Ristorni: unità e determinazione per difendere gli interessi del Ticino
Il PLR accoglie con favore il “blocco parziale” e chiede a Berna di sostenere concretamente il cantone
____________________________________________________
Il PLR Ticino accoglie favorevolmente la decisione odierna del Consiglio di Stato di sospendere cautelativamente una parte dei ristorni destinati all’Italia. Si tratta di una scelta seria e attentamente ponderata, fondata su solide basi giuridiche e coerente con quanto il PLR sostiene da tempo.
Fin dall’annuncio della cosiddetta “tassa sulla salute”, anche il Consigliere di Stato Christian Vitta ha evidenziato come il nuovo prelievo – applicato ai vecchi frontalieri – fosse incompatibile con gli accordi fiscali tra Svizzera e Italia. Per questo il PLR, con una mozione interpartitica presentata dal presidente Alessandro Speziali e sostenuta da Centro, Lega e UDC, nelle scorse settimane ha chiesto al Governo di predisporre il blocco totale o parziale dei ristorni quale misura di tutela degli interessi ticinesi.
La decisione odierna conferma la correttezza di quella linea. Il Governo agisce sulla base di una perizia indipendente che conferma la misura italiana come una violazione degli accordi internazionali. Difendere il Ticino significa anche pretendere che gli impegni sottoscritti vengano rispettati. Sorprendono quindi le critiche odierne dell’UDC – partito che ha sottoscritto la mozione che chiedeva il blocco dei ristorni – che oggi attacca in modo decisamente contraddittorio una decisione che va esattamente nella direzione auspicata in precedenza.
Sostenere oggi che la tassa italiana sarebbe addirittura vantaggiosa per il Ticino, significa spostare il dibattito dal vero problema. Il mercato del lavoro ticinese non dipende da potenziali nuove imposte sui lavoratori. Il nucleo della questione è che il Ticino non può continuare a essere negletto sul tema ristorni – che per decenni ci ha visti versare centinaia di milioni di franchi. Su questo il Ticino non può permettersi di rimanere inerte, senza esercitare una legittima pressione su Berna.
Il PLR continuerà a difendere gli interessi del Cantone con pragmatismo, credibilità e senso delle istituzioni. La tutela del mercato del lavoro ticinese e il rispetto degli accordi internazionali non sono obiettivi alternativi: entrambi sono indispensabili. E questo aspetto deve interrogare anche Berna, da cui ci aspettiamo ora un segnale concreto di sostegno al nostro cantone, soprattutto quando ci sono perizie fondate e analisi che confermano l’illegittimità di una simile imposta.
La decisione odierna rappresenta infatti un segnale forte nei confronti dell’Italia e della Confederazione. Ora è essenziale che il confronto prosegua con determinazione affinché gli accordi vengano pienamente rispettati. Quando sono in gioco gli interessi del Ticino servono coerenza, serietà e responsabilità. Non polemiche dettate dalla convenienza del momento.















