Già era una stagione iniziata sotto tono, con Cereda e Duca alla testa, ma non più seguiti al 100% dai giocatori, che non hanno certo brillato per atteggiamento. Poi la fatidica conferenza stampa che nessuno ha capito bene il motivo della stessa se non pulire i panni in pubblico. Operazione mal gestita dal presidente, mal gestita dai membri di comitato, che hanno messo alla graticola allenatore e direttore sportivo, con attacchi impensabili. E dire che erano un trio, i due e il presidente, che si diceva unito e che remava nella stessa direzione. In quell’occasione un battibecco unico tra Duca e Lombardi che ha sancito la fine di un rapporto, ivi compreso Cereda più tranquillo e l’inizio di un incubo. Improvvisazione abbiamo detto ed effettivamente abbiamo visto una conferenza stampa con un presidente impreparato, che ha battibeccato con i suoi, che ha messo a disposizione il suo mandato e che ad oggi dopo 2 mesi e mezzo non si è fatto più sentire, così come il comitato. Hanno voluto dare mandato ai vice allenatori Landry e Matt, ad interim benin come direttore tecnico ad interim e senza più intervenire sembra quasi che si stà aspettando qualcosa che dovrebbe succedere. E qualcosa di molto negativo è successo!
Dopo alcune vittorie, frutto più di una reazione sistemica dopo cambio allenatore, sono riemersi i problemi strutturali di una squadra mal gestita e non certo farcita da talenti. Quelli in più che l’anno passato hanno permesso all’Ambri un finale emozionante e positivo, tanto da raggiungere i Play IN, quest’anno si sono smarcati e non hanno certo brillato. Vuoi che sono anziani, vuoi che in un clima di incertezza non è facile giocare, vuoi che nessuno li pizzicava e li pizzica, hanno fatto quello che hanno voluto, affondando il Club in una situazione a dir poco strana e incredibile: perdere l’ultima partita del 2025 contro il fanalino di coda Ajoie, con tutto il rispetto dell’Ajoie, che dopo 6 sconfitte di fila ha trovato una roboante vittoria proprio alla Gottardo Arena, cacciando in zona Play Out i leventinesi. Un club che ha una forza straordinaria, i suoi tifosi. Sempre presenti in massa, sempre pronti a metter mano al borsino, di fede inossidabile, che però proprio l’altra sera hanno fischiato, e non poco, i loro beniamini. Forse il comitato, il presidente e i giocatori come lo staff tecnico non hanno capito che la tifoseria è stufa di questo atteggiamento di sommarietà da parte di tutti e oltretutto è una pista tra le più care in Svizzera, dove i ristoranti interni chiudono presto, perdendo occasioni di incassi interessanti. Abbiamo l’impressione che alla testa di questo Club vi sono dei dilettanti, oscurati da una figura ingombrante, che quando tutto va bene è in prima fila e oggi è completamente defilato. La pausa di Natale deve servire a serrare le file, a prendere decisioni importanti, per il bene del club. Non è concepibile che si sono messe delle pedine due mesi fa, probabilmente sapendo che non era la decisione migliore, ma solo per evitare costi e cambiamenti strutturali. Si è messo alla mercé la gestione passata senza avere un piano preciso, aggirando gli stessi con operazioni subdole che meriterebbero ben altra analisi. Come si fa preparare una squadra per la prossima stagione quando il direttore generale non sa neppure se domani sarà ancora al suo posto. Come si fa allestire un roaster degno di qualità, quando non si sa nemmeno se gli attuali allenatori sono ben visti e saranno confermati anche in futuro. Una situazione riprovevole che deve essere risolta al più presto, perché l’Ambri merita ben altra gestione, forte di una storia gloriosa e squadra che ha tantissimi tifosi anche fuori dai confini cantonali e nazionali. Il vero capitale di questo Ambri sono i quasi sempre 6775 spettatori presenti ad ogni partita, spettatori e tifosi che iniziano a mugugnare e che probabilmente non saranno più disposti a salire in Leventina sentendosi presi in giro. Se il presidente non parla, il comitato è silente allora questa squadra è destinata ai play out contro l’Ajoie, senza tante probabilità di farcela. La fortuna sarà poi che affrontando la prima della serie B, con ogni probabilità il divario tecnico è molto diverso e l’Ambri dovrebbe farcela, sempre ammesso che la prima di B vorrà salire nella massima categoria.
Lo scenario è dunque tristissimo se veramente qualcuno non prende in mano la direzione con piglio e capacità per dare a questo Club, una linea direttiva chiara e emozioni durante le partite. L’Ambri è questo, un Club che emoziona, che delude, che abbraccia i tifosi e che alla fine incanta sempre per delle prestazioni incredibili.
Non passa un giorno dalla debacle Ajoie che la presidenza se ne esce con la richiesta di aumento di capitale sociale; una tempistica veramente sbagliata…
Ma poi, e questa è una nostra impressione, un club che continua a dire di non avere soldi con 6775 spettatori ad ogni partita è veramente credibile. Noi pensiamo che i soldi ci sono, ma l’incapacità di gestione economica porta il Club a non avere mai soldi.
L’Ambri merita di più, merita serietà nella gestione, merita uno staff tecnico degno di tale nome, merita un direttore generale definitivo, merita fiducia e perché noi poi arriveranno anche i risultati. I tifosi ci sono, un capitale inestimabile, che con queste gestioni creative e fantasiose vi è il rischio di perderlo per strada!
Noi confidiamo che durante queste pause Natalizie qualcuno prenderà in mano la diligenza HCAP e inizierà a far luce e trovare il sole che ha sempre contraddistinto il club di montagna!
(ETC/rb)
Potete commentare senza ombra di dubbio, ma con commenti intelligenti e non da tifosi fanatici che vedono rosso ogni volta che qualcuno osa parlare di Ambri. Guardate che HCAP è una squadra come le altre, una ditta con budget milionario e come tale va gestito e considerato! Un’altra ditta in questi casi corre ai ripari subito per evitare il fallimento!














