Una cassetta arancione, collocata in un luogo frequentato tutti i giorni, e un semplice biglietto.
Può bastare questo per aprire un primo canale verso l’esterno per chi vive una situazione di violenza e non riesce a
chiedere aiuto liberamente.
È il principio alla base del progetto “Cassette arancioni”, presentato giovedì 10 settembre alla Cantina Angelo Delea di
Losone dall’associazione MI-TI-CI Against Abuse, composta da motociclisti e volontari che sostengono e accompagnano
donne e minori vittime di abusi fisici e psicologici, violenza domestica, stalking e bullismo.
Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il consigliere di Stato Norman Gobbi, il presidente del PLR ticinese
Alessandro Speziali, la co-fondatrice di Avanti con Ticino&Lavoro Amalia Mirante, la presidente e fondatrice
dell’associazione Una Goccia nel Mare Simona Specht, il Console Generale d’Italia Uberto Vanni d’Archirafi e
Manga, presidente e fondatore di MI-TI-CI Against Abuse.
A fare gli onori di casa le Cantine Delea, che hanno messo a disposizione gli spazi per l’incontro.
L’idea nasce da un problema molto concreto; chi subisce violenza domestica vive spesso sotto il controllo del proprio
aggressore, dove telefonate, messaggi, spostamenti e contatti possono essere sorvegliati.
Anche il semplice chiedere aiuto può quindi diventare difficile o pericoloso.
Le cassette arancioni vogliono offrire una possibilità in più.
Nelle prossime settimane saranno collocate in diversi punti del Cantone, in prossimità di luoghi nei quali una persona
può recarsi normalmente e senza destare sospetti: Comuni, farmacie, supermercati e altri punti frequentati nella vita
quotidiana.
La vittima potrà lasciare nella cassetta un biglietto con le informazioni che ritiene possibile fornire: nome, cognome,
indirizzo e, soprattutto, indicazioni su quando e come possa essere contattata in sicurezza. Saranno poi i volontari di MI-
TI-CI a prendere contatto e a valutare insieme alla persona quale tipo di sostegno sia necessario.
L’iniziativa si inserisce in un’attività già consolidata sul territorio. MI-TI-CI Against Abuse accompagna le vittime in
momenti particolarmente delicati, ad esempio quando devono recarsi in tribunale, incontrare i figli o recuperare i propri
effetti personali.
L’associazione opera in partenariato con la sezione violenza domestica della Polizia cantonale, che contribuisce anche
alla formazione dei volontari.
Il progetto delle cassette arancioni è stato reso possibile grazie a un contributo di 5’000 franchi dell’associazione Una
Goccia nel Mare, fondata cinque anni fa da Simona Specht e dal marito, l’associazione sostiene progetti in Svizzera e
all’estero, con particolare attenzione alle donne e ai settori della sanità, dell’istruzione e della maternità.
Importante anche l’adesione delle Cantine Delea. David Delea ha ricordato come anche in Ticino esistano numerose
associazioni che svolgono un lavoro prezioso a favore di chi si trova in difficoltà e che meritano sostegno e visibilità.
La forza delle cassette arancioni sta proprio nella loro semplicità.
Non sostituiscono i servizi della Polizia o le strutture specializzate e non pretendono di risolvere da sole il problema della
violenza domestica, ma offrono però un canale in più a chi, proprio perché controllato, fatica persino a compiere il primo
passo.
A volte, un piccolo biglietto infilato in una cassetta arancione può essere l’inizio di una via d’uscita.
Grazie.
















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