La Fondazione ticinese per la ricerca sul cancro è stata costituita nel 1984 su iniziativa del
Prof. Franco Cavalli, grazie a un’importante donazione privata e a un accordo con la Lega
cancro Ticino, che da allora le garantisce un regolare contributo finanziario annuale.
La Fondazione ha lo scopo di sostenere la ricerca sul cancro in Ticino. In oltre 40 anni di
attività ha distribuito quasi 12 milioni di franchi, finanziando più di 200 ricerche oncologiche e
studi di rilevanza internazionale condotti da ricercatori attivi nel nostro Cantone.
Nel 2003, per onorare il suo primo presidente, Mario Luvini, la Fondazione ha istituito una
borsa di studio a lui dedicata, destinata a giovani ricercatori e ricercatrici ticinesi.
Nel 2024 ha inoltre istituito il Premio Dick Marty, in ricordo di un altro suo presidente, rimasto
in carica sino alla morte. Il riconoscimento viene assegnato quest’anno per la seconda volta.
Il premio sarà consegnato dalla presidente della Fondazione, Laura Sadis, insieme a Franco
Cavalli, nel corso della 15a Giornata della Ricerca e dell’Innovazione in Medicina Umana
della Svizzera Italiana, che si terrà venerdì 4 settembre 2026 presso il Campus EST dell’USI
a Lugano.
Quest’anno il Premio Dick Marty sarà assegnato a due ricercatori che nel 2025 hanno
pubblicato articoli scientifici di particolare rilievo in campo oncologico.
Considerato l’elevato numero di pubblicazioni di alta qualità ricevute, il Consiglio di
Fondazione, su proposta del comitato scientifico, ha deciso quest’anno di suddividere il premio
tra due ricercatori, assegnando a ciascuno 15’000 franchi (un terzo al ricercatore e due terzi
al laboratorio).
Per la ricerca fondamentale il premio viene assegnato al Prof. Petr Cejka, Direttore di
Laboratorio all’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) di Bellinzona, istituto del quale a partire
dal prossimo 1° ottobre diventerà Vicedirettore. Cejka è uno specialista mondialmente
conosciuto sui meccanismi con cui le nostre cellule cercano di riparare i danni arrecati al DNA.
Lo studio, per cui gli viene attribuito il premio, è stato pubblicato in Science, una delle due più
quotate riviste scientifiche internazionali ed è il risultato di ricerche condotte assieme
all’Università Erasmus di Rotterdam. Lo studio chiarisce un meccanismo grazie al quale le
cellule tumorali gravate da mutazioni del gene BRCA2 diventano con il tempo resistenti alle
terapie farmacologiche, che inizialmente riescono a bloccare questo difetto genetico
fondamentale per la malignità delle cellule. Le mutazioni di BRCA sono state dapprima
descritte nei tumori del seno (e molti se ne ricordano perché ne parlò Angelina Jolie
essendone affetta), ma che poi sono state ritrovate in una serie di altri tumori. Questa scoperta
dovrebbe permettere di modificare la terapia farmacologica in modo da superare questa
barriera, che ne limita ora l’efficacia.
Per quanto riguarda gli studi clinici il premio verrà assegnato alla PD PhD Maria Cristina
Pirosa, in rappresentanza del gruppo di ricerca in ematologia sperimentale diretto dal Prof.
Davide Rossi e gestito in comune dall’Istituto Oncologico di Ricerca (IOR) e dall’Istituto
Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI). Lo studio è stato pubblicato in Blood, la rivista
ufficiale dell’American Society of Hematology. La ricerca è centrata sull’uso della cosiddetta
biopsia liquida nella gestione di pazienti affetti dal linfoma maligno di Hodgkin. Grazie a questa
metodologia, per la quale il laboratorio dello IOR è diventato un centro di competenza
europeo, si riesce a determinare quantità anche minuscole di DNA rilasciate dal tumore
maligno nella circolazione sanguigna. Lo studio si riferisce a oltre 300 casi trattati in due
ricerche sperimentali internazionali e ha permesso di scoprire come si possa d’ora innanzi
individualizzare la terapia di questo linfoma maligno, usando questo test estremamente
sensibile. Già oggi un’alta percentuale di questi pazienti viene guarita: è probabile che grazie
a questa metodologia e all’uso concomitante della PET si possa arrivare tra poco tempo a
guarire tutti questi pazienti.

















