INTERROGAZIONE (art. 98 LGC)
Spettacolo teatrale “Pìnolo” nelle scuole elementari: informazione ai genitori e diritto di
dispensa
Presentata da: Maria Pia Ambrosetti
Cofirmatari: Beretta Piccoli – Cotti – Mirante – Ostinelli – Soldati – Zanetti
Data: 24 febbraio 2026
Numero: 22.26
Testo:
Giovedì 22 gennaio si è svolto presso l’istituto scolastico di Manno uno spettacolo teatrale
destinato agli allievi di quarta e quinta elementare1. Ai genitori sarebbe stato comunicato
l’evento con un preavviso di soli due giorni e senza una descrizione dettagliata dei
contenuti della rappresentazione.
Secondo la documentazione dello spettacolo “Pìnolo”, esso affronta il tema degli stereotipi
legati al genere e propone una narrazione incentrata sulla libertà di scelta e
sull’abbattimento di pregiudizi. Dalla medesima documentazione risulta che la storia ruota
attorno alla protagonista Pina, che si sente esclusa perché non si conforma agli stereotipi
di genere tradizionali.
Alcuni genitori hanno espresso perplessità in merito sia ai contenuti sia alla modalità con
cui l’iniziativa è stata comunicata. In particolare, viene segnalato che il titolo “Pìnolo”
avrebbe un significato colloquiale in romanesco riferito all’organo genitale maschile, e che
nello spettacolo comparirebbe una figura denominata “fata Smerdolina”, elemento che ha
suscitato ulteriori interrogativi sull’adeguatezza del linguaggio per bambini di scuola
elementare.
I teatranti avrebbero inoltre usato un linguaggio quanto meno improprio per bambini di
quell’età, per esempio:
• I bambini che prendono in giro Pina la deridono gridando: «Lei non ha il pisello!»,
accompagnando lo scherno con il gesto della “L” sulla fronte, tipico dello slang
adolescenziale per indicare qualcuno come “perdente”.
• Un altro elemento simbolico è rappresentato dalla “lumaca”, che consola Pina
spiegandole che è normale essere maschio e femmina, proprio come la lumaca stessa,
che è ermafrodita. In questo modo il racconto introduce l’idea che tale condizione sia
naturale, veicolando implicitamente un messaggio valoriale.
Secondo quanto riferito, il direttore dell’istituto avrebbe indicato che l’iniziativa proveniva
dal Comune.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo al Consiglio di Stato:
1 https://www.nardinocchimatcovich.it/pinolo/
1. Lo spettacolo “Pìnolo” è stato o sarà proposto anche in altri istituti scolastici del
Cantone? Se sì, con quali modalità?
2. Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport era a conoscenza di questa
iniziativa? È prevista una procedura di approvazione o coordinamento per spettacoli di
questo tipo?
3. Ritiene il Consiglio di Stato che un preavviso di soli due giorni ai genitori, senza una
descrizione dettagliata dei contenuti, sia conforme ai principi di trasparenza e
collaborazione scuola-famiglia?
4. Non ritiene opportuno che, per iniziative che trattano temi sensibili sotto il profilo
educativo e valoriale, venga fornita ai genitori una presentazione chiara e completa dei
contenuti?
5. I genitori hanno il diritto di chiedere la dispensa dei propri figli dalla partecipazione a
tali attività qualora ritengano che i contenuti non corrispondano alla propria sensibilità
educativa? In caso affermativo, con quali modalità?


















