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Le ultime news di ETiCinforma.ch

  • Interpellanza Più Donne ¦ Dalle dichiarazioni ai fatti: quali misure urgenti contro la violenza di genere e quale continuità nell’azione del Capo del Dipartimento?

    RBoss
    Ago 8, 2026
    continuita del capo dipartimento, eticinforma.ch, fatotreetc, gobbi non è all'altezza, interpellanza, ora i fatti, piu donne, polizia, preoccupazioni forti
    0

    Dalle dichiarazioni ai fatti: quali misure urgenti contro la violenza di genere e quale continuità nell’azione del Capo del Dipartimento?

    Presentata da: Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini per Più Donne
    Data: 7 agosto 2026

    Motivazione riguardo l’interesse pubblico e l’urgenza [cfr. art. 97 cpv. 1 ultima frase LGC]

    La presente interpellanza riveste interesse pubblico poiché concerne la protezione delle vittime di violenza di genere e domestica, l’organizzazione della Polizia cantonale e l’attuazione della Convenzione di Istanbul. È urgente perché la lotta alla violenza di genere e la prevenzione dei femminicidi non possono essere rimandate. Ogni ritardo nell’adozione e nel rafforzamento delle misure di prevenzione, protezione e intervento può avere conseguenze drammatiche: di fronte alla violenza di genere, aspettare può significare arrivare troppo tardi.
    L’urgenza è resa ancora più evidente dai recenti fatti di cronaca e dalla necessità di verificare se gli strumenti oggi a disposizione del Cantone siano realmente sufficienti a prevenire nuove violenze e a proteggere efficacemente le vittime, proprio mentre il Ticino è in attesa del rapporto del GREVIO del Consiglio d’Europa.
    In questo momento, inoltre, la responsabilità politica della Polizia cantonale e della Magistratura è affidata, in via transitoria, alla Presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti. A seguito delle annunciate dimissioni del Consigliere di Stato Claudio Zali, il Governo è nuovamente chiamato a decidere la ripartizione dei Dipartimenti: una decisione attesa entro la fine di settembre 2026, che inciderà anche sulla conduzione delle politiche di prevenzione e contrasto della violenza. È quindi importante ottenere risposte dal Governo ora, mentre tale responsabilità è ancora riunita sotto la medesima titolarità politica e prima che il nuovo assetto dipartimentale sia definito.
    Infatti le dichiarazioni pubbliche della Presidente, a nome del Governo, sulla necessità di rafforzare la prevenzione della violenza di genere devono ora tradursi in misure concrete, tempi definiti e risultati verificabili. Il Parlamento deve poter conoscere tempestivamente quali interventi il Governo intenda adottare e con quale urgenza, senza attendere che si verifichino ulteriori episodi di violenza o altre vittime.
    Testo:

    Un nuovo femminicidio impone risposte immediate
    Dopo il femminicidio del 9 luglio scorso a Faido, dove una donna di 56 anni è stata uccisa dall’ex marito, la Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia (FSFP) è intervenuta pubblicamente, sottolineando che i femminicidi rappresentano un grave problema sociale anche in Svizzera e che solo con personale sufficiente e una chiara strategia nazionale sarà possibile rafforzare in modo duraturo la lotta ai femminicidi e migliorare la protezione delle potenziali vittime . Si tratta di una presa di posizione che chiama in causa direttamente le risorse a disposizione delle forze dell’ordine sul fronte della violenza di genere e domestica che il Consiglio di Stato non può ignorare.

    Gli impegni internazionali e le responsabilità del Governo
    La Svizzera ha ratificato la Convenzione di Istanbul, impegnandosi a rafforzare la prevenzione, la protezione delle vittime, il perseguimento degli autori e il coordinamento tra le diverse autorità. Nel marzo 2026 il Ticino è stato oggetto della visita di una delegazione del GREVIO (il Gruppo di esperte ed esperti del Consiglio d’Europa incaricato di monitorarne l’attuazione), nell’ambito del secondo ciclo di valutazione della Svizzera.
    Il rapporto finale è atteso per l’autunno 2026 e conterrà nuove raccomandazioni per rafforzare le politiche di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne.
    Il Consiglio di Stato ha più volte ribadito la propria ferma condanna di ogni forma di violenza e ha dichiarato di voler rafforzare la prevenzione e la lotta alla violenza di genere.
    In questa fase, la responsabilità della conduzione politica di Magistratura e Polizia cantonale è stata assunta dalla Presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti, che ha più volte affermato come il contrasto alla violenza sulle donne rappresenti una priorità politica e che la violenza, anche solo verbale, non riguarda soltanto la sfera privata.
    Oggi è legittimo chiedere quali misure straordinarie e immediate intenda mettere in campo il Governo, poiché alle dichiarazioni e ai gesti simbolici devono seguire azioni concrete e verificabili.

    Continuità politica e organizzativa nella lotta alla violenza di genere
    Le questioni relative alle risorse e all’organizzazione dei servizi chiamati a contrastare la violenza di genere si intrecciano oggi con un ulteriore elemento istituzionale: il Consiglio di Stato è infatti chiamato, nelle prossime settimane, a ridefinire l’assetto delle responsabilità dipartimentali dopo le annunciate dimissioni del Consigliere di Stato Claudio Zali.
    A questo quadro si aggiunge una questione istituzionale che non può essere ignorata.
    Nel luglio 2025 il Consiglio di Stato aveva deciso un riassetto delle competenze tra i Dipartimenti (il cosiddetto «arrocco» o «arrocchino»), trasferendo al Consigliere di Stato Claudio Zali la responsabilità della Polizia cantonale e della Magistratura, motivando tale scelta con particolari esigenze organizzative e istituzionali del momento.
    Ora, a seguito delle annunciate dimissioni del Consigliere di Stato Zali, il Governo è nuovamente chiamato a decidere la ripartizione dei Dipartimenti, mentre Polizia e Magistratura sono state temporaneamente assunte dalla Presidente del Governo. Le motivazioni addotte nel 2025 non appaiono oggi più pertinenti.
    Da un lato, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha seguito negli ultimi anni l’intero sviluppo delle politiche cantonali in materia di violenza domestica; dall’altro, la Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti ha sempre espresso, nel corso della propria attività politica, una particolare sensibilità verso la lotta alla violenza contro le donne, la tutela delle vittime e la piena attuazione della Convenzione di Istanbul. Proprio per questo appare importante che il Consiglio di Stato, nella decisione sulla futura ripartizione dei Dipartimenti, privilegi l’efficacia e la continuità dell’azione amministrativa rispetto a logiche organizzative di breve periodo, affinché il lavoro svolto negli ultimi anni possa proseguire senza interruzioni e con il necessario sostegno politico, in un momento particolarmente delicato per il nostro Cantone.

    Il lavoro svolto dal Dipartimento delle istituzioni
    Negli ultimi anni il Dipartimento delle istituzioni, sotto la conduzione del Consigliere di Stato Norman Gobbi, ha promosso il Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica, le iniziative del 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne), la creazione del Centro di Competenza Violenza (CCV) e il rafforzamento del Servizio Violenza Domestica (SVD). Si tratta di un percorso che non può subire battute d’arresto.
    Gobbi è stato titolare della conduzione politica di Polizia cantonale e Magistratura dal 2011 fino al cosiddetto “arrocchino” dei dipartimenti, in vigore dal 1° settembre 2025, e resta tuttora a capo del Dipartimento delle istituzioni, da cui questi settori dipendono amministrativamente. Non è quindi un interlocutore estraneo alla materia: lo stesso Consigliere di Stato, in risposta a un nostro quesito posto in sede di discussione sul Consuntivo 2025 del DI, ci ha comunicato per iscritto, il 9 giugno 2026, che il Centro di Competenza Violenza (CCV) può contare oggi su due collaboratrici (la coordinatrice e una sergente della Polizia cantonale integrata nel 2023 con l’avvio del progetto VIDO+), per un investimento congiunto stimato mediamente tra l’80% e il 90% di un tempo pieno, e che è “già in valutazione” un ulteriore rafforzamento delle risorse dedicate al progetto VIDO+, in fase di significativa espansione.

    La Mozione n. 1900 e il messaggio governativo n. 8689
    Su questo fronte, ricordiamo che il 15 dicembre 2025 Più Donne aveva presentato la Mozione n. 1900 “Per una presenza capillare di specialisti in violenza domestica nei principali posti di Polizia cantonale”. La mozione segnalava che il Servizio Violenza Domestica (SVD) della Polizia cantonale disponeva all’epoca di sole 3,5 unità lavorative a fronte di oltre 1’000 interventi di polizia legati alla violenza domestica ogni anno, e chiedeva: l’istituzione di figure di riferimento specializzate nei principali posti di Polizia cantonale (Bellinzona, Locarno, Lugano, Mendrisio); un potenziamento degli effettivi del Servizio Violenza Domestica; l’elaborazione, d’intesa con il Dipartimento della sanità e della socialità, di un protocollo aggiornato di presa a carico delle vittime.
    Con il messaggio n. 8689 del 20 maggio 2026, firmato dall’allora Presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali, il Governo ha risposto proponendo di respingere la mozione.
    Ha ritenuto superata la richiesta di potenziamento del SVD, ricordando che dal 1° marzo 2026 il Servizio è stato rinforzato con 3 nuove unità a tempo pieno (portando l’organico indicativamente da 3,5 a circa 6,5 unità); ha invece respinto sia l’istituzione di referenti decentrati nei posti di polizia — giudicando “controproducente” una “decentralizzazione delle figure specializzate” che rischierebbe di “frammentare le competenze” — sia la richiesta di un nuovo protocollo con il DSS, ritenendo il coordinamento già adeguatamente garantito dal Centro Competenza Violenza e dal Gruppo di accompagnamento permanente in materia di violenza domestica (GAVIDO).
    Questo messaggio è stato licenziato meno di due mesi prima del femminicidio di Faido e della presa di posizione della FSFP sulla necessità di più personale e di una strategia nazionale.
    Al momento il Gran Consiglio non ha ancora trattato il messaggio n. 8689: il dibattito parlamentare su questo dossier è dunque ancora aperto, e il Governo ha pertanto ancora la possibilità di rivedere la propria posizione alla luce di quanto accaduto da maggio a oggi, prima che il Parlamento si esprima. Riteniamo legittimo chiederglielo esplicitamente.

    Le ulteriori misure di prevenzione
    Numerosi esperti, tra cui rappresentanti della polizia, hanno inoltre evidenziato la necessità di accelerare l’adozione di strumenti quali il braccialetto elettronico, di rafforzare la protezione delle vittime, aumentare le risorse e migliorare il coordinamento tra le autorità coinvolte.
    L’ennesimo femminicidio di Faido induce a chiedersi se, pur riconoscendo i progressi già registrati, il Consiglio di Stato non ritenga necessario rafforzare da subito il Piano cantonale d’azione, senza attendere le conclusioni del rapporto GREVIO atteso in autunno.
    Per questi motivi, chiediamo al Consiglio di Stato di rispondere ai seguenti quesiti:

    A. Indirizzo politico e continuità dell’azione di Governo
    1. Quali misure urgenti intende adottare il Governo, ed eventualmente la Presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti nel periodo in cui esercita la responsabilità politica di Polizia cantonale e Magistratura, per rafforzare il contrasto alla violenza di genere?
    2. Il Governo, e in particolare il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che ha diretto Polizia e Magistratura fino all’«arrocchino» del settembre 2025 e che tuttora risponde su questi temi in quanto capo del Dipartimento delle istituzioni, condivide la richiesta del 13 luglio scorso della Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia di rafforzare l’organico dedicato alla lotta contro la violenza di genere e domestica?
    3. Nella futura ripartizione dei Dipartimenti il Consiglio di Stato intende tenere conto anche dell’esigenza di garantire continuità alle politiche di prevenzione e contrasto della violenza di genere e domestica? Con quali modalità intende assicurare che il passaggio di competenze non comporti rallentamenti nei progetti in corso?
    4. Quali sono le principali priorità che il Consiglio di Stato intende perseguire nei prossimi mesi nell’attuazione della Convenzione di Istanbul e in vista della pubblicazione del rapporto del GREVIO?

    B. Organizzazione e risorse della Polizia cantonale
    5. Quanti equivalenti a tempo pieno erano assegnati al Servizio Violenza Domestica prima del potenziamento annunciato nel messaggio n. 8689 e quanti ve ne sono oggi? Le tre nuove unità annunciate rappresentano nuove assunzioni oppure personale riallocato da altri servizi della Polizia cantonale? In quest’ultimo caso, da quali servizi?
    6. Dove è centralizzato il Servizio Violenza Domestica e con quale copertura territoriale e oraria opera sull’insieme del territorio cantonale? Quali sono gli orari di reperibilità e come viene garantita la presenza nelle regioni periferiche?
    7. A che punto si trova l’annunciato rafforzamento delle risorse dedicate al Centro di Competenza Violenza (CCV) e al progetto VIDO+, menzionato dal Consigliere di Stato Gobbi nella sua risposta del 9 giugno 2026? Con quali tempistiche e con quante risorse aggiuntive (in termini di equivalenti a tempo pieno) si intende procedere?
    8. Il Consiglio di Stato ritiene che le risorse oggi dedicate al Servizio Violenza Domestica e al Centro di Competenza Violenza siano sufficienti, anche alla luce delle recenti richieste della Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia? Sono previsti ulteriori potenziamenti?

    C. Valutazione del messaggio n. 8689 e nuovi strumenti di intervento
    9. Il messaggio n. 8689 non è ancora stato trattato dal Gran Consiglio: alla luce del femminicidio di Faido e della presa di posizione della FSFP sulla necessità di rafforzare l’organico, il Consiglio di Stato intende rivedere, prima del dibattito parlamentare, la valutazione ivi espressa — che respinge l’istituzione di referenti specializzati in violenza domestica nei principali posti di Polizia cantonale (Bellinzona, Locarno, Lugano, Mendrisio) e considera sufficiente il potenziamento del Servizio Violenza Domestica (SVD) a circa 6,5 unità lavorative?
    10. A che punto si trova l’introduzione del monitoraggio elettronico (braccialetto elettronico) per gli autori di violenza domestica? Qual è la tempistica prevista per la sua piena operatività e quali ostacoli, normativi, tecnici o organizzativi, ne impediscono oggi un impiego più esteso?

    D. Sviluppi futuri e monitoraggio
    11. Il Governo ritiene sufficienti le risorse oggi destinate alla prevenzione, alla protezione delle vittime, alle case protette e alla presa a carico degli autori di violenza, anche alla luce delle criticità evidenziate a livello nazionale nell’offerta di posti nelle strutture di protezione delle vittime? Ritiene che esse siano adeguate anche rispetto agli standard fissati dalla Convenzione di Istanbul?
    12. A fronte dell’ennesimo femminicidio in Ticino e della visita della delegazione GREVIO nel marzo 2026, il Consiglio di Stato non ritiene necessario rafforzare da subito il Piano cantonale d’azione, senza attendere il rapporto finale del GREVIO atteso per l’autunno 2026?
    13. Il Governo intende promuovere modifiche legislative cantonali, o sollecitare interventi alla Confederazione, per rendere più efficaci gli strumenti di prevenzione, protezione e repressione in materia di violenza di genere e domestica? Con quali tempistiche?
    14. Il Governo è disposto a riferire annualmente al Gran Consiglio sullo stato di attuazione e sui risultati concreti delle misure adottate?

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Associazione ETC: un’associazione che è editrice del proprio giornale di informazione online www.eticinforma.ch (dallo storico www.ch-ti.ch – 11.04.2006) e pure del bimestrale cartaceo ETiCinforma Paper (numero zero apparso l’11 settembre 2016), che si occupa, tra le altre attività, anche di comunicazione, relazioni pubbliche, organizzazione come promozione di eventi. Una delle nostre specializzazioni è l’attività di ufficio stampa, di PR, di agenzia fotografica (anche per eventi come matrimoni, cerimonie, ecc.). Collaboriamo con molti media.

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