Con un’interpellanza depositata oggi in Gran Consiglio, chiediamo chiarezza sull’applicazione della scheda R6 del Piano direttore cantonale e sul reale stato del dimensionamento delle zone edificabili in Ticino.
La procedura introdotta dopo la revisione della Legge federale sulla pianificazione del territorio attribuisce al Cantone un ruolo centrale di coordinamento, verifica e controllo.
La Confederazione ha fissato limiti chiari: il Ticino non può ampliare le proprie zone edificabili e deve rispettare un quadro complessivo di crescita stimato in 30’000 abitanti e 17’000 posti di lavoro nei prossimi 15 anni. Il Cantone è inoltre tenuto a garantire monitoraggio, trasparenza e parità di trattamento tra i Comuni.
Oggi però mancano dati pubblici consolidati: non è noto quanti Comuni siano formalmente sovradimensionati, se il limite cantonale complessivo sia stato rispettato e se tutte le correzioni richieste dal Consiglio federale siano state applicate in modo uniforme.
Il Dipartimento del territorio ha compiti di vigilanza, validazione dei calcoli e coordinamento cantonale. Se vi sono ritardi, opacità o disparità di trattamento, occorre verificare anche le responsabilità cantonali.
L’interpellanza chiede risposte puntuali su trasparenza dei dati, rispetto dei limiti federali, gestione delle deroghe per interessi cantonali e monitoraggio effettivo dello sviluppo territoriale.
In gioco non vi sono solo questioni tecniche, ma diritti di proprietà, parità di trattamento tra cittadini e credibilità istituzionale.














