Non poteva che concudersi in questo sistema la vicenda Zali, che da anni ha tenuto banco con scandli, scandaletti e tanti lavori politici non eseguiti. Ognuno deve fare i conti con se stessi, e non spetta a noi giudicare. Noi constatiamo come anche la Lega non sia più quel movimento da dentro o fuori, ma si sia imborghesito e sia assetata di poltrone. Vi era una sola decisione da prendere, da parte del Movimento e del CdS. Rassegnare le dimissioni con effetto immediato, che dovevano essere rassegnate dallo stesso Zali e non con giri di parole che non dicono niente. Il vertice della Lega parla di “scelta di reponsabilità” quando invece doveva essere una decisione immediata. Dal Tribunale d’appello, dunque un giudice che dovrebbe essere irreprensibile, al Dipartimento del territorio, poi arrocchino leghista, un vero teatrino tragicomico tra due ministri che non saranno certo ricordati per il lavoro svolto, ai tre casi di luglio. Una iperbole che non lascia dubbi e che, ahinoi ticinesi ha visto la situazione nostra rovinarsi, non solo, ma anche al non operare di ministri che hanno pensato solo alla loro posizione, nostra opinione personale. Di certo se ci fosse stato ancora Bignasca, la situazione si sarebbe schiarita molto prima, senza tergiversare e congelare il lavoro istituzionale a cui i ministri sono chiamati svolgere. Anzi probabilmente con Bignasca, Zali non sarebbe neppure apparso in lista.
L’unico auspicio sarà che si inizi a fare pulizia e lavorare, ma il subentrante non ci sembra sia un lavoratore per il popolo, lasciamoci sorprendere! Forse il movimento leghista dovrebbe guardarsi dentro e iniziare una fase di autocritica ad ogni livello per poter sperare di riprendere la credibilità politica che le compete e anche in avvicinamento alle elezioni cantonali. Ai partiti ora di non fare melina ma di proporsi con programmi chiari e trasparenti, affinché la popolazione possa, ammesso che lo farà, riprendere fiducia nelle istituzioni, che i due ministri leghisti hanno nel loro regno di oltre 10 anni affossato! Noi popolo vogliamo finalmente politici che lavorano per noi e non per loro!
Noi di ETC non siamo mai entrati nel merito, non è nostro compito e sarà le autorità di competenza, le nostre sono solo osservazioni come cittadini ticinesi, che subiamo inermi tutto quanto ci viene propinato e non possiamo mai avere una reazione, se non quella, quando andremo a votare di cambiare tutto e tutti!
(ETC/rb)















