Critiche massicce e molte riserve nella consultazione sulla legge sulle epidemie (LEp) /
Il Consiglio federale e l’UFSP ritardano il rapporto sulla consultazione LEp
La consultazione sulla revisione parziale della LEp si è conclusa il 22 marzo 2024. A distanza di oltre un anno, gli oltre 800 collaboratori dell’UFSP non sono riusciti a redigere una sintesi delle risposte.
I volontari dell’Alleanza dei Cantoni primitivi hanno analizzato le oltre 5.000 pagine di risposte provenienti da Cantoni, partiti politici, associazioni e ne hanno fatto una prima sintesi.
Circa un terzo delle risposte provenienti dal mondo dell’economia, della sanità e della società sono chiaramente negative o fortemente negative. Tra le altre, l’Unione Svizzera delle Arti e Mestieri (USAM) ha risposto negativamente con i seguenti principali argomenti:
– Le misure Corona non sono state sottoposte ad alcun riesame critico;
– Non sono state tratte lezioni da quanto accaduto;
– L’attuale bozza di legge aggrava le numerose distorsioni nella valutazione della situazione e nella gestione delle crisi;
– La bozza di legge è quindi inadeguata e deve essere respinta nel suo complesso.
L’USAM rappresenta oltre 230 associazioni e circa 600.000 PMI, che corrispondono al 99,8% di tutte le aziende del nostro Paese.
Anche l’Associazione svizzera degli ospedali “H+” si è espressa negativamente:
– Le gravi carenze emerse durante la crisi non sono state affrontate;
– La riforma della gestione delle crisi è stata rimandata a una data imprecisata;
– Se dovesse verificarsi un’epidemia o una pandemia in questo momento, la base legale per la gestione delle crisi sarebbe peggiore di quella della crisi Covid-19;
L’associazione H+ rappresenta gli interessi di 205 ospedali in 435 località e 140 associazioni con un totale di oltre 200.000 rapporti di lavoro.
Il Forum svizzero dei consumatori descrive la bozza come poco seria:
La pandemia Covid-19 è stata la più grande crisi nel nostro Paese dalla Seconda Guerra Mondiale. Senza un’analisi indipendente, completa ed esaustiva di tutti gli eventi, corredata di conclusioni e proposte di soluzione, una revisione della LEp non è seria.
Alcune risposte, in particolare quelle delle associazioni di medici (ad es. Cantoni Zurigo, Glarona, o medici ospedalieri di Berna, ecc.), alla primissima domanda del questionario (dopo aver valutato la bozza di consultazione nel suo complesso) esprimono la riserva che “a causa della breve latenza tra la fine della pandemia e l’inizio della revisione della legge, le valutazioni della pandemia a livello nazionale e cantonale non sono ancora state completate”.
Molti governi cantonali scrivono, invece, proprio all’inizio della dichiarazione, sotto il titolo “Fondamenti”: “La bozza di revisione incorpora ampiamente le esperienze e le scoperte della pandemia Covid-19”. Tuttavia, a questa audace affermazione generale non fa seguito alcun fatto concreto o sostanziale.
Gli istituti scientifici hanno fornito un feedback generico, non scientificamente fondato, come ad esempio: “La pandemia da coronavirus ha dimostrato che restrizioni significative o addirittura la chiusura di alcuni locali commerciali nelle fasi epidemiche acute sono inevitabili e possono anche essere auspicabili da una prospettiva generale”. (Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Berna)
Invece proprio la mancanza di una valutazione seria ed equanime di quanto accaduto è spesso criticata: le misure Covid non sono ancora state analizzate e non sono stati tratti insegnamenti.
La Federazione Svizzera di Fisioterapia (FPTH) riassume il tutto in una frase appropriata: “Disagio – perdita della sovranità e della libertà della popolazione svizzera e dell’individuo attraverso un sistema di sorveglianza e coercizione da parte del governo federale e dell’OMS che promettono illusorie sicurezza e salute”.
Oltre alle associazioni e ai governi cantonali, quasi 2.000 privati hanno dedicato il loro tempo per presentare le loro argomentazioni dettagliate, fondate e talvolta molto personali, per un totale di circa 13.100 pagine. Praticamente il 100% è contrario a tutte le modifiche proposte.
L’unica categoria che si dichiara “prevalentemente favorevole” alle modifiche proposte è quella dei governi cantonali. Il divario che si apre tra i cittadini che hanno risposto, da un lato, e i governi cantonali, dall’altro, è impressionante ed estremamente preoccupante.
Conclusione: molte organizzazioni e cittadini svizzeri continuano a chiedere un’indagine seria e indipendente sulle misure coercitive e sulle decisioni prese dalle autorità durante la crisi di Covid-19. Senza questa verifica, la revisione della legge non sarà possibile. Senza questa verifica, una revisione della LEp non deve essere affrontata in nessun caso.
Non esitate a contattarci per qualsiasi domanda.
Alleanza d’azione dei Cantoni primitivi
Josef Ender, Präsident
Comunicato stampa tradotto da HelvEthica Ticino in accordo con l’Alleanza d’azione dei Cantoni primitivi















