Il Municipio di Chiasso non condivide la decisione della Posta di trasfe-
rire la sede di piazza Indipendenza in via Bossi e lo ha sempre sostenuto
chiaramente fin dall’inizio. Per l’Esecutivo una posizione più centrale e
comoda dell’ubicazione attuale non esiste: quella presentata dalla Posta
come una soluzione accattivante è in realtà una soluzione di ripiego che
non convince.
Una scelta che il Municipio non condivide
La Posta ha informato il Municipio della propria decisione nel gennaio 2026. Già
con scritto del 28 gennaio 2026 l’Esecutivo comunale ha risposto di non condividere
il prospettato trasferimento, esponendo le proprie ragioni.
Piazza Indipendenza è il luogo della città più facilmente raggiungibile per pedoni,
automobilisti e per chi arriva con i mezzi pubblici o in treno. Attualmente sede,
sportelli, caselle postali e traffico commerciale sono riuniti in un unico edificio, con
le caselle su via Favre e il traffico commerciale sul retro in via Motta, senza in-
tralci. Gli sportelli sono molto frequentati e nelle immediate vicinanze esiste un’ot-
tima disponibilità di parcheggi per l’utenza.
Il trasferimento in via Bossi, che prevede una diversa collocazione di sportelli e
caselle postali, creerà inevitabilmente dei disagi all’utenza. Il Municipio è consa-
pevole dell’evoluzione digitale in atto, che spinge gli utenti – volenti o nolenti –
verso i servizi online, ma ritiene che ciò non giustifichi l’abbandono di una sede
così centrale.
Il vero motivo: il risparmio
Secondo quanto indicato dal Consiglio federale in risposta agli atti parlamentari
dei deputati G. Fonio e G. Gysin, l’edificio di piazza Indipendenza, di proprietà
della Posta, non sarebbe più al passo con i tempi, mentre la nuova sede in locazione
permetterà, tra l’altro, di conseguire risparmi significativi.
Gli strumenti a disposizione del Comune
La decisione spetta per legge esclusivamente alla Posta, che non necessita di al-
cuna autorizzazione comunale. L’Ordinanza sulle poste (OPO) prevede la possibi-
lità per il Comune di rivolgersi alla Commissione federale delle poste (PostCom),
la quale può però formulare soltanto una raccomandazione non vincolante: l’ul-
tima parola spetta alla Posta, come dimostrano altri casi simili. Il Municipio, che
conosceva questa possibilità, ha scelto di non percorrerla, poiché tale reazione
avrebbe solo allungato i tempi e inasprito i rapporti con la Posta, senza alcuna
possibilità di impedire il trasferimento; l’Esecutivo ha preferito far valere la pro-
pria posizione attraverso il dialogo.
Resta invece di competenza comunale la procedura edilizia: l’inserimento degli uf-
fici postali negli spazi di via Bossi richiede un cambiamento di destinazione e
quindi una domanda di costruzione nell’ambito della quale la Posta dovrà dimo-
strare che il traffico veicolare indotto è sopportabile per le strade circostanti e che
l’accessibilità è garantita anche per le persone con disabilità. Il Municipio vigilerà
sulla realizzazione di queste condizioni.
Il futuro di piazza Indipendenza
Il Municipio intende confrontarsi con la Posta sul futuro dello stabile di piazza
Indipendenza, affinché questi spazi nel cuore della città siano presto di nuovo oc-
cupati da attività che portino un valore aggiunto. Il trasferimento può rappresen-
tare l’occasione per un riassetto dell’immobile, sulla falsariga di quanto sta avve-
nendo per il vicino stabile ex Credit Suisse.
La rivitalizzazione del centro cittadino resta per il Municipio un obiettivo priori-
tario. Assieme ad APEC s’intende far svolgere da specialisti un’analisi per indivi-
duare le modalità con cui aumentare l’attrattiva del centro quale spazio d’incontro
animato. Il Municipio ringrazia i commercianti e i cittadini che hanno espresso la
loro preoccupazione, che condivide, e resta disponibile a un confronto costruttivo.

















