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Le ultime news di ETiCinforma.ch

  • Articolo molto interessante che analizza il pro e il contro della neve artificiale

    RBoss
    Nov 26, 2015
    neve artificiale pro e contro
    0

    Con l’inverno alle porte l’attesa della neve vincola numerose attività sportive e, per salvare la stagione, la neve artificiale rappresenta una delle innovazioni più importanti del secolo. La neve artificiale viene prodotta con mezzi che trasformano, in condizioni meteorologiche favorevoli, una certa quantità di acqua in neve. Anche nelle località sciistiche ticinesi gli impianti di innevamento artificiale vengono utilizzati per far fronte alla scarsità di neve naturale lungo le piste da sci durante la stagione turistica. Il dibattito sulla eco sostenibilità di questa attività è ampio e a seguire illustreremo i pro e i contro di questa prassi che coinvolge ormai buona parte degli impianti sciistici in Cadore. Bisognerà poi valutare se alle nsotre latitudini il santo (ritorno economico) valga la candela (Costi, impiatto ambientale e sport di nicchia per pochi)

    ASPETTI NEGATIVI
    Mettere in funzione i cannoni sparaneve ha un costo: per produrre 2 metri cubi di neve artificiale occorrono circa 1.000 litri di acqua che salgono a 20.000 metri cubi per innevare artificialmente una pista di medie dimensioni (1.600 metri di lunghezza). Si deve poi aggiungere l’energia elettrica necessaria ad alimentare i cannoni, l’inquinamento atmosferico generato dai camion che devono trasportare la neve ‘tecnica’ e l’utilizzo di additivi inquinanti che hanno pesanti ricadute sulla fauna e la flora alpina. Recentemente anche il WWF è intervenuto sulla questione lanciando un appello alle comunità montane perché venga promosso un modello di sviluppo turistico sostenibile ricordato che il 70% delle piste da sci in Cannoni-da-neveItalia sono coperte da neve artificiale con uno spreco idrico complessivo pari a 95 milioni di metri cubi d’acqua. Sempre secondo il WWF, il consumo elettrico sfiora i 600 GWh di energia all’anno, vale a dire 136.000 euro per ettaro di pista su un totale di 4.700 km. A tutto questo si deve aggiungere l’impatto che tali impianti hanno sul paesaggio e l’inquinamento acustico prodotto dagli sparaneve in funzione (mediamente 70 DbA a 50 m). Lo sbancamento delle aree destinate ai bacini artificiali di raccolta dell’acqua necessaria alla produzione della neve chimica, infatti, costa all’ambiente ettari di foresta o di aree utilizzate normalmente per l’alpeggio, a cui si aggiungono quelli necessari alla creazione delle piste da sci e degli impianti di risalita. La costruzione degli impianti per la neve ‘tecnica’, inoltre, comporta il massiccio utilizzo di scavatrici e ruspe per la posa delle condutture dell’acqua e dei cavi elettrici che modificano la composizione del terreno, della vegetazione e la biodiversità delle zone alpine. Considerando, poi, che negli ultimi tempi la stagionalità del turismo invernale si è notevolmente allungata, il danno ambientale diventa ancora più evidente: i cannoni in funzione anche nei mesi primaverili ritardono la naturale attività vegetativa della flora alpina e restituire terreni e pendici sempre più brulli e aridi. E con una stagione vegetativa già di per se corta come quella ad alta quota, le possibilità rigenerative si limitano perché l’innevamento chimico accorcia ulteriormente questa fase vitale e accentua i fenomeni erosivi che si verificano sul suolo.

    ASPETTI POSITIVI
    La costruzione del bacino di raccolta da cui si preleva l’acqua per far funzionare gli impianti può avere un impatto ambientale notevole a causa del grande sbancamento di terreno e degli eventuali alberi tagliati. Però l’innevamento artificiale durante la stagione invernale sopperisce alla carenza di precipitazioni invernali e garantisce una riserva d’acqua per il periodo primaverile quando le nevi si scioglieranno. Il consumo di acqua degli impianti di innevamento quindi è solo apparente, perché in snowcannonrealtà tende a ripristinare gli equilibri del ciclo idrologico. Per quanto riguarda le risorse energetiche occorre considerare che gli impianti di innevamento, come ogni altro impianto tecnologico, utilizzano energia elettrica per funzionare, ma entrano in funzione nelle ore serali e notturne, quando i picchi di consumo elettrico sono inferiori e la produzione energetica presenta surplus altrimenti non utilizzati. Inoltre, migliorando l’efficienza di questi impianti, il costo in kWh per la produzione della neve diminuisce progressivamente, anche grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici come gli inverter per l’ottimizzazione del consumo elettrico in relazione alle effettive esigenze. Inquinamento acustico: il rumore dei generatori di neve varia notevolmente in relazione alla tecnologia più o meno recente dei macchinari utilizzati, e va da un minimo dei generatori ad asta in impianti con aria centralizzata ad un massimo dei generatori di neve a ventola di grande potenza. Attualmente sul mercato sono presenti sistemi brevettati per l’insonorizzazione delle macchine più rumorose con notevole riduzione del rumore, che rimane così al di sotto della soglia considerata critica. Un aspetto negativo del rumore prodotto è che il fenomeno avviene durante le ore notturne, e quindi è maggiormente avvertibile dalla popolazione

    CONCLUDENDO
    Le principali modifiche ambientali legate alla produzione di neve artificiale si sommano a quelle dovute allo sfruttamento della montagna per gli sport invernali e sono:

    Lo sbancamento di aree destinate a bacini artificiali di raccolta per l’acqua.
    L’abbattimento di superfici boschive per la creazione delle piste.
    L’installazione di impianti di risalita e di costruzioni dove prima la montagna era più naturale.

    Tuttavia anche il costante abbandono della montagna da parte delle popolazioni autoctone ha creato grossi problemi ambientali legati alla fragilità dei versanti, non più curati dalle comunità alpine. Pertanto si registrano anche conseguenze positive in seguito a tali interventi:

    Sono occasione per opere di sistemazione ambientale che preservano le aree oggetto di intervento da possibili dissesti idrogeologici.
    Permettono il rilancio economico di aree ed il recupero del tessuto sociale.
    Le aree disboscate in estate possono essere utilizzate per l’alpeggio dei bovini.

    La posizione ecologista è contraria per i seguenti motivi:

    Utilizzo di detersivi inquinanti nella produzione di neve artificiale
    Struttura chimica diversa del manto nevoso prodotto artificialmente.
    Grande consumo di acqua, energia.
    Inquinamento acustico durante il funzionamento di tali impianti.
    Modifiche ambientali dovute alla costruzione degli impianti di innevamento artificiale.

    La posizione a favore invece considera i seguenti aspetti:

    Forte ricaduta positiva sulla economia delle zone interessate.
    Mantenimento e pieno utilizzo degli impianti turistici anche in stagioni o periodi poco favorevoli.
    Utilizzo di risorse idriche solo in zone dove tali risorse sono disponibili.
    Protezione della cotica erbosa, che in assenza di precipitazioni naturali sarebbe aggredita dal gelo più in profondità.

    Fonte: nuovocadore.it

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Associazione ETC: un’associazione che è editrice del proprio giornale di informazione online www.eticinforma.ch (dallo storico www.ch-ti.ch – 11.04.2006) e pure del bimestrale cartaceo ETiCinforma Paper (numero zero apparso l’11 settembre 2016), che si occupa, tra le altre attività, anche di comunicazione, relazioni pubbliche, organizzazione come promozione di eventi. Una delle nostre specializzazioni è l’attività di ufficio stampa, di PR, di agenzia fotografica (anche per eventi come matrimoni, cerimonie, ecc.). Collaboriamo con molti media.

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