Vi sono aziende che erano, diciamo erano, il fiore all’occhiello di una Svizzera unica nel suo genere, che oggi dimostrano la loro globalità nella peggiore essenza possibile. Pensiamo a Swissair, tanto per citarne una, passando da UBS e CS, per scivolare ora alle Poste (ma la lista potrebbe essere molto lunga). L’azienda gialla, che con un’arroganza disarmante si è fatta “beccare” con le mani nella marmellata, restituendo il malloppo ai vari cantoni. Scandalo milionario quando ai suoi dipendenti fa fare la cura dimagrante con stipendi al limite della decenza. Naturalmente in queste condizioni gli utili sono diminuiti, parliamo di utili comunque, e allora perché non prendere i soldi dove nessuno può dire di no? Aumentiamo degli invii postali, e ora a chi ha un ccp, se non ne ha un altro con un saldo positivo di almeno 25 mila franchi, ogni mese sarà fatturato fr 5.-. Adesso siamo stufi di queste aziende privatizzate ma che hanno dietro lo Stato, che menano il torrone, facendo tutto come vogliono senza che nessuno ponga un veto o un freno. Le Poste nella dinamica delle banche? Va bene basta saperlo e agire di conseguenza. Perché se poi dovessimo valutare anche il servizio…. in rapporto al costo!
Evidente che in accusa sono la classe dirigente e non certo chi si alza alla mattina alle 5 per garantire alla popolazione un certo servizio…
Esempio: un autista per fare le sue 8 ore al giorno, resta “in ballo” magari 12 ore fuori dalla propria casa. Le 4 ore buche sono perse e neppure retribuite!
(ETC/rb)














