Un sonno sano aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, ictus cerebrale e demenza. Anche in medicina, tuttavia, il sonno non riceve ancora l’attenzione necessaria, secondo l’esperto di sonno Claudio Bassetti. Nuove scoperte, in particolare sulla salute cerebrale, ora stanno determinando un cambio di prospettiva.
Aggiornato il 15 maggio 2025
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Lo si avverte già dopo una sola notte insonne: un sonno disturbato ci rende di cattivo umore, irritabili e privi di concentrazione. Quando siamo troppo stanchi, aumentano gli incidenti sulle strade, sul lavoro e anche a casa. La sonnolenza ha un effetto simile all’alcol: compromette la nostra percezione, la valutazione del pericolo e il tempo di reazione. Secondo l’Ufficio prevenzione infortuni (UPI), fino al 20 % di tutti gli incidenti stradali è attribuibile alla stanchezza: se questo non è un motivo sufficiente per elogiare il buon sonno!
Fase di riposo per gli organi
Il sonno ha origine nel cervello, ma interessa tutto l’organismo. Ad esempio, la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca diminuiscono, l’apparato gastroenterico modifica la sua attività. «Praticamente tutte le funzioni corporee vengono modificate dal sonno», dice il Prof. Claudio Bassetti, neurologo ed esperto di medicina del sonno all’università di Berna. Non si tratta di una pausa, il sonno è un processo attivo. Alcune parti del cervello vengono disattivate, altre rimangono attive o sono addirittura più operative che nello stato di veglia. È chiaro che non possiamo vivere senza dormire. A livello sperimentale si è constatato che gli animali privati permanentemente del sonno alla fine muoiono. Per l’uomo è probabilmente lo stesso. Il motivo per cui dobbiamo dormire non è ancora stato chiarito definitivamente. «Pensiamo che durante il sonno si risparmi energia e la si redistribuisca nel corpo, creando fasi di riposo per gli organi», dice Bassetti. Senza queste fasi di riposo, l’organismo viene danneggiato.
Influenza sulla salute del cervello
Oltre ai deficit immediati, a lungo termine ne risentono anche il benessere e la salute. La mancanza di sonno aumenta la mortalità. «Per questo è giunto il momento di parlare della salute del sonno», ammonisce Bassetti. Un cattivo sonno favorisce il sovrappeso, l’ipertensione arteriosa, la suscettibilità alle infezioni, le malattie cardiovascolari e riduce le prestazioni mentali: vengono compromessi attenzione, memoria, capacità di trovare le parole e processi decisionali. L’influenza del sonno sul nostro cervello è l’aspetto meglio studiato: il sonno ha un ruolo centrale per la sua funzionalità. Al momento ci sono due teorie principali al riguardo. In primo luogo durante il sonno vengono rafforzate le connessioni importanti nelle reti neuronali. Durante il giorno, le nostre sinapsi memorizzano ciò che abbiamo imparato creando nuove connessioni nel cervello. Tuttavia, questo processo non può avvenire in modo illimitato. Durante il sonno si verifica una sorta di selezione di queste connessioni: quelle di cui abbiamo bisogno vengono favorite, altre vengono eliminate. «Si può paragonare alla potatura nella viticoltura», spiega Bassetti, «si tagliano alcuni grappoli per migliorare la qualità degli altri». In secondo luogo, si ipotizza che il cervello durante il sonno sperimenti una sorta di lavaggio. Il cosiddetto sistema glinfatico provvede all’eliminazione delle sostanze di scarto nel sistema nervoso. Se la selezione e il lavaggio non funzionano correttamente, i neuroni vengono sovrastimolati o addirittura muoiono. Ciò porta a malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson o la demenza di Alzheimer.

















