimanere in forma e vitale.

“IN….TOLLERANZA 2.ZERO” Andrea Pucci sfonda le assurde porte che bisogna superare ogni giorno per tornare a casa sani e salvi a colpi di un “in…tolleranza” dalla comicità energica e devastante.

Acquisto in biglietteria:
Manor – Biglietteria LAC – La Posta – Coop City

▸ Per maggiori informazioni:
www.gcevents.ch – info@gcevents.ch

Bellinzona, Venerdì 18 ottobre 2019 ore 20.45 ¦ “Una Emilie Kempin-Spyri. Tutte Emilie” @ Bellinzona
Ott 18@20:45

Venerdì 18 ottobre 2019 ore 20.45
“Una Emilie Kempin-Spyri. Tutte Emilie”
con Lucia Donadio, Jasmin Mattei, Margherita Saltamacchia e Vanda Beffa
testo e regia Sara Flaadt
sound design Lara Persia
visual design Simone Arberi
produzione Supergiù Teatro, 2019
internet www.supergiuteatro.com
Il 19 ottobre 1969 il 63% degli uomini ticinesi votò a favore del diritto di voto alle donne in materia cantonale. A 50 anni da quella storica data, per rimarcarne l’importanza, nel teatro della capitale ticinese va in scena la storia di Emilie Kempin-Spyri: nipote di Johanna Spyri (l’autrice di “Heidi”), laureata a Zurigo nel 1887, fu la prima donna giurista in Svizzera, ma emigrò negli Stati Uniti perché non poteva praticare né insegnare il diritto nel proprio Paese. Lo spettacolo ripercorre il viaggio fisico, temporale ed emotivo fatto da Emilie, e da tutte le Emilie di ieri e di oggi. La storia di Emilie Kempin-Spyri porta a riflettere sul ruolo e sulle conquiste della donna nella società, in politica e sul lavoro, ma anche sulla sua fatica a legittimare nella sfera privata le proprie aspirazioni. Lo spettacolo, in forma di ultimo studio, restituisce infatti anche la dimensione emotiva di un percorso spesso difficile per trovare il proprio posto nella società: un aspetto che non può mancare nel dibattito sui diritti delle donne.
I biglietti per questo appuntamento della rassegna “Altri percorsi” del cartellone del Teatro Sociale sono ottenibili da subito presso l’Ufficio Turistico Bellinzona (tel. 091 825 48 18), sul sito www.ticketcorner.ch e presso tutti i punti vendita Ticketcorner.

Venerdì 18 ottobre 2019 ore 20.45, Teatro Sociale di Bellinzona ¦ Una Emilie. Tutte Emilie @ Bellinzona
Ott 18@20:45

Venerdì 18 ottobre 2019 ore 20.45
Teatro Sociale di Bellinzona
Una Emilie. Tutte Emilie

Il diritto e le questioni di genere messe in scena dall’autrice/regista Sara Flaadt

Presentati la scorsa stagione allo Studio Foce di Lugano come prima tappa di studio, gli spettacoli di SuPerGiù Teatro vengono ora proposti al pubblico ticinese, prima di spiccare il volo oltre Gottardo e assestarsi nella loro messa in scena teatrale.

Venerdì 18.10.2019 ore 20.45, al Teatro Sociale di Bellinzona la seconda produzione della compagnia frutto di un approfondito studio: Una Emilie Kempin-Spyri. Tutte Emilie di Sara Flaadt, con Lucia Donadio, Jasmin Mattei, Margherita Saltamacchia e Vanda Beffa proposta nella ricorrenza dei 50 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne in Ticino.

Emilie Kempin-Spyri, laureata a Zurigo nel 1887, fu la prima donna giurista in Svizzera, costretta ad emigrare negli Stati Uniti per poter avere la facoltà di praticare e insegnare diritto, ambito nel quale fu pioniera nel diritto di famiglia. Lo spettacolo ripercorre il viaggio fisico, temporale ed emotivo fatto concretamente da Emilie e simbolicamente da tutte le Emilie di ieri e di oggi.

La storia di Emilie Kempin-Spyri nipote dell’autrice di “Heidi”, porta a riflettere sul ruolo e sulle conquiste della donna nella società, in politica e sul lavoro, ma anche sulla fatica a legittimare le proprie aspirazioni nella sfera privata. Lo spettacolo, in forma di ultimo studio, restituisce la dimensione

emotiva ad un percorso tremendamente concreto.

Rientrata nel territorio della svizzera italiana da poco più di un anno la compagnia SuPerGiù Teatro, è ora pronta a varcare il confine linguistico che la porterà nel corso del 2020 a proporre le sue produzioni nelle altre lingue nazionali. Al pubblico ticinese il privilegio di poter assistere all’ultimo Studio di Una Emilie Kempin-Spyri. Tutte Emilie a Bellinzona prima della tournee che porterà Emilie, a Baden, Basilea, Coira, Ginevra, Lucerna, Neuchâtel e Zurigo.

Con i sostegni di qua e di la: DECS, Città di Lugano, Teatro Sociale di Bellinzona, Teatro Palino di Baden, FaftPlus, Agenda54, CH2021, Ernst Ghöner Stiftung, Oertli Stiftung, Università di Ginevra, Università di Lucerna.

INFO BIGLIETTI
Il prezzo dei biglietti è 28.- primi posti e 17.- secondi posti.

Sconti 50% studenti

10 % Avs/Ai
Per informazioni http://www.teatrosociale.ch/biglietteria/informazioni-prenotazioni-e-vendita