Tutti i termometri economici parlano di rallentamento e costringono molte aziende a chiudere, lasciando a casa tanti collaboratori. Sono soluzioni che fanno male, veramente male, pensiamo solo ai negozi ex-Libris, di oggi la notizia di 15 negozi chiusi e 200 collaboratori licenziati, con la promesso da parte di Migros di trovar loro una sistemazione all’interno del gruppo. L’altro giorno eravamo alla conferenza stampa della CC-Ti con sondaggio sulla salute delle aziende, e traspare le difficoltà, la riduzione dei margini e i salti mortali degli imprenditori normali di mantenere lo stesso organico a costo di enormi sacrifici, andando a risparmiare dove sia ancora possibile. Insomma le aziende private sono sottoposte a “remaque” importanti per cercare di mantenere i loro servizi di qualità, mantenendo pure l’organico laddove sia possibile. Ora la stessa analisi e il mettersi in discussione devono avvenire anche per le aziende pubbliche, che sembra evitano tout court di mettersi in discussione per trovare soluzioni vincenti, risparmi su strutture, su spese secondarie ma importanti senza per questo dover penalizzare la qualità. E sappiamo tutti che da un ventennio vi sono politici che chiedono degli interventi strutturale per evitare spese eccessivamente gonfiate e non voler affrontare la tematica.
Anzi per le aziende statali e para statali sarebbe ancora più importante effettuare delle analisi reali, commissionate a terzi senza che vi sia influenza di alcuno. Ci chiediamo come mai certe aziende non vogliono proprio valutare la situazione aziendale e si intestardiscono a voler spendere e spandere senza alcun criterio di risparmio, proprio quando a noi cittadini semplici sono chiesti sacrifici disumani, tali da non farci arrivare sereni a fine mese!
Bisogna riflettere! e agire di conseguenza.
(ETC/rb)
















