Giovani, violenza notturna e rischio di giustizia privata – Il Municipio è
cosciente della situazione?
Negli ultimi due anni, si è assistito a un crescente peggioramento della sicurezza percepita in alcune zone
della città, in particolare nelle ore serali e notturne. Malgrado le statistiche ufficiali presentino spesso Lugano come una città sicura, la percezione tra molti cittadini – in particolare tra i più giovani e le famiglie – è radicalmente diversa.
Episodi di violenza, aggressioni gratuite, bullismo fisico e verbale, minacce e comportamenti provocatori
sono ormai all’ordine del giorno in determinate fasce orarie, soprattutto nel fine settimana. Le vittime non sono solo altri giovani, ma anche semplici passanti e persone che si trovano a transitare in zone ritenute “sensibili”. Questi atti sono spesso compiuti da gruppi organizzati o semi-organizzati di giovani, anche minorenni, che agiscono in gruppo con atteggiamenti spavaldi e impuniti.
Un luogo simbolico di questa deriva è certamente la pensilina del centro, considerata da molti Luganesi – e
non solo – come una zona a rischio dopo una certa ora. Lì si concentrano risse, traffici, minacce e atti di
microcriminalità che creano un clima di forte insicurezza.
Si ha inoltre la percezione che una parte di questi giovani non sia residente in città, ma provenga da altri Comuni o addirittura da oltre confine, in particolare dall’area lombarda. Il fenomeno dei cosiddetti
“maranza” – giovani arroganti, provocatori, spesso ben organizzati e violenti – è noto e discusso anche a
livello mediatico, ma finora non sembra essere stato oggetto di un’analisi specifica a livello comunale.
Molti episodi non vengono nemmeno denunciati: chi subisce ha spesso paura di ritorsioni o non crede che vi sarà un seguito da parte delle autorità. Questo alimenta un pericoloso senso di abbandono, che mina il rapporto tra cittadino e istituzioni.
Ma ciò che desta maggiore allarme è il rischio concreto che qualcuno, esasperato, possa decidere di farsi
giustizia da solo. Il confine tra legittima difesa, reazione emotiva e vendetta è pericolosamente sottile.
Quando lo Stato appare assente o inefficace, la rabbia può prevalere sul rispetto della legalità, con
conseguenze drammatiche e irreversibili.
Alla luce di quanto sopra, i sottoscritti interrogano il Municipio come segue:
1. Il Municipio è cosciente della situazione descritta, in particolare dell’evoluzione negativa degli ultimi due anni e del divario tra sicurezza reale (statistica) e percezione della popolazione?
2. Quali misure sono state adottate o si intendono adottare a breve termine per rafforzare la presenza
visibile delle forze dell’ordine, soprattutto nei luoghi ritenuti più sensibili come la pensilina, il centro città e le fermate dei mezzi pubblici?
3. Esiste una strategia specifica per il controllo del territorio nelle ore serali e notturne, con una presenza costante e visibile di pattuglie a piedi o in bicicletta? In caso contrario, il Municipio ritiene opportuno svilupparne una?
4. Il Municipio dispone di dati aggiornati sull’origine di questi gruppi di giovani problematici? Si tratta in prevalenza di giovani residenti a Lugano, provenienti da altri Comuni del Cantone, o di giovani provenienti da oltreconfine, come molti cittadini sospettano?
5. In che misura le scuole, i servizi sociali e gli organi di polizia comunale e cantonale collaborano per
prevenire e contrastare questi fenomeni? Esistono tavoli di lavoro operativi?
6. Il Municipio ritiene necessario un rafforzamento degli strumenti di prevenzione, intervento educativo e
repressione, prima che si verifichino episodi di violenza privata o vendetta da parte di cittadini esasperati?
Distinti saluti.
Gruppo UDC in Consiglio comunale

















