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Le ultime news di ETiCinforma.ch

  • Sintesi della settimana ed evoluzione, secondo Amalia Mirante, economista

    RBoss
    Ott 31, 2021
    amalia mirante, economista, sintesi della settimana
    0

    Apriamo la nostra sintesi settimanale con due eventi internazionali di grande richiamo, almeno mediatico. Il primo è l’incontro che si sta concludendo proprio in queste ore a Roma tra i leader del G20. Ricordiamo che il G20 nasce nel 1999 e riunisce i 20 Paesi che rappresentano, oltre al 60% della popolazione mondiale, l’80% del prodotto interno lordo (PIL) mondiale. È la prima volta che questo evento si svolge in Italia e molti ritengono che il merito stia nella presidenza di Mario Draghi. Forse era davvero un’utopia credere che Paesi così diversi come Arabia Saudita, Cina, Unione Europea, Stati Uniti, Russia, Brasile seduti allo stesso tavolo per 48 ore avrebbero trovato soluzioni incisive e condivise sull’economia e la salute globale. Forse davvero dobbiamo affidarci alla fortuna delle monetine lanciate nella Fontana di Trevi. Le uniche intese siglate finora sono il già tanto decantato accordo sulla tassazione minima globale per le imprese del 15% (chissà ancora per quanti altri eventi internazionali dovremo sentirne parlare) e l’obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione mondiale entro giugno 2022. Come sempre purtroppo il programma su come raggiungere questo obiettivo rimane vago e non vincolante. Esattamente come quello climatico di limitare l’aumento della temperatura globale a 1.5 gradi. Proprio da questo obiettivo ha preso avvio oggi la 26esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) a Glasgow, in Scozia. Per voce del suo presidente, Alok Sharma, sono stati citati i quattro obiettivi chiave che dovrebbero condurre l’agire dei Paesi: ridurre fortemente le emissioni di CO2 e dei gas a effetto serra, proteggere le persone e la natura dai disastri causati dal cambiamento climatico, raccogliere 100 miliardi di dollari per sostenere i paesi in via di sviluppo in questa missione e, infine forse il più difficile, raggiungere il consenso dei governi. Obiettivi decisamente ambiziosi e validi che però al momento devono fare i conti con la possibilità che nei prossimi mesi si sviluppi la più grande crisi energetica mai vissuta nella storia. Questo comporterà ritardi enormi sul fronte produttivo che uniti alle tendenze già in atto, causeranno ulteriori aumenti dei prezzi. E a pagare saranno le classi più deboli, fragili e povere della società. Per questo non è pensabile poter fare politiche climatiche senza che siano condivise dall’economia.

    Economia che scopre per la prima volta nella storia recente, un fatto nuovo: le persone lasciano volontariamente i loro posti di lavoro e le aziende non trovano collaboratori. Negli Stati Uniti questo fenomeno ha preso il nome di Grande Dimissione (Great Resignation) e molti altri Paesi, tra cui Gran Bretagna, Germania e Italia, stanno vivendo una situazione simile. Gli esperti avevano già sottolineato in passato come le giovani generazioni a partire dai Millenials (persone nate tra l’inizio degli anni 80 e metà degli anni 90) avessero un rapporto diverso con il mondo del lavoro e con le ambizioni professionali. Vuoi perché hanno vissuto l’avvento dei social e dell’informazione veloce, vuoi perché hanno toccato con mano le crisi finanziarie e l’instabilità vivendo tuttavia con un livello di benessere elevato, il loro ideale di vita si fonda sull’equilibrio tra lavoro e tempo libero. La carriera professionale non è più un obiettivo in quanto tale, ma eventualmente un mezzo per vivere meglio. Ciò che sta capitando oggi, però non tocca più solo questa categoria, ma sembra essere un fenomeno generalizzato in tutte le età e in tutti i settori economici. Le ragioni che stanno dietro a questi licenziamenti volontari sono molte e variano da Paese a Paese. Alcuni ritengono che la crisi del Covid-19 con le conseguenze dei lockdown, dei confinamenti e del distanziamento sociale ha portato a rivedere le priorità della vita. Per altri, proprio questa interruzione forzata del lavoro unita alle nuove opportunità come il lavoro in remoto, sono diventate al contrario fonte di stimolo per l’apertura di attività in proprio che di conseguenza oggi verrebbero privilegiate. Non possiamo inoltre dimenticare chi, come per esempio il settore sanitario e di cura, in questa emergenza non si è fermato, ma al contrario ha dovuto fare turni massacranti e lavorare in condizioni durissime che sarebbero oggi la causa di molti disturbi. C’è anche chi ritiene che la ragione alla base dei licenziamenti sia da cercare nella generosità degli aiuti messi a disposizione dagli Stati per sostenere i cittadini. Insomma, non sappiamo veramente perché, eppure oggi il mondo sembra andare al contrario: per anni gli economisti si sono scervellati sulla mancanza di posti di lavoro, oggi il problema sembra essere quello della mancanza di persone disposte a lavorare.

    Al contrario di quanto potrebbe avvenire per i dipendenti legati al settore del trasporto aereo. Nelle ultime settimane le notizie non sono per niente rassicuranti. Sappiamo che questo settore è uno di quelli che ha pagato il prezzo più alto della crisi, soprattutto a causa del divieto di viaggiare e del blocco del commercio tra le nazioni. Si stima che ci vorrà ancora qualche anno (almeno fino al 2025) prima di tornare alla situazione pre-pandemica. Nel frattempo si susseguono le notizie di licenziamenti sia tra le compagnie aeree, che negli aeroporti e nelle attività che dipendono dal settore. L’aeroporto di Ginevra licenzia una ventina di collaboratori, quello di Francoforte-Hahn ha recentemente dichiarato la sua insolvenza e quello di Berlino-Brandeburgo, che ha aperto l’anno scorso con un ritardo di otto anni rispetto alle previsioni di costruzione, è già senza liquidità e arrischia il fallimento. Pessime notizie arrivano anche dalle compagnie aeree che proseguono nelle riduzioni già iniziate nei mesi scorsi: ultima in ordine di tempo è la giapponese All Nippon Airways (ANA) taglierà 9’000 posti di lavoro nei prossimi cinque anni. E la situazione non sembra così promettente nemmeno per la nuova Ita Airways, nata da una costola di Alitalia. Checché se ne dica gli effetti e le conseguenze del Covid-19 sono tutt’altro che finiti.

    E gli effetti della crisi vanno avanti a ripercuotersi anche nelle finanze pubbliche che sono state l’argomento trattato questa settimana nel nostro articolo. In Ricchi e Poveri. La perequazione tra i Cantoni ci siamo occupati di spiegare le relazioni che legano i nostri tre livelli istituzionali: Confederazione, Cantoni e Comuni. La Svizzera è fondata sul federalismo, sulla sussidiarietà e sulla solidarietà. E proprio su quest’ultima si basa il meccanismo molto complesso della perequazione finanziaria che noi abbiamo raccontato in maniera semplice. Nell’articolo, inoltre, mettiamo in evidenza le criticità di questo meccanismo che portano il Cantone Ticino a ricevere una quantità di risorse economiche molto limitate. E questo nonostante le difficoltà note da tempo: giovani che emigrano, bassi salari, popolazione più anziana e tasso di frontalieri elevato.

    Trovate qui gli articoli della settimana:

    Ricchi e Poveri. La perequazione tra i Cantoni

    ​​Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:

    La formazione professionale nella rivoluzione industriale 4.0
    Che buono il cioccolato! Ancora più dolce se è sostenibile…
    Novanta franchi per un pieno? L’inflazione è arrivata
    Il vaso di Pandora (papers) è stato aperto: non chiudiamo gli occhi!

    120 secondi
    Non avete voglia di leggermi? Nessun problema: potete guardarmi e ascoltarmi. Trovate i mini video di spiegazione qui e su Instagram (qui).

    TikTok
    E che dire delle pillole di economia di un minuto su Tiktok? A voi il giudizio! Trovate “L’economia con Amalia” (Amalia Mirante555) qui: https://vm.tiktok.com/ZMdg6eHsb/

    L’Economario – il vocabolario di economia
    Vi ricordiamo che il nostro vocabolario di economia vi spiega in parole molto semplici, temi apparentemente complessi e soprattutto perché sono importanti nella nostra vita di tutti i giorni. PIL, consumi, commercio estero, disoccupazione: temi in apparenza complessi che vengono spiegati con parole semplici.

    Ascoltami
    Ma sapete che trovate “L’economia con Amalia” anche su Spotify? Cliccate qui! E se non avete accesso a questa piattaforma, nessun problema: potrete ascoltare la versione audio in fondo agli articoli scritti sul sito. Qui sotto gli ultimi.

    Ricchi e Poveri. La perequazione tra i Cantoni
    La formazione professionale nella rivoluzione industriale 4.0
    Che buono il cioccolato! Ancora più dolce se è sostenibile…
    Novanta franchi per un pieno? L’inflazione è arrivata
    ​Il vaso di Pandora (papers) è stato aperto: non chiudiamo gli occhi!

    In attesa di quello che ci riserverà l’economia la prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!

    Un caro abbraccio,

    Amalia Mirante
    L’economia con Amalia by Amalia1

Associazione ETC

Associazione ETC: un’associazione che è editrice del proprio giornale di informazione online www.eticinforma.ch (dallo storico www.ch-ti.ch – 11.04.2006) e pure del bimestrale cartaceo ETiCinforma Paper (numero zero apparso l’11 settembre 2016), che si occupa, tra le altre attività, anche di comunicazione, relazioni pubbliche, organizzazione come promozione di eventi. Una delle nostre specializzazioni è l’attività di ufficio stampa, di PR, di agenzia fotografica (anche per eventi come matrimoni, cerimonie, ecc.). Collaboriamo con molti media.

Promuoviamo molti progetti a valenza sociale e di solidarietà sul territorio a favore dei meno favoriti. EUREKA per il tuo benessere e RiGnam sensibilizzazione contro lo spreco alimentare.  Ogni due anni Incontro Gastronomico “Al nos mangee…” per valorizzare la Spampezia. IPSI è un progetto dopo Covid che tende a sostenere i piccoli commerci, artisti ed artigiani. Anche il Patrocinio in questioni dedicate ai consumatori a favore degli stessi e non solo è un tema di enorme interesse da parte di ETC. Per le vostre questioni e rivendicazioni, noi di ETC vi patrociniamo.

Prendiamo molto seriamente la tutela dei vostri dati personali e confidenziali, se richiesto ne tuteliamo la vostra privacy

 

Contatti

ROBERTO BOSIA
Presidente Associazione ETC e Direttore ETiCinforma.ch
E-mail: associazione.etc@gmail.com
Cellulare: +41 79 484 98 51
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