Care amiche, cari amici, buona domenica!
Ogni tanto, gli imprevisti modificano i programmi e quindi… ecco qui la Newsletter in versione serale! Buona lettura e buona settimana!
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia si occupa di notizie che legano la vita quotidiana all’economia. Cominciamo con il cioccolato. Negli ultimi due anni il prezzo del cacao ha fatto un giro sulle montagne russe, passando dai 13’000 dollari (10’130 CHF) per tonnellata del dicembre 2024 ai 4’000–4’300 dollari di inizio 2026 (3’100-3’150 CHF). Il prezzo non è quello del cacao che viaggia sui container, ma quello dei contratti finanziari sulle vendite future. In termini percentuali, il prezzo attuale è crollato di circa il 60% rispetto a un anno fa, quando si aggirava attorno ai 10’000 dollari (7’800 CHF). Nonostante il calo, siamo ancora ben al di sopra dei livelli “normali” vissuti tra il 2014 e il 2022, quando il cacao viaggiava in media tra 2’500 e 3’200 dollari (1’950 e 2’500 CHF). Le ragioni del boom sono state soprattutto causate dall’offerta. Oltre il 70% del cacao mondiale viene dall’Africa occidentale. Costa d’Avorio e Ghana hanno sofferto un clima sfavorevole, malattie delle piante e piantagioni vecchie. Per più stagioni il mercato è rimasto in deficit e le scorte si sono ridotte. In contemporanea, la domanda finale di cioccolato ha tenuto, soprattutto nei segmenti premium e nei mercati emergenti. A quel punto il mercato ha fatto il suo corso e ha segnalato la scarsità attraverso l’aumento dei prezzi. Ma quando nel 2025 sono arrivati i primi segnali di recupero produttivo – soprattutto fuori dall’Africa occidentale, con un ruolo crescente dell’Ecuador – il mercato ha nuovamente svoltato. Nonostante ciò, i problemi strutturali restano: clima, malattie, costi di sostenibilità, concentrazione geografica della produzione. E proprio per questo, di recente, Lindt & Sprüngli ha annunciato un ulteriore aumento dei prezzi. Insomma, un dolce che diventa un po’ salato.
E salata è la notizia che l’Unione Europea ha approvato un nuovo regolamento sugli imballaggi (PPWR, Regolamento UE 2025/40), che introduce un divieto progressivo delle bustine monouso per condimenti nei bar, ristoranti e hotel. In concreto, dal 12 agosto 2026 entrano in vigore il divieto di imballaggi con PFAS (sostanze chimiche persistenti) e l’obbligo di etichettatura chiara per lo smaltimento. Ma il cambiamento vero sarà dal 1° gennaio 2030, quando nei locali dove si consuma sul posto sarà vietato l’uso di bustine monouso in plastica per ketchup, maionese, senape, salse e zucchero. Queste dovranno essere sostituite con dispenser o contenitori riutilizzabili. Le bustine si potranno usare solo per il takeaway e le consegne a domicilio. L’obiettivo è quello di ridurre i rifiuti da imballaggio (–5% entro il 2030, –15% entro il 2040). Il regolamento non riguarda solo i condimenti. Fa parte di una revisione più ampia che include anche i mini-flaconi di shampoo e i cosmetici negli hotel e gli imballaggi in plastica per frutta e verdura sotto 1,5 kg. Anche questa volta la decisione, che magari avrebbe potuto essere anche condivisibile, sarà invece vissuta come l’ennesima imposizione burocratica dall’alto, soprattutto in un momento in cui le priorità politiche sono altre. Insomma, la comunicazione non sembra essere il punto forte dell’Unione Europea.
Al contrario, la comunicazione del presidente Emmanuel Macron, la cui apparizione al World Economic Forum (WEF) di Davos con un paio di occhiali da sole per un problema oculare ha creato un vero caso finanziario a Piazza Affari. Il titolo dell’azienda produttrice iVision Tech, quotato su Euronext Growth Milan, è salito di circa +60% in tre sedute. In alcune giornate il rialzo ha toccato il +28–30%, con sospensioni per eccesso di volatilità. La capitalizzazione di mercato è passata in pochi giorni da circa 16–20 milioni di euro (14.8-18.5 milioni CHF) a oltre 24 milioni (22.1 milioni CHF), con un incremento di valore stimato in 4–5 milioni di euro (3.7 e 4.6 milioni CHF) concentrato anche in una sola sessione. Gli occhiali in questione sono i “Pacific S 01 Doublé Or” del marchio Henry Jullien, storica casa francese del Giura, acquisita da iVision Tech nel 2023. Si tratta di una montatura artigianale in oro laminato venduta a 659 euro (610 CHF). Dopo l’episodio di Davos, il sito del marchio e il centralino sono stati presi d’assalto. iVision Tech è una realtà giovane, fondata nel 2020. L’acquisizione di Henry Jullien ha segnato l’ingresso nel segmento alta gamma artigianale. Secondo l’azienda, Macron ha acquistato gli occhiali già nel 2024, senza omaggi, chiedendo esplicitamente una produzione 100% francese. L’effetto mediatico è stato amplificato dai social e dai meme che hanno paragonato Macron a personaggi di Top Gun e Terminator. Un testimonial involontario, ma estremamente efficace. Questa sì che è capacità di comunicare.
E tanto è stato detto al WEF. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo settimanale pubblicato da L’Osservatore che ringraziamo. In “A Davos seppelliti trent’anni di sicurezze economiche” parliamo delle difficoltà della globalizzazione ad affermare il suo primato, della finta generosità dei miliardari che vorrebbero essere tassati di più e della difesa dei confini.
Trovate qui gli articoli della settimana
A Davos seppelliti trent’anni di sicurezze economiche
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
Fare sport aiuta… l’economia!
Svizzera 2026: crescita sì, ma con prudenza
Prezzi più stabili, economia incerta: la cautela delle banche centrali
Salari in Ticino: la sfida è trovare stabilità
Quando le esportazioni rallentano, il PIL crolla
I Krumiri non sono solo un biscotto…
Notizie Flash di economia
Avete voglia di aggiornamenti settimanali brevi? Non avete voglia di leggermi? Nessun problema: potete guardarmi e ascoltarmi su Instagram (qui) e su TikTok (AmaliaMirante555, qui: https://vm.tiktok.com/ZMdg6eHsb/).
Ascoltami
Ma sapete che trovate “L’economia con Amalia” anche su Spotify? Cliccate qui! E se non avete accesso a questa piattaforma, nessun problema: potrete ascoltare la versione audio in fondo agli articoli scritti sul sito. Qui sotto gli ultimi. Ticinesi: ancora più poveri e infelici
A Davos seppelliti trent’anni di sicurezze economiche
Fare sport aiuta… l’economia!
Svizzera 2026: crescita sì, ma con prudenza
Prezzi più stabili, economia incerta: la cautela delle banche centrali
Salari in Ticino: la sfida è trovare stabilità
Quando le esportazioni rallentano, il PIL crolla
In attesa di quello che ci riserverà l’economia nella prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante















