INTERROGAZIONE al municipio di Massagno; INFORMARE in LINGUA FACILE e in maniera adeguata, chiara, e rapida
Onorevole signora Sindaca,
Onorevoli signori Municipali,
“La Costituzione e altri atti normativi del Cantone sanciscono l’obbligo per le autorità di
informare adeguatamente la popolazione. La Legge sull’informazione e sulla trasparenza
dello Stato del 15 marzo 2011 (LIT) ribadisce questo principio e lo precisa con norme che
prescrivono di informare in maniera adeguata, chiara e rapida, ove sussista un interesse
generale e non vi si oppongano interessi pubblici e privati preponderanti (informazione
attiva). Inoltre la LIT garantisce ad ogni persona il diritto di accedere ai documenti ufficiali
(informazione passiva). La comunicazione assume particolare importanza per garantire
la libera formazione dell’opinione pubblica, aumentare la fiducia dei cittadini nelle
istituzioni e favorire la loro partecipazione alla vita pubblica.“
Questa è l’introduzione – della quale abbiamo evidenziato le considerazioni più importanti
per la nostra cultura politica – alle DIRETTIVE SULL’INFORMAZIONE E SULLA
COMUNICAZIONE DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO che il Consiglio di Stato ha
emanato il 21 ottobre 2020. Sono le direttive che reggono il dialogo politico di chi si impegna
(e a maggior ragione di chi è obbligato per carica pubblica) a parlare e ad agire con chiara
trasparenza, contando su pari chiarezza nei propri astanti.
Purtroppo, il nostro ottimismo verso l’informazione pubblica ha subito una grossa disillusione
(non è la prima), quando abbiamo affrontato l’esame dell’incarto della pubblicazione
cantonale per la ristrutturazione stradale del comparto Pian Povrò – Cappella Due Mani
(Massagno/Savosa).
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Per oggetti di questo tipo, oltre alle direttive sopraccitate, è da osservare la Legge cantonale
delle strade che, all’art. 8, cita:
“Nell’ambito della pianificazione delle strade il Cantone e i Comuni assicurano
un’adeguata informazione e partecipazione della popolazione ai sensi dell’art. 4 della
legge federale sulla pianificazione del territorio del 22 giugno 1979.”
E l’art. 4 della Legge federale insiste:
“1. Le autorità incaricate di compiti pianificatori informano la popolazione sugli scopi e
sullo sviluppo delle pianificazioni previste dalla presente legge.
2. Esse provvedono per un’adeguata partecipazione della popolazione al processo
pianificatorio.
3. I piani previsti dalla presente legge sono pubblici.”
Purtroppo, non sempre gli atti pubblici sono redatti in modo da essere facilmente e
compiutamente compresi dai cittadini; e l’incarto sopraccitato ne è un esempio lampante
(che riassumiamo nelle ragioni principali):
– E’ la somma di una decina di incarti settoriali, non coordinati fra di loro e redatti con
linguaggi specialistici, lontani da quella “lingua facile” che occorre per favorire
maggiore interesse e comprensione dei cittadini.
– Manca una relazione generale, coordinatrice, che dovrebbe evidenziare i concetti
basilari e illustrare – sempre in “lingua facile” – i cambiamenti che il progetto introduce
nel complesso paesaggistico, ambientale, funzionale e urbanistico, indicandone
chiaramente ragioni, conseguenze e, se necessario, compensazione degli svantaggi
provocati. Risultato di questa mancanza concettuale: il cittadino non è informato
dell’assieme delle finalità progettuali che gli interessano maggiormente,
rispettivamene dei vantaggi o dei sacrifici che gli deriveranno concretamente con
l’attuazione del progetto.
– Per il problema che preoccupa maggiormente la popolazione – quello delle
immissioni foniche – non è citata alcune strategia generale che possa alleviare i
timori. E ciò, nemmeno a protezione dell’area di svago pubblica della Val Gersa nei
confronti della quale il progetto stradale provoca addirittura un supplemento di carico
fonico, talmente elevato da superare il grado di allarme fissato dall’Ordinanza
Federale. Un tale sovraccarico sulla popolazione più sensibile avrebbe dovuto
imporre adeguati cambiamenti al progetto stradale. Ma nell’incarto abbiamo trovato
soltanto l’indicazione che il problema si risolve derogando dai limiti federali (senza
informare adeguatamente su basi, limitazioni, giurisprudenza e rapporti di medici).
– Mancano informazioni sulla consultazione proposta ai Municipi interessati negli anni
passati. Per Massagno, abbiamo unicamente letto che “nel 2022 ha partecipato alla
consultazione“. Riservate le competenze e i limiti di discrezione delle Autorità,
pensiamo che i cittadini dovrebbero essere informati sul livello di gradimento del
proprio Municipio nonché su quali eventuali sue proposte siano state avanzate e
accettate, o meno, da parte del Cantone.
In conclusione, al di là delle critiche di dettaglio, riteniamo che, con questa pubblicazione, le
competenti Autorità non abbiano provveduto a un’adeguata partecipazione della
popolazione al processo pianificatorio.
Il Municipio non ha né le conoscenze specifiche del progetto, né l’attrezzatura, né le
competenze per poter migliorare la presentazione del progetto: ufficialmente, gli resta
unicamente il ruolo del “passa parola”, che lo chiama a predisporre un locale d’esposizione.
Premesso che non spetta al Consiglio Comunale (CC) interloquire sui rapporti
Cantone/Municipio, – nell’interesse generale, anche in vista di una più facile accettazione
dei futuri progetti – riteniamo opportuno che il nostro Municipio cerchi di instaurare un
dialogo più aperto con le Autorità cantonali, affinchè l’opinione pubblica (compreso il CC)
sia informata meglio.
Ci permettiamo di suggerire un’intesa informale Cantone/Comune, per esempio sui
seguenti interventi:
– Da parte del Cantone, gli incarti tecnici siano sempre accompagnati da una relazione
generale con la spiegazione “in lingua facile” degli aspetti di particolare interesse per
la cittadinanza.
– In collaborazione Cantone e Comune, prima di una pubblicazione formale, sia
organizzata una conferenza stampa aperta alla discussione con la cittadinza. In
questa o in un’occasione successiva, Municipio e Consiglio Comunale avranno così
la possibilità (senza l’appesantimento di Messaggi Municipali o Rapporti di Consiglio
Comunale) di apprendere le rispettive posizioni.
Fatte queste premesse, ci permettiamo porre al lodevole Municipio le seguenti domande:
1. Condivide l’opinione che il meticoloso rispetto delle direttive e delle prescrizioni di
legge relative alla trasparenza e completezza dell’infomazione costituisce non
soltanto il rispetto verso la cittadinanza ma anche il richiamo alla fiducia verso gli
assetti politici e, perciò, la sua partecipazione alla vita democratica?
2. Confermato il rispetto delle divisioni di competenza delle diverse istanze politiche
(Cantone, Municipio, Consiglio Comunale) ritiene che il flusso di informazioni fra di
loro debba essere più agile, finalizzato a facilitare la conoscenza, le prese di
posizione e le decisioni nei rispettivi campi?
3. Con speciale riguardo all’esame e alle decisioni su oggetti cantonali di particolare
incidenza sul Comune, concorda sulla necessità di condividere provvedimenti e
coinvolgimenti tali da favorirne la conoscenza diffusa, in modo da facilitarne
l’accettabilità e l’adozione formale?
Per il Gruppo Liberale Radicale
I Consiglieri comunali:
Luigi Testino (Presidente sezionale)
Giorgio Chiappini (Capo Gruppo)
Pier















