Grazie a Francesca Bonaita, Mattia Zappa, Julija Vrabec e Jonas Morkūnas per le splendide performance. E grazie alla Presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga e all’arch. Mario Botta per la loro visita! Anche quest’anno grande entusiasmo e ottime prospettive per le prossime edizioni e i progetti futuri.
In seguito agli articoli apparsi recentemente sulla stampa, Mauro Harsch – ideatore e direttore artistico del Villaggio della Musica – ha risposto ad alcune domande indirizzate alla nostra associazione.
· La costruzione di una sala-teatro a Sobrio si è resa necessaria in seguito alla continua crescita del numero di artisti e giovani talenti che desiderano collaborare con il Villaggio della Musica. Tutti sono concordi nell’affermare che l’atmosfera è davvero unica e che il luogo possiede tutti i requisiti per diventare un piccolo ma speciale polo culturale a metà strada tra Milano e Zurigo. L’unicità e il livello artistico del progetto è stato apprezzato da personalità del mondo culturale internazionale, tra cui membri dei Berliner Philharmoniker, dell’orchestra del Teatro alla Scala, della direzione artistica della Lucerne Festival Orchestra, e ultimamente anche dalla Presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga.
La nostra associazione riceve regolarmente richieste di gruppi di 20-30 musicisti, cori e orchestre da camera, compagnie di danza e teatrali che puntualmente dobbiamo rifiutare per mancanza di spazi. L’80% delle attività e di concerti – per ovvi motivi – non può essere organizzato nella chiesa locale e nemmeno in Casa Mahler, concepita per masterclass strumentali che accolgono settimanalmente una decina di partecipanti, recital di musica da camera e manifestazioni private.
Mario Botta ha progettato una sala del tutto innovativa. La sua genialità ha affascinato milioni di persone in tutto il mondo e il suo intuito nella ricerca di soluzioni ideali è unico: non possiamo che ringraziare questo grande artista ticinese per aver accolto il nostro invito.
· L’ambiente campestre e idilliaco di Sobrio – che tanto ha colpito gli artisti e i visitatori del Festival – dovrà essere sarà assolutamente preservato, altrimenti il fascino del progetto sparirà. La struttura di Botta (ora ridimensionata e in parte interrata) sbucherà dal terreno e valorizzerà le caratteristiche e le particolarità del Villaggio (“L’unico modo per rispettare il passato è quello di essere autenticamente moderni”, Carlo Scarpa / “Tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco”, Gustav Mahler).
· La maggior parte dell’utilizzo della sala sarà destinato a prove, workshop e settimane di studio dei vari gruppi e musicisti (in media una ventina di persone a settimana).
La sala potrà contenere ca. 150 spettatori e le manifestazioni pubbliche saranno 10-15 all’anno. Tale numero è stato largamente superato in passato nell’ambito di alcune manifestazioni del SobrioFestival (a volte in concomitanza con altri eventi organizzati nel paese) che non hanno causato alcun problema. È inoltre in fase di studio un servizio di taxi-navetta elettrici da Faido-Lavorgo.
· Trattandosi di una sala concerti del tutto particolare, il progetto è stato commissionato a un architetto di chiara fama con lunga esperienza in campo artistico. La direzione lavori e la costruzione della struttura saranno invece affidate a tecnici e a imprese locali.
· La gestione della struttura sarà affidata alla Fondazione “Amici del Villaggio della Musica” e all’Associazione “Ars Dei”. Nel Comitato di direzione – accanto a membri dell’associazione e della Fondazione – saranno regolarmente designati rappresentanti di Conservatori e Accademie di danza e teatro che garantiranno continuità anche in futuro. Trattandosi di una struttura compatta e funzionale, le spese di gestione saranno contenute e non supereranno di molto le attuali legate a Casa Mahler. Ci saranno inoltre effetti positivi per tutto il Comune di Faido (ristorazione, alloggi, trasporti).
· La sala-teatro di Botta sarà un bene prezioso per tutta la Leventina e non solo. Rappresenterà anche un gesto di solidarietà nei confronti di tanti giovani artisti, i quali (proprio in questo particolare storico) si trovano in situazioni di precarietà desolanti: accoglierli e condividere la bellezza e i benefici che Sobrio offre, non può che renderci felici.
SobrioFestival
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