Da anni il Sindacato VPOD si batte con determinazione per l’introduzione delle classi salariali dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) anche nel settore delle case anziani, sostenendo questa rivendicazione con iniziative politiche e sindacali concrete. Ora il Cantone e i principali centri finanziatori sono pronti a introdurle, ma durante le discussioni sul preventivo 2026 con il Consiglio di Stato è emerso che l’Associazione dei Comuni Ticinesi è contraria. C’è un limite a tutto, e questa volta è stato superato. Il personale delle case anziani lavora ogni giorno in condizioni sempre più difficili, con salari fermi da anni e un carico di lavoro crescente. Un passo avanti importante e praticabile, l’introduzione delle classi salariali dell’EOC anche nel settore delle case anziani, è stato nuovamente ostacolato. Questa misura, giusta e necessaria, darebbe finalmente dignità e riconoscimento a chi si prende cura delle persone più fragili della nostra società. Adeguare i salari al modello EOC non significa chiedere aumenti eccessivi, ma semplicemente un adeguamento ragionevole, coerente con la realtà del settore sanitario.
Eppure, nonostante il sostegno del Cantone e dei grandi comuni, che coprono la parte più consistente della spesa, i comuni medio-piccoli, riuniti nella loro associazione, continuano a dire “no perché non ci sono i soldi”. Una scusa sempre meno credibile: se equamente ripartito, il peso economico reale sarebbe minimo e non comprometterebbe i bilanci. È una questione di principio sbagliato: non voler investire nemmeno un centesimo in chi mantiene vivo il sistema sociosanitario. Il risultato di questa miopia è evidente: il settore delle case anziani resta fermo, incapace di attrarre nuovo personale o trattenere chi già lavora. Turni insostenibili, assenze non sostituite e risorse sempre più esigue deteriorano il clima interno e compromettono la qualità del servizio. Finora il sistema è tenuto a galla solo grazie alla professionalità e all’abnegazione del personale. Ma fino a quando sarà possibile, visti i continui sacrifici imposti al settore sociosanitario anche nell’ambito del preventivo 2026? La richiesta di personale formato nel resto del settore sociosanitario è altissima e molti potrebbero andarsene.
I grandi comuni e il Cantone hanno dato il loro via libera. Eppure, una minoranza riesce ancora a bloccare tutto, imponendo la propria volontà a chi contribuisce di più e lavora ogni giorno per mantenere il sistema in piedi. Si tratta di un sabotaggio mascherato da prudenza, ma che rappresenta in realtà un’offesa diretta a migliaia di lavoratori. A detta del Sindacato VPOD, riconoscere le classi salariali EOC non è un privilegio ma un adeguamento necessario al mercato, al settore sociosanitario e alla dignità del lavoro. Bloccarlo significa condannare le case anziani a un lento declino e comunicare, implicitamente, al personale: “valete meno dei vostri colleghi in ospedale o in clinica”.
Questa politica è una scelta sbagliata, miope e vergognosa. I grandi comuni mostrano coraggio, il Cantone visione (questa volta), mentre l’Associazione dei Comuni Ticinesi resta ancorata a logiche superate, chiusa in una visione frammentata e anacronistica. Non spendere insieme, in misura proporzionata, per chi si prende cura dei nostri anziani è una mancanza di visione e rispetto. Nel solco dell’iniziativa popolare per cure di qualità, il Sindacato VPOD annuncia pertanto sin d’ora l’intenzione di dare battaglia per introdurre le classi salariali dell’EOC nel settore delle case anziani.

















