Chiesa di San Biagio Bellinzona – Mario Castelnuovo Tedesco -Moses-Ibn-Ezra. Quando il sonno della ragione genera i mostri della guerra e dell’esilio.
Le volte della splendida chiesa romanica di San Biagio a Bellinzona ieri sera, 6 marzo, hanno riverberato la vocalità argentina della soprano Ronja Weyhenmeyer, una giovane promessa della lirica che ha affrontato con piglio e temperamento, alcuni brani del repertorio Mario Castelnuovo Tedesco, con l’accompagnamento della versatile e vibrante chitarra del Maestro Pietro Locatto.
Del celebre compositore italo-americano di ascendenza ebraica, il duo voce-chitarra classica, ha eseguito un ciclo di poemi di un altro “ebreo errante”, Moses-Ibn-Ezra (1055-1135), come lo stesso Castelnuovo Tedesco, costretto all’esilio dalle persecuzioni razziali di quasi un millennio prima. Insieme ai “capricci di Goya” dello stesso compositore, che rievocano come i mostri di guerra, esilio, persecuzione vengano in ogni tempo e a ogni latitudine, immancabilmente generati dal sonno della ragione, il pubblico ha apprezzato la scelta coraggiosa di rispolverare un repertorio di nicchia, sinora poco eseguito, che, nell’attuale contingenza storico-politica, suona quanto mai contemporaneo e parla ancora al cuore dell’ascoltatore dei nostri giorni.
Avremo presto l’occasione di riascoltare questa virtuosa soprano, tedesca di nascita e italiana di adozione, dal timbro deciso e inconfondibile, ne La Sonnambula di Vincenzo Bellini, in programma presso il Palexpo Fevi di Locarno il 23 aprile alle ore 20.
Recensione di Esmeralda Mattei
photo di Roberto Bosia















