Gestione del personale al DECS: improvvisazione, errori e fatture pagate dai cittadini?
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Presentata da: Stefano Quadri (LEGA dei Ticinesi)
Cofirmatari: Omar Balli; Mauro Minotti; Michele Guerra; Raffaella Zucchetti; Boris Bignasca
Data: 14 luglio 2026
Numero: Non compilare (Viene compilato dai Servizi)
Testo: L’ennesimo caso emerso sulla stampa riguardante la gestione del personale del DECS lascia sconcertati. Il Tribunale amministrativo cantonale ha stabilito che il licenziamento di una collaboratrice delle mense scolastiche è stato gestito con una procedura errata, obbligando il Cantone a versare oltre settemila franchi di indennità, oltre a interessi e spese.
Non è accettabile che l’incapacità gestionale di chi prende decisioni amministrative ricada sistematicamente sulle tasche dei cittadini.
Questo episodio segue altre scelte quantomeno discutibili, come la gestione della nomina dei capisezione in co-working alla SIMS, dove invece di garantire una conduzione chiara e autorevole si sono adottate soluzioni organizzative che hanno sollevato parecchi interrogativi.
Il DECS, chiamato a formare le future generazioni, dovrebbe essere il primo esempio di rigore, competenza e buona amministrazione. Purtroppo, i fatti sembrano raccontare altro.
Chiediamo quindi al Consiglio di Stato:
1. Chi si assume la responsabilità degli errori procedurali che hanno portato alla condanna del Cantone?
2. Quali costi complessivi ha generato questa gestione sbagliata del dossier?
3. Quanti casi analoghi di contestazioni del personale hanno interessato il DECS negli ultimi anni?
4. Il Consiglio di Stato ritiene normale che decisioni organizzative delicate, come la nomina dei capisezione in co-working alla SIMS, vengano gestite creando incertezza invece che chiarezza?
5. Non è giunto il momento di verificare seriamente la gestione delle risorse umane all’interno del DECS e di pretendere responsabilità concrete da chi sbaglia?















