Primo soccorso pediatrico: formazione obbligatoria e periodicamente aggiornata per chi si occupa professionalmente di bambini
Presentata da: Simona Genini
Cofirmatari: Matteo Quadranti, Asia Ponti, Michela Ris, Marco Bertoli, Alessandro Speziali, Roberta Passardi, Diana Tenconi, Tiziano Zanetti
Data: 28 settembre 2026
Numero: Non compilare (Viene compilato dai Servizi)
Premessa
Con la presente mozione chiediamo che il Cantone introduca una formazione obbligatoria e periodicamente aggiornata in primo soccorso pediatrico per le persone che, nell’ambito della loro attività professionale, hanno direttamente in custodia dei bambini.
Quando si parla di sicurezza dei bambini, non basta infatti occuparsi degli spazi, delle procedure interne o della possibilità di chiamare il 144. Se un lattante o un bambino soffoca, perde conoscenza, ha una crisi convulsiva, una grave reazione allergica o cade in acqua, chi si trova con lui è necessariamente il primo a dover intervenire.
Chiamare immediatamente i soccorsi è evidentemente indispensabile. Occorre però anche sapere cosa fare nel tempo che passa prima del loro arrivo: riconoscere l’emergenza, evitare manovre sbagliate e, quando necessario, iniziare subito quelle corrette. Ogni operatore può essere il primo, e per alcuni minuti l’unico, a trovarsi davanti a un’emergenza. Per chi si occupa professionalmente di bambini, queste conoscenze non dovrebbero dipendere dalla sensibilità del singolo datore di lavoro, ma costituire un normale requisito di sicurezza.
Emergenze pediatriche: un problema concreto
Le emergenze pediatriche non sono un fenomeno raro. Secondo la statistica pubblicata nel maggio 2026 dalla Società svizzera di salvataggio (SLRG) e dall’Ufficio prevenzione infortuni (UPI), nel 2025 in Svizzera sono morte per annegamento 43 persone, tra cui due bambini di 2 e 14 anni. La media degli ultimi anni si situa attorno a 50 decessi l’anno. L’annegamento è inoltre soltanto uno dei possibili casi: possono verificarsi ostruzioni delle vie respiratorie, cadute, ustioni, emorragie, intossicazioni, convulsioni, reazioni allergiche o improvvise difficoltà respiratorie.
Un ulteriore elemento di contesto viene dai dati ticinesi relativi agli interventi su bambini sino a 6 anni non compiuti. Nel 2025 sono stati registrati complessivamente 296 interventi, dunque quasi uno al giorno. Le cause più frequenti sono state le crisi convulsive (65), gli stati febbrili o infettivi senza shock (52), i traumi cranio-cerebrali (50) e i disturbi o l’insufficienza respiratoria (42). Vi sono stati inoltre interventi per perdita di conoscenza o malori, emorragie, traumi, ustioni, reazioni allergiche e annegamento. Quasi un terzo degli interventi è avvenuto fuori dall’abitazione e anche i dati disponibili per il 2026 risultano sostanzialmente allineati. Questi numeri non consentono di stabilire in quanti casi il bambino fosse affidato a una struttura o a un professionista; mostrano però quanto siano frequenti e diverse le situazioni nelle quali possono essere necessarie competenze di primo soccorso pediatrico. La mozione non intende disciplinare ogni situazione di custodia, ma interviene là dove la responsabilità verso il bambino è assunta professionalmente e può quindi essere accompagnata da requisiti minimi di preparazione.
La situazione ticinese
La legislazione ticinese contiene già gli strumenti necessari. Il requisito può essere inserito nel regime di autorizzazione, riconoscimento e vigilanza delle strutture e dei servizi per l’infanzia, che è la sede propria per fissare condizioni di sicurezza a carico di chi opera professionalmente con i bambini. Gli articoli 34, 35, 37 e 38 LFam, relativi alla prevenzione, alla sensibilizzazione, alla formazione e al sostegno cantonale a iniziative proprie o di terzi, offrono a loro volta la base per accompagnarne finanziariamente l’attuazione. Non occorre quindi creare un sistema completamente nuovo.
Occorre però constatare che, dalle disposizioni e dalle direttive oggi applicabili, non emerge un obbligo generale e uniforme secondo cui tutte le persone che hanno direttamente in custodia dei bambini debbano disporre di una formazione certificata in primo soccorso pediatrico e mantenerla aggiornata nel tempo.
Non è neppure sufficiente prevedere che in una struttura vi sia una sola persona formata. Potrebbe essere assente, in pausa, impegnata con un altro gruppo o non partecipare a un’uscita. La competenza deve pertanto appartenere alla persona che accudisce il bambino e non soltanto alla struttura nel suo insieme.
Il confronto con gli altri Cantoni
In altri Cantoni il primo soccorso pediatrico è già considerato, con soluzioni diverse, una componente della sicurezza e della qualità della custodia.
Il Canton Berna è l’esempio più vicino alla soluzione proposta. L’articolo 18 capoverso 3 dell’ordinanza sulle prestazioni di promozione della famiglia, dell’infanzia e della gioventù (FKJV; BSG 860.22) prevede che il personale specializzato, il personale assistente e le persone al primo anno di formazione dispongano di conoscenze di primo soccorso pediatrico e le aggiornino almeno ogni due anni. Per le famiglie diurne, l’articolo 27e capoverso 3 FKJV prevede inoltre un corso di primo soccorso pediatrico prima dell’inizio dell’attività o durante il primo anno di attività.
Anche Ginevra ha scelto una disciplina chiara: il personale educativo delle strutture della prima infanzia deve essere in grado di prestare i primi soccorsi ai bambini affidati e la formazione BLS-AED-SRC deve essere mantenuta valida e aggiornata ogni due anni. In ogni gruppo deve inoltre essere presente almeno una persona formata.
A Friburgo, le direttive per le strutture di accoglienza prescolare prevedono un attestato di primo soccorso e raccomandano una formazione specifica sulle urgenze nella prima infanzia. Lucerna, con la normativa entrata in vigore nel 2026, ha invece fissato standard minimi per le offerte di custodia prescolare che comprendono requisiti relativi al personale e un concetto d’emergenza.
Contenuto della proposta
Il nuovo requisito dovrebbe prevedere contenuti minimi e una parte pratica obbligatoria, senza indicare il nome di un corso o di un ente formatore. La formazione dovrebbe comprendere almeno la disostruzione delle vie respiratorie, la rianimazione pediatrica, l’uso del defibrillatore quando indicato, gli incidenti in acqua, le convulsioni, le reazioni allergiche, le emorragie, i traumi, le ustioni e le intossicazioni. Le formazioni e gli attestati già conseguiti dovrebbero naturalmente essere riconosciuti, nella misura in cui garantiscano i contenuti minimi e la componente pratica richiesti: l’obiettivo non è duplicare formazioni già svolte, ma assicurare che chi ha responsabilità diretta di accudimento disponga di conoscenze effettivamente adeguate alle emergenze pediatriche e periodicamente aggiornate. Un aggiornamento almeno biennale è coerente sia con il modello bernese sia con la durata ordinaria degli attestati BLS-AED-SRC completi. La parte pratica e le emergenze specifiche dovranno inoltre essere adeguate all’età dei bambini affidati, con particolare attenzione alle esigenze dei lattanti e dei bambini in età prescolare e, ove necessario, a quelle dei bambini in età scolastica e degli adolescenti.
L’obbligo dovrebbe riguardare tutto il personale con responsabilità diretta di accudimento presso nidi e micro-nidi, famiglie diurne, centri extrascolastici, centri di socializzazione, colonie, soggiorni organizzati e altre strutture o servizi sottoposti ad autorizzazione, riconoscimento o vigilanza cantonale. Va inoltre valutata l’estensione del requisito a chi svolge professionalmente o in modo regolare e retribuito attività di custodia di bambini presso il domicilio della famiglia, come tate e babysitter professionali. L’eventuale estensione dovrà essere costruita in modo concretamente verificabile, definendo soglie e criteri che distinguano l’attività professionale o regolare dalle prestazioni meramente occasionali.
Va infine considerato il tema dei costi. Trattandosi dell’introduzione di un nuovo requisito, spetterà al Consiglio di Stato valutarne l’impatto finanziario e individuare le modalità più adeguate per sostenerne l’attuazione, tenendo conto anche degli strumenti già previsti dalla LFam.
Per queste ragioni, si chiede al Lodevole Consiglio di Stato di:
- Introdurre, per tutto il personale con responsabilità diretta di accudimento presso strutture e servizi autorizzati, riconosciuti o sottoposti a vigilanza cantonale, l’obbligo di una formazione certificata in primo soccorso pediatrico.
- Prevedere una formazione prevalentemente pratica, con contenuti minimi uniformi e un aggiornamento periodico, di principio almeno biennale, riconoscendo le formazioni e gli attestati già conseguiti nella misura in cui garantiscano i contenuti minimi e la componente pratica richiesti, e adeguando la parte pratica e le emergenze specifiche alle diverse fasce d’età.
- Integrare il nuovo requisito nelle procedure già esistenti di autorizzazione, riconoscimento e vigilanza, prevedendo un periodo transitorio adeguato per il personale già in attività e senza attribuire alcuna esclusiva a un singolo ente formatore.
- Valutare l’estensione dell’obbligo anche alle persone che svolgono professionalmente o in modo regolare e retribuito attività di custodia di bambini presso il domicilio della famiglia, individuando soglie, criteri e modalità che ne rendano concretamente verificabile l’applicazione ed escludendo le prestazioni meramente occasionali.
- Valutare le modalità di finanziamento della prima formazione e degli aggiornamenti, nonché l’eventuale partecipazione cantonale ai relativi costi, utilizzando per quanto possibile gli strumenti già previsti dalla LFam.

















