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Care amiche, cari amici, buona domenica!
Finalmente il sole è tornato a scaldare le nostre giornate! E subito annusando l’aria si sentono i profumi delle grigliate che allietano le nostre domeniche e anche le nostre pance. E dopo, perché non approfittarne per una bella passeggiata?
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia comincia dando un’occhiata a quanto sta accadendo a una delle più importanti aziende italiane, Benetton. Da quanto emerge da un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera il fondatore Luciano Benetton ha annunciato che tra qualche settimana lascerà l’azienda in mano a un nuovo gruppo dirigenziale. Benetton è un’azienda tessile fondata nel 1965 a Ponzano Veneto dalla famiglia Benetton. I suoi maglioncini colorati sono diventati il simbolo di questa azienda di abbigliamento per uomo e donna. La società nel tempo si amplierà e aprirà negozi in tutto il mondo grazie al franchising. Questa forma di collaborazione prevede alcune particolarità, tra queste è il fatto che i negozi che sottoscrivono l’accordo devono vendere esclusivamente prodotti di quel marchio. In questi tipi di contratti l’azienda distributrice mette a disposizione i prodotti e il marchio, mentre il rivenditore verserà una percentuale del fatturato, oltre di solito a una somma iniziale per cominciare l’attività. I vantaggi come anche i rischi in questa formula di collaborazione sono più equamente distribuiti rispetto a un negozio classico. Benetton è anche nota per le sue campagne pubblicitarie molto provocatorie su tematiche sociali delicate come il razzismo, l’AIDS, l’emarginazione, l’omosessualità, … Nel corso degli anni addirittura alcuni paesi avevano vietato l’affissione delle campagne spesso create dal fotografo Oliviero Toscani.
Oggi il gruppo ha negozi in 80 paesi del mondo, mentre sono 1’300 le persone che lavorano negli stabili di produzione veneti. Ma che cosa ha portato Luciano Benetton ad annunciare l’abbandono della presidenza? Da quanto dichiarato nell’intervista il management ha portato l’azienda in una situazione finanziaria molto delicata, nascondendo nel corso dei mesi la gravità dei fatti. Nel mese di luglio dell’anno scorso i responsabili hanno presentato una perdita di circa 13 milioni di euro (circa 13 milioni CHF), ma definita dagli stessi dirigenti facilmente sanabile. Cosa che non era vera e in effetti il buco ha raggiunto in poco i 100 milioni. Oltre all’evidente pessima gestione finanziaria Benetton parla anche di un peggioramento nel clima aziendale a causa di un atteggiamento del nuovo gruppo di dirigenti definito arrogante e presuntuoso. Durante l’assemblea che si terrà il 18 giugno quindi Luciano Benetton probabilmente farà un passo indietro, mentre per quanto riguarda il futuro si sta già pianificando un piano di rilancio e un supporto finanziario rilevante da parte della holding Edizione, sempre della famiglia Benetton. Se dunque sarà possibile per l’azienda di abbigliamento continuare la sua storia, sarà difficile dimenticare le parole del suo fondatore: “Io tradito dai manager… mi sono fidato e ho sbagliato”.
E parliamo ora di un altro colosso e del suo manager: Jamie Dimon amministratore delegato di JPMorgan. JP Morgan è la più grande Banca al mondo oltre a essere una delle quattro più grandi banche statunitensi (Bank of America, City Group e Wells Fargo). La società è stata fondata nel 1871. Già un mese fa avevamo avuto la notizia che questo istituto aveva deciso di cambiare “casa” e lasciare gli uffici che occupavano a Wall Street. Sicuramente un passo simbolico molto importante. Ma ancora più importante e soprattutto con conseguenze anche finanziarie sono state le dichiarazioni di Dimon. Da una parte l’amministratore delegato che guida il colosso finanziario dal 2006 ha affermato per la prima volta che andrà in pensione prima di quanto previsto, creando paura tra gli azionisti. Come se non bastasse questa doccia fredda, nella stessa giornata l’amministratore delegato ha smorzato l’entusiasmo di coloro che si aspettavano un riacquisto importante di azioni proprie da parte della stessa JPMorgan (tecnicamente quest’azione si chiama buyback). Dimon ha apertamente dichiarato che il prezzo delle azioni della banca è troppo alto per pensare a un riacquisto; in effetti, il titolo ha guadagnato più del 40% in un anno e si colloca oggi a oltre 200 dollari (185 CHF). Infine, lo stesso dirigente non ha mancato di evidenziare quanto il percorso di riduzione dei prezzi negli Stati Uniti sia più lento del previsto: questo potrebbe portare la Federal Reserve ad aumentare ancora i tassi di interesse in giugni. Per lui quindi il rischio di una situazione economica caratterizzata da prezzi alti e stagnazione economica, la famosa stagflazione, non è ancora scongiurato. L’effetto delle sue dichiarazioni non ha tardato e lo stesso giorno il valore delle azioni si è ridotto del 4.5%. Tranquillizziamo gli azionisti: la corsa a rialzo è ricominciata il giorno successivo…
E chiudiamo con il nostro articolo settimanale in cui abbiamo spiegato che “Il tempo libero costa tanto“. La creazione di un “nuovo” indicatore dell’andamento dei prezzi dei beni e servizi legati al tempo libero è stata l’occasione per spiegare quanto gli indici contengano al loro interno beni molto diversi ed è per questo che ogni volta che parliamo di aumento dei prezzi dobbiamo andare a individuare i veri fattori che ne sono la causa.
Trovate qui gli articoli della settimana
Il tempo libero costa tanto
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
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Politica: Giù le mani dalla Banca Nazionale Svizzera
Svizzera La crisi mondiale si fa sentire anche in Svizzera
120 secondi
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L’Economario – il vocabolario di economia
Vi ricordiamo che il nostro vocabolario di economia vi spiega in parole molto semplici, temi apparentemente complessi e soprattutto perché sono importanti nella nostra vita di tutti i giorni. Inflazione, PIL, consumi, commercio estero, disoccupazione: temi in apparenza complessi che vengono spiegati con parole semplici.
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In attesa di quello che ci riserverà l’economia la prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante















