Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo, dal 3 al 5 ottobre 2025 nella località grigionese, ha richiamato come ogni anno tanto pubblico e tanti autori della scena nazionale
Arrivederci dal 2 al 4 ottobre 2026
Si è chiusa domenica pomeriggio, riconfermando un successo e un’attenzione crescente da parte del pubblico e del mondo della letteratura nazionale, la quinta edizione di Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo, il festival dedicato alla produzione letteraria nelle quattro lingue nazionali, che si svolge a Poschiavo ogni anno a inizio ottobre. Un fine settimana ricco di letteratura e poesia, dialoghi e scambi con il pubblico, che ha visto avvicendarsi autrici e autori di grande rilievo.
Il tema dell’edizione 2025 di Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo – Tira fuori la lingua! – è risultato molto gradito e giocosamente stimolante per gli ospiti del festival, che ha coinvolto autori e autrici translingui che si auto traducono o traducono altri, che scrivono in più lingue o che hanno scelto di utilizzare uno dei linguaggi della scrittura in maniera inconsueta. Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo ha voluto confermarsi contenitore vasto, in grado di accogliere scrittori svizzeri delle quattro regioni linguistiche, offrendo occasioni d’incontro e dialogo.
“Spagnolo, portoghese, francese, tedesco, diversi idiomi del romancio, italiano, inglese. Questa mattina a colazione mi sono fermata per un minuto, ho chiuso gli occhi e ho ascoltato i suoni che mi circondavano. Venerdì sera Fabiano Alborghetti ci ha chiesto “quante lingue avete parlato oggi?”. Io, questa mattina, in quel minuto di ascolto attento, ne ho sentite sei. Mai come quest’anno abbiamo TIRATO FUORI LE LINGUE! Mi sento immensamente grata: per la vostra presenza, per la generosità con cui autrici e autori hanno raccontato i loro cantieri creativi, per le risate, per le emozioni. Abbiamo ascoltato come le lingue siano fluide, mobili, percosse da movimenti che le mutano. Movimenti come le migrazioni, ma anche movimenti sociali o più intimi… personali. Abbiamo sentito di lingue recise, di lingue troncate, di lingue plasmate, di lingue create. Abbiamo, forse per la prima volta, guardato alla definizione di Lingua materna comprendendo che quella maternità può essere doppia (la nascita e il divenire madre). E tutte queste lingue, queste facce della stessa medaglia – che è il comunicare – sono dentro alla letteratura.” Con queste parole Begoña Feijoo Fariña, coordinatrice del Progetto, ha salutato il pubblico del festival dando appuntamento dal 2 al 4 ottobre 2026 per la sesta edizione.
Fra gli appuntamenti che hanno suscitato particolare interesse, in un weekend davvero ricco nel quale era difficile scegliere, spicca l’inaugurazione con il concerto Chansons d’amour et d’exil. La cantante albanese naturalizzata svizzera Elina Duni, accompagnata dal chitarrista londinese Rob Luft, ha coinvolto il pubblico con un linguaggio musicale che coniuga le sonorità jazz a quelle tradizionali balcanico-mediterranee. La serata ha riservato al pubblico un momento inatteso, grazie agli interventi a sorpresa degli autori e traduttori Isabel García, Carla Imbrogno, Ariel Dilon e Fernando De Leonardis. E ancora Kim de l’Horizon, che ha conquistato l’attenzione internazionale con il romanzo d’esordio Perché sono da sempre un corso d’acqua, di cui ha lungamente e approfonditamente dialogato con la sua traduttrice Silvia Albesano nella sala gremita di sabato sera.
Sempre sabato, segnaliamo l’apertura di giornata con Noè Albergati in dialogo con Fabiano Alborghetti per Raccontare in poesia. I versi come linguaggio narrativo. E inoltre Prisca Agustoni e Gianna Olinda Cadonau che si sono confrontate su Scrivere tra le lingue. Evento in francese, romancio, tedesco, italiano e portoghese. E poi Henri Michel Yéré in dialogo con la traduttrice Carlotta Bernardoni Jaquinta per l’incontro dal titolo Lingue imposte, lingue del cuore e loro inserimento dentro alla produzione poetica contemporanea.
Il festival ha inoltre visto: l’intervento di Joseph Incardona e Luca Brunoni, in dialogo con Moira Bubola. (trasmesso in diretta su ALICE, il magazine settimanale di RSI Rete Due che si occupa di editoria) e il Premio Letterario Grigione, dal titolo Essere autori in terra trilingue, con la performance Disgust, un monologo bilingue dell’autrice e performer Flurina Badel, che ha concluso l’edizione 2025 del Festival. E ancora Elvira Dones, Simone Pellicioli, Ruth Gantert, Mariann Bühler, Eugène Meiltz, Viola Cadruvi. E i numerosi presenti per proporre un’anteprima del laboratorio di traduzione letteraria, che si è svolto a Poschiavo dal 29 settembre al 2 ottobre diretto da Anna Ruchat.
Infine, durante il festival, ci sono stati alcuni eventi “sorpresa” che hanno guidato il pubblico in diversi momenti, dentro e fuori Casa Torre: Isabel García, Carla Imbrogno, Ariel Dilon e Fernando De Leonardis – che traducono dal romancio nelle loro lingue, spagnolo e portoghese – insieme ad altri ospiti del festival hanno dato vita a incontri con il pubblico attraverso letture poetiche in più lingue. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con la Casa dei traduttori di Looren e la rivista Litteratura.
Come ogni anno, poi, i laboratori per l’infanzia hanno richiamato numerosi bambini del territorio.
Anche quest’anno, infine, l’attore, doppiatore, speaker e regista Massimiliano Zampetti, creatore dell’associazione Ex/Novo (nata per facilitare la collaborazione tra le varie realtà artistiche in Ticino) ha accompagnato il festival, in momenti diversi, con le sue letture sceniche in italiano.
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Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo nasce da un’idea di Begoña Feijoo Fariña, coordinatrice del Progetto, e si avvale di un comitato di programmazione composto da Walter Rosselli (Scrittore e traduttore dal romancio e dal francese), Fabiano Alborghetti (Poeta e promotore culturale, Premio svizzero di letteratura 2018), Ruth Gantert (mediatrice culturale, redattrice e traduttrice), oltre che dalla stessa Begoña Feijoo Fariña (Scrittrice e promotrice culturale in ambito teatrale e letterario).
Con il sostegno di: Promozione della cultura del Cantone dei Grigioni, Prohelvetia, Fondation de Famille Sandoz, Migros Percentoculturale, Landis&Gyr Stiftung, Prolitteris, Fondation Coromandel, Comune di Poschiavo, Fondazione Willi Muntwyler, Buono Svizzero del Libro, Stiftung Kultur in Waldhaus Sils, Fondazione Oertli, Fondazione Kurt und Silvia Huser-Oesch, Lia Rumantscha, Banca Cantonale Grigione, Fondazione Stavros S. Niarchos, Repower, Tipografia Menghini, Hotel Suisse, Coltiviamosogni, Al Canton
In collaborazione con Casa della letteratura per la Svizzera italiana, Viceversa letteratura, Premio letterario Grigione, Rete Due Radiotelevisione svizzera
Mediapartner: SRG SSR e il Grigione Italiano















