Miliardi su miliardi, celebrazioni di laudatio alla nostra Nazione e ancora tanti brindisi, felicità di tutti. Mi ricordo venti anni fa, in un’intervista passata alla TSI (dunque non frutto di fantasia mentale) dichiaravo che per Faido e la Leventina questa meraviglia di tecnologia mondiale avrebbe riservato tanti bocconi amari. Quelli che venti anni fa erano nel consiglio comunale/municipio, oppure direttori di uffici del turismo, che ad oggi sono incollati alle stesse poltrone, mi avevano tacciato dal solito “menagramo”. Questi stessi ora si lamentano e si piangono addosso, ormai è troppo tardi. Leggiamo poi in Facebook alcuni parlamentari che in risposta ad osservazioni di privati cittadini, rispondono con arroganza che loro fanno quello che possono e che se il cittadino, in questo caso, esprime un’opinione contraria della propria, probabilmente il cittadino è ignorante perché non capisce nulla. Poi studenti di città, favoriti in tutto e per tutto, si lamentano che rispetto prima di Alptransit, i treni partono un’ora dopo ma il percorso dura 30 minuti in meno. Molte volte saranno anche “figli di papà” studiosi e filosofi che danno fiato alle trombe solo perché fa “IN” e perché appartengono a gruppi politici che hanno fatto del reclamo e delle barricate il loro stile di vita. Poi naturalmente in stazione si fanno accompagnare dai genitori con la Mercedes 5000. A parte questi dettagli, che da soli mostrano come la politica e i vari gruppi agiscono solo per scopi di visibilità e di prestigio dovuto ai propri affiliati e di questo ci spiace molto. Alptransit ha esacerberato la differenza tra città e zone limitrofi, o meglio di valle. Una differenza che ogni giorno viene notata, e che mette in difficoltà le famiglie delle valli, già sfavorite di per conto loro e non certo sostenute dai parlamentari, se non tre mesi prima di ogni elezione politica.
Un giovane studente universitario di Zurigo che abita a Faido, Airolo o peggio ancora in paesini discosti dove i mezzi pubblici stentano ad arrivare, rispetto la situazione precedente di Alptransit, impiegano 10-15 minuti in più con Alptransit.
A questo si è arrivati, in quanto le nostre autorità preposte, e non solo loro ma operatori turistici pubblici e privati, non avevano colto l’essenza di Alptransit nella fattispecie delle regioni di montagna. Vergognoso che ora, queste stesse autorità e operatori turistici, fissi ancore sulle loro poltrone, cercano con racoclte firme e quant’altro di mostrare come si interessano della propria gente…. Ci sembra un po’ in ritardo la reazione e i piagnistei di oggi, forse con trasparenza intellettuale dovrebbero quelle autorità di allora che sono ancora fisse in quelle posizioni, valutare seriamente di lasciare il testimone a giovani politici, forse più vicini alla realtà della gente e che magari, potrebbero se non altro immettere entusiasmo nella causa pubblica e almeno cercare di rattoppare tutte le defaiance che sono state create in questi ultimi 30 anni di gestione quanto meno “creativa e fantasiosa”.
Poi va anche sottolineato che gli studenti devono rendersi conto del loro statuto di favoriti della società e anche se impiegano 10 minuti in più per andare all’Università oltre Gottardo, sono sempre dei favoriti e per questo dovrebbero rendersi conto che il treno non può arrivare sotto casa, per cui la fortuna di poter studiare è sicuramente prioritaria alla durata del viaggio in treno, e ci mancherebbe altro ….. (ETC/rb)

















