Dieci tracce scritte in un decennio raccontano il rapporto con il cibo e con il proprio corpo, la depressione, il desiderio di occupare meno spazio e la difficoltà di distinguere ciò che siamo da ciò che qualcuno ci ha convinto di essere
«A volte vorrei essere ossa,
quella taglia in meno che manca»
«Chiedo scusa se esisto
e se occupo un posto»
«Ho lasciato il cuore in un barattolo,
ne vedo il fondo ma non lo sento,
tra qualche ora sarà un peso addosso
e io sarò da sola a ricominciare da me.
Sei tutti i chili che ho addosso
e tutto il tempo che ho perso.»
Prima vengono le parole, i giudizi, le accuse, le colpe attribuite abbastanza a lungo da diventare plausibili anche per chi le riceve, fino a trasformarsi nella misura di sé e del proprio valore. Poi quelle parole cominciano a modificare il modo in cui ci si percepisce e, a un certo punto, può diventare difficile capire dove finisca ciò che siamo e dove cominci ciò che qualcuno ci ha convinto di essere.
Duedimé ha impiegato dieci anni e dieci canzoni per tornare a distinguere le due cose. Da questo percorso di rielaborazione e consapevolezza nasce “Come vernice”, il suo debut album prodotto da Roberto Terranova e disponibile su tutti i digital store per INDACO Records/ADA Music Italy da venerdì 25 settembre.
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Il titolo richiama la vernice che, nel disco, diventa la metafora di tutto ciò che può depositarsi addosso a una persona all’interno di una relazione disfunzionale, fino a modificare il modo in cui vede sé stessa. Uno strato sopra l’altro, che nel lungo periodo sostituiscono la forma originaria.
Scrostarli significa allora compiere l’operazione inversa, separando ciò che ci appartiene davvero da tutto quello che, nel tempo, abbiamo finito per credere nostro.
“Come vernice (epilogo)”. Alla fine rimane la domanda da cui tutto il disco è nato: quanto di ciò che pensiamo di essere appartiene davvero a noi? Nella title track Duedimé riconosce le forme che qualcun altro aveva “ricalcato” dentro la sua testa e il colore che aveva falsificato per abitudine, paura o dovere. La vernice, finalmente, comincia a staccarsi – «Lo strato si scrosta e non ho la forma dei tuoi tocchi». Scrostare non significa diventare una persona nuova, ma riconoscere ciò che esisteva prima che lo sguardo di qualcun altro cominciasse a modificarne la forma. Anche il ritornello cambia destinatario. Duedimé non parla più alla persona da cui cercava una conferma nelle prime tracce. Parla a sé stessa: «Non spargere te stessa al vento invece di investire su di te, non sei tenuta a dissetarti di lui quando non vuoi per cercare d’innaffiarti un po’». “Come vernice” termina così nello stesso punto verso cui l’intero album ha cercato di arrivare: la possibilità di ricominciare senza chiedere a un’altra persona quale forma si debba avere.
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Biografia.
Duedimé, all’anagrafe Cristiana Antoniani, è una cantante e cantautrice molisana classe 1997. Comincia a scrivere poesie e canzoni durante l’adolescenza, parallelamente allo studio del pianoforte. La sua poesia “La mia casa” viene pubblicata nel volume “CET – Scuola Autori di Mogol” edito da Aletti. Si diploma con lode in canto pop-rock presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone e vince borse di studio al CET di Mogol e all’Art Voice Academy di Castelfranco Veneto, diretta dal Maestro Diego Basso. Riceve inoltre il Premio della Critica e della Stampa all’Humanity Music Festival – Omaggio a Mango per la sua interpretazione di “Io ti vorrei parlare” di Mango, valutata da una giuria che comprende, tra gli altri, Alfredo Rapetti Mogol, Fabio Liberatori e Ricky Portera, con Laura Valente ospite della manifestazione. L’attività dal vivo la porta successivamente su palchi e produzioni differenti. Come corista e solista canta con la Gerardo Di Lella Grand Orchestra al Ravello Festival e al Festival Stay in Pompei; prende parte a “MusicAll” con le voci di Notre Dame de Paris e al “Symphony Tour” di Roby Facchinetti nei maggiori teatri italiani, affiancandolo anche a “Domenica In”. Partecipa inoltre al tour “Diego Basso Plays Queen” con Stef Burns e Kerry Ellis, in Italia e in Svizzera, e al concerto “Disney in Orchestra” diretto dal Maestro Diego Basso, esibendosi anche al Teatro Ariston di Sanremo e al Teatro dell’Opera di Tirana. Il progetto discografico Duedimé nasce dall’incontro tra le due componenti che Cristiana riconosce nella propria scrittura: quella più profonda e riflessiva e quella ironica, istintiva e sfacciata. Dopo i singoli “Sei tutti i chili che ho addosso”, “Non farò a meno della vita” ed “Equilibrio (questo sconosciuto)”, a fine settembre 2026 pubblica il primo album “Come vernice”.
















