UNICEF intensifica gli sforzi per proteggere e sostenere bambini e famiglie dopo le epidemie di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda
NEW YORK/KAMPALA/KINSHASA, 18 maggio 2026 – «L’UNICEF è profondamente preoccupato per le epidemie di Ebola confermate nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda, nonché per il crescente rischio per i bambini e le comunità vulnerabili in tutta la regione – una situazione che l’Organizzazione mondiale della sanità ha ora dichiarato Emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale.
Finora sono stati segnalati complessivamente 246 casi sospetti, con 80 decessi sospetti registrati nella provincia dell’Ituri, nella RDC orientale, mentre l’Uganda ha riportato due casi, di cui uno mortale.
Questi dati evidenziano l’urgenza di sostenere i governi mentre guidano rapide misure di risposta all’epidemia per contenere un’ulteriore diffusione, con il coinvolgimento delle comunità e degli attori pertinenti, garantendo al contempo il coordinamento transfrontaliero.
Questa variante del virus Ebola, il ceppo Bundibugyo, è meno comune rispetto al ceppo Zaire. Attualmente non esistono vaccini o trattamenti approvati. Si ritiene che la circolazione di questo particolare virus Ebola possa essere iniziata alla fine di aprile.
Il contesto di sicurezza instabile, le continue limitazioni di accesso e l’elevata mobilità della popolazione aumentano il rischio di una rapida trasmissione nelle aree colpite e in quelle limitrofe. I bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti delle epidemie di Ebola, comprese le interruzioni dei servizi essenziali, la perdita di genitori e caregiver, lo stigma, il disagio psicosociale e l’aumento dei rischi legati alla protezione.
L’UNICEF ha già mobilitato quasi 50 tonnellate di forniture per la prevenzione e il controllo delle infezioni, come disinfettanti e saponi, dispositivi di protezione individuale, compresse per la purificazione dell’acqua e serbatoi idrici destinati a Bunia. Un team multidisciplinare di risposta rapida d’emergenza arriverà inoltre a breve per fornire assistenza tecnica nelle aree prioritarie, compreso il supporto alle attività di comunicazione del rischio e coinvolgimento comunitario, finalizzate a rafforzare la comunicazione per aiutare le famiglie a comprendere come si trasmette l’Ebola e come ridurre il rischio di infezione. Oltre 2 000 operatori sanitari comunitari sono già attivi sul terreno, ma sono urgentemente necessarie ulteriori capacità e risorse per garantire una copertura efficace, in particolare nelle aree difficili da raggiungere.
In risposta all’epidemia, l’UNICEF ha attivato il proprio livello massimo di emergenza (Level 3 Corporate Emergency) per sostenere un rafforzamento a livello organizzativo delle attività di preparazione e risposta nelle aree colpite e a rischio. L’attivazione consente l’allocazione immediata di fondi flessibili, il rapido dispiegamento di personale d’emergenza, procedure operative semplificate per gli uffici nazionali e un maggiore coordinamento tra i livelli regionali e centrali, a sostegno dei bambini e delle famiglie colpite dall’epidemia. L’UNICEF lavora in stretta collaborazione con i partner, tra cui l’OMS e Africa CDC, a supporto delle risposte guidate dai governi.
Ogni epidemia di Ebola mette i bambini a rischio – non solo a causa del virus stesso, ma anche per le più ampie interruzioni dei sistemi sanitari, nutrizionali, educativi e di protezione. L’UNICEF chiede un accesso umanitario immediato, sicuro e sostenuto alle comunità colpite, in particolare nella RDC orientale, per consentire di raggiungere i bambini e le famiglie più vulnerabili.
Un’azione rapida, un coinvolgimento comunitario basato sulla fiducia e un sostegno continuo ai soccorritori in prima linea e agli operatori sanitari comunitari – che affrontano anch’essi rischi significativi – saranno fondamentali per proteggere i bambini e prevenire un’ulteriore diffusione.»


















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