Una legge del 2025 che è sottoposta al Referendum popolare. Una legge permissiva che sogghigna all’industria bellica, che calpesta i principi della tanto vituperata Neutralità, sono gli stessi che in questo caso se ne fregano e vorrebbero che si vendessero armi a tutti, indifferente se in guerra o meno. Una legge che lascia tanta libertà di azione, per permettere di fare soldi sulla pelle di chi muore e soffre per colpa della guerra. Le motivazioni di chi vorrebbe e invita a votare Sì si infrangono con etica, morale e neutralità, infrangono ogni buon senso e mirano solo a far guadagnare i magnanti della guerra di casa nostra. I loro politici, portatori di quei poco sani principi etici, si dannano oltre misura, oltre la logica della politica stessa. Noi sappiamo anche i motivi; avete già sentito parlare di Lobby. Eccoci e mio nonno quando vedeva i politici di allora dannarsi per un tema a dismisura, gatta ci cova, diceva di votare in maniera opposta a cosa volevano i grandi politici e CF in corpore. Che abbiano i fautori del “si” l’onestà intellettuale di dichiarare da chi sono finanziati e i loro interessi diretti od indiretti nella loro crociata per il si. Vi ricordate quegli stessi politici che gridavano NO ALLA GUERRA per invitare a votare Sì alla neutralità. Oggi sono schierati al SI ALLA GUERRA.
Noi Svizzerotti, ignorantotti, che non abbiamo alcuna lobby da difendere e tantomeno vantaggi da percepire, ma che pensiamo che la Svizzera sia ancora un’isola di neutralità e di pace e che non vuole fare soldi sulla pelle delle vittime della guerra siamo contrari ad allargare le maglie della morte!
Già facciamo affari con gli USA (guerrafondai), con Ucraina e Russia in guerra, con Israele che uccide bambini a migliaia senza alcuna motivazione e tanti altri paesi in guerra. Ora vogliamo anche vendere a questi Stati “canaglia” armi a gogo, pulendoci la coscienza con un perbenismo da mani insanguinate.
Il buon prof Ziegler che aveva scritto il libro “Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto” vedeva lungo… Leggetelo per farvi un’idea da chi siamo amministrati politicamente ed economicamente.
(red)
















