Aiuti sociali: quante persone non li ricevono pur avendone diritto?
Presentata da: Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini per Più Donne
Data: 17 ottobre 2026
Numero: Non compilare (Viene compilato dai Servizi)
Testo:
Povertà e difficoltà di accesso agli aiuti
Il 15 ottobre 2026 una giornata di riflessione organizzata a Lugano da Soccorso d’inverno Ticino ha riportato all’attenzione pubblica le difficoltà economiche delle famiglie e la povertà spesso nascosta. LaRegione ha dedicato all’incontro un approfondimento sull’esclusione dalla vita sociale[1]. La RSI, nel servizio «Quando la povertà è un affare di famiglia», ha richiamato dati dell’Ufficio federale di statistica secondo i quali in Ticino circa una persona su sei vive in povertà e una su quattro è a rischio di povertà[2].
La RSI riferisce inoltre che circa un quarto delle persone aventi diritto ad aiuti non li richiede. Nello stesso servizio Marco Galli, responsabile dell’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFaG), evidenzia ostacoli informativi e culturali e la necessità di accompagnare le famiglie nell’accesso alle prestazioni.
La povertà dei bambini e le loro opportunità
Il 17 ottobre 2026, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, il Corriere del Ticino ha riportato l’appello della Rete svizzera diritti del bambino: circa 114’000 bambini vivono in povertà in Svizzera[3]. Questa cifra riguarda l’intera Svizzera e non indica quanti bambini vivano in povertà in Ticino. Le organizzazioni chiedono obiettivi vincolanti, verifiche sistematiche e un monitoraggio che consideri specificamente l’infanzia. La povertà può comportare anche rinunce che limitano la partecipazione dei bambini alla vita sociale[4].
La Confederazione prevede inoltre di elaborare entro la fine del 2027 una strategia nazionale di lotta contro la povertà[5]. È opportuno che il lavoro cantonale consideri fin d’ora la condizione dei minorenni e possa coordinarsi con questo percorso, senza rinviare i miglioramenti già attuabili.
Gli impegni già assunti e le misure avviate
Il Gran Consiglio ha già affrontato il tema, accogliendo parzialmente il 13 dicembre 2023 la mozione n. 1619 del 18 ottobre 2021 di Ivo Durisch, Danilo Forini e cofirmatari, sul mancato ricorso alle prestazioni sociali. Nelle osservazioni trasmesse il 18 marzo 2026, aggiornate al 31 dicembre 2025, il Governo riferisce di consulenze di prossimità, semplificazione delle informazioni e loro diffusione attraverso i social[6]. Il monitoraggio del programma di legislatura cantonale, nell’ambito dell’Azione 30.8 dedicata all’accompagnamento informativo e alla consulenza, indica che nel 2025 la sperimentazione sul mancato ricorso a Lugano e Locarno ha coinvolto 202 persone per un totale di 305 consulenze[7].
Il tema è stato affrontato anche nelle risposte a precedenti interrogazioni. Il 15 novembre 2023, rispondendo all’interrogazione n. 78.23 di Lisa Boscolo e Ivo Durisch, il Consiglio di Stato ha indicato la banca dati sul monitoraggio della situazione sociale ed economica della popolazione (BD-SSEP) come possibile base per approfondire il mancato ricorso alle prestazioni, pur segnalando difficoltà metodologiche. Nella risposta del 27 agosto 2025 all’interrogazione n. 181.24 di Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini, il Governo ha tuttavia precisato che il Servizio delle prestazioni complementari non disponeva di dati né era in grado di stimare quante persone non richiedessero queste prestazioni pur potendone beneficiare[8].
Un ulteriore progetto riguarda gli «Sportelli regionali di consulenza sociale», oggetto dell’iniziativa parlamentare generica n. 771, il cui principio è stato accolto dal Gran Consiglio il 18 novembre 2024. Secondo le osservazioni del Consiglio di Stato del 18 marzo 2026, il gruppo di lavoro misto Cantone-Comuni incaricato di approfondirne gli aspetti organizzativi e finanziari avrebbe dovuto presentare un rapporto entro il 30 giugno 2026[9].
Verificare che gli aiuti arrivino a chi ne ha diritto
Occorre conoscere i risultati di queste misure e le lacune ancora presenti. La disponibilità di informazioni, anche in lingua facile, è un passo importante; va verificato se le persone riescano a individuare gli aiuti, presentare una domanda completa e ottenere le prestazioni cui hanno diritto. Occorre inoltre distinguere chi non riceve una prestazione pur avendone diritto dalle persone in difficoltà che non soddisfano le condizioni previste dalle norme vigenti.
L’interesse pubblico consiste nel verificare l’efficacia delle politiche sociali, l’attuazione della decisione parlamentare del 2023 e la parità nell’accesso alle prestazioni. Un’attenzione particolare va riservata alle famiglie monoparentali, alle persone con redditi da lavoro insufficienti e a chi incontra difficoltà linguistiche, digitali o nella gestione delle pratiche.
Domande al Consiglio di Stato
Chiediamo pertanto al Consiglio di Stato di rispondere distintamente ai seguenti quesiti e, qualora le informazioni richieste non siano disponibili, di precisarne il motivo:
- Quante persone non ricevono gli aiuti cui hanno diritto?
- La RSI ha riportato il 15 ottobre 2026 che circa un quarto delle persone aventi diritto non richiede gli aiuti. Il Consiglio di Stato conferma questa stima per il Ticino? Qual è la sua fonte e quali prestazioni riguarda?
- Il Cantone dispone di stime del mancato ricorso alle singole prestazioni, in particolare agli assegni familiari integrativi (AFI) e agli assegni di prima infanzia (API)? Se queste informazioni mancano, come intende valutare le dimensioni del fenomeno?
- Chi rimane più spesso senza aiuti e perché?
- Per quali gruppi di persone e famiglie è più frequente non ricevere gli aiuti pur avendone diritto? Emergono differenze tra donne e uomini, tra tipi di famiglia, secondo la situazione lavorativa o tra regioni del Cantone?
- In particolare, che cosa si sa delle ragioni per cui le famiglie monoparentali e le persone che lavorano ma hanno redditi insufficienti non accedono agli aiuti cui avrebbero diritto? Quali difficoltà sono state accertate e quali richiedono ulteriori verifiche?
- Quanti minorenni vivono in Ticino in famiglie che, pur avendone diritto, non ricevono una o più prestazioni sociali? Quali stime sono disponibili, in particolare per AFI e API? Se non è possibile fornire una stima, quali informazioni mancano? Si chiede di distinguere il numero dei minorenni da quello delle famiglie e di conteggiare ciascun minorenne una sola volta, anche quando la famiglia non riceve diverse prestazioni cui avrebbe diritto.
- Quali risultati hanno prodotto le misure adottate?
- A seguito dell’accoglimento parziale della mozione n. 1619, è stato verificato se le misure adottate abbiano ridotto il mancato ricorso alle prestazioni? Quali risultati sono emersi?
- Nella sperimentazione a Lugano e Locarno, quante persone sono risultate potenzialmente aventi diritto, quante hanno presentato una domanda e quante hanno effettivamente ottenuto una prestazione? Quante persone si sono fermate prima di presentare la domanda o durante la procedura, e per quali ragioni? Si chiede di indicare il periodo di riferimento e di precisare quali di questi esiti non vengono attualmente rilevati.
- Le persone riescono a capire e completare la procedura?
- È stato verificato, coinvolgendo persone potenzialmente beneficiarie, se queste riescono a capire dalle informazioni e dai formulari quali aiuti possono richiedere e come completare la domanda? Quali difficoltà sono emerse?
- Per quali prestazioni e fasi della procedura mancano ancora informazioni in lingua facile?
- Vengono rilevate le domande rimaste incomplete o abbandonate e le relative cause?
- Come viene assicurato, in tutto il Cantone, un accompagnamento personale anche a chi non utilizza internet? Come si prevede di garantire e migliorare questo accompagnamento nell’attuazione dell’IG 771 sugli sportelli regionali di consulenza sociale?
- Quali correttivi saranno attuati e quando?
- Quali misure concrete intende adottare il Consiglio di Stato per superare le lacune riscontrate, con quali scadenze e servizi responsabili? In particolare, quali interventi sono previsti per rendere informazioni e formulari più comprensibili, completare i materiali in lingua facile, affiancare supporti visivi e semplificare le procedure?
- Sulla base dei dati già disponibili presso l’amministrazione, è possibile individuare le persone che potrebbero avere diritto a un aiuto e informarle direttamente della possibilità di richiederlo? Per quali prestazioni ciò avviene già?
- Per quali prestazioni il diritto viene già verificato d’ufficio, senza che la persona debba presentare una domanda?
- Il Consiglio di Stato intende pubblicare un bilancio dell’efficacia delle misure adottate, indicando se e in quale misura abbiano contribuito a ridurre il mancato ricorso alle prestazioni? Se sì, entro quando?
- Il Cantone verifica anche se difficoltà economiche impediscono ai bambini di partecipare ad attività sportive, culturali e ricreative? Come vengono coordinati gli aiuti alle famiglie con i sostegni specifici per queste attività, anche comunali o di enti privati, affinché siano conosciuti e accessibili?
f. Il Governo intende includere nel bilancio delle misure indicatori specifici sulla condizione dei minorenni e sul loro accesso agli aiuti e alle attività extrascolastiche? Come intende coordinare questo lavoro con il monitoraggio e la futura strategia nazionale contro la povertà?
[1] LaRegione, Giacomo Agosta, approfondimento sulla povertà in Ticino, 15 ottobre 2026.
[2] RSI, «Quando la povertà è un affare di famiglia», Seidisera del 15 ottobre 2026.
[3] Corriere del Ticino / ATS, «Povertà infantile, le ONG svizzere chiedono una strategia nazionale», 17 ottobre 2026.
[4] UST, comunicato del 16 febbraio 2026 sull’indagine SILC 2024 e le privazioni specifiche dei bambini.
[5] UFAS, «Prevenzione e lotta contro la povertà», www.bsv.admin.ch/it/lotta-contro-la-poverta
[6] Mozione n. 1619 del 18 ottobre 2021; rapporto n. 8317 R del 26 ottobre 2023; osservazioni del Consiglio di Stato del 18 marzo 2026 sulle mozioni accolte, aggiornamento al 31 dicembre 2025.
[7] Programma di legislatura cantonale, monitoraggio dell’obiettivo 30, azione 30.8, dati al 31 dicembre 2025.
[8] Consiglio di Stato, risposta del 15 novembre 2023 all’interrogazione n. 78.23 «Povertà – il Ticino cosa fa per arginarla?», RG n. 5531; risposta del 27 agosto 2025 all’interrogazione n. 181.24 «Tempi d’attesa per l’evasione delle domande di prestazioni complementari», RG n. 4017.
[9] Consiglio di Stato, osservazioni del 18 marzo 2026, documento n. 1400, allegato «Iniziative parlamentari presentate nella forma generica accolte dal Gran Consiglio e trasmesse al Consiglio di Stato – 2023/2027», aggiornamento al 31 dicembre 2025, voce IG 771.

















