Il 29 giugno segna un anno dalla devastante alluvione che colpì l’Alta Vallemaggia nel 2024. In quei giorni, piogge eccezionali e temporali violenti provocarono gravi distruzioni e, purtroppo, anche la perdita di vite umane. A distanza di un anno, il ricordo resta vivo: un momento doloroso, ma anche una prova della tenacia e dell’unione dimostrata dalla popolazione.
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia si concentra su alcune curiosità tutte italiane. Il Gruppo Caffo 1915, famoso per il Vecchio Amaro del Capo, compera due marchi storici dal Gruppo Campari: Cinzano e Frattina. Il primo è noto per il vermouth, mentre Frattina per la grappa e gli spumanti. Il valore della transazione è di 100 milioni di euro (94 milioni CHF). L’obiettivo di Campari è focalizzarsi sui marchi ritenuti più strategici; il Gruppo Caffo invece valuta l’acquisizione come un’occasione per fare un salto di scala sfruttando questi marchi, già presenti in oltre 100 mercati, e quindi per portare il Vecchio Amaro del Capo a diventare un liquore di fama internazionale. Nel 2024, i due marchi hanno generato vendite nette per 75 milioni di euro (70 milioni CHF), con un tasso di crescita annuo del 5% e un margine operativo (la percentuale degli utili senza le deduzioni) pari a 21 milioni (19.6 milioni CHF). Numeri solidi, che spiegano l’interesse di Caffo per un’acquisizione con forti potenzialità di sviluppo. L’operazione rappresenta quindi un cambio di passo per entrambe le aziende. Campari libera risorse e si concentra sui suoi marchi principali, mentre Caffo rafforza il proprio posizionamento strategico e si prepara a sfidare i mercati globali con una combinazione di tradizione, visione e ambizione industriale.
Ma guardiamo alla storia delle due aziende. Vecchio Amaro del Capo nasce nel 1915, quando Giuseppe Caffo, mastro distillatore siciliano, rileva una distilleria ai piedi dell’Etna. Negli anni l’attività si trasferisce in Calabria, a Limbadi, dove tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta viene creata la ricetta attuale: un infuso di 29 erbe botaniche locali, ispirato al territorio di Capo Vaticano, da cui prende anche il nome. Il lancio commerciale avviene nella seconda metà degli anni Settanta. Oggi è uno degli amari più venduti in Italia, con una quota di mercato stimata intorno al 40% e rappresenta un vero simbolo della Calabria, grazie a una ricetta segreta che unisce artigianalità e forte identità territoriale. La storia di Campari comincia invece nel 1860 a Novara, dove Gaspare Campari inventa la formula del celebre Bitter. Nel 1862 si trasferisce a Milano, aprendo il Caffè Campari, seguito nel 1915 dal Camparino, diventato un’icona dell’aperitivo milanese. Sotto la guida del figlio Davide, l’azienda si industrializza: nel 1904 apre lo stabilimento di Sesto San Giovanni. Nel 1932 arriva il Campari Soda, primo aperitivo monodose, con bottiglia disegnata da Fortunato Depero. Fin dagli anni Trenta, Campari si distingue per uno stile comunicativo innovativo, affidato a grandi artisti e designer. Nel corso del Novecento, il gruppo cresce in Italia e all’estero, acquisendo numerosi marchi. Oggi è uno dei leader globali nel settore degli spirit di marca, con oltre 50 marchi (tra cui Aperol, Grand Marnier, SKYY, Wild Turkey), presenza in 190 Paesi e circa 4’000 dipendenti. Un impero nato da un bar, come spesso accade con le grandi storie italiane.
E trasferiamoci a Venezia dove è stato celebrato il matrimonio tra Jeff Bezos e Lauren Sánchez. Dal punto di vista economico, rappresenta un vero e proprio caso di studio. La spesa complessiva è stimata tra i 40 e i 48 milioni di euro (37-45 milioni CHF). Si tratta probabilmente del matrimonio privato più costoso mai celebrato in Italia. Il cuore della cerimonia è stato l’isola di San Giorgio Maggiore, mentre il ricevimento si è tenuto all’Arsenale di Venezia. Solo l’affitto di questi luoghi storici ha superato i 2 milioni di euro (1.9 milioni CHF). Tra le voci di spesa più rilevanti figurano gli allestimenti floreali (circa 1 milione di euro, 940 mila CHF), un catering stellato da 1’000 euro a persona (940 CHF), abiti su misura per la sposa (27 outfit, per un totale di 1,5 milioni euro, 1.4 milioni CHF) e una regia logistica che ha coinvolto 90 jet privati, 30 taxi d’acqua e yacht in laguna. Il matrimonio ha visto la partecipazione di ospiti internazionali alloggiati nei più lussuosi hotel veneziani (Aman, Danieli, Cipriani, Gritti Palace, St. Regis), con tariffe fino a 10’000 euro a notte (9’400 CHF). È stato inoltre stipulato un accordo prematrimoniale blindato, pensato per proteggere l’impero finanziario del fondatore di Amazon, soprattutto dopo il divorzio milionario da MacKenzie Scott. L’anello di fidanzamento, un diamante rosa, è stato stimato in 2,5 milioni di dollari (2 milioni CHF). Tra le spese, anche alcune donazioni filantropiche per la salvaguardia della laguna e sostegno a fondazioni culturali come Save Venice, segno che l’evento non è stato solo spettacolo, ma anche occasione per restituire qualcosa al territorio. Nonostante le polemiche legate all’afflusso turistico e alla trasformazione della città in palcoscenico privato, il matrimonio ha rappresentato anche un momento di visibilità globale per Venezia, con un indotto economico significativo per alberghi, fornitori e artigiani locali.
E concludiamo parlando di “Parità salariale: una strada ancora in salita, ma non più solitaria”. Nel nostro articolo riportiamo i dati aggiornati dell’Ufficio federale di statistica, che confermano come la parità salariale tra uomini e donne non sia ancora stata raggiunta. Accanto a questa constatazione, segnaliamo però alcuni cambiamenti significativi rispetto a dieci anni fa: ad esempio, la percentuale di padri che riducono il loro tempo di lavoro dopo la nascita di un figlio è raddoppiata.
Trovate qui gli articoli della settimana
Parità salariale: una strada ancora in salita, ma non più solitaria
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In Ticino avere un impiego non garantisce una vita dignitosa
Accordo Stati Uniti Cina: buone notizie anche per noi
Apprendistato, basta chiacchiere!
Il -0,3% del PIL non affonda Trump, ma l’informazione economica
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Apprendistato, basta chiacchiere!
In attesa di quello che ci riserverà l’economia la prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante















