Milioni di bambini hanno bisogno di protezione: UNICEF Svizzera e Liechtenstein
lancia un segnale da Ginevra
Ginevra/Zurigo, 20 giugno 2026 – Gli ultimi dati mostrano che nel mondo 45,3 milioni
di bambini sono colpiti da fuga forzata e sfollamento. Allo stesso tempo, i
finanziamenti internazionali agli aiuti umanitari stanno diminuendo drasticamente,
mettendo a rischio la protezione delle persone più vulnerabili. In occasione della
Giornata mondiale del rifugiato, UNICEF Svizzera e Liechtenstein richiama l’attenzione
sul loro destino con un’installazione composta da 45 sagome di bambini davanti al
Palais des Nations di Ginevra.
Guerre, violenze e crisi costringono milioni di persone a lasciare la propria casa. Sebbene
nel 2025 il numero delle persone sfollate sia diminuito leggermente per la prima volta in dieci
anni, attestandosi a 117,8 milioni, grazie al ritorno di 14,7 milioni di persone nei loro Paesi
d’origine, per molte famiglie il ritorno non ha significato un ritorno alla sicurezza. Molti sono
rientrati in condizioni difficili nelle proprie regioni di provenienza, trovandovi spesso non una
casa sicura, bensì conflitti ancora in corso, insicurezza e infrastrutture distrutte.
In contesti come questi, i bambini sono tra le persone più vulnerabili. Nel 2025, 45,3 milioni
di minori erano in fuga. Sono esposti a un rischio maggiore di violenza, sfruttamento, tratta di
esseri umani e lavoro minorile, oltre a perdere l’accesso all’istruzione e alle cure sanitarie.
Allo stesso tempo, i bambini che non possono tornare a casa devono attendere sempre più a
lungo il loro rientro. Chi fugge in esilio prima dei cinque anni trascorre mediamente l’intera
infanzia in condizioni di sfollamento. UNICEF Svizzera e Liechtenstein mette quindi in
guardia dal considerare il lieve calo dei numeri come un segnale di attenuazione delle crisi
umanitarie.
L’installazione davanti al Palais des Nations di Ginevra – cuore della comunità internazionale
– rende visibile il destino di milioni di bambini colpiti da fuga forzata e sfollamento. Le 45
figure rappresentano simbolicamente bambini che hanno perso protezione, istruzione e
prospettive per il futuro.
Il crollo degli aiuti umanitari alimenta i conflitti e colpisce prima di tutto i bambini
Uno studio pubblicato a metà maggio sulla rivista scientifica Science, guidato dal professor
Dominic Rohner dell’Università di Losanna, mostra inoltre che la scomparsa dei
finanziamenti internazionali agli aiuti umanitari rafforza direttamente conflitti e instabilità.
Nelle regioni africane particolarmente dipendenti da questi fondi, dopo la loro sospensione il
numero di episodi di conflitto è aumentato del 10,6%, mentre il numero delle vittime negli
scontri è cresciuto del 9,3%.
Comitato per l’UNICEF Svizzera e Liechtenstein Telefono +41 (0)44 317 22 66
Pfingstweidstrasse 10 | CH-8005 Zürich Fax +41 (0)44 317 22 77
info@unicef.ch | www.unicef.ch IBAN: CH88 0900 0000 8000 7211 9
Nel suo ultimo rapporto annuale, UNICEF avverte che i drastici tagli agli aiuti internazionali
stanno già mettendo a rischio il sostegno da cui dipendono milioni di bambini che vivono in
aree di crisi e di conflitto.
«Dietro ogni cifra c’è un bambino con speranze, sogni e diritti. Che siano in fuga, sfollati o
arrivati in un Paese sicuro, i bambini hanno bisogno di protezione, istruzione e prospettive
per il futuro. Il fatto che milioni di bambini continuino a crescere in queste condizioni non
deve mai diventare la normalità», afferma Bettina Junker, direttrice di UNICEF Svizzera e
Liechtenstein.
I bambini sopportano il peso maggiore dei conflitti e della violenza
Estratto da «45 fatti sulla fuga»
• Nel 2025 più di un bambino su cinque nel mondo viveva entro un raggio di 50
chilometri da un conflitto armato.
• Circa un milione di afghani è rientrato, per lo più sotto pressione, dal Pakistan. L’80%
erano donne e bambini.
• Dallo scoppio della guerra nell’aprile 2023, in Sudan oltre 15 milioni di persone sono
state costrette a lasciare le proprie case: si tratta della più grande crisi di sfollamento
al mondo.
• Circa il 40% di tutte le domande d’asilo presentate in Svizzera proviene da bambini e
giovani.
Questi dati dimostrano che la fuga non termina con l’arrivo in un Paese sicuro. Anche dopo
l’arrivo, i bambini hanno bisogno di protezione, stabilità e prospettive. Ciò include la tutela
della privacy delle famiglie, l’accesso all’istruzione fin dal primo giorno, attività ricreative e di
gioco adeguate all’età, nonché un’assistenza medica e psicologica appropriata.
Per questo motivo UNICEF Svizzera e Liechtenstein si impegna affinché nei centri di
accoglienza per richiedenti l’asilo vengano garantiti standard minimi a misura di bambino.
Perché i bambini hanno bisogno di protezione prima della fuga, durante la fuga e dopo la
fuga.
















Le ultime news di ETiCinforma.ch