“Elisa True Cry” è il nuovo singolo di Malpela, in uscita venerdì 13 dicembre 2024. Si può trasformare il gioco di società più amato di investigazione (“Cluedo”) nel background di un nuovo singolo indie pop? Malpela ce lo dimostra, e non solo! Introduce anche espliciti riferimenti ad uno dei podcast più amati di crime “Elisa True Crime” trasformandolo a suo modo, diventando una divertente narrazione di una storia d’amore con un’Elisa che ama il crime, ma che fa vivere storie d’amore totalmente turbolente! Con la sua penna irriverente, torna Malpela con un nuovo singolo, il primo dopo il suo precedente disco, lasciandoci una sua dedica d’amore da lasciare sotto l’albero di Natale (o in una serie crime.)
Scopri il brano: https://links.altafonte.com/qbap7nj
fuori per Visionnaire (parte di talentoliquido)
scritta da Malpela e rebtheprod
prodotta da rebtheprod
mix e master Andrea Mattia
copertina di Elisa Casaleggio
distribuito da Altafonte
BIO:
Gloria, in arte Malpela, classe 1995, nata a Milano e cresciuta a Bareggio, bartender e cantautrice. In pratica fa solo cose con la C: cocktail, canzoni e soprattutto cazzate. Le piacciono i fumetti, i lego, i videogiochi e tutte quelle cose che la fanno sembrare un’adolescente anche se ha quasi 30 anni. Nel 2020 esce il suo ep d’esordio, “Ernia al disco”. Dal 2023 inizia a collaborare con rebtheprod e pubblica un album, “Canzoni imprevedibili per persone stanche”. È del segno dei gemelli, ha 28 personalità e questo si sente anche e soprattutto nella sua musica.
https://www.instagram.com/rossamalpela
Già anticipato da “cose belle” e “107 (opinioni)”, venerdì 13 dicembre 2024 esce su tutte le piattaforme digitali (in distribuzione Believe Music Italy) il nuovo singolo dei P L Z, dal titolo “ricchi dentro”. Un nuovo capitolo per il duo senza volto di stanza a Milano: un’anima pulsante techno pop, una creatura luminosa dalle venature cantautorali che, come uno spettro, vedevamo aggirarsi per la scena musicale già dal 2021, quando uscì l’album di debutto “M E G A”, e che ora (finalmente) è di ritorno con un nuovo disco in uscita nel 2025.
L’immagine di copertina creata da Emanuele Ferretti, che ha curato anche le copertine dei precedenti singoli, incarna perfettamente il misto di rabbia e voglia di tenerezza che anima il brano, fra picchi di esaltazione e cadute nella disillusione, in cerca di quel tocco amorevole che ripristini una qualche forma di equilibrio.
“ricchi dentro è il coro di un melodramma in stile telenovela anni ’70 distrutto da un beat in 7/8. Un crimine sta per consumarsi: “Louis Antonio sta per uccidere sua moglie e il ragazzo”.
Ma il coro è troppo distratto dai bagliori inclusivi del progresso per accorgersene.
Chiamatela, se volete, grottechno.”
SCOPRI IL BRANO:
Scritta, suonata e prodotta da P L Z (Giacomo Carlone/Diego Palazzo)
Mix e master di Giacomo Carlone presso Supermoon Studio
Copertina di Emanuele Ferretti (instagram @beautysucksorkills)
BIO:
Che la si pronunci separando i suoni delle lettere o tutto insieme come “please”, dietro la singla in questione (e le maschere in lattice) si malcelano Diego Palazzo (Egokid, Baustelle) e Giacomo Carlone (produttore di Belize, Angelica, Dada Sutra, Abe, Damon Arabsolgar, Mombao). Il loro primo disco “MEGA”, uscito per Costello’s nel 2021, immaginava in piena pandemia il pop italiano in chiave tech-house, electro e drum&base, con un tono teneramente dissacrante sulle cose della vita. Dopo una lunga pausa, i P L Z tornano oggi con uno stile notturno introspettivo, lanciato in direzione dubstep/UK garage, con produzione e testi più asciutti, sempre guidati dalla stessa voglia di spiazzarsi per creare qualcosa di eccitante.
https://www.instagram.com/plzplzplzmusic/
É in uscita venerdì 13 dicembre 2024, a trent’anni dalla sua scomparsa, un disco omaggio a Domenico Modugno dal titolo “Modugno sulla Luna” (fuori per Adesiva Discografica, in distribuzione The Orchard), a cura del cantautore Luca Gemma che ha suonato e arrangiato otto brani, prodotti con Paolo Iafelice, per celebrare uno dei suoi artisti preferiti.
L’occasione per pensare a questo disco è arrivata grazie a “Sacre radici – La maestà del legno”, uno spettacolo multidisciplinare di Koreoproject, scritto e diretto dalla coreografa e danzatrice Giorgia Maddamma insieme a Ilaria Milandri e con le immagini di Fabio Serino, di cui Luca Gamma cura le musiche e le canzoni, suonandole in scena. Lo spettacolo, che sarà rappresentato per tutto il 2025, affonda le sue radici nel Salento ed è l’occasione per far ascoltare al pubblico un repertorio di canzoni di Modugno scritte nei primi anni Cinquanta in dialetto salentino. Già, in dialetto salentino! Legato alla tradizione dei cantastorie del sud, Modugno infatti inizia a scrivere canzoni nel dialetto di San Pietro Vernotico in provincia di Brindisi, dove si era trasferito da bambino, pur essendo nato a Polignano a Mare, in provincia di Bari. Ed ecco il punto: tutte quelle canzoni dei primi anni sono scritte in salentino e non in siciliano, come lui stesso aveva contribuito a far credere per poter esordire in un programma radiofonico della Rai. Una ‘trasformazione’ peraltro non difficile in quanto il dialetto salentino è quasi uguale al dialetto siciliano che si parla a Messina.
Il ricordo di Modugno per Luca Gemma si lega inevitabilmente ai lunghi viaggi di famiglia, negli anni Settanta, da bambino, in un tempo di automobili lente e senza autoradio, quando suo padre intonava canzoni da cantare in coro: tra queste “Nel blu, dipinto di blu”, che era nella top cinque insieme a “Vengo anch’io. No, tu no”, “Azzurro”, “Torpedo blu” e “Zum Zum Zum”, che diceva “sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa”.
“A me capita spesso e nella mia testa Modugno ha un posto speciale”, racconta Luca Gemma. “Perché mi piace la sua visione poetica, il modo in cui osserva e racconta il mondo, con quel canto confidenziale, senza troppi abbellimenti. Mi piace la sua prepotente capacità espressiva, mi piace il modo in cui si accompagna alla chitarra. Mi piace il modo in cui si accompagna alla malinconia. E poi perché è il primo cantautore moderno, l’uomo che ha spinto la canzone italiana verso la canzone d’autore, che per primo ha scritto musica e parole e le ha cantate mettendoci dentro una verità che al tempo nella canzone italiana non c’era. Perché Domenico Modugno è stato un artista capace di mischiare il sentimento popolare con la cultura, Sanremo con il Premio Tenco – che ha vinto nel 1974 alla sua prima edizione – il festival della canzone di Napoli con Eduardo De Filippo, la commedia musicale di Garinei e Giovannini con il teatro di Strehler, tra Brecht e Pirandello, la televisione con la poesia di Pasolini e Quasimodo.”
“Modugno sulla luna” esce per Adesiva Discografica e contiene otto canzoni suonate e arrangiate da Luca Gemma e prodotte insieme a Paolo Iafelice che le ha mixate e masterizzate. Quattro sono in dialetto: “Cantu d’amuri”, “Lu minaturi”, “Lu grillu e la luna” e “Ventu d’estati” e quattro in italiano: “L’avventura”, “Cosa sono le nuvole”, con le parole di Pier Paolo Pasolini, “Meraviglioso” e “Nel blu, dipinto di blu”. “Alcune sono quasi sconosciute”, racconta sempre Luca Gemma, “altre famosissime e quindi più pericolose. Raccontano l’amore, la sua terra, il lavoro duro, talvolta la morte, il sogno, la meraviglia per la vita e la natura, riuscendo a unire luci e ombre, sole a picco e bagliore lunare. Il disco si chiude con una versione scura, notturna e rarefatta di “Nel blu, dipinto di blu”, un racconto onirico in cui si aggiunge la voce di un altro grande “extraterrestre” della canzone d’autore italiana, Eugenio Finardi, e sono felice e grato che abbia accettato l’invito a cantare con me la terra vista dal cielo infinito”.
SCOPRI IL DISCO:
Arrangiato e suonato da Luca Gemma. Prodotto da Luca Gemma e Paolo Iafelice
Mixato e masterizzato da Paolo Iafelice presso Adesiva Discografica Recording Studio di Milano
Testi e musica di D. Modugno eccetto ‘Cosa sono le nuvole’ di P. P. Pasolini e D. Modugno,
‘Meraviglioso’ di R. Pazzaglia e D. Modugno, ‘Nel blu, dipinto di blu’ di F. Migliacci e D. Modugno
Accordo Edizioni Musicali / Curci Edizioni Srl / Megaò Edizioni Musicali Modugno / Universal Music Publishing Ricordi Srl
BIO:
Luca Gemma è un cantautore e musicista di origini romane, nato per caso a Ivrea, che, dopo l’adolescenza in Germania, si trasferisce a Milano per iscriversi all’università. Proprio a Scienze Politiche negli anni 90 fonda con Pacifico i Rosso Maltese, di cui è cantante e autore dei testi. Muovendosi nella nascente scena indipendente di quegli anni la band pubblica due album, Santantonio e Mosche Libere, fondendo rock, folk e canzone d’autore, suona oltre 350 concerti in Italia e Francia, tra i quali gli opening act per Caetano Veloso e Billy Bragg, e collabora con Mauro Pagani, Tony Bowers (Simply Red), Vittorio Cosma e il Consorzio Produttori Indipendenti (Materiale Resistente,1995).
Con la fine dell’esperienza dei Rosso Maltese, Luca inizia a scrivere canzoni per altri: Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Bobo Rondelli, Ottavo Padiglione, Patrizia Laquidara, Cesare Malfatti, per la tv: Fabio Volo per La7 e Mtv, Edmondo Berselli per Rai2, per la radio con Istituto Barlumen su Rai Radio 3 e Radio 24, per il cinema: Roberta Torre, Sud Side Stori e per il teatro con la compagnia La Fionda.
Partecipa come autore e cantante a molti progetti in studio e dal vivo: l’album di canzoni per bambini, Felici e Cantanti di Istituto Barlumen, il progetto Expedition, una lunga collaborazione con Steve Piccolo dei newyorkesi Lounge Lizards e Gak Sato, che diventa un disco nel 2004, Songs for drella di Aldo Nove e il M. Carlo Boccadoro, El Muniria di Emidio Clementi dei Massimo Volume, Il Libro degli Angeli per la Musica dei Cieli con Patrizia Laquidara e due album, Canzoni in batteria Vol.1 e 2, da La Fabbrica di Polli, varietà radiofonico di Istituto Barlumen in onda su Rai Radio 3 dal 2006 al 2009.
Da solista, con la collaborazione di Paolo Iafelice (sound engineer e produttore già al lavoro con De André, Pfm, Silvestri, Casino Royale e molti altri), Luca insegue la sua idea di canzone, mischiando indie pop, soul, rock sbilenco e canzone d’autore, “come Modugno suonato da Paul Weller al compleanno di David Byrne”. Così facendo nel 2003 pubblica il suo singolo d’esordio Luca (CGD Warner) e poi gli album Saluti da Venus (2004), Tecniche di Illuminazione (2007) e Folkadelic (2010) con Ponderosa Music & Art e ancora Supernaturale (2012), Blue Songs (2015), La Felicità di tutti (2017) – con cui a Luca è stato assegnato il prestigioso Premio Giorgio Lo Cascio 2017 alla canzone d’autore da una giuria di 40 giornalisti, presieduta da Enrico Deregibus – e Fantastiche visioni (2022), tutti con Adesiva Discografica.
Costante negli anni la sua attività live – con una line up composta da voce, chitarra, basso, batteria e fiati e con la codirezione artistica di Andrea Viti (bassista con Karma e Afterhours) – in Italia e Francia, qualche passaggio in Inghilterra e Lussemburgo, una lunga tournée in Australia nel 2016, la partecipazione a importanti festival (Tora Tora, Villa Arconati, Festival della Musica di Mantova, Le corde dell’anima, Rocksteria, Cinealma-L’âme de la Méditerranée a Carros, Francia, In The City a Manchester, Inghilterra, Panoplie a Lussemburgo), gli opening act per Blonde Redhead, Archive, Paolo Nutini, Donavon Frankenreiter, Musica Nuda e Tinariwen (tour italiano 2023).
Nell’anno pandemico 2020 sono uscite altre due canzoni sulle piattaforme digitali, Prima di parlare, con Edda e Volwo, e Elettro domestico, brano al quale hanno partecipato i suoi due figli, anche loro chiusi in casa dal lockdown. Dal 2020 al 2023 Luca ha ideato e curato la rassegna di concerti acustici e reading musicali We Love Live per il Rock’n’Roll Milano con artisti quali Emidio Clementi (Massimo Volume), Patrizia Laquidara, Cesare Malfatti (La Crus e Dining Rooms), Luca Morino (Mau Mau), Scaglia (Ritmo Tribale), Giulio Casale, Iacampo, Vintage Violence e gli scrittori Marco Drago e Gianni Biondillo tra gli altri.
A ottobre 2023 è uscita Pantheon_Roma a soundtrack experience, nuova audioguida del Pantheon di Roma con la colonna sonora composta da Antonio Fresa, suonata con l’Orchestra del Teatro La Fenice e prodotta da D’Uva. Luca ha contribuito scrivendo le parole e cantando il brano Turista pellegrino e il disco è stato presentato dal vivo al Pantheon con un concerto speciale con l’orchestra l’otto giugno 2024. Dal dicembre 2023 Luca collabora a Sacre radici-La maestà del legno, spettacolo multidisciplinare della compagnia di teatro danza Koreoproject della coreografa e danzatrice Giorgia Maddamma, scritto e diretto con Ilaria Milandri e con le immagini di Fabio Serino, curando la parte musicale incentrata sulle canzoni di Domenico Modugno, in special modo quelle in dialetto salentino.
Ed ecco “Modugno sulla luna”, il nuovo disco di Luca interamente dedicato alle canzoni di Domenico Modugno, a trent’anni esatti dalla sua scomparsa. L’album, suonato e arrangiato da Luca e prodotto con Paolo Iafelice per Adesiva Discografica, vede la partecipazione di Eugenio Finardi in Nel blu, dipinto di blu.
foto di Ray Tarantino
https://www.instagram.com/lukianogemma/
Esce su tutte le piattaforme digitali venerdì 13 dicembre 2024 “Continuamente”, il primo singolo del progetto Ipnago, duo composto dai fratelli Riccardo e Federico Ferretti. Il brano, che precede l’uscita di un album, è trainato da una melodia che ritorna continuamente e mescola una ritmica incisiva con atmosfere oniriche. Piano rhodes, vibrafono e synth si intrecciano, facendo da sfondo a metafore sognanti e introspettive.
“Continuamente è il mondo ideale contro le seccature della vita. L’isola che non c’è contro Easypark. E sorpresa, la morale è che il secondo vince, perchè senza le noie e i crucci di tutti i giorni non ci sarebbe cambiamento, continuamente.
Tenetene conto per il vostro prossimo parcheggio creativo!”
Scopri il brano su SPOTIFY
Musica, testi e produzione: Federico e Riccardo Ferretti
Hanno contribuito:
Stefano Salvi: batteria
Luca Miglierina: basso
Matteo Aldeni e Andrea Lo Verde: aiuto mix
Andrea Bernie de Bernardi: mastering
Copertina:
Erica Gariboldi
BIO:
Ipnago sono i fratelli Riccardo e Federico Ferretti, nati e cresciuti sulle sponde del Lago Maggiore. Fin da piccoli scrivono canzoni insieme facendosi odiare presto dai vicini. Nel tempo Federico (chitarra e voce) si specializza in tecnica del suono e produzione, mentre Riccardo (piano, batteria, voce) in armonia e arrangiamento. Uno metterebbe il distorto anche al fagotto, l’altro rifarebbe Nevermind con gli standard jazz. Dopo tanti anni di crescita e canzoni dimenticate in hard disk smagnetizzati, nel 2024 producono il loro primo disco vero e proprio, “Ommeid”, che rimanda ad un indie rock introspettivo e ricercato. A supportarli dal vivo ci sono Luca Miglierina (basso) e Gioele Bicelli (batteria), mentre dietro alle copertine la matita di Erica Gariboldi (@icafelipa). Condividono i loro primi live con Diorama & I Melodrama, Cactus, Gospel e Lorenzo Baglioni. Continuamente è il loro primo singolo, con un videoclip rigorosamente made in provincia diretto da Luca Barone e Giammarco Vegezzi.
https://www.instagram.com/ipnago/
RAFFAELLA “13” è il nuovo disco
Dopo “Tutta Scena”, venerdì 13 dicembre 2024 esce su tutte le piattaforme digitali “13”, il secondo disco di Raffaella, un viaggio tra storie quotidiane, amore, libertà, sofferenze, valori profondi e il mondo delle donne. “13” parla di una società in cui spesso ci si sente stretti, ma invita a distinguersi attraverso idee, gesti e indole, sempre senza filtri, con un focus sull’amore e le sue sfaccettature.
Un progetto che mescola sonorità rock a testi scanzonati ma profondi, con un numero protagonista: 13, una costante nella vita di Raffaella, simbolo di positività, luce e fiducia nel destino. Musicalmente, “13” si muove tra sonorità pop/rock, arricchite da due chicche dal sapore anni ’80, con influenze pop punk e indie rock. Tra pezzi up-tempo e ballad, il disco promette un viaggio ricco di sorprese, sia nei testi che nella musica. Un progetto che unisce talento, passione e una visione autentica del mondo.
Scopri il disco su SPOTIFY
Contributi musicali:
Le chitarre di Stefano Scuro
Le trombe di Alessandro Dell’Anna
Produzione:
Giacomo Pisanello
Giuseppe Calabrese
BIO:
“La musica è libertà ed espressione, l’unico linguaggio che io conosca”
Dopo anni di concerti e sperimentazione con svariati musicisti pugliesi e nel duo Il Peccato di Eva, che l’hanno portata a cimentarsi con stili e sound un po’ diversi tra loro, Raffaella inaugura il suo nuovo percorso da solista, dove da sfogo a tutta la sua creatività e intelligenza musicale, spaziando dal rock al glam-rock, pop-rock e indie.
Originaria di Lecce, dove studia al Conservatorio Tito Schipa pianoforte dall’età di 6 anni,e oggi frequenta il corso di laurea in canto Pop Rock. Da diversi anni Direttrice Artistica di locali come Kilometro Zero, Casaccia, Palazzo BN ed eventi su Lecce e provincia.
Ha diviso il palco con artisti del calibro di Alessandra Amoroso, Sud Sound System, Cesko from Après La Classe, Michele Cortese, Antonio Maggio. Ha un disco all’attivo pubblicato il 14 aprile 2023 dal titolo “Tutta Scena”. “13” è il suo nuovo disco.
https://www.instagram.com/raffasuperstar_/
MILENA PARIS “Terra” è il nuovo singolo
Fuori su tutte le piattaforme digitali da venerdì 13 dicembre 2024 (distr. Believe) il nuovo singolo di Milena Paris dal titolo “terra”. Il brano è estratto da “OLTREMARE”, il primo EP della cantautrice che vedrà la luce a inizio anno, composto da quattro brani in italiano capaci di coniugare melodie pop, ricerca poetica, atmosfere oniriche e armonie di stampo jazzistico. “OLTREMARE” racconta la complessità e la mutevolezza dei rapporti intimi attraverso una narrazione terapeutica tanto concreta quanto metaforica, sottolineando l’importanza della parole e facendo uso degli elementi terra e acqua per esprimere la resa a questi sentimenti in mutamento. Trait d’union è la coproduzione di DayKoda e le sue sonorità elettroniche.
“terra” rappresenta la terra di mezzo tra l’unione e il distacco, il momento in cui tutto si fa confuso e prende sempre più piede la sensazione di allontanarsi da chi fino a quel momento era casa. “terra” è confusione, una ninna nanna onirica e dolcemente malinconica. Liricamente, trae la sua ispirazione da alcune pagine di sproloquio contenute nel secondo quaderno dei “Diari” di Vaslav Nijinsky, innovativo ballerino russo che fu presto vittima di squilibri psichici destabilizzanti.
Scopri il brano: https://bfan.link/milena-paris-terra
Lyrics & Music: Milena Paris
Keys, Synth: Giacomo Zorzi
Co-produced & Mixed by Andrea Gamba/DayKoda
Mastered @ Beat Machine Records Studio
Ph: Nathalie Rei
Distributed by Believe Music Italia
BIO:
Milena Paris si avvicina alla musica a 13 anni, intraprendendo lo studio della chitarra e del canto moderno. Cresciuta con il pop-rock britannico e l’r’n’b degli anni ’90, perfeziona privatamente lo studio del canto e successivamente continua gli studi in Canto Jazz presso il Conservatorio G. Verdi di Milano. Consegue il diploma di triennio a pieni voti presentando un progetto dal titolo “Revisiting Kurt Weill”, una produzione di jazz moderno realizzato sfruttando le sonorità elettriche nella ricerca di un approccio musicale contaminato con quelle che sono le sue influenze di background, e in seguito il diploma di biennio con il proprio progetto di musica originale.
Nel 2017 viene selezionata come cantante solista e corista della Verdi Jazz Orchestra diretta dal M° Pino Jodice, con la stessa orchestra registrerà nel 2021 un concerto promozionale per il Conservatorio G. Verdi di Milano. Negli anni ha prestato la voce per sigle tv e spot, colonne sonore per cortometraggi, collaborazioni in studio come corista e lead vocalist in diversi ambiti musicali, e ha avuto modo di performare su palchi e in contesti rilievo (Expo 2015, Vimercate Festival, Padiglione d’Arte contemporanea di Milano, Bergamo Estate, etc).
Nel 2020 pubblica il primo singolo, “Intuition”, mentre nel 2021 il secondo, “Childhood Wisdom”, come artista indipendente. Cantante dalla formazione eterogenea, la sua concezione artistica è mossa dal desiderio di scendere in profondità per poi risalire in superficie, scavare nell’intimo come sanno fare i cantautori che la affascinano, ma con un vestito completamente differente e che affonda le sue radici nel jazz moderno.
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Fuori su tutte le piattaforme digitali da venerdì 13 dicembre 2024 (con distribuzione Believe) “Mille Piani”, il nuovo singolo di loucani, progetto solista del cantautore veronese Luca Ossani, che anticipa l’uscita di un nuovo EP.
“Non so di preciso cosa ci sia qui dentro, c’è del dolore, ma ho letto che il dolore può essere offerto, reso, per renderlo così fertile a nuovo. C’è la confusione di chi cerca una strada, là dove strada veramente non c’è. E testimonianza di gioia nell’andare per campi e seguire la mappa delle proprie mani, intrecciate ad altre nello sforzo della salita perché la vita ci si figura essere una promessa di crescere assieme e solo in meglio. Una persona non invecchia sino a che i sogni che nutre non vengono superati dal peso dei rimorsi che si porta appresso. E questo è un desiderio che si fa voce, con cui levo questo canto. Che qui del nostro tempo già non resta altro.”
Il titolo “Mille Piani”, dal nome del celebre testo francese del 1980 divenuto icona del pensiero che inquisisce sé stesso e che finisce per negarsi sublimando in lirica e abdicando alla sua stessa affermazione perché ritenuta vetusta – ci spiega l’autore – è un po’ un pretesto per parlare della refrattarietà della nostra esperienza in questa dimensione e della volubilità a causa della quale, in maniera talvolta completamente circostanziale, ci scopriamo a turno vittime o carnefici.
Anche la folgorazione del pensiero postmoderno, di cui quel saggio è un emblema, si è attenuata con la stessa grazia impercettibile dei raggi di sole che in questo periodo dell’anno tornano a tinte consuete di climi temperati dopo la virulenza con cui hanno gettato ombre a picco sul nostro incedere. È rimasto il tentativo di spiegarsi un inspiegabile, quale le relazioni sono sempre – tema che impregna l’intera composizione – specie se svincolate da un’idea a priori, da un’istituzione che le irregimenti e da pressioni sociali che le distorcono rendendole ad esse stesse irriconoscibili e inconoscibili (nonostante si nutrano a loro volta di queste interazioni, non potendone prescindere).
Quello proposto è un fare conscio del suo limite. È lo iato nella tensione della speranza tesa verso quanto più pervicacemente rincorriamo e che, infallibilmente, ci elude. I mille piani sono tali perché fatti quasi in preparazione al gesto culminando in un istante breve e prezioso aldilà della riuscita; l’unico piano che solo poi si lascia intravvedere, invece, è infine la vita.
Scopri il brano: https://bfan.link/mille-piani
Credits:
“Lavoro che ha impegnato la parte migliore (mi piace pensare) degli ultimi sette anni di produzione, rielaborazione, revisione, per giungere a questa forma odierna. Concretatosi grazie al genio di Soykan Akkaya dietro la batteria, registrata nella sua Izmir, di Federico Alvino al contrabbasso, di Orazio Puglisi al pianoforte e chitarra elettrica di Nicola Cipriani, è un elaborato rappresentativo perché è una somma di tante sensibilità, menti e mani, di un vissuto esteso ed eterogeneo incapsulato in poco meno di quattro minuti. Francesco Ambrosini ha contribuito fedelmente in veste di produttore, confessore, tecnico audio e mix mentre lo spessore del master che ascoltate qui è misura delle competenze di Davide Maggioro che lo ha realizzato. Le grafiche sono partecipata opera di Alba Clelia leva e gli scatti di Cataldo Picarreta, gentilmente prodotti da Giuseppe Magrone. La mia gratitudine si estende inoltre per i contributi intangibili e parimenti essenziali, nonché le intenzioni infuse tramite il loro fine sentire, a Gianfranco Federico, Daniel Emmanuele, Donato Dalia, Mezuru Takahashi, Marlene Niederreiter, Morena Licco e Michela Caserini. A tuttɜ voi un sentito grazie.” (loucani)
BIO:
loucani è un tentativo di lettura tra i riflessi di un prisma, nei bagliori dell’urgenza della scoperta. loucani è il residuo di chi cerca, di chi getta un fascio di luce verso cui orientare il proprio stupore. Nasce a Verona all’inizio degli anni Novanta e rende una sua cifra distintiva l’essere in cerca, aperto a contaminazioni. Emigra presto verso paesi nordici, tappa imprescindibile, ma pur sempre un passaggio e assecondando la “resa dell’anima forte”, nelle parole di F. Pessoa, si lascia sospingere verso un quasi-equilibro, di ritorno verso Sud, tra Europa meridionale, America Latina e Africa sub-Sahariana riprendendo poi contatto con i contorni d’origine della traccia di pensiero-parola che indaga sé stessa. Un movimento tra colonie e stati coloniali, tra la canonizzazione del pensiero e la sua introiezione, le cui riflessioni intime che ne scaturiscono prendono il centro scena accompagnate da armonie e ritmi della tradizione contemporanea occidentale e metriche proprie dei canti rituali e del jazz, con rimandi alla musica nera, alternativa e classica. Su queste linee spesso sfumate si muovono estetica e dialettica nell’universo, o multiverso di senso di loucani, popolato da significati aperti a discrezione e sensibilità dellǝ fruitricǝ.
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https://www.facebook.com/loucanioff/
https://www.instagram.com/loucanimusic
Testi e foto by Conza – Milano















