Care amiche, cari amici, buona domenica!
Eccoci qui con la prima newsletter del 2026, anno purtroppo iniziato con la gravissima tragedia di Crans-Montana. Alle vittime e ai feriti di questo maledetto rogo, e ai loro famigliari, vanno la nostra più grande solidarietà e rispetto.
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia parla di ricchi e di ricchezza. Secondo il World’s Wealthiest Cities Report 2025 della società di consulenza Henley & Partners, la Svizzera è nei primi posti per quanto concerne la ricchezza finanziaria liquida. Lo studio misura gli attivi finanziari prontamente mobilizzabili detenuti da residenti con almeno 1 milione, 100 milioni o 1 miliardo di dollari (non i patrimoni immobiliari; in CHF: 803’000, 80,3 milioni e 803 milioni). Nella graduatoria 2025 troviamo il Canton Zurigo e il Canton Ginevra che sono trattati come vere e proprie “città-regione”. Zurigo conta circa 77’800 milionari, 180 “centimilionari” e 10 miliardari; Ginevra circa 70’200 milionari, 215 “centimilionari” e 14 miliardari. In rapporto alla popolazione, la concentrazione è tra le più alte al mondo, con stime giornalistiche che indicano circa il 15% di residenti milionari a Ginevra e quasi il 6% a Zurigo. Ma anche Lugano non sfigura e viene citata come centro molto attrattivo per i grandi patrimoni, con circa 40 “centimilionari” e una previsione di crescita superiore al 100% entro il 2035. Ma attenzione a non dormire sugli allori. Lo studio segnala la forte ascesa di Milano che si colloca all’11º posto mondiale con 115’000 milionari, 182 “centimilionari” e 17 miliardari. Milano si afferma come polo dinamico e potrebbe intercettare flussi di capitale che finora privilegiavano le piazze elvetiche. Per la Svizzera, il messaggio è chiaro: la centralità resta solida, ma la stabilità politica, i servizi finanziari specializzati e una fiscalità competitiva non sono più esclusive svizzere.
E chi non vive in Svizzera, ma negli Stati Uniti è Sergey Brin. Il co-fondatore di Google è oggi il terzo uomo più ricco al mondo, grazie all’intelligenza artificiale che ha fatto volare il valore di Alphabet. Secondo le stime più recenti, il suo patrimonio netto ha raggiunto 255,6 miliardi di dollari (205 miliardi CHF), superando Jeff Bezos (Amazon) e Larry Ellison (Oracle), e piazzandosi subito dietro Elon Musk (Tesla) e il suo socio storico Larry Page (Alphabet). Il sorpasso è stato rapido. In 24 ore la ricchezza di Brin è cresciuta di 4,9 miliardi di dollari (3,9 miliardi CHF, +1,9%) grazie all’annuncio della partnership tra Google e Apple. Questo accordo prevede l’integrazione del modello Gemini in Siri e nei servizi di intelligenza artificiale di Apple. Il suo balzo in classifica rafforza un messaggio chiaro: oggi le grandi fortune globali parlano sempre più la lingua della tecnologia. Non a caso, ai vertici della graduatoria dei super-ricchi troviamo quasi esclusivamente imprenditori legati all’intelligenza artificiale e alla tecnologia. Per i mercati è un segnale. L’intelligenza artificiale non è più solo una promessa o una moda passeggera: sta generando valore reale, spingendo Alphabet oltre i 4’000 miliardi di dollari (3’210 miliardi CHF) di capitalizzazione e ridisegnando, ancora una volta, la mappa mondiale della ricchezza.
Mappa che si modifica anche in funzione della tassazione, come mostra la decisione proprio di Sergey Brin e Larry Page che stanno spostando dalla California decine di Limited Liability Companies (LLC) verso Nevada e Delaware. Le LLC sono società a responsabilità limitata usate per intestare e gestire investimenti, partecipazioni e beni patrimoniali. La mossa anticipa la proposta del “2026 Billionaire Tax Act”, che introduce una tassa una tantum del 5% sul patrimonio netto per residenti con oltre 1 miliardo di dollari, calcolata al 1° gennaio 2026. La base imponibile, se questa legge sarà votata, diventerà molto ampia (azioni non vendute, partecipazioni in società private, yacht, jet privati, immobili di investimento, opere d’arte) e includerebbe anche ricchezze non vendute e non monetizzate. Un cambio radicale rispetto al sistema fiscale statunitense che tassa di norma solo redditi e plusvalenze realizzati. Colpire valori stimati “sulla carta” rappresenta quindi un cambio di principio, non solo di aliquota ed è una delle ragioni della reazione immediata dei grandi patrimoni. I trasferimenti delle LLC sono avvenuti tra il 20 e il 24 dicembre 2025 e indicano una pianificazione fiscale anticipata. Il caso è emblematico: la California concentra circa il 22% dei miliardari USA e la proposta ha già acceso un forte dibattito politico. Il segnale è chiaro: quando la tassazione patrimoniale entra nell’agenda, la geografia della ricchezza si muove prima delle leggi.
E di ricchezza, anzi di reddito generato dallo Sport parliamo nel nostro articolo settimanale “Fare sport aiuta… l’economia!” in cui spieghiamo come si misurano e di quanto siano importanti gli effetti del settore sport sull’economia.
Trovate qui gli articoli della settimana
Fare sport aiuta… l’economia!
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