“Allenatori, docenti, funzionari, parroci… in Ticino nessuna regione è risparmiata dagli abusi sessuali ai danni di minorenni. Eppure, dopo ogni scandalo, cala il silenzio.”
Con queste parole le deputate Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo (Più Donne) lanciano un forte atto politico: un’interpellanza al Consiglio di Stato per chiedere cosa stia facendo – e cosa intenda fare – per prevenire, intercettare e contrastare gli abusi sui minori.
Le deputate denunciano il vuoto istituzionale e la mancanza di un sistema unico di segnalazione: “non si può lasciare che siano i giovani a farsi giustizia da soli perché lo Stato resta in silenzio. Servono strumenti chiari, accessibili e credibili.”
Più Donne sottolinea come, nonostante l’aumento dei casi e la ricorrenza di episodi in diversi contesti sociali, non siano state rafforzate le misure di prevenzione, formazione e sensibilizzazione, né nella scuola né nelle strutture pubbliche.
Le parlamentari chiedono quindi al Governo di chiarire:
quali programmi di prevenzione siano attivi nel Cantone;
se esistano campagne specifiche rivolte a minori, genitori, educatori e allenatori;
come la scuola aiuti i giovani a riconoscere i segnali di manipolazione e disagio;
e se vi siano strumenti concreti per favorire denunce tempestive e protezione delle vittime.
“La prevenzione è cultura: bisogna insegnare a riconoscere i segnali del disagio e non ignorarli. Ogni silenzio, ogni ritardo, è una ferita in più per chi subisce.”
Più Donne invita il Consiglio di Stato a rompere il silenzio e a rendere la protezione dei minorenni una priorità reale e condivisa, non solo un tema da scandali mediatici.















