Oggi, 10 settembre, è la Giornata per la prevenzione dei suicidi e il 143 conferma la sua presenza per chiunque viva un momento di sconforto, ricordando l’importanza dell’ascolto come forma di sostegno.
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Ascolto si scrive con la A maiuscola
Carla Norghauer
Sin da bambina quando sul famoso libretto scolastico scrivevano, ogni anno e più volte all’anno, “Brava ma chiacchiera troppo” ho sempre scherzato sul fatto che: Carla fa rima con parla. Lo faccio ancora oggi, che del parlare ho fatto la mia stupenda professione. Io ho parlato molto presto, prima ancora di camminare, io parlo, parlo sempre e ho sempre pensato che fosse un grande punto di forza per poi rendermi immediatamente conto che invece, questo punto di forza, non serve a nulla se non hai chi ti ascolta.
È questa la vera storia, è questo il vero tesoro, è questa la vera necessità: l’Ascolto.
Ascolto va scritto con la A maiuscola, come i nomi, perché è un atto unico raro e fondamentale. Tutti sappiamo quanto nella vita sia importante e salvifico avere qualcuno che ti ascolta; spesso gli amici, quelli veri, quelli profondi, quelli sinceri non sono mai molti perché sono quelli che ci ascoltano. Quando trovi qualcuno che ti ascolta tienitelo stretto, quando trovi qualcuno che ti ascolta senza giudicare non mollarlo più.
Ma non sto dicendo nulla di nuovo, è un dato di fatto eppure… eppure… Wiston Churchill ha detto: “Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare.”
Il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare, ed è proprio quello che ho sentito incrociandomi con il 143 Telefono Amico, “incontrando”, sempre attraverso il telefono, Vera e Flavio in una serata radiofonica. Ho capito quanto cuore, quanta dedizione e quanta generosità c’è in chi sta ad ascoltare volontariamente. Perché l’Ascolto al 143 non è, e non può, essere un Ascolto qualunque, superficiale, passeggero… è un Ascolto attivo, vero e accettante. L’Ascolto attivo e non giudicante implica l’assenza assoluta di egocentrismo, significa, in quegli attimi, annullare sé stessi per dedicarsi totalmente a chi ha bisogno di parlare o a chi magari sceglie il silenzio ma chiede presenza.
È un Ascolto che può cambiare vite senza pretenderlo, che può riportare luce senza fare magie, è un Ascolto come il battito d’ali di una farfalla.
Un Ascolto che si scrive con la A maiuscola e che, adesso che sappiamo che c’è, dobbiamo sostenere ad ogni costo.
Grazie Telefono Amico, lunga vita al 143.















