Per una politica pragmatica di protezione dal caldo: semplificare l’installazione degli impianti di climatizzazione e proteggere la popolazione
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Presentata da: Matteo Quadranti e Omar Terraneo
Cofirmatari: A nome del Gruppo PLR
Data: 8 luglio 2026
Numero: Non compilare (Viene compilato dai Servizi)
Testo:
Le ondate di calore non rappresentano più eventi eccezionali, ma una realtà destinata a ripresentarsi con crescente frequenza e intensità. Le temperature registrate anche quest’estate dimostrano come il benessere termico sia ormai una questione di salute pubblica.
Le categorie più esposte sono note e costantemente citate anche negli avvisi di canicola: anziani, malati cronici, pazienti ricoverati, bambini e persone con disabilità. Ma il problema riguarda anche migliaia di professionisti che operano in ospedali, case anziani e altre strutture sanitarie, spesso prive di sistemi di climatizzazione adeguati. In condizioni estreme, lavorare e curare diventa più difficile, mentre aumenta il rischio per la salute sia del personale sia dei pazienti. Allo stesso modo, le ondate di calore influiscono negativamente sul riposo dei privati cittadini che lavorano, con conseguenze altrettanto negative.
L’attuale quadro normativo rende tuttavia eccessivamente complessa l’installazione di impianti di climatizzazione, imponendo procedure lunghe e requisiti che, in molti casi, finiscono per costituire un ostacolo di fatto anche quando l’interesse generale è evidente. È necessario distinguere tra gli impianti superflui e quelli che rispondono a un reale bisogno di tutela della salute e della qualità del lavoro e della vita della popolazione.
Una politica responsabile non deve cadere in contrapposizioni ideologiche. Facilitare l’installazione di sistemi di raffrescamento nei casi necessari non significa rinunciare agli obiettivi climatici. Al contrario, significa affiancare alle indispensabili politiche di riduzione delle emissioni anche misure concrete di adattamento a un clima che è già cambiato.
Parallelamente, occorre accelerare gli interventi di lungo periodo: più alberature e spazi verdi, edifici meglio isolati, maggiore produzione di energia rinnovabile e una pianificazione urbana capace di limitare gli effetti delle isole di calore.
Proteggere la popolazione dalle conseguenze delle ondate di calore e continuare a investire nella transizione energetica non sono obiettivi alternativi, ma complementari. Con un approccio pragmatico, fondato sul buon senso e sulla proporzionalità, è possibile salvare vite, migliorare le condizioni di lavoro e contenere i consumi energetici senza inutili appesantimenti burocratici.
Il Consiglio di Stato è quindi invitato a presentare le modifiche legislative e regolamentari necessarie affinché il Cantone adotti una politica pragmatica di adattamento alle ondate di calore, prevedendo in particolare:
1. la semplificazione delle procedure autorizzative per l’installazione di impianti di climatizzazione negli edifici in cui ciò sia necessario per garantire la salute, la sicurezza e condizioni di lavoro dignitose, eliminando gli ostacoli burocratici sproporzionati e consentendo procedure rapide, soprattutto per edifici pubblici e strutture sensibili;
2. un programma prioritario per dotare di adeguati sistemi di raffrescamento scuole, asili, case per anziani, ospedali, istituti sanitari e sociosanitari e altri edifici cantonali che ospitano persone particolarmente vulnerabili o personale chiamato a operare anche durante le ondate di calore;
3. il rafforzamento delle misure strutturali di adattamento climatico, quali la promozione del verde urbano, il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, l’isolamento degli immobili e lo sviluppo della produzione di energia rinnovabile.















