Di Mauro Minotti, Lega
Negli scorsi mesi sono emerse nuove e fondate preoccupazioni circa la sostenibilità finanziaria delle politiche di accoglienza e integrazione dei profughi ucraini.
Secondo quanto comunicato dallo stesso Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), in Ticino risiedono circa 2’800 persone con statuto S, delle quali circa l’85% beneficia di prestazioni assistenziali, mentre soltanto una minoranza risulta economicamente indipendente. Parallelamente, il Ticino registra uno dei più bassi tassi di inserimento professionale degli ucraini in Svizzera (19,5%), nonostante la Confederazione abbia versato negli ultimi anni milioni di franchi specificamente destinati ai programmi di integrazione lavorativa.
A ciò si aggiunge la crescente preoccupazione espressa anche dal Consiglio di Stato riguardo alle conseguenze finanziarie del previsto passaggio di numerosi beneficiari dello statuto S al permesso B, situazione che trasferirebbe gran parte degli oneri assistenziali dalla Confederazione ai Cantoni e ai Comuni, con un impatto stimato di circa 300 milioni di franchi tra il 2027 e il 2032.
In un momento nel quale sempre più cittadini ticinesi faticano ad arrivare a fine mese, aumentano le richieste di sostegno sociale e il mercato del lavoro continua a penalizzare numerosi residenti, è doveroso chiedersi se le importanti risorse pubbliche investite stiano producendo risultati concreti oppure se vi siano gravi inefficienze nella gestione dell’inserimento sociale e professionale.
In particolare, appare opportuno valutare criticamente l’operato sia del DSS, responsabile dei percorsi di integrazione sociale, sia del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), competente per l’inserimento professionale attraverso gli Uffici regionali di collocamento (URC).
Alla luce di quanto precede, chiediamo al Consiglio di Stato:
Il Consiglio di Stato ritiene che le ingenti risorse pubbliche destinate all’integrazione dei beneficiari dello statuto S siano state gestite in modo efficace dal DSS e dal DFE?
Quali obiettivi quantitativi e qualitativi erano stati fissati per l’inserimento lavorativo dei beneficiari dello statuto S e quali risultati sono stati effettivamente raggiunti?
Per quali motivi il Ticino continua a registrare uno dei tassi di occupazione più bassi della Svizzera tra i beneficiari dello statuto S?
Quali misure concrete sono state adottate dagli URC per favorire un rapido inserimento professionale e come viene valutata la loro efficacia?
Il Consiglio di Stato dispone di indicatori di performance che consentano di valutare l’efficienza dei programmi di integrazione finanziati con denaro pubblico? Se sì, quali sono i principali risultati?
Qual è stato l’ammontare complessivo delle risorse federali e cantonali investite dal 2022 ad oggi nei programmi di integrazione e inserimento lavorativo dei beneficiari dello statuto S?
Quale quota di tali risorse è stata destinata rispettivamente:
– al DSS;
– al DFE e agli Uffici regionali di collocamento;
– ad enti terzi incaricati di programmi di integrazione?
Alla luce dell’annunciato incremento dei costi assistenziali conseguente al possibile passaggio al permesso B, quali misure intende adottare il Consiglio di Stato per ridurre la dipendenza dall’assistenza e incrementare sensibilmente il tasso di occupazione?
Con riferimento alla situazione aggiornata al 30 giugno 2026, il Consiglio di Stato può fornire:
– il numero complessivo delle persone con statuto S residenti in Ticino;
– il numero dei beneficiari dello statuto S occupati;
– il numero dei beneficiari dello statuto S iscritti agli URC;
– il numero dei beneficiari dello statuto S disoccupati;
– il numero dei beneficiari dello statuto S beneficiari di assistenza sociale?
Sempre con riferimento al 30 giugno 2026, il Consiglio di Stato può indicare, in forma comparativa:
– il numero dei disoccupati residenti ticinesi;
– il numero dei disoccupati con statuto S;
– il numero dei rifugiati (per categoria di statuto, se disponibile) iscritti agli URC;
– il peso percentuale di ciascuna categoria rispetto alla popolazione residente del Cantone?
Il Consiglio di Stato ritiene opportuno pubblicare periodicamente questi dati in forma trasparente, così da consentire al Gran Consiglio e alla cittadinanza di verificare l’efficacia delle politiche di integrazione finanziate con denaro pubblico?
Per la Lega dei Ticinesi















