I SERVIZI DI ETC A FAVORE DEL PROSSIMO - PER DARVI UNA MANO (ed/24012025)
ETICINFORMA.CH BLOG DAL 11 APRILE 2006; i nostri numeri !
26 MAGGIO 2026 - ARRIVO DI TAPPA DEL GIRO D'ITALIA A CARÌ (FAIDO)
NARCI, TI AMO, presentazione libro a Mendrisio 16 giugno 2026
Fiera di Faido e Valli dal 30 al 31 maggio 2026
RELLANA GIOIELLI
IN RISPETTOSO SILENZIO E IN PREGHIERA
LUNA DESIGN - ARTE IN CEMENTO
PRIORITA' DI PUBBLICAZIONE SUI MEDIA ETC GROUP
FAIDO FIT-FUN - eventi e tempo libero
CONTROINFORMAZIONE by Roberto di ETC ¦ leggiamo dentro le righe le notizie con spirito critico
NEWSLETTER ETC abbonati iscrivendoti per E-mail
PUBBLICITÀ & ABBONAMENTI  grazie per sostenerci!
DOVE POTETE LEGGERE #fattoreETC LA RIVISTA BIMESTRALE CHE PARLA DIRETTAMENTE ALLA GENTE!
RADAR IN TICINO - PREVENZIONE LA CHIAMANO!
NOTIFICA TASSAZIONE ... ai nostri abbonati condizioni di favore!
TICINO & LAVORO  offri e cerchi lavoro, allora iscriviti!
RIGNAM - sensibilizzazione contro lo spreco alimentare (ETC)

ETiCinforma

Da un progetto editoriale avviato in aprile 2006 (www.ch-ti.ch)
Diamo valore alle persone che vivono sul territorio e alle loro iniziative
che aiutano l’economia dei comuni e il benessere generale.

  • ETC
    • Chi siamo
    • ETC Ufficio Stampa
    • #fattoreETC (bimestrale) ABBONARSI
    • Disinformazione secondo ETC
    • Redazionale
    • Lettere utenti
    • Eticinforma.ch ¦ i numeri
    • Matteo Tenchio, ultramaratoneta
    • Come inviare comunicati/altro
  • News
    • Cronaca
    • Sport
    • Tecnologie
    • Artigianato
    • Politica
    • Economia
    • Mondo animale
    • L’agricoltore
    • Ambiente
    • Benessere-salute
    • Mondo Motori & Circolazione
  • Eventi
    • Calendario
    • Di eventi…
    • ETC vola a Milano Expo 2015
    • Corsi e concorsi
  • Cultura
    • Info cultura
    • Libri e riviste
    • Musica novità
    • Religione
  • Sapori
    • Info gusto
    • Spampezi
    • Lugano, Città del Gusto 2018
    • Di bacco
    • ETC visita
    • Un biglietto da visita Ristorazione
    • RiGnam contro lo spreco alimentare
    • “Al nos mangee…”
  • Turismo
    • Turismo News
    • Y Love Faido
    • Appunti di viaggio del Salce
    • Garda Wine Stories 5-8giugno2024
    • Valicando i confini
    • e-Bikeriamo in gruppo
  • Diversi
    • LUNA DESIGN
    • TicinoINforma – salotto benessere
    • TASSAZIONI
    • Rellana Gioielli, non solo un Brand
    • Daniela Gentile, Mondo Animale
  • Previdenza
    • L’Avvocato
    • Cassa malattia
    • Ipoteche
    • Assicurazioni vita, 3° pilastri
  • Sensibilità
    • Socialità
    • Volontariato
    • Scuola ticinese
    • Mondo giovanile
    • BRASILE nutriamo
    • DiversoConsumo
  • EUREKA
    • MINI VANESSA Testimonial Eureka
    • Curatele ETC
    • #ioscelgome
    • amicoETiCar
    • PARAMITA di Nadia Rastelli
    • Cronaca & Eventi Eureka
30 04 2026 ¦ Sprunger e il suo Friborgo sbancano Davos e vincono il primo titolo di Campioni Svizzeri all’OT
21 04 2026 ¦ Attenzione agli imbrogli: ti avvicinano, non si sa come hanno i tuoi e mail e dopo 30 minuti ti chiedono soldi in cambio di…
01 04 2026 ¦ Da fonti bene informate sembra che il comprensorio di Carì interessi ad un pool di investitori sauditi… grossa opportunità turistica!
08 03 2026 ¦ Festa della donna celebra i diritti femminili… deve essere giornata di riflessione!

Le ultime news di ETiCinforma.ch

  • INIZIATIVE ELABORATE ¦ Risanamento finanziario e non solo pareggio dei conti entro 2025: 3 Singoli Decreti legislativi

    RBoss
    Set 22, 2021
    iniziative elaborate, pareggio finanze cantonali, singoli decreti
    0

    Lo squilibrio finanziario, l’esplosione della crescita della spesa, l’ingente carico del debito pubblico, sono ormai noti a tutti.

    Come a tutti è noto, che negli ultimi dieci anni le presunte manovre di correzione dei conti abbiano portato a saltuari e fortuiti pareggi dei conti tramite l’aumento delle entrate (gettito di imposte e proventi federali) senza mai incidere sulla spesa.

    Un vero e proprio risanamento finanziario, che significa rivedere la spesa in funzione di mantenere in pareggio i conti nel tempo e non solo sporadicamente, non è mai stato affrontato.

    L’ultimo lavoro di questa portata fu fatto nella ormai lontanissima legislatura 1995-99, con una manovra spalmata sul alcuni anni e che ha permesso di correggere l’aumento della spesa di oltre 450 milioni di franchi.

    Come detto da oltre 20 anni si parla a sproposito di risanamento e di revisione dei compiti senza mai concretizzare le intenzioni e le eccessive espressioni declamatorie dei dibattiti parlamentari. Passato l’esercizio di voto sul Preventivo di turno, chi ha fatto le promesse di correzione se ne guarda bene di attuarle; speculando che le entrate aumentino sempre e che bastino per minimizzare i danni, i deficit e i debiti di una spesa ormai fuori controllo da oltre un decennio.

    Gli esercizi di risanamento delle finanze pubbliche non sono mai e da nessuna parte facili. Si dividono in due categorie: i tagli lineari o il freno mirato della crescita.

    I tagli lineari hanno il vantaggio di produrre effetti a breve termine, ma lo svantaggio che passato il momento la spesa riprende a crescere come prima del taglio. I freni alla crescita della spesa, invece hanno un’incidenza più lenta, ma il vantaggio è che sono duraturi nel tempo perché richiedono la ristrutturazione del modo di spendere.

    Di fronte agli anni che passano senza che succeda niente, salvo affidarsi alla buona stella, noi riteniamo che sia giunto il momento di agire con dei freni mirati della crescita con l’obiettivo di avere entro il 2025 una spesa da una parte ristrutturata e rimodellata adeguatamente nella sua crescita, dall’altra distribuita in funzione dell’efficienza e dell’efficacia dell’intervento selettivo statale.

    Prima di entrare nel merito tecnico dei provvedimenti proposti, permetteteci alcune osservazioni generali.

    Il risanamento dei conti può avvenire solo grazie a due condizioni:

    a) Politica: l’amministrazione e i politici spendono in modo parsimonioso ed economico, azioni indispensabili per contenere le uscite dello Stato.

    b) Economica: la crescita economica produce maggiori redditi per le persone (salari da lavoro) e per le aziende (utili); due fonti di reddito indispensabili per l’aumento delle entrate dello Stato.

    In mancanza di queste due condizioni, e del loro equilibrio, i risultati dello Stato sono deficitari. I deficit possono essere momentaneamente coperti con i debiti, che si trasformano però in nuove imposte per i contribuenti.

    La situazione in cui ci troviamo, dopo oltre un decennio, inefficace sia di politica economica e che di politica finanziaria, è la peggiore con la quale ci si potrebbe confrontare:

    – La crescita della spesa pubblica non ha incentivato la produzione di valore aggiunto economico e non ha contenuto il malessere sociale.

    – La crescita del PIL non ha prodotto valore aggiunto con ricadute positive in termine di migliori salari, aumenti di posti di lavoro, maggiori utili per l’economia locale.

    La prima, un decennio di politica finanziaria da parte dello Stato improntata sul “tassa e spendi”. Significa che la spesa statale è stata lasciata crescere senza redini, a fronte di un PIL del 17% è cresciuta del 23%; come dire che ogni anno si spende ben oltre alla ricchezza che si riesce a creare in Ticino; creando una voragine di deficit a colpi di 200 milioni l’anno nonostante che tasse e balzelli non siano mai diminuite, anzi. Tutto questo porta il debito pubblico ormai sui 3 miliardi; siamo il terzo peggior cantone per crescita del debito in una sola generazione (+103%) e il settimo peggiore per il debito pro-capite nel 2019; a dover pagare i debiti nel prossimo futuro saranno il ceto medio e i giovani che sono ancora sui banchi di scuola. Il Cantone spende ormai 455’000 all’ora 24H/24 e 7 giorni/7; ogni produce quasi 1 milione di debito in più. Notasi che in questo periodo, molti nostri tentativi di frenare la spesa, di investire selettivamente nell’economia e di sgravare fiscalmente il ceto medio e le imprese sono stati rigettati sia da Governo che da Parlamento. Gli stessi che hanno introdotto il moltiplicatore cantonale automatico di imposte e non vogliono che il popolo che paga si esprima su certe spese (referendum finanziario obbligatorio)!

    La seconda, una politica economica decennale, marginale e che non ha saputo mantenere le posizioni raggiunte prima. È stata promossa una crescita che lascia poco sul territorio. Il PIL è cresciuto del 17%, il PIL pro-capite solo del 9%, ma i salari mediani sono rimasti piatti (+4%) che significa diminuiti, alcuni salari mediani in settori qualificati addirittura scesi del 10-15%, il reddito imponibile dei residenti è aumentato solo del 7%, il gettito di imposte delle aziende diminuito del 12%; l’esportazione è regredita di 1 miliardo di franchi cioè del 12.5%; i pernottamenti in albergo sono scesi del 16% cioè di 450’000. Una piazza finanziaria che si è dimezzata. (Sul coté mercato del lavoro è ancora peggio; nonostante la crescita del PIL l’occupazione dei residenti (svizzeri e stranieri domiciliati) è diminuita del 2%, quella degli stranieri è invece aumentata del 36%. In particolare, i frontalieri sono aumentati del +57%, gli stranieri dimoranti del 72%, non nel secondario rimasto in linea con i dieci anni prima, ma nel terziario. In conseguenza al mercato del lavoro ormai saccheggiato, dai cancelli aperti, sia sui posti che sui salari; l’assistenza pubblica è aumentata del 38%, la disoccupazione ILO del 18%, la popolazione a rischio povertà del 43.5% e il malessere sociale in generale del 23% (Welfare index).

    In sintesi, l’interventismo dello Stato (statalismo o politica Keynesiana che dir si voglia), nonostante le centinaia di milioni di franchi spesi nel decennio che ha preceduto il Coronavirus, è stato fallimentare sia dal punto di vista economico che sociale.

    Di fronte a questa situazione e a queste condizioni di partenza, chi ritiene che il risanamento finanziario dei prossimi anni possa avvenire grazie a maggiori entrate e alla crescita economica: “basta attendere e aumentare ancora la spesa statale”, sta prendendo lucciole per lanterne.

    Il ruolo della spesa pubblica va ridimensionato e soprattutto ormai sfatato il mito dell’effetto moltiplicatore che essa genererebbe. Infatti, oggi, toglie a qualcuno per dare ad altri, ma non genera più nulla in più. La globalizzazione e l’accentramento delle decisioni politiche hanno annullato l’effetto leva un po’ ovunque in Occidente, figuriamoci localmente da noi! Per questo occorre fare solo ciò che è necessario, non ciò che la politica fantasiosamente suppone potrebbe essere “nice to have”.

    La spesa pubblica, come la centralizzazione decisionale e la burocratizzazione operativa stanno diventando il problema, non la soluzione. La sua inefficienza e inefficacia in molti campi, dopo un decennio sono lì da vedere.

    Quindi da una parte spendere meno e meglio; dall’altra lasciare più soldi nelle tasche dei cittadini e delle imprese.

    Escludendo le mosse estreme e impossibili:

    – aspettare che la crescita economica da sola copra le centinaia di milioni di deficit annuali

    – aumentare le imposte del 20% a tutti i contribuenti per coprire i deficit

    – credere nella “conversione parsimoniosa” dei politici che finora hanno usato il “tassa e spendi”

    – sperare nel condono da parte dei creditori che finanziano i debiti

    e considerato che lo Stato svolge suppergiù circa 500 compiti attraverso circa 300 uffici amministrativi, risaputo che la maggioranza dei politici da anni ritiene che tutti questi compiti siano irrinunciabili, insostituibili, indispensabili, non selezionabili ma da incrementare; stiamone certi, la revisione dei compiti non avverrà mai perché nessuno vuole tagliare il “ramo su cui è seduto”. La resistenza di una parte di Deputati sulla recentissima proposta dell’emendamento di risanamento generale dei conti entro il 2025, da noi presentato nel dibattito sul Consuntivo 2020 poi ritirato e trasformato in Iniziativa Elaborata sottoscritta da altri deputati; è la prova della fatica a scalfire il tabù che le spese non si toccano.

    Del resto, un documento di lavoro del DFE del lontano 2004 (17 anni fa!) che proponeva per la prima volta come affrontare la revisione dei compiti, dopo una prima lettura da parte di Governo e Commissione della gestione, è scomparso negli archivi dello Stato…

    Non ci resta che agire in modo razionale, pragmatico e senza pregiudizi sulle singole leve che spingono la spesa statale fuori rotta e a livelli impossibili da coprire attraverso la normale crescita delle entrate.

    Per questa ragione sulla base dell’esperienza proponiamo di intervenire con tre decreti specifici sui generi di spesa trasversali ai Dipartimenti:

    – sui costi del personale

    – sui costi di funzionamento amministrativo (beni e servizi)

    – sui trasferimenti di soldi (sussidi)

    Soltanto ponendo dei vincoli precisi e misurabili di anno in anno a queste spese, si riuscirà a frenarne l’aumento sconsiderato.

    Siccome i politici di Governo e Parlamento hanno da tempo dimostrato, nonostante la voce grossa e le sortite declamatorie, di non saper domare le dinamiche di questi generi di spesa attraverso la loro azione, il loro potere discrezionale e la loro volontà; riteniamo necessari dei provvedimenti legislativi di disciplina finanziaria.

    Con le 3 iniziative elaborate che presentiamo sotto forma di 3 singoli Decreti legislativi con data di scadenza, introduciamo una serie di misure vincolate da attuare per correggere l’aumento di queste spese dal 2022 al 2025 con l’obiettivo di pareggiare il conto economico entro il 2025.

    In sintesi le misure disciplinari:

    – la spesa del personale globale potrà crescere annualmente solo pari al valore dell’indice nazionale dei prezzi

    – la spesa per beni e servizi dovrà essere bloccata al livello del Consuntivo 2020

    – la spesa per sussidi, esclusi quelli diretti alle persone, al netto delle entrate potrà crescere annualmente solo del 2%

    I tre singoli decreti contengono i dettagli per l’applicazione e l’attuazione di questi vincoli finanziari.

    Per il Gruppo UDC: Sergio Morisoli, Paolo Pamini, Lara Filippini, Roberta Soldati, Daniele Pinoja, Tiziano Galeazzi e Edo Pellegrini

Associazione ETC

Associazione ETC: un’associazione che è editrice del proprio giornale di informazione online www.eticinforma.ch (dallo storico www.ch-ti.ch – 11.04.2006) e pure del bimestrale cartaceo ETiCinforma Paper (numero zero apparso l’11 settembre 2016), che si occupa, tra le altre attività, anche di comunicazione, relazioni pubbliche, organizzazione come promozione di eventi. Una delle nostre specializzazioni è l’attività di ufficio stampa, di PR, di agenzia fotografica (anche per eventi come matrimoni, cerimonie, ecc.). Collaboriamo con molti media.

Promuoviamo molti progetti a valenza sociale e di solidarietà sul territorio a favore dei meno favoriti. EUREKA per il tuo benessere e RiGnam sensibilizzazione contro lo spreco alimentare.  Ogni due anni Incontro Gastronomico “Al nos mangee…” per valorizzare la Spampezia. IPSI è un progetto dopo Covid che tende a sostenere i piccoli commerci, artisti ed artigiani. Anche il Patrocinio in questioni dedicate ai consumatori a favore degli stessi e non solo è un tema di enorme interesse da parte di ETC. Per le vostre questioni e rivendicazioni, noi di ETC vi patrociniamo.

Prendiamo molto seriamente la tutela dei vostri dati personali e confidenziali, se richiesto ne tuteliamo la vostra privacy

 

Contatti

ROBERTO BOSIA
Presidente Associazione ETC e Direttore ETiCinforma.ch
E-mail: associazione.etc@gmail.com
Cellulare: +41 79 484 98 51
Associazione ETC editore
Eventi - Turismo - Cultura
****************************** Diamo la priorità alla pubblicazione di comunicati in genere a chi è abbonato al nostro Magazine bimestrale #fattoreETC (frs 35.- per 6 numeri all'anno oppure è nostro Sponsor e/o partner. ****************************** I vostri comunicati devono pervenirci per mail in Word (Times New Roman 14) con allegato una o più fotografie (> 0,5 GB). Ogni comunicato che non rispetta questi parametri, può non venire preso in considerazione.
LINEA EDITORIALE E LO STAFF ...
RAGGIUNGICI SU FACEBOOK
RAGGIUNGICI SU ISTAGRAM
RAGGIUNGICI SU TWITTER
© Copyright 2006 - 2021 Associazione ETC – No Profit, casella postale 1013, 6760 Faido - Switzerland. All Rights Reserved.