Care amiche, cari amici, buona domenica!
Oggi iniziamo con un pensiero alla nostra Nati. La sconfitta fa male, soprattutto quando si arriva così vicini a un traguardo importante. Ma resta la gratitudine per una squadra che ci ha fatto emozionare e che ha portato con orgoglio i colori della Svizzera.
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia comincia dall’indice dei prezzi alla produzione che in giugno in Cina è aumentato del 4,1% rispetto all’anno prima. È il livello più alto degli ultimi quattro anni. Il fatto è importante perché questo indicatore misura i prezzi dei beni quando escono dalle fabbriche; rappresenta un’anticipazione dei prezzi che vedremo sugli scaffali dopo qualche mese e ai quali si saranno aggiunti anche i costi di trasporto, stoccaggio, distribuzione… L’aumento dipende principalmente dai rincari di energia, materie prime e componenti industriali (a causa anche delle tensioni internazionali) e dalla crescita vertiginosa della domanda tecnologica legata all’intelligenza artificiale che chiede chip, memorie e data center. Le imprese che sono sottoposte a queste tensioni possono scegliere due strade: ridurre i loro margini o aumentare i prezzi ai consumatori. Visto l’andamento dei prezzi al consumo cinese (solo +1% su base annua; -0,3% su base mensile) la scelta verso il mercato interno sembra la prima: questo dipende dal fatto che la domanda interna è piuttosto debole. Discorso diverso quello che capiterà sui nostri mercati dove gli esportatori cinesi potrebbero cercare di compensare le perdite interne e aumentare i prezzi; d’altra parte, la Cina resta la più grande fabbrica del mondo e ci ricorda che l’inflazione non nasce alla cassa del supermercato, ma spesso comincia molto prima, nelle materie prime, nell’energia e nei costi industriali.
Ma c’è un’altra nuova tendenza, che non fa più leva sui prezzi dei prodotti, ma sulla qualità. Dopo avere imparato a riconoscere la shrinkflation (e ci abbiamo messo un po’), cioè quando la quantità di prodotto si riduce, ma il prezzo resta uguale, dobbiamo imparare una parola nuova: skimpflation. La shrinkflation è quando nella confezione i fazzoletti diventano 9 anziché 10, quando la bottiglia di Coca-Cola passa da 500 ml a 450 o quando nel Toblerone “scompare” una montagna. La skimpflation è ancora più sottile: la quantità sembra la stessa, ma peggiora la qualità. Può succedere in tanti modi. Biscotti e merendine che mantengono lo stesso peso, ma sono fatti con più grassi vegetali e amidi e meno burro, meno cacao o meno frutta secca. Piatti pronti e salse che contengono meno olio d’oliva, meno carne, meno formaggio. Un albergo che mantiene lo stesso prezzo ma riduce la pulizia o i servizi. Compagnie aeree che riducono i servizi inclusi, casse automatiche al posto del personale, consegne più lente. La skimpflation è più difficile da misurare della shrinkflation, ma anche in questo caso il consumatore riceve meno valore e quindi si può parlare di una perdita reale di potere d’acquisto.
E chi sostiene che siano stati messi a rischio valore e profitti futuri è Apple che ha fatto causa a OpenAI accusandola di avere sottratto segreti industriali legati allo sviluppo di hardware; lo avrebbe fatto anche attraverso ex dipendenti passati da Apple alla società concorrente. OpenAI respinge le accuse. Apple sostiene che informazioni riservate, competenze interne e procedure industriali sarebbero state usate per accelerare i progetti hardware di OpenAI. Quest’ultima nega ogni illecito e afferma di non avere interesse a utilizzare segreti industriali altrui. Il punto economico che emerge da questa notizia è però un altro. La competizione sull’intelligenza artificiale non riguarda più soltanto software, chatbot e modelli linguistici, ma concerne sempre di più anche gli oggetti fisici come dispositivi, interfacce, strumenti da tenere in mano o da usare nella vita quotidiana. Dopo anni in cui lo smartphone è stato il centro della nostra relazione con la tecnologia, molte aziende ora stanno cercando di capire quale sarà il prossimo oggetto dominante: un assistente vocale evoluto, un dispositivo indossabile, un nuovo tipo di telefono, oppure qualcosa che ancora non abbiamo davvero immaginato. È in questa corsa frenetica che i segreti industriali sono tornati a valere moltissimo. Quindi non parliamo più solo di idee astratte, ma di materiali, design, fornitori, processi produttivi, test, prototipi e conoscenze accumulate in anni di lavoro. Per questo le cause tra grandi aziende tecnologiche sono battaglie per difendere il vantaggio competitivo in mercati che potrebbero valere centinaia di miliardi.
Ma dietro la parola competitività non ci sono solo brevetti, margini e quote di mercato. Ci sono anche posti di lavoro, competenze che si perdono e territori che si indeboliscono. È il tema dell’articolo di questa settimana: “Ticino: sempre più persone senza lavoro”. Bally, Lastminute.com e Auriel Investment sono solo i nomi più visibili di un fenomeno più ampio: chiusure, licenziamenti e ridimensionamenti che segnalano un indebolimento del tessuto economico ticinese. E la situazione nei prossimi mesi potrebbe peggiorare.
Trovate qui gli articoli della settimana
Ticino: sempre più persone senza lavoro
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
Arriva un nuovo benzinaio e si risparmiano venti centesimi al litro
In fabbrica entrano i robot umanoidi: le nuove sfide sindacali
Il franco si indebolisce: è una buona notizia? Dipende da dove guardiamo
Elon Musk: il primo uomo da mille miliardi (ma non in contanti)
Kevin Warsh, un “uomo di Wall Street” alla testa della Federal Reserve
Notizie Flash di economia
Avete voglia di aggiornamenti settimanali brevi? Non avete voglia di leggermi? Nessun problema: potete guardarmi e ascoltarmi su Instagram (qui) e su TikTok (AmaliaMirante555, qui: https://vm.tiktok.com/ZMdg6eHsb/).
Ascoltami
Ma sapete che trovate “L’economia con Amalia” anche su Spotify? Cliccate qui! E se non avete accesso a questa piattaforma, nessun problema: potrete ascoltare la versione audio in fondo agli articoli scritti sul sito. Qui sotto gli ultimi.
Ticino: sempre più persone senza lavoro
Arriva un nuovo benzinaio e si risparmiano venti centesimi al litro
In fabbrica entrano i robot umanoidi: le nuove sfide sindacali
Il franco si indebolisce: è una buona notizia? Dipende da dove guardiamo
Elon Musk: il primo uomo da mille miliardi (ma non in contanti)
In attesa di quello che ci riserverà l’economia nella prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante















