Migranti Dublino respinti dall’Italia: quanti casi e quali costi per il Ticino dal 2022?
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Presentata da: Alain Bühler
Cofirmatari: Raide Bassi, Lara Filippini, Tiziano Galeazzi, Andrea Giudici, Sergio Morisoli, Aline Prada, Tuto Rossi, Roberta Soldati
Data: 23 marzo 2026
Numero: Non compilare (Viene compilato dai Servizi)
Testo:
Come riportato dal Corriere del Ticino del 23 marzo 2026, dal dicembre 2022 l’Italia ha deciso unilateralmente di sospendere, di fatto, la cooperazione nell’ambito del regolamento di Dublino rifiutando di riprendere migranti la cui domanda d’asilo ricadeva sotto la sua competenza. Si tratta di una decisione che ha conseguenze dirette anche per la Svizzera e, in particolare, per i Cantoni di frontiera.
Secondo i dati forniti dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e riportati dal medesimo articolo, dalla fine del 2022 fino a inizio 2026 la Confederazione ha dovuto esaminare 2’540 domande d’asilo di persone precedentemente registrate in Italia che avrebbero dovuto essere riprese dalle autorità italiane nell’ambito del sistema Dublino.
La stessa SEM stima che il costo medio aggiuntivo per ogni caso non trasferibile in Italia sia di circa 75’000 franchi, comprendendo spese di alloggio nei centri federali d’asilo, costi procedurali e contributi ai Cantoni. Applicando tale ordine di grandezza ai casi menzionati, si arriva a una spesa aggiuntiva complessiva che può superare i 190 milioni di franchi per la Confederazione nel periodo 2022–2026.
Sempre secondo quanto riportato dal Corriere del Ticino, nel 2025 il Ticino ha ricevuto 503 richiedenti l’asilo attribuiti dalla Confederazione, di cui 38 avevano inizialmente depositato una domanda in Italia ma sono stati successivamente inseriti nella procedura svizzera a causa dell’impossibilità di procedere al trasferimento Dublino. Secondo quanto riferito dal Dipartimento delle istituzioni e dal Dipartimento della sanità e della socialità, la gestione di queste persone genera per il Cantone costi quantificabili nell’ordine delle centinaia di migliaia di franchi all’anno, poiché i contributi forfettari federali coprono solo parzialmente i costi effettivamente sostenuti.
Il dato reso pubblico per il 2025 è tuttavia solo un’istantanea parziale. Non è infatti chiaro:
• quanti richiedenti d’asilo inizialmente registrati in Italia siano stati attribuiti complessivamente al Ticino dal 2022 ad oggi;
• quanti di essi siano entrati nella procedura nazionale svizzera a causa dell’impossibilità di trasferimento verso l’Italia;
• quali siano stati i costi effettivi per il Cantone, sia per la procedura d’asilo sia successivamente per l’assistenza sociale e altre prestazioni.
Questa situazione solleva interrogativi legittimi. Da un lato, l’Italia decide unilateralmente di non rispettare gli obblighi previsti dal sistema Dublino. Dall’altro, la Svizzera e i suoi Cantoni si ritrovano a gestire procedure e costi che, in base alla logica stessa del sistema, non dovrebbero ricadere sulle loro spalle.
Per un Cantone di frontiera come il Ticino, già confrontato con pressioni migratorie e con oneri importanti in ambito sociale, è essenziale conoscere con precisione la portata reale di questo fenomeno, sia in termini numerici sia finanziari.
Alla luce di quanto precede, si chiede al Consiglio di Stato:
1. Quanti richiedenti l’asilo inizialmente registrati in Italia sono stati attribuiti al Cantone Ticino dalla Confederazione per ogni anno dal 2022 ad oggi?
2. Tra questi, quanti non hanno potuto essere trasferiti in Italia nell’ambito del regolamento di Dublino e sono quindi stati inseriti nella procedura nazionale svizzera?
3. Quanti di questi casi si trovano attualmente:
a. in procedura d’asilo;
b. con domanda accettata;
c. ammessi provvisoriamente;
d. con domanda respinta;
e. scomparsi o partiti verso altri Paesi.
4. Quali sono stati i costi sostenuti dal Cantone Ticino, suddivisi per anno dal 2022 ad oggi, per la gestione di questi casi, in particolare per:
a. alloggio e presa a carico nei centri cantonali;
b. accompagnamento sociale e amministrativo;
c. assistenza sociale e prestazioni economiche;
d. spese sanitarie e altre prestazioni.
5. Quale parte di questi costi è stata coperta da contributi federali e quale parte è rimasta a carico delle finanze cantonali?
6. Il Consiglio di Stato dispone di una stima complessiva del costo netto sostenuto dal Cantone Ticino dal 2022 ad oggi a causa del blocco delle riammissioni Dublino da parte dell’Italia?
7. Il Consiglio di Stato ha chiesto alla Confederazione compensazioni finanziarie o misure specifiche per i Cantoni di frontiera particolarmente colpiti da questa situazione?
8. Alla luce dell’entrata in vigore del nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo, il Consiglio di Stato dispone di indicazioni da parte della Confederazione su una possibile ripresa delle riammissioni verso l’Italia?















