Il testo di “Looking For A Rainbow” affonda le mani in una critica sociale lucida e accorata. Ellen River osserva con amarezza un mondo in cui si gioca con la vita delle persone e di tutti gli esseri viventi, mossi come pedine in una partita a scacchi, dove la crudeltà sembra non avere limiti e dove ci si ritrova sempre più assuefatti agli orrori rimanendo spettatori privati delle emozioni.
Di fronte all’appiattimento culturale, al rigetto della diversità e al tentativo di assuefare le coscienze per renderci inermi, il rifiuto dell’artista è netto: “Siamo solo corpi, esseri umani | La cosa più importante è ciò che abbiamo dentro | le nostre anime e i nostri cuori sono le uniche cose che contano | e sono proprio quelle che vogliono disgregare”.
Cercare l’arcobaleno (“Looking for a rainbow with its colors”) diventa così un atto di resistenza umana e poetica: la ricerca febbrile dei colori, della pluralità, della compassione e del valore sacro della Natura, elemento salvifico in contrapposizione con la grigia indifferenza che tenta di annullarli.
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