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Le ultime news di ETiCinforma.ch

  • Iniziativa ¦ Prodotti locali come prima scelta negli eventi e nelle manifestazioni sostenuti dall’ente pubblico

    RBoss
    Ago 19, 2026
    #fatotreetc, eticinforma.ch, eventi, iniziativa parlamentare, prodotti locali come prima scelta, promossi da ente pubblico, sem genini
    0

    Prodotti locali come prima scelta negli eventi e nelle manifestazioni sostenuti dall’ente pubblico
    ________________________________________
    Presentata da: Sem Genini, Michele Guerra e Omar Balli
    Cofirmatari: Giovanni Berardi, Roberta Soldati, Alessandro Corti, Sara Demir, Beppe Savary-Borioli, Lea Ferrari, Lisa Boscolo, Maria Pia Ambrosetti, Mauro Minotti, Maddalena Ermotti Lepori, Simona Buri, Aron Piezzi, Patrick Rusconi, Fabio Schnellmann, Giovanni Capoferri, Alex Gianella, Alessandro Cedraschi, Alessandro Mazzoleni, Tiziano Zanetti
    Data: 19 agosto 2026
    Numero: Non compilare (Viene compilato dai Servizi)

    Testo dell’iniziativa parlamentare elaborata
    Premessa
    Le difficoltà di smercio dei prodotti agricoli ticinesi e, più in generale, svizzeri sono note e la situazione resta critica. Il 25 agosto 2025 il deputato Alessandro Corti e numerosi cofirmatari hanno depositato tre iniziative parlamentari elaborate (IE 831, IE 832 e IE 833) e la mozione 1862, volte a promuovere il consumo di prodotti locali nella refezione pubblica, parapubblica e degli enti sussidiati. Con il messaggio n. 8678 del 22 aprile 2026, il Consiglio di Stato ha riconosciuto l’importanza dell’obiettivo e si è dichiarato favorevole a una più chiara promozione dei prodotti agroalimentari locali nell’offerta della ristorazione collettiva pubblica.
    Quel pacchetto di atti si concentra tuttavia sulla refezione collettiva. Rimane privo di una disciplina coerente l’ambito delle manifestazioni e degli eventi che si svolgono in Ticino e che, in forme diverse, beneficiano dell’intervento pubblico. La presente iniziativa parlamentare elaborata colma questa lacuna e traduce in una base legale direttamente applicabile il principio secondo cui il sostegno della collettività deve generare, in misura ragionevole, anche un ritorno per le filiere agricole e agroalimentari del territorio, oltre a impreziosire notevolmente l’offerta turistica.
    Manifestazioni ed eventi: una vetrina del territorio
    Festival, manifestazioni culturali, sportive, turistiche, ricreative e istituzionali non sono soltanto occasioni di incontro: richiamano pubblico, generano pernottamenti e consumi e contribuiscono all’immagine del Ticino. La loro offerta di cibi e bevande è parte integrante dell’esperienza proposta ai partecipanti e costituisce una vetrina immediata delle produzioni, delle tradizioni e dell’innovazione del territorio.
    Quando un organizzatore riceve un sussidio, una sponsorizzazione, una garanzia, una prestazione in natura oppure l’uso gratuito o agevolato di spazi e infrastrutture cantonali, è ragionevole che tale sostegno produca anche una minima reciprocità. Non si tratta di vietare i prodotti non ticinesi né di imporre un’offerta uniforme, ma di assicurare che una parte adeguata e riconoscibile dell’assortimento valorizzi concretamente il territorio che ospita e sostiene l’evento.
    La risoluzione adottata all’unanimità dalla Camera cantonale dell’agricoltura, intitolata «Prodotti locali: ripartire dalle basi per valorizzare il territorio» (https://www.agriticino.ch/wp-content/uploads/2026/05/prodotti-locali.pdf), esprime con chiarezza questa esigenza. Vino, latticini, carni, ortaggi e altri prodotti locali rappresentano cultura, tradizione, innovazione e lavoro; la loro presenza negli eventi rafforza la filiera corta, la promozione turistica e l’identità stessa della manifestazione. Il principio indicato è semplice: locale come prima scelta, svizzero come alternativa ed estero solo come eventuale ripiego. Dello stesso tenore anche le richieste formulate in varie occasioni dall’Interprofessione della Vite e del Vino Ticinese e da altre associazioni legate al territorio. E tutto questo in piena conformità con un contesto globale in cui si affrontano tutti gli aspetti della filiera corta, che è la richiesta di legge di applicazione della sovranità alimentare, i cui principi di base sono stati inseriti nella Costituzione cantonale il 13 giugno 2021 dopo approvazione popolare.

    Un precedente utile e i limiti del diritto superiore
    Il Canton Vaud ha già imboccato questa strada. Una mozione parlamentare accolta nel maggio 2026 chiede di vincolare le manifestazioni sovvenzionate alla valorizzazione della produzione vitivinicola cantonale. La legge vodese sull’agricoltura contiene inoltre un principio di esemplarità dello Stato, in virtù del quale sono favoriti i prodotti agricoli locali nelle manifestazioni organizzate dai servizi cantonali o beneficiarie di sussidi, con espressa riserva della legislazione sugli appalti pubblici.
    Il rispetto del diritto superiore è decisivo. Nel messaggio n. 8678 il Consiglio di Stato ha rilevato che un criterio di aggiudicazione fondato esclusivamente sull’origine locale è difficilmente conciliabile con la legislazione sul mercato interno e che la promozione dei prodotti locali non può essere realizzata, in modo generalizzato, mediante un criterio preferenziale nelle commesse pubbliche. Ha tuttavia ricordato la possibilità di utilizzare specifiche tecniche legate, per esempio, alla stagionalità e ha riconosciuto l’opportunità di una base legale più esplicita per promuovere i prodotti locali.
    La soluzione proposta tiene conto di tali limiti. Non modifica la legislazione sulle commesse pubbliche, non riserva gli acquisti a determinati fornitori e non introduce un obbligo di esclusività. Inserisce invece nella Legge sull’agricoltura un principio di esemplarità del Cantone e una base formale per subordinare il sostegno pubblico a requisiti minimi, proporzionati e verificabili concernenti l’impiego e la visibilità dei prodotti locali. La legislazione federale e intercantonale, in particolare quella sugli appalti pubblici e sul mercato interno, è espressamente riservata.
    La Legge sui sussidi cantonali consente già all’autorità di stabilire oneri e condizioni necessari a garantire un impiego del sussidio conforme al suo scopo e prevede il controllo del loro adempimento. L’iniziativa completa questo meccanismo con un rinvio espresso alla nuova disciplina agricola, così che le condizioni relative ai prodotti locali siano applicate in modo coerente dalle diverse istanze cantonali che sostengono manifestazioni ed eventi.

    Contenuto della proposta
    La modifica legislativa si fonda su cinque elementi complementari:
    1. Esemplarità del Cantone. Negli eventi organizzati o co-organizzati dal Cantone, l’offerta di cibi e bevande deve assicurare una presenza adeguata e chiaramente riconoscibile di prodotti locali, anche quando la ristorazione è affidata a terzi.
    2. Condizionalità del sostegno. Sussidi, sponsorizzazioni, garanzie, prestazioni in natura e uso gratuito o agevolato di beni e infrastrutture cantonali sono subordinati, quando l’evento prevede un’offerta organizzata di cibi o bevande, a requisiti minimi concernenti l’impiego e la visibilità dei prodotti locali.
    3. Proporzionalità e deroghe. Gli obblighi sono graduati secondo l’entità e la natura del sostegno, la dimensione e la tipologia dell’evento, la disponibilità, la stagionalità e le quantità necessarie. Sono previste deroghe motivate e procedure semplificate per le piccole manifestazioni senza scopo di lucro fondate prevalentemente sul volontariato.
    4. Criteri oggettivi e coordinamento. La legge definisce la nozione di prodotto locale; il Consiglio di Stato disciplina soglie, quote o misure equivalenti, modalità di calcolo, documentazione e controlli. La Sezione dell’agricoltura coordina l’applicazione tecnica e formula un preavviso soltanto per gli eventi di maggiore rilevanza individuati dal regolamento.
    5. Accompagnamento dei Comuni e delle filiere. Il Cantone mette a disposizione degli enti locali modelli di regolamento, direttiva e clausole e collabora con le organizzazioni dei produttori e di categoria per facilitare approvvigionamento, aggregazione dell’offerta e logistica, nel rispetto dell’autonomia comunale.
    Attuazione graduale e controlli
    Il regolamento non dovrà imporre una percentuale unica e indifferenziata. Potrà invece definire fasce graduate: una soglia minima al di sotto della quale si applicano obblighi più bassi; requisiti essenziali di presenza e visibilità per i sostegni di entità intermedia; quote quantitative o più categorie merceologiche per le manifestazioni che ricevono un apporto pubblico rilevante. A seconda della natura dell’evento, il calcolo potrà riferirsi al valore degli acquisti, al numero delle referenze offerte oppure a misure equivalenti, evitando adempimenti formalistici che non producono un risultato concreto.
    La verifica deve poggiare su strumenti semplici. In sede di domanda l’organizzatore potrà presentare un breve piano dell’offerta; a consuntivo potrà attestare l’adempimento mediante una lista dei prodotti e, ove necessario, la relativa documentazione d’acquisto. I controlli potranno essere sommari o a campione. L’inosservanza delle condizioni sarà trattata con gli strumenti ordinari della legislazione sui sussidi, secondo gravità e proporzionalità, senza introdurre nuove sanzioni penali o un apparato di controllo autonomo.
    La disciplina si applica soltanto quando la manifestazione prevede un’offerta organizzata di cibi o bevande. Restano quindi escluse le mere consumazioni di cortesia, le situazioni d’urgenza e i casi in cui l’adempimento sia oggettivamente impossibile. Il preavviso della Sezione dell’agricoltura non è generalizzato a tutte le autorizzazioni, ma limitato agli eventi superiori alle soglie regolamentari. A livello comunale la proposta opera attraverso sensibilizzazione e strumenti modello, senza sostituirsi alle competenze e alle scelte degli enti locali.
    Coordinamento con le modifiche legislative pendenti
    Il nuovo capoverso 4 dell’articolo 1 LAgr è concepito come complemento delle modifiche già proposte in materia di ristorazione collettiva pubblica. Se tali modifiche dovessero entrare in vigore prima della presente iniziativa, la numerazione e i rinvii potranno essere coordinati in sede commissionale senza alterare il contenuto sostanziale del progetto: la refezione collettiva e le manifestazioni rimangono ambiti distinti ma coerenti di una medesima politica di valorizzazione.
    Conseguenze finanziarie e amministrative
    La proposta non istituisce nuovi sussidi né attribuisce un diritto a prestazioni cantonali supplementari. Essa orienta l’organizzazione degli eventi cantonali e le condizioni dei sostegni già concessi. Eventuali maggiori costi di approvvigionamento devono essere contenuti mediante requisiti proporzionati, soglie di applicazione, disponibilità effettiva dei prodotti e possibilità di ricorrere, in mancanza di offerta locale adeguata, a prodotti svizzeri.
    Anche l’onere amministrativo è limitato: il Consiglio di Stato può predisporre clausole tipo, liste di controllo e modalità di verifica semplificate; per i contributi di modesta entità sono ammessi controlli sommari o puntuali. Il coordinamento tecnico è affidato alla Sezione dell’agricoltura e non comporta un preavviso generalizzato per ogni manifestazione, bensì soltanto per gli eventi superiori alle soglie stabilite dal regolamento.
    Conclusione
    Con la presente iniziativa parlamentare elaborata si propone pertanto di modificare la Legge sull’agricoltura e la Legge sui sussidi cantonali secondo il disegno di legge seguente. La proposta rende il Cantone esemplare, collega in modo trasparente l’impiego di risorse pubbliche alla valorizzazione del territorio e introduce un sistema flessibile, controllabile e compatibile con il diritto superiore.
     

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