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Le ultime news di ETiCinforma.ch

  • Rifugiati impiegati nell’agricoltura: nei casi ideali, una soluzione vantaggiosa per tutti

    RBoss
    Mag 20, 2015
    agricoltura, peersonale rifugiati politici
    0

    Gli esempi di persone ammesse provvisoriamente e di rifugiati riconosciuti che lavorano con successo in aziende agricole svizzere non mancano. Come l’azienda ortofrutticola di Margret e Andreas Eschbach a Füllinsdorf, che da anni annovera tra i suoi dipendenti anche dei rifugiati. Tuttavia, questo tipo di esperienza non è sempre facile. Ecco perché l’Unione Svizzera dei Contadini, con il sostegno della Segreteria di Stato della migrazione, ha ideato un progetto pilota sull’arco di tre anni allo scopo di individuare le condizioni generali adeguate e i fattori di successo atti a generare una situazione quanto più possibile ideale e vantaggiosa sotto tutti i profili: lavoro e integrazione per i rifugiati, manodopera per l’agricoltura, sgravio delle finanze pubbliche.

    ———

    L’attuazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa, approvata lo scorso anno alle urne, richiede un migliore sfruttamento del potenziale offerto dai lavoratori indigeni. Anche le persone ammesse provvisoriamente e i rifu-giati riconosciuti fanno parte di questo potenziale. Ora, soltanto un terzo circa di queste persone riesce ad acce-dere al mercato del lavoro durante i primi anni di soggiorno in Svizzera. Tra i motivi di questa difficoltà a trovare un impiego citiamo le conoscenze linguistiche insufficienti, l’assenza di una formazione professionale o il mancato riconoscimento in Svizzera di una formazione professionale conseguita all’estero, ostacoli amministrativi, difficoltà connesse alla migrazione e pregiudizi da parte dei datori di lavoro. Ogni anno, tuttavia, l’agricoltura oc-cupa tra le 25 000 e le 35 000 persone straniere, giacché nessun cittadino svizzero o quasi è disposto a svolgere questi lavori. I settori ad alta intensità di lavoro, quali l’orticoltura, la frutticoltura e la viticoltura, occupano un ingente numero di lavoratori, perlopiù per una durata determinata, durante la stagione di crescita e durante i picchi lavorativi quali il raccolto. Nella maggior parte dei casi questa manodopera proviene da Polonia e Portogallo.

    COINVOLGERE LE AZIENDE AGRICOLE

    Confederazione, Cantoni e Comuni hanno intensificato i propri sforzi per integrare celermente e durevolmente i rifugiati nel mercato del lavoro. Per farlo sono tributari dei datori di lavoro in diversi rami dell’economia. In quest’ottica, l’Unione Svizzera dei Contadini e la Segreteria di Stato della migrazione hanno sviluppato un pro-getto pilota di tre anni finalizzato a integrare i rifugiati nel mondo del lavoro dell’agricoltura. Al momento dieci aziende in tutta Svizzera partecipano al progetto. I rifugiati coinvolti hanno iniziato la loro attività nelle scorse settimane o la inizieranno più tardi nel corso dell’anno. Il progetto sarà monitorato e sviluppato costantemente così da individuare, nell’arco di tre anni, le condizioni generali necessarie e i fattori di successo determinanti per quanto riguarda le aziende, i rifugiati e le autorità cantonali. Il primo mese il salario mensile lordo è di 2300 fran-chi, mentre dal secondo mese i datori di lavoro versano ai rifugiati un salario conforme alle norme minime det-tate dal contratto normale di lavoro, ossia, nella maggior parte dei Cantoni, 3200 franchi. Le aziende che parteci-pano al progetto pilota ottengono un’indennità mensile di 200 franchi per l’onere amministrativo supplemen-tare, connesso in particolare con la valutazione svolta simultaneamente al progetto. Le aziende che offrono an-che vitto e alloggio alla loro manodopera ottengono altri 200 franchi d’indennità mensile forfettaria.

    L’esperienza dimostra che è senz’altro possibile integrare i rifugiati nel mercato del lavoro in ambito agricolo. Da vent’anni a questa parte, Margret e Andreas Eschbach occupano presso la loro azienda ortofrutticola di Fül-linsdorf, oltre ad altri stranieri, anche rifugiati riconosciuti, cui desiderano offrire un’opportunità di guadagnarsi da vivere. In tutti questi anni hanno già versato salari ai rifugiati per oltre 2.5 milioni di franchi complessivi, con-tribuendo così in maniera ragguardevole a sgravare le finanze pubbliche. Tuttavia, come i rifugiati, anche gli agri-coltori devono confrontarsi con situazioni sfidanti: «In certi Cantoni, l’assunzione d’impiego segna la cessazione immediata di qualsiasi appoggio da parte dello Stato: possibilità di dormire presso l’alloggio per richiedenti l’asilo, cassa malattia, vitto. Tutte queste spese devono essere coperte da subito con il solo salario.» L’esperienza mostra quanto sia importante che tutti i servizi coinvolti collaborino tra loro.

    I RIFUGIATI POSSONO ACCEDERE AL MERCATO DEL LAVORO

    Con il progetto pilota, l’Unione Svizzera dei Contadini e la Segreteria di Stato della migrazione si prefiggono di-versi obiettivi: consentire a rifugiati e persone ammesse provvisoriamente di accedere al mercato del lavoro in ambito agricolo, di acquisire o sviluppare conoscenze pratiche e di consolidare le proprie conoscenze linguisti-che. Le aziende agricole, dal canto loro, ottengono l’opportunità di reclutare manodopera locale, idealmente anche per impieghi reiterati sull’arco di più anni. Una buona integrazione nel lavoro concorre peraltro a sgravare le finanze pubbliche. Con il progetto pilota ci si propone di individuare le condizioni generali ideali e i fattori di successo atti a consentire un’integrazione riuscita dei rifugiati nel mondo del lavoro in ambito agricolo, mettendo in campo così condizioni ideali affinché tutte le parti coinvolte siano vincenti.

Associazione ETC

Associazione ETC: un’associazione che è editrice del proprio giornale di informazione online www.eticinforma.ch (dallo storico www.ch-ti.ch – 11.04.2006) e pure del bimestrale cartaceo ETiCinforma Paper (numero zero apparso l’11 settembre 2016), che si occupa, tra le altre attività, anche di comunicazione, relazioni pubbliche, organizzazione come promozione di eventi. Una delle nostre specializzazioni è l’attività di ufficio stampa, di PR, di agenzia fotografica (anche per eventi come matrimoni, cerimonie, ecc.). Collaboriamo con molti media.

Promuoviamo molti progetti a valenza sociale e di solidarietà sul territorio a favore dei meno favoriti. EUREKA per il tuo benessere e RiGnam sensibilizzazione contro lo spreco alimentare.  Ogni due anni Incontro Gastronomico “Al nos mangee…” per valorizzare la Spampezia. IPSI è un progetto dopo Covid che tende a sostenere i piccoli commerci, artisti ed artigiani. Anche il Patrocinio in questioni dedicate ai consumatori a favore degli stessi e non solo è un tema di enorme interesse da parte di ETC. Per le vostre questioni e rivendicazioni, noi di ETC vi patrociniamo.

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ROBERTO BOSIA
Presidente Associazione ETC e Direttore ETiCinforma.ch
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