Quando parliamo di deficit da preventivo, stiamo parlando di cifre ipotetiche, magari dette per spaventare l’opinione pubblica, poi puntualmente smentite con cifre meno eclatanti, addirittura con cifre in nero nei consuntivi. Considerando questa cifra, ci sempr ridicolo quell’urlare di certi partiti, che non perdono occasione per sparare a zero sulla socialità, sulla povertà e sulla gente comune che lavora. Subito a chiedere il taglio del personale dell’amministrazione pubblica, ci stà ma non di “pancia”. Subito a levare certi vantaggi alle associazioni certificate no profit, vedi tassa circolazione piena. Subito a vedere di restringere i sussidi cassa malattia, subito i 5 comuni più grandi del Ticino a presagire catastrofi economiche e via dicendo. In Norvegia famosi economisti hanno dichiarato che il debito pubblico non deve superare del 60% rispetto al Pil. Noi in Ticino siamo sull’ordine del 18%. Ma di cosa stiamo parlando. Se si vuole risparmiare si guardi in casa propria; quanti affitti esterni il cantone paga, avendo egli stesso abitazioni magari vuote e che non producono introiti o minori spese. Non gridiamo al lupo, al lupo quando non è così. E’ come se una famiglia che ha un reddito annuale di 60 mila franchi, per un anno che va male, facendo la stessa proprozione, dovesse attingere per quell’anno fr 1200 dai suoi risparmi. Suvvia non ridicolizzatevi con le cifre, che ormai nessuno ci crede più… e non toccate prestazioni sociali come la destra tenta ogni volta, perché se vi sono persone che necessitano di aiuti, lo si deve alla politica imperialistica e kapitalistica che crea tanto benessere a pochi e una grande povertà a molti.
(ETC/rb)















