L’Assemblea dei delegati della VPOD-SSP, riunitasi oggi a Zurigo, ha deciso – con 22 voti contro 6 – di invitare le cittadine e i cittadini a respingere l’aumento dell’IVA sottoposto a votazione il prossimo 29 novembre.
«I nostri delegati hanno discusso a lungo dei pro e dei contro del progetto sottoposto a votazione. Non è stata una decisione facile da prendere», ha sintetizzato la segretaria generale della VPOD-SSP, Rebekka Wyler. Alla fine, la maggioranza ha deciso di invitare a votare «no» all’aumento dell’IVA. Tre sono le ragioni alla base di questa decisione.
- Innanzitutto, nulla giustifica un finanziamento supplementare, a breve termine, per la tredicesima AVS. L’AVS, infatti, gode di ottima salute. Ha registrato un utile di 5,63 miliardi nel 2024 e di 4,44 miliardi nel 2025. In soli due anni, i suoi utili – oltre 10 miliardi – superano quanto frutterebbe l’aumento previsto dell’IVA in sei anni (1,5 miliardi all’anno). Inoltre, l’AVS dispone di un patrimonio record: 60,4 miliardi di franchi, pari al 113% delle sue spese annuali. «C’è di che stare tranquilli!», ha esclamato Christian Dandrès, presidente della VPOD-SSP.
- In secondo luogo, come ha ricordato Agostino Soldini, segretario centrale della VPOD-SSP, «l’IVA è un’imposta antisociale. Tutti gli studi ne confermano la natura regressiva». L’aumento di questa imposta – il secondo in quattro anni! – comporterebbe un onere supplementare per famiglia pari in media a 180 franchi all’anno.
Ciò alimenterebbe l’inflazione, mentre l’indice dei prezzi al consumo è già aumentato dell’1,5% (agosto 2026) rispetto alla fine dello scorso anno. Il prossimo aumento vertiginoso dei premi dell’assicurazione malattia, con il rischio ben reale di un nuovo impennata nel 2028, completerà il quadro. Per Christian Dandrès, «tutti questi aumenti si tradurranno in una diminuzione del potere d’acquisto dei lavoratori e delle lavoratrici. Rifiutare l’aumento dell’IVA significa almeno limitarne gli effetti».
- Infine, si tratta di una questione di coerenza sindacale. Abbiamo condotto la campagna per la tredicesima AVS affermando che la sua entrata in vigore non avrebbe richiesto alcun finanziamento aggiuntivo. Parallelamente, «per il finanziamento a lungo termine», abbiamo sostenuto l’opzione di un aumento dei contributi salariali. Alla fine, ci ritroviamo con un aumento dell’IVA! Si tratta di una vittoria del padronato. Per Agostino Soldini, «non possiamo rinnegare le nostre posizioni e sostenere oggi ciò che abbiamo combattuto fino a ieri».

















