Essere Svizzeri al giorno d’oggi non è un grande vanto. Siamo in balia di tutti, ascolteremo tutti i bei discorsi di politici che interessa loro solo apparire sui media, con discorsi inutili e magari nemmeno redatti da loro, ma dai loro capi partiti. Viviamo in una Nazione ipocrita, che punta a compiacere ai grandi fregandosene di tutta una cerchia di popolazione che non ce la fa più a vivere in queste condizioni.
Una Nazione che prende posizione a favore di dittatori che entrano in guerra e che noi foraggiamo con soldi nostri. Una Nazione che accoglie tutti, non come anni fa che accoglieva i veri bisognosi, no, oggi accogliamo tutti, indistintamente, anche i ricconi scappati dall’Ucraina con i macchinoni da kapitalisti e li foraggiamo pure. Noi dobbiamo penare, non riusciamo a pagarci il dentista che applicano prezzi fuori mercato, non riusciamo a pagare la cassa malattia, non riusciamo a comperare un pezzo di carne per sfamare i nostri figli, ma lo Stato, quella Svizzera di cui andavamo fieri, finanzia “cani e porci”, gli diamo appartamenti a gratis, gli paghiamo tutto e loro, pseudo poveri, diventano nella nostra Nazione dei benestanti alla nostra faccia e con i nostri soldi. I nostri politici che invece di risolvere questi problemi, di settimana in settimana denunciano qualche frontaliere che posteggia in divieto da noi, come se gli Svizzeri posteggiano tutti secondo la legge. Dobbiamo sentire che ci facciano la morale quei politici che non sono capaci di mettere ordine nell’apparato giudiziario, che dicono che tutto va bene e che i poveri non esistono. Quella destra che è servile al “soldo”, che è servile alle industrie, che favorisce personale estero anziché i locali. Quella destra che anni fa giurava che al masismo 40mila frontalieri erano sufficienti, e che ora reclama che ve ne sono 80mila: e dire che sono al potere e potrebbero, se avessero gli attributi fare qualche cosa per la gente di casa nostra. Per non parlare degli uomini di sinistra che si prostrano davanti al potere, che combattono battaglie inutili, solo per apparire e per ottenere i cadreghini. Intanto si ammette che operai e donne in particolare siano sottopagati da quei imprenditori che fanno di tutto per rompere la pace sociale. Una Nazione che sembra aver perso il filo conduttore di una certa bilanciatura tra classe padronale e operai. Padroni, ops imprenditori, che pensano che senza operai vanno avanti lo stesso nei loro soldi e nel loro mondo ovattato, senza capire che se pagassero decorosamente i propri collaboratori tutto girerebbe nel giusto modo. E quelli che stanno al centro, senza idee e senza emozioni, non prendono posizioni e se le prendono lo fanno per compiacere agli amici e non certo per la gente. Una Nazione che dovrebbe tornare ai veri valori con cui è stata fondata nel 1291 e non seguire l’onda e le mode ed essere amici di Stati Canaglia, amici di guerrafondai e aver paura ad uscire a condannare gli invasori. La Neutralità tanto paventata da certi personaggi di destra, serve solo per poter lavorare dietro le montagne e fare i porci comodi, dando soldi a chi non li merita e escludendo aiuti a chi veramente è in difficoltà. Se la gente è in difficoltà è anche colpa ad una classe imprenditoriale (non tutta per fortuna) che mira unicamente alla finalizzazione della redditività e non alla finalizzazione del benessere comune. Qualcuno deve spiegarmi perché molti ticinesi vanno in Italia a fare la spesa, tra l’altro ci vanno anche quelli che a parole e sui media criminalizzano chi non compera a casa propria. Qualcuno mi deve spiegare perché molti Svizzeri che vanno in pensione decidono di trasferirsi all’estero. Qualcuno mi deve spiegare perché la classe politica è costituita solo da imprenditori o impiegati statali, che certo non vivono i problemi per cui non sanno neppure che esistono. Qualcuno mi deve spiegare, pensiamo al Ticino, come mai abbiamo 3000 dipendenti pubblici in esubero e nessuno guarda al merito del lavoro. I politici che faranno dei bei discorsi, improntati a mettersi loro stessi le medagliette, sono fuori dal mondo e non meritano nemmeno di essere ascoltati. Io ho deciso che non parteciperò a nessuna manifestazione ufficiale perché certi discorsi di politici mi danno di stomaco, ma certamente la parte ludica, con la gente normale quella si è la vera festa. Cara Svizzera cambia strada, immettiti nella retta via, meglio essere una Stato mediocre che uno Stato ricco di cui vergognarsi della propria politica ipocrita e perbenista. Finanziamo Stati in guerra, finanziamo dei dittatori, non siamo capaci a prendere posizione con chi minaccia lo stato generale mondiale, però vogliamo essere emissari di pace, siamo ridicoli! A questa Svizzera non auguro niente, alla Svizzera che forse si rende conto che è sulla via sbagliata, auguro che cambi la sua classe politica e che finalmente torni quella Nazione che aiuta i popoli in difficoltà e non che venda armi per distruggere le popolazioni. La guerra è un business miliardario, ma a che prezzo. Andate non in Africa, ma solo a casa nostra e guardiamo l’indecenza in cui certi bambini sono costretti a vivere a causa di un sistema che favorisce solo i ricchi. Dove è la redistribuzione della ricchezza tra chi è favori e che non lo è. Sia chiaro gli imprenditori meritano rispetto, quelli che si comportano secondo le regole, perché investono e creano posti di lavoro, ci mancherebbe altro, ma devono capire che senza operai potrebbero cadere loro stessi nell’indecenza. Non perché hanno soldi, certi meritano il rispetto, anzi chi li ha forse dovrebbe ringraziare i loro antenati ed essere loro stessi meno arroganti di una ricchezza creata da altri e non da loro stessi.
E non parliamo degli anziani, che hanno creato le premesse per un benessere straordinario, rovinato dai giovani rampolli (i boomer di oggi) e che sono stati confinati in case anziani, impasticcati per disarmarli anche dei loro più intimi pensieri.
Mettiamoci il cuore in pace, noi proletari (pensavo non si dovesse più utilizzare questa parola ai giorni d’oggi), festeggiamo in famiglia, con gli amici sinceri, con le compagne, con chi amiamo veramente e non andiamo a sentire i discorsi di gente che mira solo alla nostra povertà.
Non posso dire evviva la Svizzera, perché forse siamo una Nazione peggiore di altre; siamo come Ponzio Pilato, lanciamo il sasso e nascondiamo la mano, che bella Svizzera!
(ETC/rb)














