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Le ultime news di ETiCinforma.ch

  • Pacchetto sanità Avanti con Ticino&Lavoro con interrogazioni e mozioni.

    RBoss
    Nov 27, 2025
    #fatotreetc, avanti e ticino & lavoro, eticinforma.ch, interrogazioni, mozioni, pacchetto sanità
    0

    Pacchetto sanità Avanti con Ticino&Lavoro
    Lugano, 19.11.2025
    Il sistema sanitario ticinese rappresenta uno dei pilastri più importanti della coesione sociale del nostro Cantone. È il luogo in cui la competenza professionale incontra la fiducia dei cittadini, dove la solidarietà diventa cura concreta.
    Tuttavia, negli ultimi anni, la crescita dei costi, la carenza di personale e la frammentazione delle informazioni hanno messo sotto pressione la sostenibilità e l’efficienza del sistema. In Ticino la spesa sanitaria pro-capite è circa il 25% superiore alla media nazionale e una quota crescente della spesa è legata ai pazienti cronici. Aumentano i premi di cassa malati, le famiglie faticano, e anche le strutture pubbliche si trovano a dover garantire qualità e prossimità con risorse sempre più limitate.
    Il nostro sistema sanitario si trova così ad affrontare in particolare quattro criticità:
    1. costi tra i più elevati della Svizzera;
    2. carenza e difficoltà di fidelizzazione del personale sanitario;
    3. frammentazione delle cure e delle informazioni, soprattutto nelle transizioni ospedale–territorio;
    4. gestione dei pazienti cronici ancora poco integrata e coordinata.
    Le mozioni e l’interrogazione che presentiamo si muovono in questa direzione: vogliono proporre un cambio di passo, fondato sulla razionalità delle scelte, sulla trasparenza dei dati e sul riconoscimento del valore delle persone che lavorano nella sanità.
    Non si tratta di “fare di meno”, ma di fare meglio, eliminando sprechi, duplicazioni e disfunzioni, e reinvestendo ciò che si risparmia nella qualità delle cure, nella formazione e nella dignità professionale.
    Il filo conduttore di questi atti è chiaro: responsabilità, coordinamento e prossimità. Responsabilità, perché ogni franco speso nella sanità deve produrre valore per i pazienti. Coordinamento, perché la frammentazione costa, e un sistema integrato tra ospedali, medici di famiglia, cure a domicilio e servizi territoriali è l’unico modo per garantire continuità di presa a carico. Prossimità, perché la medicina non è solo tecnologia o burocrazia: è relazione, fiducia e presenza sul territorio.
    Le proposte toccano i nodi più sensibili del sistema: l’uso appropriato degli esami diagnostici, la valorizzazione dei professionisti che formano i futuri sanitari, la trasparenza dei comportamenti prescrittivi, il rafforzamento delle cure a domicilio e delle reti di cura, fino alla prevenzione e all’autogestione dei pazienti cronici. Le mozioni ampliano questo quadro intervenendo sulla governance della qualità, dell’appropriatezza e dell’innovazione nel sistema sanitario, e sulle transizioni ospedale–riabilitazione, un ambito decisivo per la sostenibilità dell’offerta acuta e post-acuta.
    L’interrogazione sull’introduzione del TARDOC completa questo quadro, affrontando un cambiamento strutturale che può avere effetti diretti sulla stabilità economica dell’EOC e sull’intero equilibrio sanitario cantonale, mentre l’interrogazione demografica analizza un’evoluzione altrettanto cruciale: l’aumento degli anziani soli e senza rete familiare, con implicazioni profonde per la presa a carico sanitaria e sociale dei prossimi decenni.
    Ogni mozione si inserisce in questo quadro: le mozioni 1 e 4 agiscono su appropriatezza e trasparenza, la mozione 2 sulle cure a domicilio e sulle transizioni ospedale–territorio, la mozione 3 sulla qualità della formazione pratica, la mozione 5 sulle reti di cura integrate e la mozione 6 sulla prevenzione e la gestione dei pazienti cronici. La mozione 7 concentra l’attenzione sulla governance complessiva del sistema, mentre la mozione 8 interviene sulle transizioni ospedale–riabilitazione e sulla riduzione delle degenze impropriamente prolungate.
    L’interrogazione sul TARDOC approfondisce gli aspetti applicativi e le conseguenze operative della riforma tariffale sul sistema ospedaliero cantonale, in continuità con la cornice già delineata sopra, mentre l’interrogazione demografica approfondisce le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione e della crescente quota di anziani soli sulla futura organizzazione sociosanitaria del Cantone.
    Insieme, queste iniziative esprimono una visione coerente: una sanità pubblica moderna, sostenibile e umana, capace di coniugare rigore economico e vicinanza alle persone. Una sanità che mette al centro la fiducia e la collaborazione, e che considera ogni risorsa — umana o finanziaria — come un bene comune da proteggere e valorizzare. 

    MOZIONE
    1) Per una razionalizzazione degli esami diagnostici e il contenimento dei costi sanitari in Ticino
    Premessa
    Gli esami diagnostici strumentali – come TAC, risonanze magnetiche, radiografie, ecografie ed esami di laboratorio avanzati – rappresentano una parte imprescindibile della medicina moderna. Grazie a questi strumenti è possibile diagnosticare precocemente molte patologie e orientare correttamente i trattamenti. Tuttavia, negli ultimi anni, il loro utilizzo è cresciuto in modo tale da diventare una delle principali voci di spesa del sistema sanitario, con un impatto diretto sull’aumento dei premi di cassa malati.
    Diversi studi, sia a livello federale sia europeo, hanno mostrato che una quota significativa di questi esami viene eseguita o ripetuta senza una reale necessità clinica. Le cause sono note: la mancanza di condivisione dei dati tra strutture sanitarie, l’assenza di criteri di appropriatezza uniformi, le pressioni esercitate dai pazienti e, non da ultimo, la concorrenza economica tra centri diagnostici. In Ticino, dove la spesa sanitaria pro-capite è circa il 25% superiore alla media nazionale, queste distorsioni pesano in modo particolare sull’equilibrio complessivo del sistema.
    Il quadro normativo lascia al Cantone un margine d’intervento. La Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal, art. 19 e 20) e la Legge cantonale di applicazione (LCAMal, art. 3) riconoscono ai Cantoni la competenza di promuovere la salute, vigilare sull’efficienza del sistema e adottare misure di prevenzione e coordinamento. È in questa prospettiva che il Ticino può e deve agire, promuovendo un uso più appropriato delle risorse diagnostiche.
    Le criticità sono chiare: la duplicazione degli esami per scarsa interoperabilità dei dati, l’assenza di linee guida cantonali di appropriatezza, la variabilità territoriale nell’uso delle risorse e la mancanza di strumenti digitali di monitoraggio che permettano un controllo continuo e trasparente. Nel rispetto delle competenze federali e della legge cantonale di applicazione, le azioni qui proposte si fondano su dati anonimi e aggregati, su raccomandazioni cliniche non vincolanti e su una governance condivisa tra DSS, EOC, strutture convenzionate, assicuratori e rappresentanze professionali.
    Affrontare queste sfide significa non solo contenere i costi, ma anche rafforzare la fiducia tra cittadini, medici e istituzioni, costruendo un sistema sanitario più razionale, sostenibile e vicino alle persone.
    Con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato:
    1. di avviare, nel rispetto della protezione dei dati e della libertà professionale, una mappatura aggiornata, anonima e aggregata degli esami diagnostici effettuati sul territorio cantonale in collaborazione con EOC, strutture convenzionate e assicuratori, al fine di analizzare volumi, trend e differenze territoriali;
    2. di elaborare e diffondere “Linee guida cantonali condivise” di appropriatezza diagnostica, non vincolanti, basate su evidenze e adattate al contesto ticinese, in coordinamento con società scientifiche e assicuratori;
    3. di promuovere piattaforme digitali interoperabili tra EOC, strutture convenzionate, medici e servizi territoriali, coerenti con il Dossier elettronico del paziente (DEP) e con gli standard federali, facilitando lo scambio sicuro di informazioni cliniche senza introdurre nuovi obblighi oltre le basi legali vigenti, con particolare attenzione all’integrazione di referti radiologici, esami di laboratorio, visite specialistiche e piani terapeutici;
    4. di pubblicare annualmente report aggregati sui costi e volumi diagnostici, con metodologia dichiarata e indicatori comparabili nel tempo, garantendo soglie minime di numerosità, tecniche di anonimizzazione robuste e un’appendice metodologica validata da un soggetto terzo indipendente;
    5. di promuovere una campagna informativa rivolta ai pazienti sull’uso appropriato degli esami e sulla condivisione dei referti per evitare duplicazioni;
    6. di rafforzare il monitoraggio delle strutture diagnostiche private autorizzate raccogliendo solo i dati minimi essenziali, anonimi e aggregati, necessari alla pianificazione sanitaria, limitatamente a metadati di pianificazione (volumi per macro-tipologia e fasce d’età), escludendo ogni dato clinico individuale e informazione commerciale sensibile;
    7. di promuovere e di favorire l’adozione del DEP e di sviluppare strumenti di supporto che semplifichino l’accesso ai dati già esistenti e ne migliorino l’interoperabilità, mediante incentivi formativi e organizzativi su base volontaria, senza introdurre obblighi ulteriori rispetto alle basi federali.
    Con ogni ossequio,
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro

    MOZIONE
    2) Per un rafforzamento coordinato e sostenibile delle cure a domicilio in Ticino
    Premessa
    Le cure a domicilio costituiscono oggi uno dei pilastri fondamentali del sistema sanitario e sociale ticinese. In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento dei pazienti cronici e pluripatologici e dalle dimissioni ospedaliere sempre più precoci, diventa essenziale rafforzare il coordinamento tra ospedali e strutture riabilitative, per evitare tempi di attesa prolungati e garantire transizioni rapide e sicure verso la presa a carico successiva. L’assistenza a casa rappresenta una risposta indispensabile per garantire continuità di cura, qualità di vita e contenimento dei costi dei ricoveri prolungati.
    Negli ultimi anni, tuttavia, il settore ha mostrato diverse criticità che rischiano di comprometterne l’efficacia e la sostenibilità. La mancanza di una pianificazione territoriale coordinata, la frammentazione degli attori coinvolti, e in alcuni casi pratiche di dumping salariale minano la qualità del servizio e la fiducia degli operatori. A ciò si aggiunge la scarsità di strumenti digitali condivisi per lo scambio sicuro di informazioni cliniche e la poca valorizzazione degli infermieri domiciliari e degli operatori formati in Ticino, spesso costretti a condizioni di lavoro e riconoscimento non all’altezza delle loro competenze.
    La Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) e la relativa Legge cantonale di applicazione (LCAMal) affidano ai Cantoni la responsabilità di pianificare e coordinare le prestazioni sociosanitarie, garantendo efficienza, qualità e accessibilità sul territorio. Alla luce di queste basi legali, diventa urgente ripensare in modo organico il sistema delle cure a domicilio, con una visione che coniughi sostenibilità economica, dignità professionale e prossimità alle persone assistite.
    Solo una rete ben strutturata, fondata su standard comuni, trasparenza e collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore, potrà rispondere alle sfide demografiche e sociali dei prossimi anni, assicurando che ogni cittadino possa ricevere le cure di cui ha bisogno, nel luogo più adeguato e con la qualità che merita.
    Con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato:
    1. di promuovere soluzioni digitali interoperabili, in coerenza con il Dossier elettronico del paziente (DEP) e nel rispetto della legislazione federale sulla protezione dei dati, per migliorare la circolazione sicura delle informazioni cliniche, avviando progetti pilota mirati in particolare sulle transizioni ospedale – territorio, con interoperabilità e valutazione ex-ante della sicurezza dei dati;
    2. di rafforzare la vigilanza sul rispetto degli standard minimi per il personale e sulle condizioni contrattuali nelle strutture convenzionate;
    3. di promuovere misure di fidelizzazione del personale formato in Ticino (es. mentoring, percorsi di carriera, sostegno alla formazione continua, incentivi al tempo parziale qualificato) con l’obiettivo di ridurre il turnover e mantenere nel Cantone le competenze formate;
    4. di promuovere campagne informative rivolte ai cittadini;
    5. di favorire modelli integrati tra ospedali, medici di famiglia e servizi domiciliari con percorsi di transizione e case management per pazienti complessi, avviando progetti pilota valutati con monitoraggio di indicatori di esito (p.es. riammissioni a 30 giorni, accessi evitabili al pronto soccorso, tempi medi di transizione) e valutazione indipendente.
    Con ogni ossequio,
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro
     
    MOZIONE
    3) Per il riconoscimento e la valorizzazione dei responsabili di stage / tutor per la pratica clinica all’interno dell’EOC e delle strutture sanitarie ticinesi
    Premessa
    La formazione pratica sul campo, svolta da professionisti esperti – infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, tecnici di radiologia e molte altre figure sanitarie – è decisiva per la qualità del sistema sanitario e per garantire un’adeguata preparazione del personale sanitario del futuro.
    Attualmente, chi segue gli allievi – ossia il responsabile di stage / tutor per la pratica clinica – non beneficia di alcun vantaggio né riconoscimento aggiuntivo, né economico né di carriera, pur assumendo responsabilità formative, organizzative e pedagogiche significative.
    Questa situazione rischia di compromettere la motivazione del personale e la qualità dell’insegnamento pratico, proprio mentre si aumentano i posti di formazione per far fronte alla carenza di professionisti sanitari.
    Un riconoscimento formale e proporzionato del ruolo di responsabile di stage / tutor contribuirebbe a garantire stabilità, qualità e continuità nella formazione professionale sanitaria in Ticino.
    Con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato:
    1. di incaricare l’EOC di valutare e sottoporre al Consiglio di Stato una proposta di riconoscimento dei responsabili di stage / tutor per la pratica clinica (p.es. indennità proporzionale alla durata degli stage o scatti temporanei), con analisi di impatto finanziario;
    2. di definire, nel rispetto del diritto applicabile, criteri trasparenti e uniformi (durata stage, numero allievi, livello di responsabilità) per l’attribuzione del riconoscimento;
    3. di promuovere una valorizzazione formale (titolo di “Responsabile di stage / Tutor per la pratica clinica”, crediti formativi riconosciuti con SUPSI) e percorsi di progressione di carriera, riconoscendo il ruolo di tutor come tappa specifica nella carriera professionale;
    4. di garantire che le misure non generino aggravi organizzativi, mediante programmazione delle ore di tutoraggio e adeguamenti di dotazione nei periodi di stage;
    5. di favorire, d’intesa con le strutture convenzionate, strumenti analoghi di riconoscimento attraverso linee guida e condivisione di buone pratiche;
    6. di includere scenari differenziati (budget neutro, indennità temporanee, ri-orientamento di budget formativi) e coperture.
    Con ogni ossequio,
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro
     
    MOZIONE
    4) Per una gestione trasparente, coordinata e sostenibile dei comportamenti prescrittivi e clinici in Ticino
    Premessa
    Il sistema sanitario ticinese si distingue per l’elevata qualità delle prestazioni e per la competenza dei suoi professionisti, ma continua a essere tra i più costosi della Svizzera. Una parte rilevante di questa spesa non è legata a fattori strutturali o demografici, bensì a comportamenti prescrittivi e clinici molto variabili tra medici, regioni e strutture sanitarie.
    Diversi studi federali e cantonali hanno messo in evidenza come, nel nostro Cantone, si riscontri un ricorso superiore alla media nazionale a esami diagnostici e visite specialistiche, una frequenza elevata di prescrizioni farmacologiche, una scarsa integrazione tra medicina di base e specialistica e, soprattutto, una limitata trasparenza sui costi reali delle cure. Queste differenze di comportamento generano costi aggiuntivi significativi senza migliorare in modo proporzionale gli esiti clinici.
    Alla base di tale situazione vi è anche l’assenza di indicatori di riferimento (benchmark) e di meccanismi di feedback economico o clinico rivolti ai professionisti sanitari. In mancanza di dati condivisi e confrontabili, diventa difficile promuovere una gestione consapevole delle risorse e favorire il coordinamento tra attori del sistema.
    La Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal, art. 19–21) e la relativa legge cantonale di applicazione (LCAMal, art. 3) attribuiscono ai Cantoni un ruolo attivo nella promozione della qualità, nella prevenzione e nella sorveglianza sull’efficienza del sistema sanitario. In questo quadro, il Ticino può agire per promuovere una gestione più trasparente ed equilibrata delle cure.
    Ciò passa attraverso sistemi di reporting anonimo e comparativo dei costi per medico e per tipologia di trattamento, strumenti di formazione continua basati sulla medicina dell’evidenza (Evidence-Based Medicine) e la promozione di reti di cure integrate capaci di ridurre la frammentazione e le duplicazioni di interventi. Le azioni proposte si basano su benchmark anonimi e aggregati, su feedback riservati ai professionisti e su raccomandazioni non vincolanti, in conformità con LAMal.
    Rendere visibili le differenze, valorizzare le buone pratiche e rafforzare il coordinamento tra professionisti non significa limitare l’autonomia medica, ma metterla al servizio di un obiettivo comune: garantire cure di qualità, sostenibili e accessibili per tutti.
    Con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato:
    1. di sviluppare, con EOC, assicuratori e rappresentanze professionali, indicatori anonimi e aggregati su esami, visite e prescrizioni con risk adjustment minimo (età, sesso, principali comorbidità), metodologia pubblica e limite d’uso ai soli fini di miglioramento della qualità;
    2. di condividere periodicamente con i professionisti feedback confidenziali (profilo vs. benchmark di pari specialità/territorio) per favorire la riflessione clinica senza pubblicazione nominativa, senza uso sanzionatorio o pubblico dei dati e con divieto di profilazione nominativa e di utilizzo a fini assicurativi;
    3. di diffondere raccomandazioni cliniche basate sull’evidenza non vincolanti in linea con le società scientifiche e iniziative nazionali, sostenendo chi le applica (formazione, strumenti);
    4. di rafforzare le iniziative di aggiornamento professionale centrate su appropriatezza degli esami, continuità delle cure e gestione coordinata dei pazienti cronici e complessi;
    5. di consolidare percorsi condivisi tra medicina di famiglia, specialisti e ospedali, con focus su cronici e transizioni ospedale – territorio;
    6. di presentare entro 12 mesi un rapporto con analisi, buone pratiche e proposte, includendo una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati.
    Con ogni ossequio,
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro
     
    MOZIONE
    5) Cure di qualità e meno sprechi: uno studio per incentivare le reti di cura
    Premessa
    In Ticino la spesa sanitaria per persona è nettamente superiore alla media svizzera — circa il 25% in più. Questo significa premi di cassa malati più alti e una pressione crescente sulle famiglie.
    La Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) e la relativa legge cantonale di applicazione (LCAMal) affidano ai Cantoni un ruolo attivo nel promuovere la salute, pianificare l’offerta e vigilare sull’efficienza del sistema. È quindi legittimo e doveroso che il Ticino esplori nuove vie per contenere i costi senza ridurre la qualità delle cure.
    Una parte importante della spesa deriva oggi da un eccesso di prestazioni, spesso legato a pressioni concorrenziali o alla paura di errori diagnostici che possano generare reclami o azioni legali. Si prescrivono così esami o trattamenti non sempre necessari, che pesano sull’intero sistema.
    Esperienze già avviate in Svizzera e in Ticino mostrano che modelli di cura coordinata e reti di medici di famiglia possono garantire la stessa qualità delle cure riducendo sprechi e duplicazioni. Si tratta di reti basate su principi di appropriatezza, evidenza scientifica e collaborazione interprofessionale, in cui il medico di fiducia mantiene un ruolo di guida del percorso terapeutico. Il programma non deve introdurre meccanismi assicurativi paralleli.
    Il Cantone potrebbe ad esempio sostenere e diffondere questo approccio riconoscendo un incentivo ai cittadini che scelgono di aderire a una rete di cura riconosciuta dal Cantone e ne rispettano il percorso di presa a carico.
    L’incentivo potrebbe assumere la forma di un programma di promozione della salute con micro-incentivi non assicurativi (p.es. voucher prevenzione, coaching aderenza terapeutica, check-up strutturati), che orienterebbe in modo virtuoso il comportamento dei pazienti e favorirebbe l’uso responsabile delle risorse sanitarie.
    Per garantire la trasparenza e la credibilità del sistema, le reti di cura riconosciute dovrebbero fornire al Cantone dati statistici anonimi e aggregati sui costi e sui risultati, così da permettere un confronto oggettivo (benchmarking) tra le diverse realtà e permettere la creazione di criteri di esclusione per gli attori presenti nella lista riconosciuta che non rispettano criteri di economicità e appropriatezza delle prestazioni.
    Con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato:
    1. di realizzare uno studio esplorativo sulla fattibilità giuridica, organizzativa e finanziaria di un meccanismo cantonale di promozione di questo tipo.
    2. di ipotizzare dei criteri di accreditamento aperto con criteri pubblici delle reti fondandosi sui principi di appropriatezza, qualità delle cure ed economicità, con criteri pubblici e accessibili a tutti, verifiche periodiche terze e decadenza automatica dall’elenco in caso di mancato rispetto.
    3. di valutare la compatibilità giuridica di un eventuale obbligo di trasmissione di dati statistici anonimi e aggregati da parte delle reti riconosciute, per consentire un efficace benchmarking cantonale.
    4. di analizzare l’istituzione di uno sportello di consulenza medico-legale, destinato alle reti di medici che si impegnano a garantire cure basate su evidenze scientifiche e a ridurre le prestazioni superflue.
    5. di presentare al Gran Consiglio un rapporto con le conclusioni dello studio, le opzioni giuridicamente percorribili e una valutazione costi-benefici, indicando le eventuali proposte legislative o regolamentari per una fase sperimentale.
    Con ogni ossequio,
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
     
    MOZIONE
    6) Per la promozione della prevenzione e dell’autogestione dei pazienti cronici nel Cantone Ticino
    Premessa
    Nel Cantone Ticino, come in tutta la Svizzera, le malattie croniche (diabete, ipertensione, BPCO, patologie muscolo-scheletriche, demenze, ecc.) costituiscono la maggior parte della spesa sanitaria. Il Programma d’azione cantonale ‘Promozione Salute 2025–2028’ sottolinea che la prevenzione e l’autogestione dei pazienti rappresentano strumenti fondamentali per contenere i costi e migliorare la qualità della vita.
    Un sostegno sistematico all’autogestione dei malati cronici — attraverso coaching, educazione, strumenti digitali e coordinazione territoriale — può ridurre ricoveri, ospedalizzazioni e prestazioni duplicate, favorendo al contempo una maggiore responsabilizzazione individuale.
    Con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato:
    1. di promuovere, in collaborazione con Promozione Salute Svizzera, le casse malati, le associazioni dei pazienti e i professionisti sanitari, un programma cantonale di autogestione delle malattie croniche, includendo strumenti digitali, corsi formativi e coaching personalizzato;
    2. di definire un sistema di incentivi cantonali (voucher salute, riduzioni simboliche dei ticket, crediti prevenzione) per i pazienti cronici che aderiscono volontariamente ai programmi di prevenzione e autogestione;
    3. di prevedere nei contratti con le strutture sanitarie modelli integrati di presa a carico per pazienti cronici, con coordinazione tra medico di base, infermiere di riferimento, fisioterapista e servizi di assistenza a domicilio;
    4. di includere nei report annuali del Cantone un capitolo dedicato agli indicatori di gestione delle patologie croniche (ricoveri evitabili, aderenza terapeutica, costi medi per paziente cronico);
    5. di favorire la sperimentazione di modelli digitali di follow‑up e monitoraggio remoto per pazienti cronici, in collaborazione con start‑up ticinesi, università e professionisti sanitari.
    Con ogni ossequio,
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro
     
    MOZIONE
    7) Per l’istituzione di una Cabina di Regia cantonale per la Qualità, l’Appropriatezza e l’Innovazione nel sistema sanitario ticinese
    Premessa
    Il sistema sanitario ticinese è chiamato a rispondere a sfide sempre più complesse: aumento dei costi, carenza di personale, frammentazione delle informazioni e difficoltà nelle transizioni ospedale–territorio. In questo contesto, qualità, appropriatezza e continuità delle cure sono elementi decisivi per garantire un sistema sostenibile e vicino alle persone.
    La Legge federale sull’assicurazione malattie e la relativa Legge cantonale di applicazione attribuiscono ai Cantoni un ruolo attivo nella promozione della salute, nella pianificazione sanitaria e nella vigilanza sull’efficienza del sistema, anche mediante il ricorso a dati statistici anonimizzati. Oggi, tuttavia, non esiste un organismo stabile che favorisca in modo strutturato il coordinamento tra DSS, EOC, medici di famiglia e specialisti, servizi territoriali, cliniche, assicuratori, Comuni e altre professioni sanitarie, con un’attenzione specifica ai temi dell’appropriatezza e dell’innovazione organizzativa.
    Una governance condivisa e trasparente, di natura consultiva e non sanzionatoria, può contribuire a valorizzare le esperienze esistenti, evitare duplicazioni di progetti, definire indicatori comuni anonimi e aggregati e accompagnare l’innovazione nel rispetto della protezione dei dati, della libertà di scelta dei pazienti e dell’autonomia professionale dei curanti.
    Con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato:
    1. di istituire, tramite decisione governativa e a titolo inizialmente sperimentale, una Cabina di Regia cantonale per la Qualità, l’Appropriatezza e l’Innovazione con natura consultiva e di coordinamento (priva di competenze decisionali vincolanti o di vigilanza aggiuntiva), garantendo una rappresentanza equilibrata di DSS, EOC, medici di famiglia, specialisti, servizi domiciliari, strutture convenzionate, Comuni, assicuratori, professioni sanitarie e pazienti;
    2. di definire, nell’atto istitutivo, il mandato della Cabina limitandolo a compiti di: i) coordinamento delle principali iniziative cantonali in materia di qualità, appropriatezza e innovazione; ii) proposta e condivisione di un set limitato di indicatori anonimi e aggregati, nel rispetto delle basi legali vigenti; iii) definizione di priorità annuali condivise e di raccomandazioni non vincolanti; iv) analisi qualitativa dei flussi ospedale–riabilitazione–territorio, senza interferire con le competenze decisionali degli organi esistenti;
    3. di pubblicare annualmente un rapporto pubblico predisposto con il supporto della Cabina, contenente lo stato di avanzamento dei progetti di qualità e appropriatezza, una selezione di indicatori aggregati, le principali criticità emerse e alcune raccomandazioni operative non vincolanti, accessibili e comprensibili anche al grande pubblico;
    4. di garantire che, nell’ambito dei lavori della Cabina, siano utilizzati esclusivamente dati anonimi, statistici e aggregati, nel rispetto della legislazione federale e cantonale sulla protezione dei dati, escludendo qualsiasi profilazione individuale, uso sanzionatorio o valutazione nominativa dei professionisti, e prevedendo, se del caso, una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) prima dell’avvio operativo;
    5. di prevedere una piccola unità tecnica di supporto presso il DSS, con compiti di analisi, reporting e coordinamento logistico, privilegiando per quanto possibile il ri-orientamento di risorse esistenti (p.es. progetti già avviati su qualità e dati) e limitando i nuovi oneri a quanto strettamente necessario;
    6. di presentare al Gran Consiglio, entro 24 mesi dall’istituzione della Cabina, un rapporto di valutazione che ne illustri risultati, limiti, costi e benefici, e proponga – se del caso – eventuali adeguamenti del mandato, della composizione o della base legale per un’eventuale prosecuzione oltre la fase sperimentale.
    Con ogni ossequio,
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro 

    MOZIONE
    8) Per un miglioramento strutturato delle transizioni ospedale–riabilitazione e la riduzione delle degenze impropriamente prolungate
    Premessa
    Nel Cantone Ticino, un numero non trascurabile di pazienti a elevata complessità clinica permane in ospedale oltre il tempo strettamente necessario alle cure acute, a causa della mancanza di soluzioni riabilitative disponibili, della frammentazione nei percorsi di presa in carico post-acuta o di una pianificazione tardiva delle dimissioni.
    Ciò genera effetti negativi su più livelli: occupazione impropria di letti acuti, ritardi nell’inizio della riabilitazione, peggioramento degli esiti funzionali, rallentamento dei flussi ospedalieri e costi aggiuntivi evitabili per il sistema sanitario.
    La Legge federale sull’assicurazione malattie e la Legge cantonale di applicazione attribuiscono al Cantone la facoltà di pianificare la rete ospedaliera e riabilitativa e di promuovere collaborazioni tra strutture sanitarie, anche mediante la raccolta di dati statistici anonimizzati e aggregati. Sulla base di queste competenze, è possibile rafforzare la gestione delle transizioni ospedale–riabilitazione, senza introdurre obblighi aggiuntivi per i fornitori e nel pieno rispetto della protezione dei dati, della libertà professionale e della scelta del paziente.
    Intervenire sulle transizioni ospedale–riabilitazione significa rendere il sistema più fluido, più equo e più sostenibile, valorizzando la collaborazione tra ospedali, strutture riabilitative, servizi territoriali e professioni sanitarie.
    Con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato:
    1. di realizzare, con EOC, cliniche riabilitative convenzionate e servizi territoriali, una mappatura anonima e aggregata dei flussi ospedale–riabilitazione, analizzando volumi, reparti coinvolti, tempi medi di trasferimento, cause di permanenza prolungata e stima dei giorni potenzialmente evitabili, previo eventuale DPIA conformemente alla legislazione in materia di protezione dei dati;
    2. di sviluppare, in collaborazione con le strutture coinvolte, un protocollo cantonale di orientamento per la transizione ospedale–riabilitazione, con raccomandazioni non vincolanti relative a: i) avvio precoce della pianificazione delle dimissioni, ii) criteri comuni e multidisciplinari di invio e presa in carico, iii) promozione del case management, iv) utilizzo di strumenti digitali sicuri e interoperabili, coerenti con il Dossier elettronico del paziente (DEP);
    3. di definire un set limitato di indicatori cantonali aggregati, non nominativi, relativi a: i) tempo medio di trasferimento ospedale–riabilitazione, ii) giorni di degenza potenzialmente evitabili, iii) tasso di attivazione precoce del case management, iv) esiti funzionali o proxy clinici (ove disponibili su base aggregata);
    4. di valutare, con i soggetti interessati, la fattibilità di soluzioni organizzative sperimentali, quali: i) modelli di early rehabilitation, ii) posti riabilitativi a disponibilità programmata (non vincolata), iii) percorsi pilota per pazienti cronici o fragili, evitando forme di contingentamento obbligatorio, nuovi vincoli tariffali o assegnazioni forzate;
    5. di inserire il tema delle transizioni ospedale–riabilitazione, e dei relativi indicatori di continuità, come priorità nell’ambito della pianificazione sanitaria cantonale e del Piano cantonale delle prestazioni, in coerenza con le competenze previste dalla LCAMal.
    Con ogni ossequio,
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro 

    Interrogazione: L’impatto dell’introduzione del TARDOC sull’Ente Ospedaliero Cantonale
    A partire dal 1° gennaio 2026, il sistema tariffale TARMED, in vigore dal 2004, sarà sostituito da due nuove strutture per la remunerazione delle prestazioni mediche ambulatoriali: da un lato il TARDOC, basato sulle singole prestazioni, e dall’altro una struttura con importi forfettari per paziente, concepita per le prestazioni più standardizzate.
    L’obiettivo della riforma è quello di migliorare la trasparenza, la coerenza economica e la razionalità dei rimborsi nel settore ambulatoriale. Si tratta tuttavia di un cambiamento strutturale di ampia portata, destinato ad avere ripercussioni significative sull’equilibrio finanziario degli ospedali pubblici cantonali.
    Nel contesto ticinese, l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) svolge un ruolo essenziale nel garantire un’offerta sanitaria di prossimità e di qualità alla popolazione. Già oggi l’EOC si confronta con un contesto finanziario complesso, segnato da un progressivo spostamento dell’attività verso il settore ambulatoriale. L’introduzione del TARDOC, con il suo nuovo modello di remunerazione basato sui minutaggi, sui costi infrastrutturali e sulla produttività dei medici, rischia di modificare in modo sostanziale l’equilibrio economico dell’ente.
    Come evidenziato nel Rapporto annuale 2024 dell’EOC, il numero di consulti ambulatoriali è aumentato del 4,9% rispetto al 2023, raggiungendo 668’449 visite, in linea con le direttive federali che promuovono una maggiore presa in carico ambulatoriale. Parallelamente, l’EOC ha registrato un risultato ordinario migliorativo rispetto agli ultimi anni ma comunque in perdita (–1,6 milioni di franchi).
    La nuova struttura tariffale rischia però di alterare profondamente i flussi di ricavo, penalizzando in particolare le prestazioni ad alta intensità di tempo e bassa remunerazione. In questo scenario, la complessità della transizione e la necessità di rispettare la neutralità dei costi impongono una pianificazione attenta, capace di anticipare gli effetti finanziari, salvaguardare la qualità delle cure e garantire la sostenibilità a lungo termine dell’ospedale pubblico cantonale.
    Per questo poniamo al Consiglio di Stato le seguenti domande:
    1. Analisi d’impatto
    Quali analisi o valutazioni sono già state condotte in merito alle conseguenze finanziarie che l’introduzione delle nuove tariffe ambulatoriali (TARDOC e importi forfettari) potrebbe avere per l’EOC, sia a livello complessivo sia per singole sedi ospedaliere?
    2. Simulazioni e scenari di bilancio
    Sono state effettuate simulazioni di bilancio per stimare gli effetti del nuovo sistema tariffale sulla remunerazione delle prestazioni ambulatoriali e sull’equilibrio economico complessivo dell’EOC? In caso affermativo, quali scenari o variazioni di margine sono stati individuati?
    3. Prestazioni a rischio
    L’EOC ha già identificato prestazioni o reparti ambulatoriali che, a seguito dell’introduzione del TARDOC, potrebbero non risultare più economicamente sostenibili o presentare un margine negativo? Se sì, quali misure di compensazione o riorientamento dell’offerta sono previste?
    4. Misure di accompagnamento cantonali
    Il Consiglio di Stato intende implementare delle misure di accompagnamento per garantire una transizione armoniosa dell’EOC verso il nuovo regime tariffale, salvaguardando la qualità delle cure e la presa a carico di prossimità?
    5. Monitoraggio e governance
    Il Consiglio di Stato prevede di istituire un monitoraggio specifico sull’impatto del TARDOC, in collaborazione con l’EOC e con i partner tariffali (OTMA SA, FMH, H+), al fine di verificare il rispetto del principio di neutralità dei costi e di proporre eventuali correttivi tempestivi?
    6. Impatto sul personale e sui reparti ad alta intensità di tempo
    Sono state effettuate valutazioni specifiche sull’impatto del TARDOC e degli importi forfettari sulle specialità e sui reparti ad alta intensità di tempo (p.es. geriatria, medicina interna, psichiatria) e sui carichi di lavoro del personale medico e infermieristico? In caso affermativo, quali sono le principali conclusioni e quali misure di accompagnamento sono previste?
    Con la massima stima,
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
     
    Interrogazione: Il futuro della presa a carico degli anziani in Ticino in un contesto di calo della natalità e aumento delle persone senza figli
    Premessa
    Il Cantone Ticino è confrontato da anni con un tasso di natalità tra i più bassi della Svizzera e con un crescente numero di coppie e persone senza figli. Questa trasformazione, se da un lato riflette evoluzioni sociali, culturali ed economiche, dall’altro comporta effetti significativi sul sistema di assistenza sanitaria e sociale, in particolare per quanto riguarda la presa a carico delle persone anziane.
    Tradizionalmente, una parte importante dell’assistenza nella terza e quarta età è stata garantita dalla famiglia, attraverso forme di sostegno informale e intergenerazionale. La diminuzione del numero di figli disponibili, unita all’aumento degli anziani che vivono soli o senza parenti prossimi, riduce progressivamente questo sostegno familiare, con ripercussioni sull’intero sistema di cura.
    Queste tendenze demografiche potrebbero accentuare fenomeni già osservati: maggior ricorso a cure domiciliari e servizi sociosanitari intermedi, aumento delle degenze impropriamente prolungate, incremento dei ricoveri evitabili, maggiore rischio di solitudine, fragilità e perdita di autonomia. La pianificazione sanitaria e sociale cantonale deve necessariamente tenere conto di queste evoluzioni, che delineano uno dei contesti più significativi per i prossimi decenni, anche in relazione all’invecchiamento della popolazione.
    Alla luce di ciò, si chiede al Consiglio di Stato:
    1. Analisi demografica
    Il Consiglio di Stato dispone delle proiezioni demografiche più recenti (Scenari USTAT–SUPSI 2024–2050). Quali implicazioni emergono da questi scenari per la sostenibilità della presa a carico sociosanitaria nei prossimi 10–20 anni?
    2. Impatto sulle cure domiciliari e servizi intermedi
    In che misura questa evoluzione demografica inciderà sulla domanda di cure a domicilio, assistenza proattiva, servizi di sostegno intermedio (p.es. centri diurni, cohousing, strutture di sollievo)? Sono allo studio adattamenti organizzativi o modelli di presa a carico alternativi?
    3. Transizioni ospedale–territorio e degenze evitabili
    Quali strategie intende adottare il Cantone per ridurre le degenze impropriamente prolungate legate all’assenza di caregiver o alla difficoltà di predisporre soluzioni riabilitative e sociali adeguate?
    4. Prevenzione della solitudine e servizi di prossimità
    Sono previste azioni per rafforzare i servizi territoriali e comunitari (p.es. centri di aggregazione, reti di prossimità, monitoraggio sociale, iniziative anti-isolamento), in particolare per le persone anziane senza figli o rete familiare?
    5. Sostegno alla vita autonoma e modelli innovativi
    Il Cantone sta valutando modelli innovativi come assistenti di comunità, case manager territoriali, monitoraggio non medicalizzato, visite domiciliari preventive o presa a carico anticipata della fragilità?
    6. Pianificazione integrata sanitaria e sociale
    L’evoluzione dell’invecchiamento senza rete familiare di supporto è già considerata nella pianificazione sanitaria e sociale cantonale attuale (p.es. Piano cantonale delle prestazioni, politiche di invecchiamento attivo)? In quale misura e con quali finalità?
    7. Ruolo dei Comuni e coordinamento territoriale
    In che modo il Cantone intende coinvolgere i Comuni, in qualità di attori di prossimità e primi osservatori dei bisogni legati alla solitudine, alla fragilità e alla continuità delle cure?
    Con ogni ossequio,
    Giovanni Albertini, Avanti con Ticino&Lavoro
    Amalia Mirante, Avanti con Ticino&Lavoro
    Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro

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