Entrare in un ospedale suscita sempre emozioni contrastanti; la paura, l’insicurezza del dopo, il non sapere se tutto funziona, la dormia e tutte altre emozioni che ti passano per la testa. Ebbene quando decidi poi difficilmente puoi tornare indietro. Entri all’accettazione e due signorine simpatiche, con un sorriso vero ti accolgono e ti danno le istruzioni del caso. Sali al reparto e anche lì ti accolgono con una straordinaria gentilezza, ti spiegano il tutto, cosa succederà e ti accompagnano in camera. Altra sorpresa sarà il compagno di avventura, sarà simpatico, pedante, ci si troverà bene e via dicendo. Non dimentichiamo che se siamo in ospedale lo siamo per curarci, operarci e guarire, però avere un compagno allegro e spigliato aiuta a passare queste giornate in maniera leggera. Entri alle 8’15 e ti dicono che sarai operato alle 12’00. Alé, la paura ti pervade, fra 4 ore sei in sala operatoria, tutti i pensieri ti vengono a galla, ti iniettano aghi, ti danno pastiglie, ti preparano al grande passo, insomma ti mettono completamente a tuo agio. Tu pensi alle cose belle della vita, alle persone che ami e che poi tornerai da loro, Ti rendi conto come importante è avere vicino qualcuno! Niente sono le dodici e ti iniettano la dormia locale; subito ho detto; “Ragazze guardate che io non voglio sentire e vedere nulla”. Tranquillo mi rispondono, ti sediamo e vai in paradiso. Che in Paradiso, voglio tornare in terra. Entri alle 12’40 e ti risvegli alle 14’20, tutto finito!
Mi dicono perfetto, andato tutto bene. Tiri un sospiro, andrà tutto meglio, non avrò più male, andrò ancora in bicicletta e tutto il resto, anzi potrò camminare senza dolore, WOW. La sera stessa, due stampelle a andato ai bagni, fantastico, un giorno dopo si viaggia per i corridoi, al bar per un caffè, personale gentilissimo, sei coccolato… (se fosse così a casa haha). Ogni giorno infermieri, aiuti infermieri, personale, fisioterapisti dedicano il loro tempo a farti sentire a tuo agio. Fantastico. Ma questo non è un ospedale, siamo in villeggiatura. Poi finisce arriva il dottore con la fatidica frase; “Lunedi’ si libera la camera, capito, si torna a casa”. Bello tornare a casa, ma un senso di malinconia ti pervade, perché, anche solo per tre giorni, ti sei sentito coccolato, proprio al centro dell’attenzione, tanto da dimenticarsi che siamo stati in ospedale per operarci e non in vacanza. Grazie a tutto il personale, al chirurgo, insomma tutto fantastico. Non poteva mancare una nota gastronomica; neppure al ristorante si mangia così bene; dalla faraona, alle fettine di agnello, ai formaggi freschi, dolciumi e tutto di più. La prima cosa rientrando a casa sarà salire sulla bilancia… Evviva, ho l’anca nuova!















